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RITORNO A FUPING 回到富平

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

RITORNO A FUPING 
回到富平

SUGGESTIONI CERAMICHE E FOTOGRAFICHE
DEGLI ARTISTI ITALIANI PARTECIPANTI AL WORKSHOP 2019 IN CINA
ORGANIZZATI DA AICC PRESSO IL FUPING POTTERY ART VILLAGE 

2 marzo – 3 aprile 2024
Palazzo Ducale (Corso Vittorio Emanuele 23)
Urbania
Inaugurazione sabato 2 marzo ore 16.30
Orari: martedì-domenica e festivi ore 10-12.30 | 15.00-18.00
Pesaro 2024 
Capitale italiana della cultura 

 

 

Opere di
IVANA ANTONINI – RINO ATTANASIO – PATRIZIO BARTOLONI –
ANTONIO BONALDI – MONIKA GRYCKO – GIANCARLO LEPORE –
MARCELLO MANNUZZA – MIRKO MARCOLIN – MRCORTO & LUCA PI –
LUCE RAGGI – GIOVANNI RUGGIERO – LUIGI RUSSO – MARCO ULIVIERI

Alla mostra di opere ceramiche è associata una mostra fotografica,
China Colors, curata da Gabriele Resmini (MrCorto),

con una galleria di 65 scatti
realizzati dagli stessi artisti o dagli organizzatori.

Coordinamento istituzionale: Paolo Masetti
Curatela artistica: Matteo Zauli
Ideazione del progetto: Giovanni Mirulla, Giuseppe Olmeti
Coordinamento: Giuseppe Olmeti
Media partner: la Ceramica Moderna & Antica

 

PESARO 2024 accende i riflettori sulla Ceramica, tradizione d’eccellenza del territorio con due importanti mostre in dialogo: a Pesaroalla Galleria Rossini la mostra itinerante “Grand Tour”, un viaggio emozionante alla scoperta della ceramica classica, attraverso la collezione di rappresentanza dell’Associazione Italiana Città della Ceramica – AiCC e a UrbaniaPalazzo Ducale, nell’ambito del progetto di Pesaro 2024 ‘50×50 Capitali al quadrato’, la mostra Ritorno a Fuping 回到富平 che raccoglie opere di 13 artisti italiani ispirate alle residenze da loro svolte in Cina, organizzate dall’Associazione Italiana Città della Ceramica – AiCC presso il Fuping Pottery Art Village, nel 2019.

Ritorno a Fuping 回到富平 inaugura il 2 marzo all’interno del ricco programma di Urbaniadedicato alle celebrazioni per i Cinquecento anni dalla nascita di Cipriano Piccolpasso. La mostra sarà preceduta da una conferenza di apertura con interventi di Marco Ciccolini sindaco di Urbania; Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro; Massimo Isola presidente di AiCC; Alice Lombardelli direttrice del Museo Civico e della Biblioteca di Urbania; Viola Emaldi storica dell’arte; Matteo Zauli progettista culturale; Giancarlo Lepore artista.

Il progetto espositivo Ritorno a Fuping vuole raccontare il ricordo dell’esperienza vissuta dai primi due gruppi di artisti italiani della ceramica  partiti nel 2019 per il Ceramic Village di Fuping in Cina, un ritorno a quelle  atmosfere, alle emozioni e al fare.

Gli artisti coinvolti nella residenza – spiega Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza – «si sono trovati a misurarsi al di fuori dei propri laboratori, delle proprie certezze materiche e tecnologiche, dei propri ritmi di vita, confrontandosi con una vita in comune che ha tradotto l’ideale network ceramico della rete AiCC in una tangibile realtà quotidiana di dialoghi e relazioni […] e questa mostra vuole idealmente collegarsi a quel dialogo, rivissuto alla luce dei sedimenti che il tempo ha lasciato in ognuno di essi, facendo riaffiorare le tracce che l’esperienza ha lasciato, nitide come impronte sull’argilla morbida ed umida. Segni che nessun passaggio successivo potrà mai cancellare». «Questa mostra è un racconto di viaggi, di transiti legati alla ceramica, di storie ceramiche che non conoscono una fine “decisa”, ma continuano a nutrirsi dell’esperienza del viaggio» – evidenziano Massimo Isola, Presidente AiCC, Sindaco di Faenza e Paolo Masetti, Vicepresidente Vicario AiCC, Sindaco di Montelupo Fiorentino. «L’esperienza dei ceramisti italiani a Fuping, grazie al progetto coordinato e sostenuto dall’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, si inserisce proprio in questo concetto di ceramica come viaggio: in questa mostra vediamo le opere degli artisti e ceramisti nate in seguito a questa esperienza di residenza artistica, vediamo la “scia” lasciata nel loro immaginario, nella loro tecnica, nella loro poetica». «Con questa mostra si rincontrano degli amici per ricordare momenti straordinari vissuti assieme e raccontare, quasi come in una favola (c’era una volta…), un mondo che è stato», aggiungono Giuseppe Olmeti, Direttore AiCC e Giovanni Mirulla, Direttore Responsabile D’A (Design e Artigianato) e La Ceramica Moderna e Antica. «Non sappiamo se, come e quando questo mondo potrà ripartire ma, siatene certi, noi siamo sempre pronti e ci saremo. Appena un minimo di condizioni ce lo permetteranno…».

Questa mostra a Faenza si propone come la quarta tappa, dopo l’esordio ad Ariano Irpino, poi a Napoli e a Faenza, di un ciclo itinerante che AiCC auspica possa tenersi presso tutte le Città della Ceramica in particolare quelle degli artisti protagonisti (Albisola Superiore, Bassano del Grappa, Celle Ligure, Montelupo Fiorentino e Nove).

