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PRESENTATION OF THE CARLO ZAULI GENERAL CATALOGUE

Presentazione dell’edizione aggiornata e ampliata
del Catalogo Generale Carlo Zauli
venerdì 22 marzo 2024 ore 18.30
Museo Carlo Zauli

 

L’edizione aggiornata e ampliata del Catalogo Generale delle Opere di Carlo Zauli sarà presentata al pubblico venerdì 22 marzo 2024 ore 18.30 al Museo Carlo Zauli.

Il Catalogo Generale si conferma un prezioso strumento di consultazione e di ricerca sulla produzione dell’artista ad oggi conosciuta, dal 1942 al 1994.
L’opera editoriale, promossa dal MCZ con il contributo della Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio culturale, nell’ambito del piano museale 2023 (L.R. 18/2000) e curata da Monica Zauli, figlia dell’artista, documenta il lavoro di Zauli in ordine cronologico, mediante la schedatura e la riproduzione a colori di oltre duemila opere, suddivise nei diversi ambiti della sua attività (sculture, vasi, dipinti, grafiche, design).

Frutto dell’incessante attività di studio e di archiviazione svolta durante questi ultimi vent’anni, questa nuova edizione del Catalogo Generale è un prezioso strumento di consultazione e di ricerca sulla produzione dell’artista ad oggi conosciuta, dal 1942 al 1994, una ristampa necessaria data l’enorme quantità e complessità del materiale. Oltre ad una nuova impostazione grafica, la pubblicazione presenta nuove opere di Carlo Zauli inserite all’interno delle sezioni “Vasi, piatti e ciotole”, “Opere scultoree” e “Vasi sconvolti”, sviluppa le sezioni riguardanti il design industriale e i multipli e amplia la catalogazione con le opere presenti in collezioni private dell’Emilia-Romagna.

Tutto il lavoro di archiviazione può essere inoltre consultato online sul nuovo sito del Museo Carlo Zauli realizzato da Filippo Volsi e sul PatER – Catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di consentire una più completa conoscenza delle specifiche opere e mettere a confronto i patrimoni delle diverse collezioni offrendo molte possibilità di ricerca e di studio.

Si segnala inoltre, sempre in materia di inedito materiale di archivio, l’inaugurazione di un’installazione, alle ore 18.00 di sabato 23 marzo, a cura di Giovanni Gardini con alcune opere di Carlo Zauli al Museo Diocesano di Faenza, in Piazza XI febbraio.

 

Catalogo Generale Carlo Zauli
a cura di Monica Zauli e del Museo Carlo Zauli
Progetto grafico Beatrice Bassi
Carta Bianca editore

ELOGIO DELLA FRAGILITÀ

ELOGIO DELLA FRAGILITÀ

Ivrea, Museo Civico P.A. Garda

17 February - 14 July 2024

A dieci anni dalla riapertura al pubblico
del Museo Civico Pier Alessandro Garda

 

A dieci anni dalla riapertura al pubblico del Museo Civico P.A. Garda, la mostra vuole valorizzare le collezioni permanenti del Museo, cercando al loro interno un nesso, un elemento trasversale che fosse in grado di offrire al pubblico elementi di novità.
L’argilla, nelle sue varie declinazioni dalla terraglia alla porcellana, è l’elemento presente in tutte le collezioni. In quella archeologica si manifesta in forme e consistenze diverse: dalle semplici tegole per un tetto alle elaborate lucerne o anche agli oggetti di uso comune presenti sulle mense dei romani.
Nella collezione Guelpa-Croff sono presenti servizi da tè, da caffè, importanti e completi servizi da tavola, ma anche oggetti isolati di grande pregio che, per l’occasione, sono stati studiati rivelando alcune novità. Più numerosa e consistente è la presenza di oggetti in ceramica nella collezione orientale.

L’esposizione di alcuni di questi oggetti diventa non solo occasione di condivisione e fruizione ma anche momento di studio e ricerca e in alcuni casi anche di restauro. Ricerca e restauro, attività che spesso rimangono nell’ombra poco conosciute dal pubblico, ma che sono fondamentali per riuscire a capire e interpretare più a fondo sia oggetti della quotidianità sia veri capolavori.

Nel progettare la mostra si è cercato, oltre a individuare un elemento di connessione, di rafforzare il contenuto, approfondendo alcuni significati di cui questo semplice elemento poteva essere portatore: la fragilità, la debolezza insita in questa materia che si rompe, frattura e scalfisce facilmente, ma anche all’opposto, la capacità di utilizzare una debolezza, una ferita per creare forza, bellezza e rinascita, come attraverso l’’antica tecnica del kintsugi.

La mostra, oltre a esporre oggetti delle collezioni del Museo Garda, le valorizza mettendole a confronto e creando relazioni con altre opere d’arte provenienti da importanti musei, fondazioni e collezioni private.
In mostra anche molte opere di Carlo Zauli provenienti dal Museo Carlo Zauli, dal Museo della Ceramica di Castellamonte e da collezioni private.

Di grande rilievo anche le connessioni con il territorio, in particolare con la tradizione ceramica espressa dalla città di Castellamonte, riconosciuta eccellenza dall’AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica), attraverso le creazioni di alcuni artisti del secondo Novecento, che permetteranno di comprendere le evoluzioni di questo materiale duttile e trasformabile, sino all’utilizzo della stampa 3D.

