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PROGETTO DI RESIDENZA CON MICHELE GUIDO

Tra fango e nuove argille:
un percorso di residenza per la valorizzazione di inediti materiali,
progetto di Residenza con Michele Guido

 

Il Museo Carlo Zauli ha vinto un importante Bando della Regione Emilia Romagna, L.R. N. 2/2022  – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, con un progetto di Residenza inserito all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio.

Il lavoro di Michele Guido, artista di rilievo internazionale, si inserirà all’interno di un processo di valorizzazione di opere inesplorate degli archivi del Museo, quelle dedicate agli stampi e ai modelli in gesso di Carlo Zauli che non erano ancora stati catalogati poiché sommersi da un’enorme quantità di argilla e che, dopo l’alluvione, sono riemersi dalla più remota cantina per svelare forme ancora inedite dell’opera zauliana.

L’artista ha assistito a questo importante ritrovamento e, attraverso le “argille alluvionate” che sono state recuperate potrà conoscere e studiare approfonditamente questa materia prima che è per noi materiale di archivio, fonte di ispirazione per le opere che realizzerà.

Come spiega  Matteo Zauli, direttore artistico del MCZ, Michele Guido nel suo lavoro fa emergere il rapporto tra architettura, storia e immagine della natura. Sono nati così i “garden project”, progetti interdisciplinari basati sulle analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza. Un lavoro che sento vicino alla ricerca sulla natura compiuta da Carlo Zauli.

La valorizzazione e promozione di questo patrimonio avverrà attraverso la ricerca contemporanea di Michele Guido e un’esposizione, presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in Viale Aldo Moro n.50 Bologna, dal 27 novembre al 5 dicembre 2023, delle opere da lui realizzate unitamente ad un’installazione con una selezione di tale inedito materiale di archivio di Carlo Zauli ritrovato.

Il progetto avrà inoltre una valenza formativa con il coinvolgimento di alcuni giovani studenti selezionati delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Ravenna, partecipanti al corso per curatori MCZ, del corso IFTS Tecnico del Prodotto ceramico: Sviluppo, sostenibilità e Design per il Made in Italy di Faenza e ISIA Faenza – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche.

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Faenza.

 


Michele Guido (Aradeo, LE – 1976); vive e lavora a Milano

Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e l’anno successivo frequenta il master in Landscape Design; contemporaneamente al periodo di formazione, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretta da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante.
Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante, il loro rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, l’anti specismo ed i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme in collaborazione con le banche dei semi.
I suoi progetti sono stati esposti e conservati in diversi luoghi pubblici e privati: Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Museo del ‘900, Milano | Museo MACTE, Termoli | PAV – Parco Arte Vivente, Torino | Museo della Ceramica, Savova | Museo della Ceramica Monteupo F. (FI) | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 | Palazzo Borromeo, Milano | Fondazione Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Museo Camusac, Cassino | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fondazione Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma.
Tra le mostre personali nella galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma: taphrina deformans garden project, 2021; il tesoro di atreo garden project _2015 con Hidetoshi Nagasawa; 02.02.13 garden project del 2013 e z2o garden project del 2009. Nel 2020 riceve il premio per artisti del Museo della Ceramica di Savona ed il premio Anna Morettini, nel 2010 il Premio Rotary Brera Christian Marinotti, nel 2008 il II Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Tra le residenze: “work” presso la Casa degli Artisti di Milano | “Grand tour en Italie” all’interno di M12 collateral Palermo nel 2018 | “Umana Natura”, visiting professor Hidetoshi Nagasawa nel 2012 | “Made in Filandia” nel 2011.

www.liarumma.it
www.z2ogalleria.it


RESIDENZA D’ARTISTA NUOVO FORNO DEL PANE

Residenza d’Artista Nuovo Forno del Pane
in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

 

Il Museo Carlo Zauli in collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna per una Residenza di produzione ceramica per 5 artisti (Ruth Beraha, Letizia Calori, Mattia Pajè, Vincenzo Simone, Filippo Tappi) nell’ambito del progetto Nuovo Forno del Pane, che il museo bolognese dedica a 12 giovani artisti ospitandoli nei propri spazi museali e trasformando la grande sala delle ciminiere in altrettanti studi d’artista temporanei. Il Nuovo Forno del Pane è infatti un centro di produzione interdisciplinare che trasforma gli spazi e la funzione della Sala delle Ciminiere del MAMbo: non più spazio espositivo ma spazio di produzione, comunità creativa in cui l’arte diventa pane per la mente e il museo si trasforma in forno, incubatore della creatività, spazio che Bologna offre ai suoi artisti per ripartire, per rinascere dopo questa emergenza planetaria.

I 5 artisti realizzeranno un progetto in ceramica negli spazi del Museo Carlo Zauli, tracciando una momento di fusione tra gli spazi e i progetti delle due istituzioni regionali.