Si desidera ringraziare per la professionalità, la generosità e l’amicizia dimostrate: la Famiglia Xu, nelle persone di Xu Dufeng, Xu Guoqing, Xu Guoliang e Chengna; I Chi Hsu, decano e grande padre della ceramica cinese; le maestranze e gli amici tutti del Fuping Pottery Art Village.


REOPENING MCZ CON INSTALLAZIONI DI MICHELE GUIDO E NAMSAL SIEDLECKI

Reopening MCZ
con installazioni di Michele Guido e Namsal Siedlecki

27 gennaio – 2 marzo 2024

Opening: sabato 27 gennaio 16.00 – 21.00
Domenica 28 gennaio 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

Museo Carlo Zauli

 

Il Museo Carlo Zauli è felice di annunciare la propria imminente riapertura al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto ai lavori di ristrutturazione necessari a seguito dell’alluvione che lo ha colpito il 16 maggio 2023.
Tale momento, per noi storico, avverrà sabato 27 gennaio 2024 alle ore 16.00, giornata in cui il Museo resterà aperto in modalità straordinaria fino alle ore 21.00.
Invitiamo la comunità, i media e gli amanti dell’arte a partecipare e a condividere con noi questo momento speciale.

Questa riapertura non sarebbe stata possibile senza il generoso aiuto di tutti coloro – aziende, enti e privati cittadini – che hanno donato fondi, consulenze, tempo, energie dal 16 maggio 2023 ad oggi e che continuano a farlo per aiutarci a completare un’opera che purtroppo non è affatto compiuta del tutto.

La riapertura rappresenta un’occasione unica per esplorare il nostro percorso espositivo arricchito da opere inedite e rari materiali di archivio, fotografie di Cristina Bagnara e installazioni temporanee a cura degli artisti Michele Guido e Namsal Siedlecki e degli studenti che hanno seguito il progetto di Residenza con Michele Guido.
Un modo per riconnettersi così alle atmosfere e tematiche culturali offerte dal nostro Museo.

 

Michele Guido
Mudfulness – Terre a Dimora
Con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Accademia di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Faenza.

Mudfulness, progetto di residenza con Michele Guido, attraverso il quale il Museo Carlo Zauli ha vinto un importante Bando della Regione Emilia-Romagna, L.R. N. 2/2022 – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, è il risultato di un progetto di Residenza inserito all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio.

Come spiega Matteo Zauli, direttore artistico del MCZ, “Michele Guido nel suo lavoro fa emergere il rapporto tra architettura, storia e immagine della natura. Sono nati così i “garden project”, progetti interdisciplinari basati sulle analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza. Un lavoro che sento vicino alla ricerca sulla natura compiuta da Carlo Zauli”. Il progetto ha inoltre una valenza formativa con il coinvolgimento di alcuni giovani studenti partecipanti al corso per curatori MCZ, realizzato in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna (Alice Arabia, Isabella Catino, Giada Miino, Giulia Petronio, Carolina Scalas) e gli studenti del corso IFTS (Chiara Casalone, Katiuscia Urbinati).

Namsal Siedlecki
VASI
Installazione realizzata con il supporto di T.NUA Collective

Il secondo progetto, Vasi, è realizzato da Namsal Siedlecki e si concentra sul tema della trasformazione e rigenerazione dopo la tragica alluvione che ha colpito il Museo Carlo Zauli e la regione Emilia-Romagna.
La scultura di Siedlecki, prodotta assieme agli artigiani di Manifatture Sottosasso, si trasformerà nel corso della mostra accogliendo una performance e un workshop che vedranno il coinvolgimento della comunità locale e infine entrerà a far parte della collezione di arte contemporanea del museo. Il progetto è stato realizzato attraverso la collaborazione tra T.NUA e il Museo Carlo Zauli, partnership che, oltre al progetto dello scorso autunno proseguirà con una residenza nella primavera/estate 2024 con un artista internazionale.

 

Le installazioni sono state realizzate in collaborazione con Manifatture Sottosasso e, nel caso dell’opera di Michele Guido, anche con Modelleria Digitale.
Grafica: Beatrice Bassi

 


 

Michele Guido. Biografia.
Michele Guido (Aradeo, Le – 1976); vive e lavora a Milano.
Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e l’anno successivo frequenta il master in Landscape Design; contemporaneamente al periodo di formazione, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretta da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante. Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante, il loro rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, l’anti specismo ed i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme in collaborazione con le banche dei semi.
I suoi progetti sono stati esposti e conservati in diversi luoghi pubblici e privati: Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Museo del ‘900, Milano | Museo MACTE, Termoli | PAV – Parco Arte Vivente, Torino | Museo della Ceramica, Savova | Museo della Ceramica Monteupo F. (FI) | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 | Palazzo Borromeo, Milano | Fondazione Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Museo Camusac, Cassino | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fondazione Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma.
Tra le mostre personali nella galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma: taphrina deformans garden project, 2021; il tesoro di atreo garden project _2015 con Hidetoshi Nagasawa; 02.02.13 garden project del 2013 e z2o garden project del 2009. Nel 2020 riceve il premio per artisti del Museo della Ceramica di Savona ed il premio Anna Morettini, nel 2010 il Premio Rotary Brera Christian Marinotti, nel 2008 il II Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Tra le residenze: “work” presso la Casa degli Artisti di Milano | “Grand tour en Italie” all’interno di M12 collateral Palermo nel 2018 | “Umana Natura”, visiting professor Hidetoshi Nagasawa nel 2012 | “Made in Filandia” nel 2011.
www.liarumma.it
www.z2ogalleria.it