La mostra Elogio della fragilità è stata ideata e coordinata da Paola Mantovani e realizzata grazie allo studio e alla curatela importanti studiosi come Raffaella Ausenda e Marco Guglielminotti nonché di Alessia Porpiglia e Luca Diotto e dall’esperienza artistica di Sandra Baruzzi, Guglielmo Marthyn e Chiara Lorenzetti.

Inaugurazione sabato 17 febbraio ore 16,30

Per informazioni: www.museogardaivrea.it


‘CARLO ZAULI’ – UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

‘CARLO ZAULI’  
UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

Nilufar, Viale Lancetti 34, Milano

01 dicembre 2023 — 25 febbraio 2024
inaugurazione 30 novembre ore 18:00
da lunedì a sabato: 10:00-13:00—14:00-19:00
domenica chiuso

Nilufar presenta ‘Carlo Zauli’, una mostra dedicata al ceramista e scultore italiano ospitata nel grande spazio centrale della sede di Viale Lancetti 34. Nina Yashar, in collaborazione con il Museo Carlo Zauli, ha curato una selezione di opere che ripercorrono i periodi scultorei più rappresentativi della carriera di Zauli, dalle più conosciute a molte altre mai presentate al pubblico. Un’iniziativa importante per celebrare l’arte di Zauli, uno dei capisaldi e massimi rinnovatori dell’arte della ceramica del 1900.

I lavori esposti, tra cui opere particolarmente rare e provenienti dalla collezione privata dello stesso Zauli, narrano il periodo scultoreo che va dagli anni ‘50, l’inizio della carriera dell’artista, agli anni ‘80. Un’occasione significativa per celebrare l’artista e il Museo Carlo Zauli, aperto dalla famiglia nel suo primo studio a Faenza nel 2002 con l’obiettivo di tutelare e diffondere la sua arte. Per la prima volta, una grande galleria consacra una riflessione approfondita all’opera di Zauli.
“Raramente si riscontra un rapporto così intimo tra materiale e artista; la dedizione di Carlo Zauli nel trattare la ceramica emerge nella qualità maestosa e quasi umana delle sue opere, che sembrano vivere di energia propria. Sono felice di omaggiare questo grande autore nei nostri spazi di viale Lancetti” afferma Nina Yashar.

Tra le opere esposte un prezioso vaso-scultura caratterizzato da una decorazione astratta, al quale è stato applicato uno smalto con colpi di frusta (imbevendo uno straccio e colpendo l’opera come in una action sculpture) risalente agli anni ‘50. Tale opera appartiene al primo ma già fruttuoso periodo della carriera di Zauli durante il quale vinse svariati riconoscimenti internazionali. È in questo decennio infatti che Zauli, oltre alla ceramica, ricerca tecniche per lavorare il grès e che vede i primi smalti bianchi a 1200°, precursori dei celebri ‘Bianchi di Zauli’. La maggior parte delle opere selezionate da Nilufar risale agli anni ‘60, momento in cui Zauli si allontana dalla tradizione della maiolica faentina per dedicarsi alla scultura artistica. Questa transizione è il risultato di una sintesi formale e geometrica del suo precedente lavoro. Dopo aver affinato le tecniche nella lavorazione della ceramica greificata, la tattilità del materiale diventa protagonista. Questo è il periodo del ‘Bianco Zauli’. L’artista è noto per aver inventato una nuova tipologia di colore, “una nota storicamente importante, in quanto in precedenza si era passati dall’iper-decorativismo rinascimentale al bianco, giungendo ai bianchi di Faenza. Il medesimo percorso è stato compiuto anche da Zauli, che abbandona la ceramica iper-decorata e inventa una cromia di smalto con una formula ancora oggi segreta” dichiara Matteo Zauli, figlio dell’artista, oggi a capo dell’omonimo museo. Questa la tonalità che domina la carriera dell’autore e che contraddistingue la mostra.

Tra le opere esposte, appartenenti in buona parte agli anni ‘60, si trovano quelle dedicate alla geometria elementare, come la Piramide, che rimanda ad una costruzione preistorica e rappresenta elementi misteriosi presenti in tutto il mondo. Altre opere seguono invece il filone in cui l’artista riflette sulla forma perfetta che esplode in natura, seppur sinuosamente. Zauli ha sempre nutrito e dimostrato un forte rispetto per il mondo naturale e una curiosità per la sua relazione con l’uomo; per questo spesso incrocia la tematica classica con quella naturalistica. Di particolare interesse la sezione dedicata alle Steli, opere che appartengono agli anni ‘60 e ‘70 (periodo in cui Zauli compone ed espone molti lavori anche in Giappone). Sono elementi dalla forma alta e lunga, ispirati alla classicità degli scultori della sua generazione, quali i fratelli Pomodoro. La ceramica è arcaica, e la stele è la forma arcaica per eccellenza. Per la prima volta dopo molti anni, Nilufar riunisce questi complessi monumentali.

In un momento storico in cui la ceramica rivive un periodo di grande fama, Nilufar torna alle nobili origini di questo materiale, celebrando l’artista italiano che più l’ha rinnovata nel secolo scorso.

