Da oggi vi porteremo con noi in Giappone, attraverso il diario di viaggio del nostro direttore, Matteo Zauli.
Un racconto fatto di incontri, musei e opere
che testimoniano il profondo legame tra Carlo Zauli e questo Paese.
In questa intensa stagione dedicata al Centenario della nascita di Carlo Zauli,
un importante progetto espositivo ci ha riportati in Giappone.
Un’occasione per ritrovare opere che non vedevamo da molti anni,
scoprirne di nuove e incontrare persone che hanno contribuito a costruire questa storia.
𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
La prima tappa ci porta all’Aichi Prefectural Ceramic Museum, vicino a Nagoya, dove il curatore Masaaki Irizawa ci ha mostrato le due opere di Carlo Zauli conservate nella collezione del museo: una grande sfera ovoidale e una rara opera geometrica, entrambe risalenti agli anni Settanta, periodo delle prime mostre in Giappone dell’artista faentino, organizzate da Masahiko Shibatsuji e curate da Yoshiaki Inui.
Ritrovare queste opere dall’altra parte del mondo è stato emozionante. È la prova di un dialogo tra Faenza e il Giappone iniziato molti decenni fa e ancora oggi molto vivo.
𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Seconda 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
Il viaggio prosegue nella prefettura di Gifu, dove la ceramica è parte integrante del paesaggio e della cultura. Qui, immerso nel Ceramic Park di Mino, sorge uno dei musei più significativi dedicati alla ceramica contemporanea, che nel 2007 ospitò una grande retrospettiva dedicata a Carlo Zauli.
La visita ci ha riservato una sorpresa. Oltre a “Sensualità Bianca” (1979) e “Arata” (1975), opere già note perché esposte in quella mostra, nei depositi del museo abbiamo scoperto altre due opere di Carlo Zauli di cui ignoravamo l’esistenza.
Tra queste, un intenso “Vaso Sconvolto” del 1977: ritrovare un’opera così importante, dall’altra parte del mondo, è stata un’emozione inattesa.
Ogni museo visitato aggiunge un nuovo tassello al lungo dialogo tra Carlo Zauli e il Giappone, rivelando quanto quella storia sia ancora viva.
Ogni museo visitato aggiunge un nuovo tassello al lungo dialogo tra Carlo Zauli e il Giappone, rivelando quanto quella storia sia ancora viva.
𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Terza 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
Dopo Mino, il viaggio ci porta a Toki, città gemellata con Faenza dal 1981, anche grazie ai profondi rapporti che Carlo Zauli aveva costruito con il Giappone.
Accolti da una delegazione del Comune, abbiamo visitato il municipio, dove è conservata l’opera simbolo del gemellaggio, e gli archivi della principale istituzione ceramica della città. Qui abbiamo ritrovato le fotografie di ben trentaquattro opere di Carlo Zauli, nove delle quali ancora oggi allestite negli spazi dedicati alla formazione e al lavoro ceramico.
Sfogliare questi archivi è stato come ripercorrere una storia fatta di scambi, amicizie e collaborazioni che continua ancora oggi a unire Faenza e il Giappone.
La giornata si è conclusa con un incontro speciale: una cena con Akio Niisato, tra i più raffinati interpreti contemporanei della porcellana giapponese. Un artista che unisce con straordinaria sensibilità tradizione, design e ricerca scultorea e che, quasi in un ideale passaggio di testimone, è arrivato proprio in questi giorni a Faenza per un mese di residenza.
𝗗𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝗚𝗶𝗮𝗽𝗽𝗼𝗻𝗲 | Quarta 𝗧𝗮𝗽𝗽𝗮
Dopo Tokyo, Aichi, Gifu e Toki, il viaggio ci porta a Kyoto, nel pieno del Gion Festival, una delle celebrazioni più affascinanti del Giappone.
Al Kyoto National Museum of Modern Art (MoMAK), lo stesso museo che nel 2007 inaugurò la prima grande retrospettiva dedicata a Carlo Zauli, ci attende una nuova emozione. Nel percorso espositivo dedicato alla scultura ceramica, tre opere di Zauli dialogano con maestri italiani, giapponesi e americani, occupando un ruolo centrale nell’allestimento.
Un riconoscimento che, nell’anno del centenario, conferma ancora una volta la profondità del legame tra Carlo Zauli e il Giappone. Una storia iniziata nel 1974 con le prime mostre organizzate da Masahiko Shibatsuji e cresciuta negli anni attraverso collaborazioni, amicizie e scambi culturali.
Quel legame continua ancora oggi. Lo abbiamo ritrovato nell’incontro con Tomoko Tanioka, che collaborò alle mostre giapponesi di Zauli, e soprattutto con Sueharu Fukami, tra i più grandi maestri della scultura ceramica contemporanea.
Fukami donò al Museo Carlo Zauli una grande scultura in memoria di Carlo, un’opera purtroppo distrutta dall’alluvione del 2023. Ritrovarlo oggi, insieme a sua moglie Chieko, e sentire ancora una volta l’affetto e la stima che li legano alla figura di Carlo Zauli è stato uno dei momenti più intensi di questo viaggio.





