 

Namsal Siedlecki. Biografia.
Namsal Siedlecki (1986, Greenfield, USA), vive e lavora a Seggiano, Italia. Negli ultimi anni ha esposto il proprio lavoro in numerose istituzioni tra le quali: MAXXI, Roma; Gamec, Bergamo; Palazzo Reale, Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; American Academy in Rome, Roma; Villa Medici, Roma; Museo 900, Firenze; Magazzino Italian Art, New York; 6th Moscow International Biennale, Mosca; Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia; Musèe Bargoin, Clermont-Ferrand; Galeria Boavista, Lisbona; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Villa Romana, Firenze; Magazzino, Roma; ChertLüdde, Berlino; Frankfurt am Main, Berlino; Galeria Madragoa, Lisbona; Cripta747, Torino. Nel 2015 ha vinto il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts at the American Academy in Rome e nel 2019 il Club GAMeC Prize e il XX Premio Cairo. Nel 2022 è stato tra i tre finalisti Maxxi Bulgari Prize al Maxxi di Roma.
magazzino.gallery

 

T.NUA Collective. Biografia.
È un collettivo gestito e finanziato da artisti finalizzato allo sviluppo di progetti ibridi internazionali che intersecano educazione, impegno sociale e arte. Il collettivo si concentra su una pratica collaborativa socialmente impegnata tra artisti ed esperti, collaborando insieme ad iniziative socioculturali.
I programmi in corso: il T.NUA Collaboration Program, una borsa di ricerca per progetti a beneficio delle comunità locali, e il T.NUA Craftsmanship Program, una residenza d’artista incentrata sulla conservazione e trasmissione dell’artigianato tradizionale in relazione all’arte. Il programma si concentra sui territori, sulla loro ricca storia e sulle tecniche, ispirando un dialogo tra antichi saperi artigianali e artisti contemporanei.
www.tnua-collective.art   |  IG: t.nua_collective

 

In collaborazione con
Comune di Faenza | Regione Emilia Romagna | AiCC Associazione italiana Città della Ceramica | Gruppo Tampieri e Finceramica Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna |
Podere la Berta


MUDFULNESS
 – TERRE A DIMORA

Mudfulness
Terre a Dimora

Progetto di Residenza d’Artista con Michele Guido

Installazione con opere di Michele Guido e Carlo Zauli
Fotografie di Cristina Bagnara

A cura di Giulia Ferraresi e Matteo Zauli

Dal 27 novembre al 5 dicembre 2023
Inaugurazione lunedì 27 novembre ore 12.00

Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna

Inaugura lunedì 27 novembre l’installazione con opere di Michele Guido e Carlo Zaulifotografie di Cristina Bagnara. La mostra, a cura di Giulia Ferraresi e Matteo Zauli, presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in Viale Aldo Moro n.50 Bologna, sarà visitabile fino al 5 dicembre 2023.
A corredo della mostra un catalogo con testi di Emma Petitti – Presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori – Assessore alla cultura e paesaggio Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini – Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna e Presidente della Commissione “Politiche economiche”, Matteo Zauli – Direttore Museo Carlo Zauli, Alice Arabia e Giada Miino – corso per curatori MCZ.

Hanno collaborato al progetto ceramico Manifatture Sottosasso Modelleria Digitale.
Hanno seguito il progetto di Residenza con Michele Guido gli studenti partecipanti al corso per curatori MCZ (Alice Arabia, Isabella Catino, Giada Miino, Giulia Petronio, Carolina Scalas), gli studenti del corso IFTS (Chiara Casalone, Katiuscia Urbinati) e gli studenti ISIA Faenza (Federica Cinquepalmi).

The progetto di Residenza, realizzato grazie al Bando della Regione Emilia Romagna, L.R. N. 2/2022 – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, si inserisce all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio e ha portato, come spiega Matteo Zauli, ad un’inedita installazione che si muove su diversi piani di narrazione, su contesti documentaristici e scultorei, a costruire uno spazio di pensiero che vede il disastro naturale come parte di un processo rivolto ad una polarità positiva, come a non voler tradire il destino della terra stessa, sempre e comunque, anche oltre ogni catastrofe, portatrice di nuova vita.

 


 

Mudfulness
Terre a Dimora
Dal 27 novembre al 5 dicembre 2023
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna
La mostra sarà visitabile:
lunedì-venerdì ore 9.00-18.00
chiuso sabato e festivi
Ingresso gratuito
Info: gabinettopresidenteal@regione.emilia-romagna.it
tel. 051 527 5040 – 6869

PROGETTO DI RESIDENZA CON MICHELE GUIDO

Tra fango e nuove argille:
un percorso di residenza per la valorizzazione di inediti materiali,
progetto di Residenza con Michele Guido

 

Il Museo Carlo Zauli ha vinto un importante Bando della Regione Emilia Romagna, L.R. N. 2/2022  – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, con un progetto di Residenza inserito all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio.

Il lavoro di Michele Guido, artista di rilievo internazionale, si inserirà all’interno di un processo di valorizzazione di opere inesplorate degli archivi del Museo, quelle dedicate agli stampi e ai modelli in gesso di Carlo Zauli che non erano ancora stati catalogati poiché sommersi da un’enorme quantità di argilla e che, dopo l’alluvione, sono riemersi dalla più remota cantina per svelare forme ancora inedite dell’opera zauliana.