 


 

NILUFAR
Fondata nel 1979 da Nina Yashar, Nilufar è una delle gallerie di design più importanti al mondo, che esercita un’influenza centrale nel settore creativo. Guidata dall’inconfondibile visione di Nina Yashar, Nilufar si è saldamente affermata come destinazione imprescindibile per collezionisti, istituzioni e appassionati di design, con un’eredità che si estende per oltre quattro decenni. L’approccio visionario di Yashar al design trascende i confini temporali e geografici, dando vita a una prospettiva moderna e multiculturale che fonde senza soluzione di continuità stili ed estetiche diverse. Nilufar presenta le opere di talenti contemporanei, tra cui Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Audrey Large e Objects of Common Interest. Al contempo, rende omaggio ai maestri del design del passato, come i luminari italiani Gio Ponti, Osvaldo Borsani e BBPR, oltre ai grandi brasiliani come Lina Bo Bardi, Jorge Zalszupin e Joaquim Tenreiro. Nilufar vanta due distinte sedi milanesi: una in Via Spiga 32 e l’altra, Nilufar Depot, nel vivace quartiere Lancetti, con un grande spazio di 1.500 metri quadrati. Nilufar Depot non solo accoglie un variegato programma di mostre, ma funge anche da fiorente polo culturale, una piattaforma dinamica concepita per la comunità internazionale del design. Nel 2023, Nilufar ha introdotto Open Edition, la prima gamma di pezzi di design di proprietà della galleria, composta da oltre 100 oggetti firmati da alcuni dei talenti più interessanti del panorama del design contemporaneo.
nilufar.com / @nilufargallery

NINA YASHAR
Gallerista, collezionista, mecenate e indubbiamente una delle più influenti figure pionieristiche nel mondo del design contemporaneo, Nina Yashar è la fondatrice della Nilufar Gallery. Nata a Teheran, si trasferisce in seguito a Milano, dove suo padre diventa un importante mercante di tappeti persiani e tessuti pregiati. Yashar inizia la sua carriera lavorando al fianco del padre finché, all’età di 21 anni, decide di aprire la propria attività. Inizialmente si occupa di antiquariato e tappeti francesi del XIX secolo, per poi scoprire una magnetica attrazione per i capolavori di design storico e per gli innovatori contemporanei. In oltre quarant’anni di carriera, la Yashar ha forgiato un bagaglio impareggiabile di progetti, mostre e arredi, scoprendo nuovi talenti che hanno cambiato il volto del design collezionabile. Il suo distintivo gusto rappresenta un connubio unico di mondi apparentemente distanti: Crossing, infatti, è il titolo di uno dei suoi primi cataloghi, oggi una guida indispensabile per molte persone in tutto il mondo.

CARLO ZAULI
Carlo Zauli (Faenza 1926-2002) è una delle grandi figure della scultura italiana del novecento. Come per altri maestri delle generazioni precedenti, da Martini a Fontana a Leoncillo, la sua formazione tecnica si svolge nell’ambito dell’arte ceramica, dai cui codici formali Zauli si distacca dagli anni Sessanta evolvendo verso una ricerca plastica complessa e di grande ricchezza espressiva. Il passaggio da climi informali ad un ragionamento sulla forma geometrica come struttura retorica lo porta a entrare nel vivo del dibattito plastico del tempo. La personale alla Montenapoleone di Milano del 1957, si intreccia con alcune realizzazioni in perfetto clima di integrazione delle arti (fregio per la reggia di Baghdad, 1958; fregio per il Poligrafico di Stato di Kuwait City, 1961; partecipazione alle Triennali milanesi del 1954, 1957, 1964, 1968) e con l’intensa frequentazione di autori come Fontana, Valentini, Pomodoro, Spagnulo.Dalla fine degli anni Sessanta la sua scultura si dipana in serie problematiche in cui la vocazione formativa della materia, il rapporto tra sostanza e pelle del corpo plastico, la dialettica tra biomorfismo e geometria, i comportamenti struttivi della forma, si fanno protagonisti. A fianco di grandi mostre personali (Musées Royaux d’Art d’Histoire di Bruxelles e Hetjens-Museum di Dusseldorf, 1972; personale itinerante a Osaka, Tokyo, Nagoya e Kyoto, 1974; personale itinerante a Fukuoka, Takoname e Tokyo, 1981) e opere di integrazione architettonica, si allineano le mostre personali in gallerie e spazi pubblici, che conferiscono alla sua opera un respiro internazionale, come conferma la retrospettiva itinerante tenutasi a Kyoto, Gifu, Tokyo e Hagi, tra il 2007-2008. È scomparso nel 2002. Ora i suoi lavori sono presenti in più di quaranta musei nel mondo.
museozauli.it / @museocarlozauli


CARLO ZAULI / NOVE OPERE INCOMPIUTE

 

 

Fondazione Fitzcarraldo, nell’ambito di ArtLab, supporta l’iniziativa Carlo Zauli / Nove Opere Incompiute.
L’obiettivo è quello di contribuire alla rinascita del Museo Carlo Zauli di Faenza, duramente colpito dall’alluvione del 16 maggio scorso. Purtroppo infatti, oltre agli spazi espositivi e ai suoi laboratori, sono andati perduti impianti e attrezzature e numerose opere del ceramista, considerato uno degli scultori ceramisti più importanti del novecento, e della collezione di artisti contemporanei hanno necessità di importanti lavori di restauro.

