Corso per Curatori 2020: Margherita Bascialla

Accademia delle Belle Arti di Bologna

 

Il progetto Mani si sviluppa attraverso delle fotografie che si focalizzano su alcuni dettagli degli eventi museali, collegate ad un gesto particolare (ascolto, confronto, racconto, lavoro, incontro).

Da che sono entrata in contatto con la realtà del Museo Carlo Zauli sono stata accolta a braccia aperte, dandomi da subito la possibilità di mettere “le mani in pasta” in un luogo fatto di dialogo e confronto tra artisti, opere e pensieri.
É proprio attraverso le mani che vorrei raccontare la mia esperienza.
In un periodo nel quale il contatto fisico viene limitato, la gestualità acquisisce sempre maggior importanza.
Le mani ascoltano, dialogano, raccontano, plasmano…

 
 
 
 

 

DIALOGO. Tutto, all’interno del Museo Carlo Zauli dialoga: il passato con il presente, il presente coi presenti e i presenti col futuro. Non vi è progetto che non nasca da un dialogo, armonico e stimolante. Francesco Raimondi in dialogo con Matteo Zauli.

INCONTRO. Qui si incontrano personalità da tutti i tempi e da tutti i luoghi. Chi non c’è più ma ha lasciato tracce di sé, incontra chi resta e crea, compone la sua traccia. Incontri con Carlo Zauli.

LAVORO. Mani esperte che plasmano, mani che modellano, che scolpiscono. Mani frettolose che impastano, mescolano e rimestano. Mani calme che accolgono, ospitano e abbracciano. Claudia Losi lavora a “Whalebone Arch”.

RACCONTO. Ogni angolo del Museo Carlo Zauli pullula di racconti, di storie. Quelle nuove si sovrappongono e si intrecciano con quelle passate in modo armonico e collaborativo. Matteo Zauli si racconta.

ASCOLTO. Ci sono poi mani più timide. A volte congiunte, altre rilassate. Sempre pronte, come spugne, ad afferrare ogni suono, ogni parola liberata nell’aria, stringerla forte e farla propria. Qualcuno ascolta, assimila e trasforma.