L’artista ha assistito a questo importante ritrovamento e, attraverso le “argille alluvionate” che sono state recuperate potrà conoscere e studiare approfonditamente questa materia prima che è per noi materiale di archivio, fonte di ispirazione per le opere che realizzerà.

Come spiega  Matteo Zauli, direttore artistico del MCZ, Michele Guido nel suo lavoro fa emergere il rapporto tra architettura, storia e immagine della natura. Sono nati così i “garden project”, progetti interdisciplinari basati sulle analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza. Un lavoro che sento vicino alla ricerca sulla natura compiuta da Carlo Zauli.

La valorizzazione e promozione di questo patrimonio avverrà attraverso la ricerca contemporanea di Michele Guido e un’esposizione, presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in Viale Aldo Moro n.50 Bologna, dal 27 novembre al 5 dicembre 2023, delle opere da lui realizzate unitamente ad un’installazione con una selezione di tale inedito materiale di archivio di Carlo Zauli ritrovato.

Il progetto avrà inoltre una valenza formativa con il coinvolgimento di alcuni giovani studenti selezionati delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Ravenna, partecipanti al corso per curatori MCZ, del corso IFTS Tecnico del Prodotto ceramico: Sviluppo, sostenibilità e Design per il Made in Italy di Faenza e ISIA Faenza – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche.

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Faenza.

 


Michele Guido (Aradeo, LE – 1976); vive e lavora a Milano

Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e l’anno successivo frequenta il master in Landscape Design; contemporaneamente al periodo di formazione, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretta da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante.
Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante, il loro rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, l’anti specismo ed i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme in collaborazione con le banche dei semi.
I suoi progetti sono stati esposti e conservati in diversi luoghi pubblici e privati: Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Museo del ‘900, Milano | Museo MACTE, Termoli | PAV – Parco Arte Vivente, Torino | Museo della Ceramica, Savova | Museo della Ceramica Monteupo F. (FI) | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 | Palazzo Borromeo, Milano | Fondazione Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Museo Camusac, Cassino | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fondazione Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma.
Tra le mostre personali nella galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma: taphrina deformans garden project, 2021; il tesoro di atreo garden project _2015 con Hidetoshi Nagasawa; 02.02.13 garden project del 2013 e z2o garden project del 2009. Nel 2020 riceve il premio per artisti del Museo della Ceramica di Savona ed il premio Anna Morettini, nel 2010 il Premio Rotary Brera Christian Marinotti, nel 2008 il II Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Tra le residenze: “work” presso la Casa degli Artisti di Milano | “Grand tour en Italie” all’interno di M12 collateral Palermo nel 2018 | “Umana Natura”, visiting professor Hidetoshi Nagasawa nel 2012 | “Made in Filandia” nel 2011.

www.liarumma.it
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“ARTE, ARCHITETTURA, ARTIGIANATO, SOSTENIBILITÀ” – CERAMIC PERFORMANCE FESTIVAL

Tutto si Crea
Tutto si Distrugge
Tutto si Trasforma
“Arte, architettura, artigianato, sostenibilità”

da un progetto di Paola Bandini per il Ceramic Performance Festival, organizzato dal Museo Carlo Zauli, curatore Matteo Zauli
20 ottobre 2023 ore 19,00 – Rocca di Bagnara di Romagna 

 

Rappresenteremo l’equilibrio precario e il rinnovamento attraverso la creazione interattiva di un’installazione in ceramica.
La sua distruzione, il recupero dei suoi frammenti, il riuso in opere pavimentali e decorative.

Performance artistica di Laura Rambelli
Monica Micheli: arpa
Aldo Maria Zangheri: viola
Hope: voce

Interverranno
Matteo Zauli, Museo Carlo Zauli
Paola Bandini, artista e ceramista
Michela Vicchi, artigiana

Ingresso offerta libera.
Il ricavato verrà donato come contributo per la ristrutturazione del MUSEO CARLO ZAULI di Faenza.

 

Il Ceramic Performance Festival, prima ed unica esperienza del genere in Europa, vuole indagare il materiale ceramico in tutte le proprie potenzialità, invitando grandi artisti di diversi settori, dalle arti visive alla musica, al teatro, alla danza. La manifestazione è un viaggio, dunque, spesso sperimentale, nel lato performativo della ceramica che trasporta il materiale su terreni ed applicazioni lontani dalla pura funzione oggettuale o scultorea.
Tutti gli artisti sono invitati a realizzare un lavoro site specific e tematico, che dalla ceramica prenda origine e ruoti attorno ad essa, alternando musica, danza, teatro e dando origine a performance.

 


ARTINO TERRAPIENO

Casa degli Artisti presenta ARTINO FAAA, il Festival Annuale di Casa degli Artisti dedicato all’Arte Applicata, ideato da Mariavera Chiari (NIC Nuove Imprese Culturali), articolato in una parte teorica e in una espositiva, quest’anno verrà ampliato con la presentazione di una nuova fase: la prima Call di Arti Applicate di Casa degli Artisti “TERRAPIENO”, curata da Irene Biolchini.

Programma convegno
18-19 ottobre | 17.00 – 19.00

Due giornate di studi aperte al pubblico dedicate quest’anno alla storia, esempi e buone pratiche della ceramica. Attenzione particolare verrà data all’uso della ceramica nello spazio pubblico. Le giornate di convegno si terranno dalle 17.00 alle 19.00.