 

Una selezione di opere sarà acquistabile attraverso una donazione.
Le immagini e i dettagli delle opere sono disponibili online a questo LINK.

E’ possibile partecipare all’iniziativa dal 29 settembre al 31 ottobre.

Le opere saranno visibili in anteprima nella serata del 28 settembre,
all’interno di ArtLab 2023.
Dal giorno seguente e fino al 31 ottobre sarà possibile partecipare all’asta contattando direttamente il Museo Carlo Zauli alla mail museocarlozauli@gmail.com,
esprimendo la propria preferenza per un’opera, citandone il titolo e lanciando la propria offerta. Il personale del Museo vi contatterà di seguito informandovi sull’andamento dell’asta e nel caso, aggiornandovi su altre offerte giunte sulla stessa opera e sulla quotazione corrente, in modo da potere effettuare un eventuale rilancio.
Base d’asta: € 400,00

 

Le nove opere selezionate dal Museo Carlo Zauli per ArtLab 2023 Bergamo sono un assoluto inedito tra le edizioni prodotte negli anni 90.
Si tratta di nove sculture incompiute, scelte tra i “biscotti” ceramici che Carlo Zauli non portò mai a termine durante la propria carriera, non ultimando il processo di realizzazione artistica con l’applicazione dello smalto e la seconda cottura ad alta temperatura.
Ognuna di esse, dunque, è un’opera unica ritrovata nella storica cantina nella quale tutte queste opere non terminate dall’artista, colto all’inizio degli anni novanta dall’insorgere del morbo di Alzheimer, stavano riposte al momento dell’alluvione che ha travolto il centro di Faenza nel maggio scorso.
Opere conservate nell’Archivio MCZ per documentare l’attività dell’artista ma che, mancando l’autore, non sarebbero mai state toccate né messe in commercio.

Vista l’eccezionalità degli eventi, invece, il Museo ha deciso di destinare nove di esse alla generosa iniziativa di Fondazione Fitzcarraldo, corredandole di un certificato di autenticità e provenienza, nel quale viene descritta l’opera nella propria storicità.
Ogni opera testimonia il progetto scultoreo dell’artista, ne svela la maternità e porta i segni dell’alluvione, che volutamente non sono stati cancellati, e che arricchiscono così la storia e l’identità di ogni scultura.


IL MAESTRO RICCARDO MUTI ED IL RAVENNA FESTIVAL SOSTERRANNO LA RACCOLTA FONDI PER IL MUSEO CARLO ZAULI

Il Maestro Riccardo Muti ed il Ravenna Festival
sosterranno la raccolta fondi per il Museo Carlo Zauli
con il concerto

“Le vie dell’Amicizia”
venerdì 7 luglio 2023, ore 21
Palazzo Mauro De André, Ravenna

 

Siamo felici di annunciare che il Maestro Riccardo Muti ed il Ravenna Festival sosterranno la raccolta fondi che il Museo Carlo Zauli ha avviato per rinascere dopo l’alluvione del 17 maggio scorso. Il Maestro Muti ci ha infatti comunicato che donerà al Museo Carlo Zauli il proprio cachet del concerto in programma venerdì 7 luglio al Palazzo Mauro De André di Ravenna, nuova tappa del progetto “Le vie dell’Amicizia” di Ravenna Festival che quest’anno unisce Ravenna, Jerash e Pompei.

Il gesto del Maestro Riccardo Muti e l’attenzione del Ravenna Festival ci onora e ci commuove”, ha dichiarato Matteo Zauli appena ricevuta la notizia,  “e rappresenta un vertice della meravigliosa ondata di solidarietà che sta abbracciando il museo Zauli nel momento più difficile della propria storia. Ringraziamo il Maestro per questo gesto di generosa solidarietà, un abbraccio che conforta la nostra difficile risalita. Venerdì saremo al Pala De Andrè con il Sindaco di Faenza Massimo Isola, con il nostro staff e con molti dei volontari che in queste settimane ci hanno aiutato con incredibile partecipazione ed altruismo”.

Il concerto di Ravenna è il primo dei tre appuntamenti sulle vie dell’amicizia di Ravenna Festival 2023, domenica 9 sarà infatti replicato a Jerash, nel teatro romano della “Pompei d’Oriente” e martedì 11 nel Teatro Grande di Pompei. Su tutti e tre i palcoscenici, la direzione di Muti unirà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro Cremona Antiqua a musicisti giordani nel II atto da Orfeo ed Euridice di Gluck con il controtenore Filippo Mineccia, in “Casta diva” dalla Norma di Bellini con il soprano Monica Conesa e nel Canto del destino di Brahms.

Per maggiori informazioni sul concerto, clicca il seguente link.

Museo Carlo Zauli. Photo: Cristina Bagnara


VENTENNALE DALLA NASCITA DEL MUSEO CARLO ZAULI

20th anniversary of the Carlo Zauli Museum
ventennale.museozauli.it

Il 14 gennaio 2002, esattamente vent’anni fa, moriva, al termine di una lunga malattia che lo aveva tenuto lontano dalla propria ricerca artistica già da alcuni anni, Carlo Zauli.

Nato a Faenza il 20 agosto del 1926 Zauli, dopo aver sperato di diventare un calciatore professionista, aver compiuto tutti gli studi artistici all’Istituto ceramico ed essere stato deportato per un anno nei campi di lavoro nazisti, divenne ceramista, aprendo il proprio studio laboratorio nel 1949.

