iscriviti alla newsletter

CORSO PER CURATORI 2015: GIULIA ALECCI

Corso per Curatori 2015: Giulia Alecci

Accademia di Belle Arti Ravenna


Gli anni ’70 furono un periodo emblematico per gli artisti che in questo periodo storico sentirono più che mai l’esigenza di produrre opere sconvolgenti e a volte controverse. Il sublime acquista anche accezione negativa e trasuda dagli Sconvolti di Zauli e dalle opere di artisti come Burden, Ruff e Richter.

Vedi il lavoro di Giulia qui:


CORSO PER CURATORI 2015: LUCA BARBIERI

Corso per curatori 2015: Luca Barbieri

Accademia delle Belle Arti di Bologna


Due laboratori all’apparenza collocati agli antipodi si incontrano nell’analisi di Luca Barbieri: Zauli, Faenza e la ceramica da un lato; i Fratelli Santillana, Venezia e la loro produzione di vetro dall’altro mostrano le molteplici possibilità insite in due elementi così differenti. Ecco il progetto riassunto in questo video.


MCZ DIDATTICA: CORSO PER CURATORI 2014

Siamo lieti di annunciare la seconda edizione del corso CURATELA di un EVENTO MUSEALE, workshop didattico rivolto agli studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna, tenuto presso il MCZ, sotto il coordinamento di Guido Molinari docente di Psicologia dell’Arte presso l’accademia di Belle Arti di Bologna e cocuratore del progetto “Residenza d’Artista” presso il museo.

Attraverso la partecipazione diretta e attiva a tutte le fasi dei progetti di residenza d’artista ed espositivi del museo, sia dedicati ai lavori contemporanei, che ai progetti storici su Carlo Zauli, gli studenti selezionati acquistano competenze concrete e sfaccettate sulla figura del curatore, che fungono da integrazione al percorso formativo accademico. L’attività formativa ha luogo attraverso forme di confronto con curatore di riferimento, direttore e coordinatore organizzativo del museo, artista invitato e ceramista.

Il corso è totalmente gratuito, ed è riservato alla partecipazione di cinque studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Vengono richieste allo studente sessanta ore di partecipazione al workshop in relazione all’assegnazione finale di 6 crediti.

nelle foto gli studenti dell’edizione 2013:
Marco Tondello, con Lorenzo Commisso
Martina Raponi, con Luca Monterastelli
Elena Hamerski, con Maura Biava

CORSO PER CURATORI 2014: SUMITRA SIMONINI

Corso per Curatori 2014: Sumitra Simonini

Esiti finali: Anemoi

 

Una volta accettato il laboratorio propostomi dalla mia professoressa Sergia Avveduti dell’Accademia di Belle Arti, mi sono trovata assieme a degli altri miei compagni di università a Faenza, al Museo Carlo Zauli a intraprendere il percorso didattico di tipo curatoriale.

I primi incontri sono stati ovviamente con i responsabili del Museo che hanno spiegato tale progetto in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, in cui gli studenti partecipanti avrebbero intrapreso la strada dei curatori degli artisti in residenza.

Io sono stata assegnata al gruppo femminile Anemoi:

“Il gruppo Anemoi si forma alla fine del 2013 con l’interesse fondante di innestare delle aperture nella continuità del reale. La nostra attività di ricerca e scambio è iniziata a distanza, tra Venezia e Londra e il blog What are we supposed to do do do è stata una piattaforma fondamentale per la condivisione dei pensieri. La decisione di formare questo gruppo è emersa con spontaneità, come risposta alla comune urgenza di traslare la nostra ricerca artistica sulla realtà che ci circonda, ripensando i valori di astrazione, rappresentazione e narrazione.

ll gruppo si è concentrato sull’importanza di un certo atteggiamento preliminare, di una disposizione di intenti la quale, una volta attivata, potrebbe secondo noi influenzare radicalmente l’esito del nostro lavoro il suo impatto sulla realtà circostante. A riguardo è preziosa una frase di Raoul Vaneigem che afferma: The desire of another life is that life already”.

Una volta conosciute tutte le ragazze, queste hanno iniziato a lavorare al progetto proposto per il Museo Zauli, il “CONDENSATORE/RISUONATORE”, ovvero una sorta di strumento musicale, naturale di materiale ceramico. Oggetto costituito da tre parti principali (zona tubolare, una parte centrale più arrotondata e un’altra zona conica più ampia).

