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TOMO HIRAI _ Omaggio a Carlo Zauli

TOMO HIRAI
Omaggio a Carlo Zauli
a cura di Monica Zauli e Matteo Zauli

11 ottobre – 15 novembre 2026
inaugurazione sabato 10 ottobre ore 19.00

 

Mostra personale dedicata allo scultore ceramista giapponese Tomo Hirai, in occasione del Centenario della nascita di Carlo Zauli e dell’Ottobre Giapponese.

Tomo Hirai è stato un insostituibile riferimento culturale nella costruzione delle relazioni sempre più intense di tutta la città di Faenza con molteplici territori nipponici, dai progetti espositivi incrociati, al gemellaggio con la città di Toki, alle grandi mostre istituzionali. Per questo è così significativo, oggi, ripercorrere alcune tappe salienti della parabola creativa di un artista che ha sempre lavorato sul confronto tra le proprie due sue culture di riferimento, mantenendo spesso l’attenzione e la sensibilità nei confronti della natura come fil rouge della propria ricerca. Il paesaggio, infatti, spesso è il soggetto delle opere di Hirai: un paesaggio denso di poesia e di riferimenti sia all’Italia che al Giappone, nel quale la dialettica dei riferimenti si estende ai materiali, esprimendosi a volte in maiolica ed altre in grès o porcellana. 

Una tematica che si intreccia nel suo lavoro con temi solcati con la stessa delicatezza che è elemento comune del suo fare artistico; una grazia che è caratteristica dell’identità estetica del suo paese di provenienza e che si fonde armoniosamente con gli elementi caratteristici del luogo di adozione. Si amplifica così l’universo poetico di Tomo Hirai, divenendo simbolo delicato e silenzioso di una fratellanza tra i popoli che nell’arte di ogni tempo si materializza rendendosi tangibile. 

 

Tomo Hirai
Nato nel 1947 ad Amagasaki, vive e lavora a Faenza e a Tokyo. Laureato all’Università dell’Educazione di Osaka e all’Istituto Municipale di Ricerca Industriale di Kyoto. Lavora come assistente di studio di Nino Caruso a Roma nel 1972-74 e poi prosegue la formazione all’Istituto d’Arte per la Ceramica Ballardini di Faenza. Ottiene la Borsa di studio del Governo italiano nel 1976. Negli anni ‘80 tiene diverse mostre individuali e fa parte del famoso gruppo “La nuova Ceramica” negli anni 1982-1986. Coordinatore artistico. Le sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche del Museo Nazionale d’Arte Moderna (Tokyo), Museo Nazionale d’Arte Moderna (Kyoto), Museo d’Arte Ceramica Contemporanea (Gifu), Museo della Ceramica Orientale (Osaka), Museo Internazionale delle Ceramiche (Faenza). 

 


From Earth to Sculpture. A Tribute to Carlo Zauli

From Earth to Sculpture. A Tribute to Carlo Zauli

1 – 5 ottobre 2026
Piasa, 54 rue de Monceau, Parigi 

 

A Parigi, nella prestigiosa sede della casa d’asta Piasa, apre al pubblico “From Earth to Sculpture. A Tribute to Carlo Zauli”, la mostra che accompagna l’asta dedicata a Carlo Zauli nell’anno del suo Centenario.

L’esposizione ripercorre la carriera dell’artista dalla metà degli anni Cinquanta alla metà degli anni Ottanta, attraverso una selezione di opere che raccontano l’evoluzione della sua ricerca e il suo rapporto con la materia.
Il Museo Carlo Zauli ha collaborato alla realizzazione del progetto fornendo supporto scientifico e documentazione d’archivio, contribuendo alla ricerca e alla ricostruzione del percorso espositivo.
Un nuovo appuntamento internazionale per celebrare e approfondire l’opera di Carlo Zauli.
 