Dopo aver vinto negli anni cinquanta i principali riconoscimenti dedicati all’arte ceramica, i primi anni sessanta lo videro evolvere verso un’interpretazione marcatamente scultorea del proprio mestiere.
In questi anni matura il proprio linguaggio artistico, intriso di atmosfere informali intrecciate ad una armoniosa ma dirompente “naturalità”: sono gli anni di un crescente successo internazionale.
Dal 1958, anno nel quale sono realizzati i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait, vede la propria fama crescere continuamente, fino a spingersi, tra gli anni settanta ed ottanta, a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, dove realizza esposizioni e colloca opere in permanenza.

Carlo Zauli is today regarded as one of the most important sculptural ceramists of the 20th century.

Pochi mesi dopo la sua scomparsa, a Faenza inaugurò il Museo Carlo Zauli, che per volere della famiglia,  dell’Amministrazione e di molti partner privati, rendeva pubblico il patrimonio culturale dello studio – atelier del Maestro, e che ancora oggi si pone come tappa di riferimento per la conoscenza e l’approfondimento del suo percorso artistico.

Il 2022 vede impegnato il Museo Carlo Zauli in un intenso programma di eventi, mostre, workshop e attività per celebrare questo  importante anniversario.
Si è inoltre implementato l’importante lavoro di catalogazione delle opere di Carlo Zauli e realizzato una serie di eventi per far conoscere e comunicare ad un pubblico sempre più ampio la sua ricerca artistica, oggi disponibile a tutti grazie al nuovo sito interamente dedicato.
SCOPRI IL SITO A QUESTO LINK.

Sito realizzato da Filippo Volsi

 

Calendario Ventennale:

 

Il logo e l’immagine guida del ventennale sono stati creati da Beatrice Bassi

 

Partners
Comune di Faenza | Regione Emilia Romagna | AiCC Associazione Italiana Città della Ceramica |  Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza  | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna  | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna  |  Associazione Amici della Ceramica e del MIC  | CNA Faenza  | Podere La Berta  


20 anni in 20 ore. Visita guidata record di 20 ore per il Ventennale MCZ

20 anni in 20 ore 
Visita guidata record di 20 ore per il Ventennale MCZ
Da venerdì 17 alle ore 17.00
sino a sabato 18 giugno alle ore 13.00

Matteo Zauli insieme a tutto lo staff festeggia i 20 anni di apertura del Museo Carlo Zauli con una visita guidata record che si candida ad essere la più lunga della storia raccontando tutto ma proprio tutto sulle collezioni del museo, sulla sua storia, sulla vita di Zauli e tanti aneddoti sui suoi collaboratori.
Il tutto registrato per arricchire l’Archivio Generale.

“Cercherò di centrare un obbiettivo che avevo in mente da tempo” dichiara Matteo Zauli; “una visita guidata di 20 ore al Museo Carlo Zauli. Una vera e propria maratona pensata per raccontare, insieme a colleghi e amici del museo che mi affiancheranno durante il percorso, tutto – ma proprio tutto – quello che so su quel luogo, su mio padre, sulle residenze d’artista e sulla vita del museo dal 2002 ad oggi”. Conclude Zauli.

Si potrà entrare ed uscire liberamente seguendo solo una parte della visita guidata. Ma per chi seguirà tutta la visita, si assegnerà il premio che il Museo Carlo Zauli ha messo in palio per l’occasione: un’edizione limitata zauliana.

Dalle alle ore 17.00 di venerdì 17 giugno alle ore 8.30 di sabato 18 giugno la visita si svolgerà negli spazi del Museo Carlo Zaulidalle ore 8.30 alle ore 11.45 di sabato 18 giugno la visita si sposterà per un itinerario in città (Cubo Alato della stazione ferroviaria; Studio Missiroli in via Naviglio, 14; MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza in Viale Alfredo Baccarini, 19; Parco Bucci Piazzale Aldo Pancrazi; Podere La Berta in Via Berta, 13 Brisighella) per ritornare poi alle ore 12.30 al Museo Carlo Zauli per il momento finale di questa visita.

Con i contributi musicali di: Sara Valgimigli accompagnata da Dave Marani alla chitarra; Donato D’Antonio; Camerata degli Ammutinati; Laura Babini accompagnata da Mito Tonello alla chitarra, Lucia Zauli.

Costo del biglietto di ingresso alla visita 20 anni in 20 ore: 3,00 euro.

 
 
Programme
 
 
 