Moderano:

Irene Biolchini curatrice
Mariavera Chiari architetto e ceramista, membro del direttivo della Casa degli Artisti

Interverranno:

mercoledì 18 ottobre

ore 17.00 Massimo Isola (Sindaco di Faenza e Presidente AiCC, Associazione italiana Città della Ceramica)_ Il Museo diffuso di Faenza, sfide e conservazione

ore 17.30 Matteo Zauli per Museo Carlo Zauli, Faenza _ Il festival delle argille azzurre, Immaginare la comunità e la ceramica partendo dal territorio

ore 18.00 Stella Cattaneo, Daniele Panucci per MUDA e Museo della Ceramica di Savona_ Il museo diffuso di Albissola, storia di un territorio e dei suoi abitanti

ore 18.30 Paola Gargiulo e Tullio Mazzotti, Presentazione del volume Mazzotti 120 [SPECIAL EDITION LIBRI&TALK]

giovedì 19 ottobre

ore 17.00 Paolo Campiglio (docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli studi di Pavia), La ceramica di Lucio Fontana: il dialogo con le manifatture e l’architettura

ore 17.30 Luca Bochicchio (docente di Storia dell’arte contemporanea Università degli Studi di Verona, direttore Casa Museo Jorn, Albissola Marina), Pratiche partecipate e relazionali dai situazionisti ad oggi

ore 18.00 Marco Scotini (direttore dipartimento Arti Visive NABA Milano/Roma), Scanavino e la ceramica

ore 18.30 Rosanna Bianchi Piccoli (artista), Ricerca etno-socio-antropologica 1957– 1963

 

Per approfondimenti www.casadegliartisti.net

Casa degli Artisti
corso Garibaldi 89/A Milano

Silvia Camporesi, Sommersi, salvati, 2023


PANOS TSOLAKOS, FAENZA, 1960/2024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PANOS TSOLAKOS, FAENZA, 1960/2024

SABATO 7 OTTOBRE 2023 ore 11.30
Liceo Torricelli Ballardini Faenza (ingresso via San Nevolone 7) 

 

 

Inaugurazione “Caleidos” opera modulare ceramica permanente,
installata a parete, realizzata con moduli di Panos Tsolakos su progetto compositivo e cromatico degli studenti del Liceo artistico indirizzo Design.

Anteprima espositiva delle ceramiche realizzate dagli studenti del corso IFTS Tecnico del prodotto ceramico 2022/23 con Panos Tsolakos.
A cura di Matteo Zauli.

 

Sabato 7 ottobre alle ore 11,30 presso la sede del Liceo Torricelli Ballardini sede indirizzo Artistico, con ingresso da via San Nevolone, 7, inaugura “CALEIDOS”, il primo evento di restituzione del progetto didattico, artistico e culturale intitolato PANOS TSOLAKOS, FAENZA, 1960/2024, ideato da Viola Emaldi. Esso coinvolge la filiera formativa ceramica faentina, composta dal Liceo Artistico Torricelli Ballardini ad Indirizzo Design ceramico, il Corso IFTS Tecnico del Prodotto ceramico: Sviluppo, sostenibilità e Design per il Made in Italy e l’istituzione universitaria ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche.

Il progetto, iniziato nell’anno scolastico 2022/23 e con previsione di conclusione nell’aprile 2024, nasce per una ragione didattica incentrata sul GRÈS, una materia ceramica dedicata alla scultura, in particolare nel ‘900, e di cui Panos è stato un grande utilizzatore.
Nel gennaio 2023, l’artista è stato coinvolto nella ripresa del suo fare artistico, utilizzando il materiale grezzo rimasto accatastato in magazzini di casa dagli anni ’80 (epoca in cui aveva interrotto la sua produzione, iniziata a Faenza nel 1960).

Per il Liceo Artistico indirizzo Design, il progetto ha comportato la progettazione e la realizzazione di un pannello ceramico permanente utilizzando i supporti ceramici grezzi donati dall’artista. Si è trattato di un progetto a classi aperte rivolto agli studenti del Triennio (3°, 4°, 5°), con la partecipazione di circa 30 studenti nel corso dell’anno scolastico 2022/23. Il progetto vincitore è stato quello della classe 3D; i docenti responsabili sono stati Laura Dalmonte (Progettazione del Design) e Massimo Piani (Laboratorio ceramico del Design).

Il Corso IFTS Tecnico del Prodotto ceramico: Sviluppo, sostenibilità e Design per il Made in Italy, Faenza, giunto alla sua quarta edizione nel 2022/23, ha condotto un’operazione di recupero delle forme, uno studio tecnologico dei rivestimenti e della decorazione di una selezione di oggetti donati dall’artista. I docenti responsabili sono stati Marco Tadolini, Francesco Scocca (Lab. Tecnologico), Aida Bertozzi (Lab. Forme modelli e stampi) e Paola Nuovo Gomez (assistente tecnico).  Si ringrazia ISIA per il supporto tecnico utile alle cotture, in particolare il professor Mirco Denicolò.
La progettazione tecnologica e la scelta dei rivestimenti decorativi sono state effettuate in collaborazione con l’artista, che ha partecipato con momenti di briefing concettuale, condivisione dell’approccio artistico e tecnico, e confronto con i ragazzi.
Una parte delle opere realizzate con Panos dal Corso IFTS verranno presentate in anteprima sabato 7 ottobre, coinvolgendo la figura curatoriale di Matteo Zauli, il quale avrebbe dovuto ospitare la mostra presso il Museo dedicato al padre, ma è stata annullata a causa dell’alluvione. La mostra dell’intera collezione di ceramiche si terrà una volta completata nel 2024 presso il Museo Carlo Zauli.