 

Il progetto di studio, archiviazione e catalogazione delle opere di Carlo Zauli è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna – ampliamento dell’organizzazione museale regionale, ai sensi della L.R. 18/2000 – piano 2026


Territori Verticali. Carlo Zauli e Mattia Vernocchi con Angelo Masini

TERRITORI VERTICALI
CARLO ZAULI E MATTIA VERNOCCHI CON ANGELO MASINI

 A CURA DI BERNARDETTA MASINI, MONICA E MATTEO ZAULI

Opening: 26 giugno ore 18.30
Dal 26 giugno al 7 settembre 2026, Casa Masini
Prorogata fino al 29 settembre 2026 

Finissage: martedì 29 settembre ore 18.30 con visita guidata, proiezione di La sua voce, cortometraggio su Angelo Masini di SANTABELVA e intervento musicale di Donato D’Antonio (chitarra)

Questa mostra, organizzata in occasione di due ricorrenze – cento anni dalla scomparsa di Angelo Masini e dalla nascita di Carlo Zauli – unisce la ricerca di due artisti della scultura nati in tempi diversi nella stessa zona geografica, la Romagna.
Un incontro scultoreo che abbraccia mezzo secolo e che viene messo in scena a casa di un assoluto protagonista artistico del proprio tempo, una vera e propria icona dell’identità culturale, il tenore Angelo Masini che, oltre ad essere un musicista di spessore internazionale ed il migliore cantante del proprio tempo, ha impresso un’impronta di generosa grandiosità nel proprio territorio, tanto da renderlo un personaggio amatissimo dalla propria gente.

Questo spirito di grandiosità fortemente legata alla propria terra da radici profonde, questo richiamo ad un genius loci dai contorni nitidi e potenti, è l’aura nella quale si materializza la mostra, una doppia installazione di opere scultoree di Carlo Zauli e Mattia Vernocchi, artisti di generazioni piuttosto lontane nel tempo, che esplora le potenzialità materiche espresse in senso fortemente verticale. Una tensione verso l’alto che caratterizza la ricerca espressiva dell’uomo fin dai tempi preistorici e che ne simboleggia una necessità spirituale che si è da sempre manifestata nell’uomo. 

Se nelle opere di Zauli il richiamo materico deriva da un’impostazione culturale post informale, in quelle di Vernocchi si respira un’atmosfera intrisa di riferimenti architettonici ed antropologici. Entrambi gli artisti possiedono una dimensione monumentale del lavoro che emerge chiaramente dalle opere in mostra, sebbene essa sia espressa su scala dimensionale più ridotta. Entrambi gli artisti lavorano su un dialogo tra struttura e natura, mettendo in opera una dialettica che genera opere dinamiche, che vivono e respirano la perenne, invisibile trasformazione del tutto.
Due ricerche che si differenziano per i diversi materiali utilizzati: pur se entrambi utilizzano principalmente la ceramica per la propria ricerca, le opere di Vernocchi presentate in questa occasione sono in cemento ed elementi naturali; opere che, com’è giusto che sia, sono profondamente immerse nel proprio tempo.
Carlo Zauli infonde nel proprio lavoro la visione del proprio presente, nella quale pare pienamente plausibile un’armoniosa relazione tra Uomo e natura; la scultura di Mattia Vernocchi, invece, si pone in un momento successivo della Storia, nella quale la propria scultura rivive la scomposizione di questo anelito, nel quale la meraviglia estetica delle proprie forme si nutre di una relazione diventata più drammatica.
Due interpretazioni, dunque, di uno stesso anelito verticale, due modi di tendere al cielo e, più in alto, ad uno spazio infinito permeato da quel silenzio che il video dedicato ad Angelo Masini, in mostra insieme alle otto opere scultoree, pare richiamare. Una dimensione scultorea che sembra accordarsi perfettamente con la caratteristica che più di tutte contraddistingueva il canto di Masini: quella che Verdi descriveva come “la voce più divina che abbia mai sentito: è proprio come un velluto”. Una morbidezza interpretativa che ritroviamo nelle opere di Vernocchi e di Zauli, e che si pone come il più peculiare legame tra queste tre grandi figure del nostro territorio.