Come prima cosa sono stati creati gli stampi in gesso delle tre parti che compongono l’opera, come ad esempio la base, che per dargli la forma arrotondata è stato usato, come stampo, una palla di plastica per bambini, di media grandezza. Una volta asciugato lo stampo in gesso, si è passato a ricoprirlo con la ceramica, lavorata precedentemente in modo da eliminarne ogni bolla d’aria interna che in cottura avrebbe potuto far scoppiare o crepare l’opera.

Il prodotto finale ha come una sorta di funzione sonora, è uno strumento musicale a fiato dove:

“L’immissione dell’aria, del respiro fuoriesce sotto forma di suono spesso come richiamo per la collettività, alle volte come segnale per passare all’azione o come strumento per la produzione di suoni con la funzione di intrattenere o di attivare pratiche rituali”.

Il mio ruolo durante la creazione del Condensatore/Risuonatore delle artiste è stato di assisterle durante tutto il procedimento di creazione (imparando anch’io, allo stesso tempo, le varie tecniche utilizzate e l’uso della ceramica faentina, famosa in tutto il mondo), fare foto per l’archivio del Museo, capire la storia di ognuna delle ragazze e di come è avvenuta la nascita di Anemoi, i loro progetti passati, presenti e futuri.

Sono contenta di questa esperienza, perché mi ha dato modo di osservare da vicino, tutta la complessità che c’è dietro un Museo; vedere dall’inizio la progettazione e la creazione di un’opera, le problematiche che si possono creare e come tanti individui lavorino come un’unica entità per la risoluzione di ogni sorta di problema e far sì che ogni cosa funzioni.


CORSO PER CURATORI 2014: FILIPPO NICOLO MASSARO

Corso per curatori 2014 / esiti finali
Filippo Nicolo Massaro: Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano e Jonathan Vivacqua

in collaborazione con Accademia Belle Arti Bologna


Gli artisti Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano e Jonathan Vivacqua, durante la loro residenza al Museo Carlo Zauli, si sono cimentati per la prima volta con la tecnica della ceramica e questo ha permesso loro di sperimentare diversi approcci, anche non convenzionali, con l’argilla per la realizzazione delle loro opere.

Dopo una prima fase di ricerca personale, attraverso la visita al Museo Carlo Zauli e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, gli artisti hanno presentato il proprio progetto e hanno avuto a disposizione le argille e i materiali adatti alle esigenze di ognuno. Grazie all’aiuto della ceramista Aida Bertozzi, che li ha affiancati durante tutto il percorso creativo, consigliandoli sui tempi tecnici e sulle diverse possibilità artistiche che la ceramica permette, in pochi giorni gli artisti hanno realizzato opere sorprendenti, capaci di trasmettere all’osservatore tutta quell’energia e quell’entusiasmo servito per crearle e che ho avuto il piacere di documentare durante la settimana in residenza.

C’è chi ha scelto di lavorare con l’argilla modellandola manualmente, creando forme organico/animali, spinto dal bisogno di immergersi fisicamente nella materia, chi ha deciso di valorizzare gli strumenti di fabbricazione della ceramica e chi è rimasto affascinato dalle forme classiche come il vaso.

Superati i primi imbarazzi con la tecnica, gli artisti hanno lavorato assiduamente dalla mattina alla sera, confrontandosi costantemente tra loro e con lo staff del Museo, riuscendo così a superare ogni possibile imprevisto tecnico e ogni problema logistico legato al numero degli artisti in residenza: è infatti la prima volta che il Museo Carlo Zauli ospita cinque artisti contemporaneamente, ma nonostante le preoccupazioni della vigilia, questa esperienza, grazie alla dedizione di tutte le parti coinvolte, è stata fantastica.

Energia ed entusiasmo sono gli aggettivi che meglio descrivono questa esperienza; la voglia degli artisti di cimentarsi con una tecnica non loro, lavorare insieme, condividere spazi, opinioni sull’arte e non solo, ha contribuito a creare un ambiente famigliare e molto produttivo, dove l’arte è il comune denominatore, il tutto nella affascinante cornice del laboratorio che fu di Carlo Zauli e che tutt’oggi vive grazie alle iniziative del direttore Matteo Zauli e dei suoi preziosi collaboratori.