ISIA Faenza Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, oltre a collaborare con attività di supporto nella realizzazione delle opere previste nel progetto, organizzerà due conferenze tenute dal corpo docente sul tema del Grès nel corso dell’anno accademico 2023/24.

Il progetto comprende anche la preziosa partecipazione di due istituzioni museali fondamentali per l’artista che contribuiranno al progetto in modo espositivo: il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza MIC (che possiede opere di Panos, tra cui quelle relative al premio Faenza) e il Museo Carlo Zauli MCZ, simbolo vivente e teatro storico della profonda amicizia e stima con Carlo Zauli.


Panos Tsolakos

Nato a Chalkis, Grecia il 25 aprile 1934, dopo aver appreso i primi rudimenti della tecnica ceramica da artigiani del suo paese natale, ottenne nel 1960 una borsa di studio biennale per frequentare l’Istituto Statale d’Arte Ceramica Gaetano Ballardini a Faenza, dove si stabilì per tutta la sua carriera artistica. Qui frequentò la scuola e lo studio di Carlo Zauli, con il quale strinse una solida amicizia. Il suo materiale di elezione fu il grès, una materia propria della scultura che fu contemporaneamente impiegata da altri grandi artisti presenti alla “scuola di ceramica di Faenza” come Zauli, Valentini, Spagnulo e Albert Diatò. Nel 1971, Tsolakos vinse il Premio Faenza e il primo premio al Concorso Internazionale per la Ceramica di Gualdo Tadino. Nel 1972, espone alla Biennale di Venezia. Successivamente, collaborò con successo in Svizzera, realizzando opere scultoree in ceramica, marmo e bronzo per diversi edifici di culto e promuovendo lo sviluppo delle alte temperature in ambito industriale. Dopo il ritiro dalle attività espositive, nel 2004, realizzò una colonna in grès e oro a terzo fuoco in occasione delle Olimpiadi di Atene, collocata a Maroussi. Dal 1960 fino a oggi, Panos Tsolakos ha vissuto a Faenza, con una breve interruzione alla fine degli anni ’70, e riprendendo – a distanza di vent’anni – la sua attività artistica a Faenza, così com’era iniziata, in ambito scolastico.


TURBINII E SENTIERI – MOSTRA DI WEI BAO AL MIC DI FAENZA

“Turbinii e sentieri”
la mostra di Wei Bao al MIC di Faenza

Dal 23 settembre al 29 ottobre nella project room del museo faentino
i lavori realizzati in due mesi di residenza nel laboratorio del MIC
riflettono sull’alluvione a partire dal Museo Carlo Zauli

 

 

Per la prima volta nella storia del Premio Faenza, all’artista cinese Wei Bao, vincitore under 35 della
62° edizione del Premio Faenza 2023 con l’opera “Courtyard Twilight Series IV”, è stata data la
possibilità di realizzare una residenza al MIC Faenza per produrre nuovi pezzi in dialogo con le raccolte
del Museo e con la tradizione faentina.
Dopo due mesi trascorsi nel laboratorio ceramico del MIC Faenza, i nuovi lavori sono esposti in una mostra curata da Matteo Zauli nella Project Room del Museo.

L’artista Wei Bao nei suoi lavori pone l’attenzione sul rapporto tra uomo e natura a partire da uno studio sulle antiche civiltà e i loro nuclei abitativi. Dopo uno spunto e una riflessione proposti dalla direttrice del MIC Faenza Claudia Casali, Wei Bao ha voluto raccontare il momento storico difficile del nostro territorio post alluvione, avviando un dialogo particolare con il Museo Carlo Zauli, recuperando argille e materiali dall’interrato che ha subito ingenti danni dall’alluvione.

“In residenza per due mesi a Faenza Wei Bao, giovane talento attivo a Jingdezhen, – racconta Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli e curatore della mostra – ha declinato l’identità della sua ricerca artistica alla Faenza di oggi ed ai luoghi visitati, dando vita ad una coinvolgente installazione che intreccia la propria cultura di origine e la città nella quale abitualmente lavora, l’antica origine dei rapporti tra Italia e Cina, attraverso la via della seta, i materiali della nostra città e del laboratorio che lo ospita, i calanchi di argilla da cui la ceramica di Faenza trae vita, gli impasti alluvionali creatisi nelle cantine del Museo Carlo Zauli”.

“Il mio progetto parte da una riflessione sull’acqua – commenta Wei Bao – e in particolare da un insegnamento di Xuncius, filosofo confuciano cinese del III secolo a.C. che recita “L’acqua può trasportare una barca, ma può anche travolgerla”. Questo detto era originariamente usato come metafora del rapporto tra il popolo e l’imperatore e ora è stato esteso a vari aspetti. L’acqua ha creato la civiltà umana e l’acqua può distruggere tutto ciò che l’uomo ha creato. Gli esseri umani sono quindi costretti a rispettare il potere della natura. Così una parte del mio progetto è ispirato dalla prima parte del detto e l’altro dalla seconda parte. Nelle opere che riguardano la seconda parte ho ridotto al minimo il mio intervento accettando il processo naturale di deformazione e rottura delle opere”.

Durante l’inaugurazione Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli e Wei Bao dialogheranno sui risultati ottenuti da questo lungo periodo di residenza.

La mostra sarà visitabile fino al 29 ottobre 2023.

Verrà pubblicato un catalogo con una lunga intervista realizzata dal curatore, Matteo Zauli, all’artista Wei Bao.