 

INFORMAZIONI

Territori Verticali. Carlo Zauli e Mattia Vernocchi con Angelo Masini
a cura di Bernardetta Masini, Monica e Matteo Zauli

26 giugno – 29 settembre 2026
inaugurazione venerdì 26 giugno 2026 ore 18.30
finissage: martedì 29 settembre ore 18.30

Casa Masini, via di Massa 33, Ravenna
info@casamasini.org / 338 8161694 / www.casamasini.org

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Carlo Zauli: Inedite Policromie

Carlo Zauli: Inedite Policromie
Festa della Ceramica di Nove e Portoni Aperti

Alla Festa della Ceramica di Nove e Portoni Aperti, l’Antico Mulino Pestasassi Baccin-Cecchetto, ora Stringa, celebra i cento anni dalla nascita di Carlo Zauli, tra i ceramisti scultori più importanti del secolo scorso.

Dalla formazione nella maiolica policroma al grès e alla monocromia ad alta temperatura, Zauli ha maturato un linguaggio intriso di atmosfere informali e naturalità dirompente, portandolo al successo internazionale con opere oggi presenti in quaranta musei nel mondo.

“Noto internazionalmente per le sue sculture ceramiche rigorosamente monocromatiche, Carlo Zauli in realtà ha passato i primi dieci anni di carriera sperimentando centinaia di soluzioni cromatiche. E anche quando la propria ricerca si è contraddistinta anche per i celebri smalti “bianco di Zauli” e nero, è sempre rimasto intimamente legato alla propria formazione policroma. Una passione per il colore che poi è riemersa prepotentemente nei primi anni ottanta ed ha caratterizzato tutta la tipologia delle “genesi” e delle “sensualità sconvolte”, due delle sue ultime evoluzioni creative.” 

A cura dell’Associazione Nove Terra di Ceramica
Antico Mulino Pestasassi Baccin-Cecchetto ora Stringa, Via Munari, 19 – Nove (VI)
Dall’11 al 13 settembre 2026 – mostra visibile dall’esterno del cortile (vetrine)

 


Il progetto di studio, archiviazione e catalogazione delle opere di Carlo Zauli è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna – ampliamento dell’organizzazione museale regionale, ai sensi della L.R. 18/2000 – piano 2026


Creative Clays

ARGILLÀ ITALIA 2026

CREATIVE CLAYS 
CERAMIC CONNECTIONS ACROSS UNESCO CREATIVE CITIES

Carlo Zauli – Faenza
Zhu Legeng – Jingdezhen
Auréline Caltagirone – Limoges

 

inaugurazione 3 settembre ore 18.30 
fino al 20 settembre 2026 

Palazzo del Podestà Faenza

 

 

Nell’ambito del programma ufficiale di Argillà, Creative Clays è un’esposizione che vuole celebrare l’ingresso della città di Faenza tra le Città Creative UNESCO, importante riconoscimento che è stato assegnato alla nostra città per il proprio spessore culturale ed artistico del settore della ceramica artigianale ed artistica. 

All’interno dei suggestivi spazi del Palazzo del Podestà, un allestimento testuale racconterà il contesto delle Città Creative e introdurrà tre artisti che simboleggiano questo network internazionale: Carlo Zauli – nell’anno del centenario dalla nascita per Faenza -, Zhu Legeng per Jingdezhen e Auréline Caltagirone per Limoges.

 

Orari di apertura:
Venerdì 4, sabato 5, domenica 6 settembre, ore 10.00-20.00
Dal 7 al 20 settembre
lunedì – venerdì 17.00-19.30
sabato – domenica 10.30-12.30 / 17.00-19.30

 

CREATIVE CLAYS 
CERAMIC CONNECTIONS ACROSS UNESCO CREATIVE CITIES

 
Mostra realizzata da 
Comune di Faenza
Area Cultura, Turismo, Politiche Internazionali
 
Sindaco
Massimo Isola
 
Assessore alla Cultura 
Giulia Bassani
 
Dirigente Cultura, Focal Point Faenza Unesco Creative City
Benedetta Diamanti
 
In collaborazione con 
European Route of Ceramics, Cultural Route of the Council of Europe
Museo Carlo Zauli
 