  • Ore 17.00 inizio. 17 – 18,15
    Il giardino (con interventi musicali di Laura Babini e di Lucia Zauli)
  • Ore 18,15 – 18.45
    Prologo
  • Ore 18.45 – 19.45
    Gli anni 50
  • Ore 19.45 -20.15
    I primi anni 60
  • Ore 20.15 – 21.30
    Gli anni 60
  • Ore 21.30 – 22.15
    Lo studio privato
  • Ore 22.15 – 22.40
    L’ingresso
  • Ore 22.40 – 23.40
    I primi anni 70 (con intervento musicale della Camerata degli Ammutinati)
  • Ore 23.40 – 0.40
    Gli “sconvolti”
  • Ore 0.40 – 1.55
    La cantina delle argille
  • Ore 1.55 – 2.25
    La stanza della decorazione o dell’Aida
  • Ore 2.25 – 3.25
    La stanza dei forni
  • Ore 3.25 – 4.55
    La stanza della foggiatura / Workshop – il vaso sconvolto
  • Ore 4.55 – 5.30
    La sacrestia /la collezione di piastrelle
  • Ore 5.30- 7.00
    La collezione contemporanea e l’MCZ box
  • Ore 7.00 – 8.30
    Il giardino (con lab con Monica Zauli e intervento musicale di Sara Valgimigli)
  • Ore 8.30 – 12.30
    Il museo Zauli oltre le mura (in bici ed in auto)
  • Ore 8.30 – 9.00
    Carlo Zauli a Faenza / il Cubo Alato della stazione
  • Ore 9.00 – 9.40
    La Madonna di Alberto Garutti (in Palazzo Ferniani)
  • Ore 9.40 – 10.15
    MIC Faenza alla scoperta delle opere di Carlo Zauli in collezione
  • Ore 10.15 – 10.45
    Parco Bucci / alla scoperta dell’opera Armonia Mundi
  • Ore 11.00 – 12.15
    La berta – i calanchi / alla scoperta delle opere del Fuorimuseo MCZ. Natura e vitalità circolare
  • Ore 12.30 – 13.00
    MCZ Finale al giardino del museo. Aperitivo / Premiazione dei vincitori del premio

METAMORFOSI – FESTA DEL VENTENNALE MUSEO CARLO ZAULI

Metamorfosi – Festa del ventennale Museo Carlo Zauli

a cura del collettivo NN

28 – 29 maggio 2022 

 

 

Il Collettivo NN ha curato insieme al Museo Carlo Zauli “Metamorfosi”, la festa del ventennale del museo che sarà nelle giornate del 28 e 29 maggio 2022. L’obiettivo è festeggiare la nascita del Museo Carlo Zauli, avvenuta nel maggio 2002. Il tema “Metamorfosi” è stato scelto per mettere il museo nella prospettiva di leggere i suoi vent’anni di attività come un processo in continuo mutamento. La festa del ventennale è un invito a continuare questa trasformazione, a partire dall’interrogarsi su come risanare il tessuto relazionale con l’ecosistema che ci circonda. Al processo di trasformazione antropocentrico si vuole opporre quello della metamorfosi, inteso come principio di vita e di relazione che attraversa e lega ogni forma vivente in un tutto organico. La metamorfosi implica dunque l’esistenza di un principio di equivalenza, di convivenza e di cura, secondo il quale la pluralità degli organismi viventi è parte dello stesso continuum.
La festa del ventennale vuole “cambiare il nostro sguardo” partendo dalla memoria e dalla reinterpretazione della produzione ceramica di Carlo Zauli.

 

Programme 

SABATO 28 MAGGIO
COMPLEANNO MCZ 

h 21.45: l’animale nella fossa, / live-set _  poetry / vocal soundscapes / field-recordings / mangiacassette / industrial stuff and witchcraft di Gaia Ginevra Giorgi
DOVE: giardino del Museo Carlo Zauli, via della Croce 6, Faenza (RA)

h 23: Avex e Dj Trizio
h 00: Dj set Girovelle Psicotroniche
DOVE: Clan Destino, Viale Alfredo Baccarini 21, Faenza (RA)

 

L’animale nella fossa è una sound-performance di Gaia Ginevra Giorgi, un archivio poetico-sonoro che convoca le materie sottili e l’impossibilità di museificazione dei ricordi. Negromantica, hauntologica e analogica, sarà un’esperienza immersiva e trasversale, tra musica concreta, post-reading e pratiche dell’ascolto attivo.

Gaia Ginevra Giorgi è poeta, sound-artist, drammaturga e performer. Ha pubblicato “Manovre segrete” (Interno Poesia, 2017) e “L’animale nella fossa” (Miraggi Edizioni, 2021). La sua ricerca si orienta verso le possibilità generative della poesia intercodice e della riscrittura del paesaggio, attraverso pratiche di registrazione e ricombinazione che lavorano sull’attraversamento e sui motori affettivi: sperimenta vocal soundscapes, e studia i rapporti tra testo, voce, nuovi dispositivi elettronici e spazio architettonico, realizzando progetti site-specific. Co-curatrice di Walk So Silently That The Bottoms of Your Feet Become Ears (Fango Radio), ha ideato e co-realizzato RADURA (Vertical Music, 2022), una performance sonora partecipativa. Co-fondatrice e membro dei collettivi EXTRAGARBO e Call Monica, ha lavorato come autrice, performer e drammaturga per diversi spettacoli e progetti performativi.

Avalon Tsegaye, in arte AVEX, è un rapper nato in Italia ma cresciuto ad Addis Abeba, in Etiopia. Dopo aver trascorso nella terra di origine i primi vent’anni, durante i quali frequenta una scuola italiana e impara l’italiano, l’amarico e l’inglese, nel 2016 AVEX si trasferisce a Bologna e nei 6 anni successivi trova il suo spazio nella scena locale. I suoi testi si caratterizzano per l’intreccio delle sue tre lingue, il suo stile per la versatilità con cui passa dal freestyle urbano al palco. 