 

“Turbinii e sentieri” di Wei Bao
A cura di Matteo Zauli
Inaugurazione: 23 settembre, ore 17
Periodo: 24 settembre – 29 ottobre 2023
Info: 0546697311 | info@micfaeza.org | www.micfaenza.org

CHINI CONTEMPORANEO: IL LIBERTY DI DOMANI

 

Chini contemporaneo:
Il liberty di domani

 

Un workshop a cura di Museo Carlo Zauli e MIC Museo Internazionale della Ceramica in Faenza, in collaborazione con Accademia di Belle Arti Bologna, Accademia di Belle Arti Ravenna, Latte Project, Ceramiche Lega, Associazione Culturale Fatti d’Arte.

Con la partecipazione progettuale di Claudia Casali, Viola Emaldi, Matteo Zauli, Aurora Balducci, Veronica Bassani, Francesca Cerfeda, Gioele Melandri.

Gli artisti coinvolti sono: Isabella Catino e Giulia Petronio, Giovanni Copelli, Filippo Maestroni, Giulia Seri, Tommaso Silvestroni, Arianna Zama.

Il Museo Carlo Zauli, fin dalla sua fondazione, ha sempre indagato la sperimentazione del linguaggio ceramico, in dialogo continuo con l’opera di Carlo Zauli. Il Museo e Carlo Zauli, infatti, hanno sempre creduto nella forza generativa dell’incontro; l’incontro tra diverse forme di saperi, di tecniche, di personalità ceramiche e l’incontro tra ceramica e un più ampio contesto, legato alle arti contemporanee maggiormente innovative.

In occasione della mostra “Galileo Chini. Ceramiche tra Liberty e Déco” al MIC, si vuole analizzare la ricerca artistica di uno dei più importanti protagonisti italiani dell’epoca Liberty, coinvolgendo in particolare le ultimissime generazioni di curatori in continuità con ciò che è stato realizzato nel 2022 in occasione del ventennale dalla nascita del Museo Carlo Zauli, attraverso i nostri progetti per Argillà 2022 con il centro culturale Latte Project, recentemente distintosi a The Others Art Fair Torino, i curatori emergenti del nostro territorio Gioele Melandri e Veronica Bassani, ed infine con il nostro storico corso per curatori, workshop didattico rivolto agli studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna e di Ravenna, giunto alla IX edizione.

La rete progettuale costruita dal Museo Zauli coinvolgerà le nuove generazioni di curatori, chiamati a scegliere a loro volta giovani artisti che interagiranno all’interno del progetto attraverso un loro sguardo personale, traslando sul contemporaneo la ricerca artistica di Galileo Chini e dando vita a nuove produzione ceramiche. 

L’approfondimento della figura di Galileo Chini, dei principi fondativi dell’estetica Liberty e di alcune possibili reinterpretazioni contemporanee saranno affidate ad alcuni interventi introduttivi di Claudia Casali, Viola Emaldi, Matteo Zauli.

The 14 gennaio 2023 alle ore 18.00 sarà organizzato un momento di restituzione al pubblico del progetto con la presentazione dei lavori realizzati,  l’introduzione di Claudia Casali, Matteo Zauli e i giovani curatori coinvolti.
La mostra sarà visibile fino al 18 febbraio 2023. 


MUTAFORMA

Mutaforma
Mutazioni ceramiche del codice CZ
A cura di Collettivo NN

23 settembre – 30 ottobre 2022
Inaugurazione: 23 settembre, ore 18-22
Alchemilla
Palazzo Vizzani, Via S. Stefano 43, Bologna

 

In occasione del suo 20TH ANNIVERSARY, partito a maggio scorso con il programma di eventi 20MCZ, il Museo Carlo Zauli approda a Bologna con la mostra Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZa cura del Collettivo NNdal 23 settembre al 30 ottobre 2022 negli spazi dell’Associazione Alchemilla.
L’esposizione include le opere di Carlo Zauli, Anemoi, Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Massimo Bartolini, Giulia Bonora, Chiara Camoni, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, Arianna Carossa, David Casini, T-Yong Chung, Lorenzo Commisso vs Aida Bertozzi, Giulia Dal Monte e Isabela Benavides, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Piero Golia, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Maurizio Mercuri, Jonathan Monk, Caterina Morigi, Ornaghi & Prestinari, Chiara Pergola, Marco Samorè, Daniel Silver, Sissi, Luca Trevisani, Sislej Xhafa, Shafei Xia, Italo Zuffi.

Il Museo Carlo Zauli, nato a Faenza pochi mesi dopo la scomparsa del grande ceramista scultore – tra i più importanti del Novecento – all’interno degli spazi del suo studio-atelier, è considerato ormai in ambito internazionale un centro nevralgico per la ceramica contemporanea e per l’approfondimento del percorso artistico del Maestro, attivando parallelamente, dal 2003, percorsi di residenza per permettere ad artistɜ contemporaneɜ di sperimentare con il medium ceramico, spesso per la prima volta.

Con questa mostra bolognese, il Collettivo NN intende portare nuove riflessioni su Carlo Zauli e sulla ceramica contemporanea, partendo dal concetto di metamorfosi, qui intesa come principio di vita e di relazione che attraversa e lega ogni forma vivente in un tutto organico.
L’esposizione restituisce l’ibridazione tra la componente ereditaria di Zauli e la cultura ceramica di Faenza in quanto tradizione di una forma d’arte tra le prime espressioni artistiche dell’essere umano. Questa eredità culturale diventa un’eredità genetica, che nel corso dei vent’anni di residenze è stata assorbita e rielaborata dallɜ artistɜ che hanno abitato gli spazi del museo. È in questo modo che il DNA dell’opera di Zauli ha subito una mutazione. Gli agenti mutanti sono le poetiche, i processi personali e le influenze che lɜ artistɜ hanno portato nei laboratori del museo, generando forme ceramiche alla luce di una voce contemporanea e delle sue nuove istanze. La mutazione è dunque intesa come un atto creativo, un punto di osservazione che mette in luce i punti di continuità con l’eredità di Zauli, e allo stesso tempo i punti di discontinuità necessari per innescare nuovi processi evolutivi.