A cura di 
Matteo Zauli
Benedetta Diamanti
 
Progetto di Allestimento 
Studio Bartoletti Cicognani
 
Coordinamento organizzativo 
Francesca Minardi
Monica Semprini
 
Apparato testuale e didascalico
Chiara Pausini
 
Responsabile Comunicazione 
Vittoria Betti
 
Progetto grafico 
Silvia De Giovanni
 
Hanno collaborato all’allestimento

Giorgia Erani
Sofia Maccherozzi
Andrea Montesi
Samuel Tonelli
Roberta Sama

Trasporti 
Planeco
Mail Boxes
 
Un ringraziamento speciale a
Riccardo Calamandrei

Antonella Cimatti
GIGACER
Terra e Forme


SchoolBoys – Carlo Zauli

ARGILLÀ ITALIA 2026 

 

SchoolBoys – Carlo Zauli
Dagli esordi scolastici alle opere del Museo Carlo Zauli
a cura di Viola Emaldi

Centenario Carlo Zauli

 

Inaugurazione sabato 5 settembre ore 12.00

5 – 6 settembre 2026 
Liceo Artistico Torricelli – Ballardini, corso Baccarini 11, Faenza

SchoolBoys – Carlo Zauli, a cura di Viola Emaldi, promosso dal Liceo Artistico Torricelli – Ballardini e Associazione Ex Allievi, nell’ambito del progetto SchoolBoys/ SchoolGirls, omaggia Carlo Zauli in occasione del Centenario dalla sua nascita, attraverso disegni inediti della sua formazione all’Istituto d’Arte di Faenza. Il dialogo tra questi materiali e le opere del Museo Carlo Zauli mette in luce il ruolo decisivo della scuola nel suo percorso e il suo contributo alla cultura ceramica e alla scultura contemporanea.
Orari: 
sabato 5 settembre 2026, dalle ore 11.00 alle ore 20.00
domenica 6 settembre 2026, dalle ore 10.00 alle ore 19.00


ARCAICO CONTEMPORANEO _ workshop a cura di Pierfrancesco Solimene

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

ARCAICO CONTEMPORANEO
workshop a cura di Pierfrancesco Solimene

 

ARGILLÀ ITALIA 2026 
Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

 

Nel solco della progettualità sperimentata con successo negli ultimi anni tra il Museo Carlo Zauli ed AiCC, con l’obiettivo di creare momenti formativi e fornire nuovi strumenti di conoscenza e nuovi contatti professionali, sabato 5 settembre 2026 dalle 10.00 alle 18.00, in occasione di Argillà Italia e della mostra Fedeltà alla Materia si terrà al Museo Carlo Zauli il workshop ARCAICO CONTEMPORANEO a cura dell’artista Pierfrancesco Solimene. 
 
Dopo un focus iniziale sulle opere in mostra di Pierfrancesco Solimene, si lavorerà avendo un tema di riferimento per scoprire e indagare gli aspetti primordiali della ceramica.

Durante il workshop il ceramista Pierfrancesco Solimene condividerà con i partecipanti la sua ricerca e li guiderà nella realizzazione di un vaso-scultura in argilla. L’incontro includerà un approfondimento teorico dedicato alle superfici smaltate e alla loro composizione.

Il workshop si svolgerà negli storici spazi dell’antico laboratorio ceramico acquistato da Carlo Zauli nel 1949 e diventato poi il proprio studio atelier fino alla metà degli anni novanta e successivamente il museo a lui dedicato.

Il workshop, organizzato e promosso da AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, è gratuito ed è riservato ad un ristretto numero di partecipanti. 
La partecipazione al workshop è gratuita ed è riservata a studenti,  artisti e ceramisti operanti nelle Città della Ceramica AiCC o invitati da esse.

Per iscrizioni scrivere a  museocarlozauli@gmail.com


Pierfrancesco Solimene, Salerno, 1986. 
Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2008. Dal 2013 è titolare dell’azienda Solimene Art.
Il suo lavoro è caratterizzato dal recupero dell’artigianato, che affonda le sue radici nella sua tradizione culturale: appartiene infatti a una storica famiglia di ceramisti e fin dalla giovinezza è entrato in contatto con gli elementi tradizionali della ceramica, introducendo sperimentazioni con smalti e finiture.
Le sue opere comprendono progetti urbani e oggetti di uso quotidiano.
Vive e lavora a Cava de’ Tirreni (SA), Italia