Girovelle Psicotroniche è una crew di selektor (dj) e produttori di musica elettronica formatosi nel 2020, risorti dalle ceneri di vari collettivi (bologna elettrica, futuro dancefloor..), per organizzare concerti, feste e altre forme ibride di aggregazione legate alla musica elettronica. Membri del collettivo sono i djs/produttori tabache, POL, nostromo bonelli, FLAW, bech. Nel 2022 con la release Cybercaravaggio​/​Teknoboschano EP di Nostromo Bonelli, Girovelle Psicotroniche diventa anche etichetta discografica. Missione dell’equipaggio psicotronico è scatenare, attraverso le waves piú recondite ed egregie in loro possesso, catartiche danze cybertribali.

 

DOMENICA 29 MAGGIO
Inaugurazione di Armonia Mundi

h 18: Tavola rotonda con le artiste vincitrici dell’Open Call Giulia Dal Monte e Isabela Benavides, il Museo Carlo Zauli, il collettivo curatoriale NN e gli autori di Lay0ut Magazine.
DOVE: Parco Bucci, Piazzale Aldo Pancrazi, Faenza (RA)

h 20: Il mio corpo la terra muta, performance di Gina Bellomo e Flavio Bertolino al Parco Bucci.
DOVE: Parco Bucci, Piazzale Aldo Pancrazi, Faenza (RA)

 

Il progetto selezionato nasce da un’Open Call ideata dal collettivo NN, per interrogare artistx e collettivi emergenti sul ruolo ricoperto dall’uomo nel proprio ecosistema e aprire nuovi scenari di convivenza con le altre specie. L’obiettivo della Call è stato quello di individuare un progetto artistico che si inserisca nello spazio pubblico della città di Faenza (Parco Bucci), al fine di creare un ponte tra il Museo Carlo Zauli e la città, ponendosi in continuità con la presenza delle opere di Carlo Zauli negli spazi cittadini. Il progetto vincitore è prodotto dal Museo Zauli con la collaborazione tecnica di Aida Bertozzi, docente ceramista e collaboratrice del Museo e con Padovani Maioliche d’Arte Faenza.

Armonia Mundi è inteso come principio armonizzante, come un’intrinseca interconnessione che si instaura tra ogni abitante del pianeta, vivente e non vivente, e che ne rispetta le specificità. L’opera si compone di due bocche in ceramica smaltata, ispirate alle forme della spugna barile e alla reinterpretazione dell’opera di Carlo Zauli. Le bocche sono collegate da un tubo metallico, un canale che le collega mettendo in comunicazione gli esseri umani con i suoni della natura del parco. Armonia Mundi è un filtro che invita e favorisce l’ascolto, che valorizza la creazione di nuovi rapporti e di processi relazionali paritari. 

L’inaugurazione dell’opera avverrà nel contesto di una tavola rotonda negli spazi del Parco Bucci. Le artiste, il collettivo NN e il Museo Carlo Zauli si metteranno in dialogo con gli autori di Lay0ut magazine, attivo nella scrittura critica, traduzione e ricerca visuale.

Il duo artistico Giulia Dal Monte/Isabela Benavides si consolida in occasione dell’elaborazione dell’opera Armonia Mundi, pensata specificamente per un’installazione ambientale a Faenza in cooperazione con il Museo Carlo Zauli. La loro ricerca si basa sull’ibridazione tra campi diversi, spaziando dalla pittura, alla scultura, all’audiovisivo, fino all’architettura e alla dimensione ambientale. Il rapporto tra uomo e natura è l’elemento d’indagine che stanno esplorando e risulta essere la chiave per la crescita personale e lo sviluppo del loro linguaggio espressivo.

NN è un collettivo curatoriale nato nel 2021 che si occupa di arte contemporanea e ricerca visiva sociale, intersezionale e antispecista. È attivo nell’indagare la realtà complessa della contemporaneità, attraverso il confronto con artistx, ricartorx, designer, studentx e comunità. NN è una realtà collettiva fluida, in cui la collaborazione, il dialogo, la costante negoziazione di diverse visioni e la cura nei rapporti sono punti fondanti. È un gruppo di quattro persone aperto a futuri incontri e diramazioni.

Lay0ut Magazine è una rivista online che tratta di ricerca visuale, scrittura letteraria e critica, traduzione e musicologica. Nasce da un’atmosfera condivisa, da un medesimo desiderio di libertà metodologicamente orientata.

Il mio corpo la terra muta è una performance di Gina Bellomo e Flavio Bertolino che vuole coinvolgere il pubblico nell’acquisizione della consapevolezza più grande: la perpetuità della metamorfosi, il suo valore materico e fonico, l’accordo dei ritmi, l’interdipendenza tra lo spazio e i corpi, l’energia fisica e spirituale. Per condividere tale conoscenza con gli spettatori, non solo essi verranno messi a parte di azioni concettuali che si riferiscono al processo, ma verranno anzi chiamati a prendere parte alla performance ed esortati a prendere atto dell’interconnessione tra uomo, spazio e linguaggio.
Entrambi originari di Canicattì, in provincia di Agrigento, Gina Bellomo e Flavio Bertolino sono due artisti emergenti di 25 e 19 anni. Formatisi sotto la guida del pittore informale Salvatore Marrali, da circa cinque anni studiano insieme grafica, pittura e performance presso la sua scuola, una realtà indipendente unica nell’agrigentino. Si formano come duo artistico nel 2020, quando collaborano al progetto performativo _PART_, primo atto di una trilogia in fieri presentato in occasione del finissage della mostra instabilequilibrio di Marrali, progetto al quale decidono di lavorare insieme con intenti e necessità espressive comuni. Malgrado la loro formazione sia molto differente e i due siano anche artisti indipendenti, Bellomo e Bertolino trovano nella performance un punto di incontro, un crogiuolo dove mettere in comune conoscenze, esperienze e gestualità diverse al fine di creare azioni d’impatto in cui le personalità oscillano tra prossimità liminale e commistione. Il duo artistico partecipa dunque a una comune ricerca, basata principalmente sui differenti approcci relazionali, sul trauma/cura del soggetto nell’incontro con l’altro, sul rapporto tra i corpi, i materiali e l’ambiente a livello sensoriale e acustico, sulla ri-semantizzazione di oggetti e atmosfere simboliche. 