L’allestimento sarà volutamente ideato e realizzato in dialogo con gli storici spazi del cinquecentesco Palazzo Vizzani, sede dell’associazione Alchemilla, nei quali le opere comunicheranno e avranno rispondenze con gli ambienti intrisi di intima percezione e memoria. Gli spazi ospiteranno inoltre incontri mirati ad approfondire il lavoro dellɜ artistɜ e a creare suggestioni attorno al tema delle residenze come laboratori di trasmissione e rigenerazione di un’eredità artistica.

 

Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZ
A cura di Collettivo NN
Sede: Alchemilla | Palazzo Vizzani, via Santo Stefano 43, Bologna
Date: 23 settembre – 30 ottobre 2022
Press preview: 22 settembre, ore 11
Inaugurazione: 23 settembre, ore 18-22
Promossa da: Museo Carlo Zauli e Alchemilla
Con il contributo di: Fantini rubinetti
Ingresso: libero
Orari:  dal martedì al venerdì solo su appuntamento, sabato e domenica con orario 10-13 e 16-19.
Informazioni: info@alchemilla43.it | www.alchemilla43.it | nncollettivo@gmail.com
Progetto Video: Veronica Santi
Progetto Grafico: Camilla Marrese e Susanna Tomassini
Ufficio stampa: Irene Guzman | irenegzm@gmail.com | +39 349 1250956
Artisti in mostra
Anemoi – Salvatore Arancio – Sergia Avveduti – Massimo Bartolini – Giulia Bonora – Chiara Camoni – Pierpaolo Campanini – Gianni Caravaggio – Arianna Carossa – David Casini – T-Yong Chung – Lorenzo Commisso vs Aida Bertozzi – Giulia Dal Monte e Isabela Benavides – Alberto Garutti – Francesco Gennari – Piero Golia – Eva Marisaldi – Mathieu Mercier – Maurizio Mercuri – Jonathan Monk – Caterina Morigi – Ornaghi & Prestinari – Chiara Pergola – Marco Samorè – Daniel Silver – Sissi – Luca Trevisani – Sislej Xhafa – Shafei Xia – Carlo Zauli – Italo Zuffi

 

The Museo Carlo Zauli è uno spazio sia espositivo che di produzione culturale creato nel 2002, immediatamente dopo la morte dell’artista, per volontà della famiglia Zauli, all’interno dello storico laboratorio-atelier dello scultore. Attraverso le sue collezioni e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale. Si trova infatti a Faenza, in pieno centro storico, all’interno dei locali che furono dal 1949 di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia. E’ divenuto negli anni un punto di riferimento nella produzione e nella divulgazione dell’arte contemporanea, grazie alle sue molteplici attività nell’avanguardia culturale e nella sperimentazione: dalle Residenze d’Artista, ai cicli di conferenze, a rassegne di musica contemporanea, oltre che a percorsi didattici e formativi.
Il 2022 vede impegnato il Museo Carlo Zauli in 20MCZ, un intenso programma di eventi, mostre, workshop e attività per celebrare un anniversario importante: i venti anni del museo, nato a Faenza pochi mesi dopo la scomparsa del noto ceramista, trascorsi non solo a valorizzare l’opera del Maestro ma soprattutto a collaborare con giovani artisti interessati a sperimentare con la ceramica.

Alchemilla è uno spazio multifunzionale indipendente dedicato alle arti visive e performative nato nel 2019 da un incontro fortunato tra persone già impegnate a vario titolo in ambito culturale: artisti, curatori, collezionisti, performer, critici, appassionati d’arte. Sin dall’inizio la convinzione che ha unito i diversi soggetti coinvolti è che l’arte costituisca un irrinunciabile valore umanistico e sociale, da qui il desiderio di creare un luogo di confronto tra discipline, generazioni e linguaggi. Le attività dell’associazione mirano a sostenere la ricerca, la sperimentazione e la produzione nell’ambito delle arti visive e performative. L’associazione dispone di quattro atelier dove sette artisti lavorano stabilmente, di uno spazio dedicato alle residenze, organizza e promuove progetti espositivi, oltre a performance, incontri, workshop, presentazioni e laboratori. La sede di Alchemilla si trova all’interno del cinquecentesco Palazzo Vizzani, nel cuore di Bologna.
www.alchemilla43.it

Collettivo NN è un collettivo curatoriale nato nel 2021 che si occupa di arte contemporanea e ricerca visiva sociale, intersezionale e antispecista. È attivo nell’indagare la realtà complessa della contemporaneità, attraverso il confronto con artistx, ricercartori/ricercatrici, designer, studentx e comunità. NN è una realtà collettiva fluida, in cui la collaborazione, il dialogo, la costante negoziazione di diverse visioni e la cura nei rapporti sono punti fondanti. È un gruppo di quattro persone aperto a futuri incontri e diramazioni. Fanno parte del Collettivo NN: Alberto Russo, Beatrice Sartori, Eloisa Magiera, Gaia De Palma.
www.instagram.com/collettivo.nn

 


Con il contributo di
Comune di Faenza | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna | Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | Associazione Amici della Ceramica e del MIC


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