 


Argillà Italia – le mostre al Museo Carlo Zauli

ARGILLÀ ITALIA 2026 

Le mostre al Museo Carlo Zauli

Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

inaugurazione: 4 settembre ore 19.00
le mostre saranno visitabili fino al 4 ottobre  

 

Durante Argillà il Museo Carlo Zauli sarà aperto nei seguenti orari con ingresso gratuito:
4 settembre: 19.00 – 23.00
5 settembre: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
6 settembre: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00

 
 
 
A Party for Betty
Opere di Paolo Porelli e Betty Woodman
Video di
Charles Woodman
a cura di Matteo Zauli
e Lori-Ann Touchette

Un’installazione di figure in bassorilievo in maiolica realizzata da Paolo Porelli nel 2021 nello studio toscano di Betty Woodman, di cui riprende colori e libertà espressiva. L’opera celebra la convivenza pacifica tra popoli, etnie e generi diversi. A completare l’esposizione, una scultura di Betty Woodman in omaggio alla sua figura artistica.

 
Fedeltà alla materia
opere di Pierfrancesco Solimene
a cura di Matteo Zauli

 

In queste opere di Pierfrancesco Solimene, simbolicamente collegate alle prime monocromie ancora intrise di richiami arcaici che Carlo Zauli realizzò tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, la materia diventa un interlocutore, detta il proprio ritmo, le proprie crepe, la propria intrinseca natura. La mostra si configura come un diario di questo dialogo silenzioso, dove l’artista accetta il rischio del fuoco offrendo il proprio controllo tecnico in cambio di una rivelazione. Una serie di sculture e vasi dove la
ruvida concretezza della ceramica evoca sensazioni arcaiche, per riscoprire il peso, la texture e la sacralità della terra.

 
 
Omaggio alla Ruota Strappata

Opere di Carlo Zauli, Jeff Shapiro,
Akio Niisato,
Wei Bao,
Andrea Francolino,
Stefano Comensoli
_Nicolò Colciago

a cura di Matteo Zauli

 

Un’installazione che celebra l’opera più iconica di Carlo Zauli nell’anno del suo Centenario, divenuta nel tempo un punto di riferimento per artisti di ogni generazione e provenienza, un’opera che per Zauli significò il definitivo approdo alla scultura. 


Terme di Cervia – Carlo Zauli Centenario

Il 19 agosto celebriamo il centesimo compleanno di Carlo Zauli esattamente come piaceva a lui e come fece tra la fine degli anni 60 e metà anni 90: al mare.
Faremo insieme un brindisi alle Terme di Cervia e, a seguire, visiteremo le piastrelle in ceramica che Carlo Zauli progettò per le Terme all’inizio degli anni Settanta. Un modo speciale per ricordarlo attraverso una delle sue opere, nel luogo a cui era profondamente legato.
 
La celebrazione sarà arricchita da un intervento musicale di Daniela Peroni (voce) Mirko Guerra (chitarra) e Tiziano Negrello (basso), trio jazz -pop che ha nelle proprie corde anche un repertorio molto caro allo stesso Zauli.
 
Terme di Cervia, via Carlo Forlanini 16, Cervia
Mercoledì 19 agosto ore 19.00


Diario dal Giappone

Da oggi vi porteremo con noi in Giappone, attraverso il diario di viaggio del nostro direttore, Matteo Zauli.
Un racconto fatto di incontri, musei e opere
che testimoniano il profondo legame tra Carlo Zauli e questo Paese.
In questa intensa stagione dedicata al Centenario della nascita di Carlo Zauli,
un importante progetto espositivo ci ha riportati in Giappone.
Un’occasione per ritrovare opere che non vedevamo da molti anni,
scoprirne di nuove e incontrare persone che hanno contribuito a costruire questa storia.

𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
 
La prima tappa ci porta all’Aichi Prefectural Ceramic Museum, vicino a Nagoya, dove il curatore Masaaki Irizawa ci ha mostrato le due opere di Carlo Zauli conservate nella collezione del museo: una grande sfera ovoidale e una rara opera geometrica, entrambe risalenti agli anni Settanta, periodo delle prime mostre in Giappone dell’artista faentino, organizzate da Masahiko Shibatsuji e curate da Yoshiaki Inui.
Ritrovare queste opere dall’altra parte del mondo è stato emozionante. È la prova di un dialogo tra Faenza e il Giappone iniziato molti decenni fa e ancora oggi molto vivo.

𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Seconda 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
 
Il viaggio prosegue nella prefettura di Gifu, dove la ceramica è parte integrante del paesaggio e della cultura. Qui, immerso nel Ceramic Park di Mino, sorge uno dei musei più significativi dedicati alla ceramica contemporanea, che nel 2007 ospitò una grande retrospettiva dedicata a Carlo Zauli.
La visita ci ha riservato una sorpresa. Oltre a “Sensualità Bianca” (1979) e “Arata” (1975), opere già note perché esposte in quella mostra, nei depositi del museo abbiamo scoperto altre due opere di Carlo Zauli di cui ignoravamo l’esistenza.
Tra queste, un intenso “Vaso Sconvolto” del 1977: ritrovare un’opera così importante, dall’altra parte del mondo, è stata un’emozione inattesa.
Ogni museo visitato aggiunge un nuovo tassello al lungo dialogo tra Carlo Zauli e il Giappone, rivelando quanto quella storia sia ancora viva.

𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Terza 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
 
Dopo Mino, il viaggio ci porta a Toki, città gemellata con Faenza dal 1981, anche grazie ai profondi rapporti che Carlo Zauli aveva costruito con il Giappone.
Accolti da una delegazione del Comune, abbiamo visitato il municipio, dove è conservata l’opera simbolo del gemellaggio, e gli archivi della principale istituzione ceramica della città. Qui abbiamo ritrovato le fotografie di ben trentaquattro opere di Carlo Zauli, nove delle quali ancora oggi allestite negli spazi dedicati alla formazione e al lavoro ceramico.
Sfogliare questi archivi è stato come ripercorrere una storia fatta di scambi, amicizie e collaborazioni che continua ancora oggi a unire Faenza e il Giappone.
La giornata si è conclusa con un incontro speciale: una cena con Akio Niisato, tra i più raffinati interpreti contemporanei della porcellana giapponese. Un artista che unisce con straordinaria sensibilità tradizione, design e ricerca scultorea e che, quasi in un ideale passaggio di testimone, è arrivato proprio in questi giorni a Faenza per un mese di residenza.

𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Quarta 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
 
Dopo Tokyo, Aichi, Gifu e Toki, il viaggio ci porta a Kyoto, nel pieno del Gion Festival, una delle celebrazioni più affascinanti del Giappone.
Al Kyoto National Museum of Modern Art (MoMAK), lo stesso museo che nel 2007 inaugurò la prima grande retrospettiva dedicata a Carlo Zauli, ci attende una nuova emozione. Nel percorso espositivo dedicato alla scultura ceramica, tre opere di Zauli dialogano con maestri italiani, giapponesi e americani, occupando un ruolo centrale nell’allestimento.
Un riconoscimento che, nell’anno del centenario, conferma ancora una volta la profondità del legame tra Carlo Zauli e il Giappone. Una storia iniziata nel 1974 con le prime mostre organizzate da Masahiko Shibatsuji e cresciuta negli anni attraverso collaborazioni, amicizie e scambi culturali.
Quel legame continua ancora oggi. Lo abbiamo ritrovato nell’incontro con Tomoko Tanioka, che collaborò alle mostre giapponesi di Zauli, e soprattutto con Sueharu Fukami, tra i più grandi maestri della scultura ceramica contemporanea.
Fukami donò al Museo Carlo Zauli una grande scultura in memoria di Carlo, un’opera purtroppo distrutta dall’alluvione del 2023. Ritrovarlo oggi, insieme a sua moglie Chieko, e sentire ancora una volta l’affetto e la stima che li legano alla figura di Carlo Zauli è stato uno dei momenti più intensi di questo viaggio.

Il progetto di studio, archiviazione e catalogazione delle opere di Carlo Zauli è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna – ampliamento dell’organizzazione museale regionale, ai sensi della L.R. 18/2000 – piano 2026


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