CORSO PER CURATORI 2014: ANNA SANTI

Corso per curatori 2014 / esiti finali
Anna Santi

in collaborazione con Accademia Belle Arti Bologna


Relazione su Residenza d’Artista: Natascia Fenoglio  Patrick Tuttofuoco

Il lavoro di collaborazione tra Natascia Fenoglio e Patrick Tuttofuoco è nato principalmente da una profonda intesa e amicizia. Basandosi su una presunta somiglianza dei tratti somatici, i due artisti hanno deciso di realizzare le proprie maschere-ritratto avvalendosi come mezzo espressivo della ceramica, la grande protagonista di questa esperienza di residenza.

Eterogenei per campo di ricerca, food designer lei e artista contemporaneo lui, Natascia e Patrick hanno in comune la sperimentazione dei materiali e un uso quasi alchemico dei colori, spesso dalle tonalità forti e contrastanti.

La prima volta che ho visto Natascia e Patrick, i due artisti in Residenza al Museo Carlo Zauli di Faenza, si stavano facendo fare dei calchi del volto con delle garze gessate. Dopo l’asciugatura dei calchi ulteriormente rinforzati col gesso, si è passati alla realizzazione di uno spesso positivo d’argilla.

I due artisti, che non avevano mai realizzato prima opere in ceramica, hanno dovuto dedicarsi ad una fase progettuale lunga e approfondita, che prendesse in considerazione anche i limiti, i tempi e le possibilità espressive del materiale stesso. Indispensabile durante l’intero processo progettuale e attuativo è stato il contributo dell’esperta ceramista Aida Bertozzi che ha coordinato da subito l’intero sviluppo del lavoro.

 

Anna al lavoro nel laboratorio.

Durante la fase di preparazione dei materiali gli artisti Natascia, Patrick ed Eszter Imre, ceramista e designer invitata nel ruolo di assistente, oltre a due studentesse provenienti dalla National Academy of Arts, Sofia (Bulgaria), in Erasmus all’ISIA, due studentesse del Liceo Artistico Ballardini, la sottoscritta, proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Bologna, tutti coordinati da Aida, si sono dedicati alla creazione della barbottina, materiale fondamentale, usato anche come collante, formato da argilla e acqua. La complicità tra gli artisti è stata coinvolgente e travolgente. Il lavoro è proseguito il giorno dopo, quando, insieme ad Aida e con il contributo eccezionale di Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli, abbiamo sciolto ulteriormente l’argilla in acqua rendendo liscio ed omogeno il composto.

Intanto Natascia e Patrick hanno cercato delle stoffe dalla texture particolare da immergere nella barbottina e porre sui modelli in argilla precedentemente modificati.

I due artisti avevano infatti deciso di lavorare l’uno sul modello in argilla del volto dell’altro formando strutture organiche e panneggi improbabili che andavano ad esaltare e, talvolta, addirittura modificare, le caratteristiche somatiche.

Osservando le opere in questa fase il rimando a Luigi Ontani era naturale e scontato: lo studio sulla figura dell’artista stesso, in particolare sul volto, la sua predilezione per l’utilizzo della ceramica smaltata e l’aver scelto Faenza come luogo di nascita dei suoi lavori.

A questo punto però Natascia e Patrick hanno stravolto completamente l’aspetto delle maschere imbevendo le stoffe nella barbottina e adagiandole sul calco in argilla. L’effetto è risultato sbalorditivo, nobilitando ciò che poteva sembrare citazionismo in vera e propria arte. Ecco che l’uomo diventa artista, che il banale e l’ordinario diventano qualcosa di straordinario.

Non erano più volti modificati, narcisistiche estensioni materiche, erano la maschera mortuaria di Agamennone, le vesti della Nike di Samotracia, gli Amanti di Magritte; erano qualcosa di eterno che trova espressione nel contemporaneo. La terra diventa acqua, è leggerezza e sostanza insieme.

Ed ecco l’essenza dell’opera d’arte, autentica e irriproducibile, plasmata e modellata sulla forma e nell’idea dalla testa dell’artista.