Contatti:
Collettivo NN
nncollettivo@gmail.com
Alberto + 39 348 4484551
Beatrice + 39 346 3160918

Progetto grafico di Camilla Marrese e Susanna Tomassini 


RINASCITA DI UN PRIMARIO – CARLO ZAULI IN MOSTRA DA NILUFAR 25MQ

Rinascita di un primario
Carlo Zauli in mostra da Nilufar 25mq Milano 
18 aprile – 20 maggio 2022 

 

photo credit: Mattia Iotti

 

Carlo Zauli è considerato uno dei più importanti scultori ceramici del Novecento. Il successo internazionale segue un primo periodo dedicato all’arte della ceramica negli anni Cinquanta, mentre i primi anni Sessanta lo vedono evolvere verso un’interpretazione marcatamente scultorea del suo lavoro. In questi anni sviluppa un proprio linguaggio artistico, ricco di atmosfere informali intrecciate con una “naturalità” armonica ma dirompente.

A questo fortunato periodo appartiene l’opera Rinascita di un primario, perfetta sintesi della sua poetica, sempre tesa a costruire dialettiche tra forme primarie e organiche, tra strutture geometriche e forme naturalistiche.
L’opera è un’installazione di tre cubi accompagnati da 7 incisioni. Le forme primordiali vengono scavate, solcate, interrotte da fratture che, pur non ricercando una diretta imitazione della Natura, ne rivivono le dinamiche e metamorfosi. Le opere risultano infine armoniche e sensuali anche grazie alla scelta cromatica, affidata ad uno smalto speciale, inventato e realizzato dall’artista, che ne costituisce un elemento identitario, quasi una firma.
Le opere, realizzate tra il 1977 e il ’78 per una mostra antologica, sono state esposta in rare occasioni: alla mostra personale presso Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 1979, alla Quadriennale di Roma nel 1985 e nella grande retrospettiva itinerante in Giappone, tra 2007 e 2008, e sono state considerate da Zauli tra le sue opere di maggior successo.

Rinascita di un primario – Carlo Zauli
18 aprile – 20 maggio 2022
Nilufar 25mq
Via della Spiga, Milano
nilufar.com

CONTRO OGNI GUERRA: I MONUMENTI FAENTINI AMBASCIATORI DI PACE

Contro ogni guerra: i monumenti faentini ambasciatori di pace

Il Museo Carlo Zauli celebra l’anniversario della Liberazione d’Italia partecipando ad una visita guidata speciale ed evento musicale

domenica 24 aprile 2022 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Carlo Zauli – che negli anni ’50 sarebbe diventato il ceramista di fama internazionale che tutti conosciamo – fu internato per più di un anno in un campo di concentramento nazista insieme al padre. La sofferenza patita in quei mesi, le privazioni e l’annullamento della dignità umana vissuti in prima persona saranno ricordi ai quali l’artista darà voce, una volta terminato in conflitto, nella sua ricerca artistica.

Preservare la memoria personale ed artistica di Carlo Zauli e di quei ceramisti che, come lui, si opposero al regime nazifascista e lottarono per la pace e la democrazia del nostro Paese è la finalità che si prefigge l’evento organizzato dal MCZ per domenica 24 aprile 2022.

“Contro ogni guerra: i monumenti faentini ambasciatori di pace” inizierà con una visita guidata alle principali sculture ceramiche che celebrano i temi della pace e della fratellanza, tutte collocate in corso Baccarini a Faenza. Continuerà, poi, all’interno del MCZ (in via della Croce 6) e qui si concluderà con un’esibizione musicale dedicata ai brani della Resistenza partigiana.
La visita guidata – a piedi – sarà condotta da Maria Federica Baroncini, guida turistica professionista e autrice del romanzo storico “Sale di pietra” (Pendragon ed), da anni impegnata nella ricerca e nella divulgazione storica.
Intrattenimento musicale con Laura Babini DUO – “Canti della tradizione partigiana”.

Informazioni e prenotazioni:
 
Domenica 24 aprile 2022. Punto di ritrovo alle ore 10,15 davanti al Monumento ai Caduti di Matteucci (incrocio tra Viale Baccarini e Viale Tolosano, Faenza).
Visita guidata dalle 10,30 alle 12,30.
Costo: € 10,00 da versarsi in contanti il giorno della visita.
Prenotazione obbligatoria entro il 23 aprile 2022 scrivendo a museocarlozauli@gmail.com

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