Poter osservare l’evoluzione creativa ed esecutiva che riguarda la nascita di un’opera d’arte è stato emozionante e mi ha reso parte attiva di tale processo.

La cosa più stupefacente è stata che Natascia e Patrick sono delle persone adorabili e divertenti, e dei professionisti di altissimo livello, cosa che non credevo potesse coesistere.

Eszter Imre

Ha partecipato alla Residenza d’Artista in veste di assistente Eszter Imre, ungherese di nascita, ma svedese d’adozione, un’artista che coniuga la sapienza nella lavorazione della porcellana con la sperimentazione di tecniche innovative come l’electroforming. La sua ricerca di design nasce da forme semplici che rimandano alla natura e all’essenza delle cose.

Spettacolare è l’opera con la quale ha vinto il concorso Open to Art, organizzato da Officine Saffi Milano, che l’ha portata in Italia: il lavoro, all’apparenza un foglio di carta stropicciata, è in realtà costituito da un sottile strato di porcellana bianca come il latte, le cui increspature sono ottenute usando la carta stessa come calco. Questo oggetto non è solo spaesante e superbo, ma ha anche funzionalità di vassoio.

L’opera artistica di Eszter è tesa a elevare ogni momento del quotidiano a esperienza estetica. Alcune sue creazioni sono dei gioielli: collane formate da bordi di piatti dalla manifattura eccelsa, tazze da tè tagliate e ricomposte, bracciali dal design insolito, tutti rigorosamente di fine porcellana dipinta a mano.

La sensazione che scaturisce dalla visione di questi oggetti riporta alla mente l’Inghilterra Vittoriana delle sale da tè e, al tempo stesso, il candore del materiale, i tagli decisi e innovatitivi, coniugati ad un gusto moderno, donano ai gioielli un aspetto unico.

Durante la Residenza d’Artista, Eszter ha recuperato della porcellana appartenuta al Maestro Carlo Zauli e risalente allo stesso anno di nascita della ceramista: un caso o un destino? Dopo avere reidratato la porcellana, ha creato con la stessa dei piccoli lavori di delicata fattura ispirandosi ai lavori delle maschere portati avanti da Natascia Fenoglio e Patrick Tuttofuoco.

Ho potuto approfondire la conoscenza di Eszter in residenza e durante un breve periodo in cui ha soggiornato a Bologna. Dalle nostre conversazioni è emerso quanto questa giovane ceramista sia dedita al suo lavoro e quanto la stessa cura e passione che mette nelle sue creazioni emergano anche nel rapporto con le persone. Lo spirito ardito e curioso dimostrato nel conoscere l’Italia e i suoi abitanti traspare nella ricerca innovativa dei suoi manufatti.

Eszter Imre è un artista dall’estetica sensibile e affascinante, tra le sue mani la porcellana riacquista nuovo valore espressivo dialogando con il contemporaneo.


MCZ DIDATTICA: È PARTITO IL NUOVO CORSO PER CURATORI CON ACCADEMIA DI BOLOGNA

E’ partito in questi giorni il progetto pilota di corso breve per curatori.
 
Intitolato Curatela di un evento musealedalla realizzazione all’esposizione di un’opera è stato attivato in convenzione con Accademia di Belle Arti di Bologna e ideato insieme a Guido Molinari.
 
Lo studente scelto affiancherà in tutte le fasi pratiche l’artista e lo staff del museo nei momenti cruciali del processo che va dall’ideazione alla realizzazione del pezzo in ceramica, fino all’esposizione della stessa, trovandosi quindi di fronte a tutte le diverse problematiche produttive, di allestimento e comunicazione, fino alla gestione dell’organizzazione di un evento.
Per il momento è riservato a tre studenti scelti dell’Accademia di Bologna, abbinati a tre diversi artisti in residenza al MCZ.

 

Della durata di 60 ore e finalizzato al conseguimento di 6 crediti, è totalmente gratuito.
 

Gli studenti selezionati per l’anno scolastico 2012 – 2013 sono:

  • Elena Hamerski 
  • Martina Raponi
  • Marco Tondello
 

 

per informazioni e per contatti per le prossime edizioni:
museocarlozauli@gmail.com

Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from - Youtube
Vimeo
Consent to display content from - Vimeo
Google Maps
Consent to display content from - Google
iscriviti alla newsletter