RESIDENZA D’ARTISTA CON SHAFEI XIA

Residenza d’Artista con Shafei Xia
in collaborazione con P420

 
 

A partire dal mese di marzo, è iniziata l’esperienza in Residenza per l’artista cinese Shafei Xia (ShaoXing, Cina 1989).
Il progetto Residenza d’Artista è concepito per far incontrare un artista con il mezzo espressivo della ceramica. Attraverso la supervisione di un tutor ceramista, Aida Bertozzi, collaboratrice del MCZ , l’artista ospite realizzerà opere d’arte secondo la propria poetica.
L’esperienza è in collaborazione con P420, galleria d’arte bolognese di prestigio internazionale.

Shafei Xia ha concluso i suoi studi con una tesi dal titolo “Il mondo è il circo”, parafrasando la nota espressione di Federico Fellini. Culla di tutte le forme di spettacolo, capace di provocare grandi risate e profonda commozione, di illuminare a giorno l’interno di un tendone e di far scendere il buio più profondo, il circo è la metafora della vita, «forse soltanto la sua abbreviazione» scrive l’artista stessa, che aggiunge «è un meraviglioso ricordo dell’infanzia e una meravigliosa fantasia del mondo adulto».
“Il tema principale delle sue opere è l’amore” fa notare Maura Pozzati nel testo scritto per la presentazione dell’artista “vissuto come desiderio, gelosia e violenza, rappresentato in maniera esplicita o simbolica a seconda dei casi, ma comunque onnipresente”.
Così il circo di Shafei si popola di una miriade di figure, acrobati svestiti, amanti che consumano l’amore, tigri, ghepardi e animali di ogni genere. E tutto questo è raccontato senza mai perdere la delicatezza nel trattamento dei volti, nella rappresentazione degli ambienti, nella descrizione dei corpi nudi, dei movimenti e delle pose.

Shafei Xia ha conseguito la laurea triennale in scenografia alla ChongQing University.
Si trasferisce a Bologna e si laurea all’Accademia di Belle Arti nel 2020.
Nel 2019 ha vinto il Premio al talento Fondazione Zucchelli per l’Arte.
Nel 2020 prima mostra personale nel nuovo project space P420^2.


RESIDENZA D’ARTISTA 2019

MUSEO CARLO ZAULI
RESIDENZA D’ARTISTA / edizione 2019

Giulia Bonora, Chiara Camoni, Arianna Carossa
a cura di MCZ

in collaborazione con:

Comune di Faenza
AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica
Regione Emilia Romagna
Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza
Crédit Agricole
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Associazione Amici della Ceramica e del MIC
Tiziano Rondinini
Officine Saffi Milano
Podere La Berta

18 ottobre – 18 dicembre
opening 17 ottobre h 21.00

 

Il museo presenta gli esiti delle residenze estive 2019, che hanno visto protagoniste tre artiste, in altrettanti progetti speciali: Giulia Bonora, Chiara Camoni, Arianna Carossa. Con poetiche e percorsi differenti, le artiste si sono confrontate, come sempre negli inviti in residenza, con il lavoro e gli spazi di Carlo Zauli.

La prima è stata Chiara Camoni, invitata a misurarsi con la dimensione del workshop, all’interno di un progetto di formazione che il museo porta avanti con AiCC, Associazione Italiana Città della Ceramica, in una visione della ceramica che tiene insieme il fare con il pensare, superando le divisioni fra arte, artigianato e design.
Il workshop si è concretizzato in 3 giorni in cui produrre, leggere e discutere insieme, intorno alla realizzazione di una grande opera collettiva: Kabira, un cavallo in creta nera, la stessa che utilizzava Zauli. E partendo dall’apertura del deposito delle terre, si sono alternati momenti di modellazione in studio al disegno dal vero dei cavalli al maneggio, esperimenti con crini e letture di libri che hanno costituito le coordinate all’interno delle quali si è sviluppata l’azione delle mani di tutti i partecipanti.
Dopo essicazione e cottura, i pezzi sono stati assemblati nuovamente in maniera condivisa e aperta a tutti, e il cavallo, una struttura portante in legno coperta da lunghe collane di pezzetti in terra, è già esposto al museo, fino alla data dell’opening, per poi partire per una mostra in Galles, ed essere sostituito dal video documentario sulla realizzazione.

La successiva ospite in residenza è stata Giulia Bonora, artista bolognese vincitrice della residenza all’interno del premio internazionale Open To Art, organizzato dalla galleria milanese Officine Saffi, selezionata fra gli oltre 400 candidati.
Giulia Bonora ha lavorato ad una serie di progetti legati alla funzione del contenitore, e in particolare all’idea della raccolta dell’acqua. Anfore, onde, flussi sono le forme realizzate con l’antichissima tecnica del lucignolo, che l’artista utilizza in chiave contemporanea in tutti i propri lavori. Le sculture si caratterizzano quindi per una irregolarità dei volumi che fornisce loro un forte richiamo antropologo e naturalistico. Oltre al lucignolo, i lavori di Bonora si contraddistinguono anche per un preciso codice cromatico, con il costante utilizzo di smalti della gamma dei blu, quale simbolo di profondità e conoscenza. La residenza è stato l’occasione per l’artista per approfondire e sperimentare ulteriormente le infinite sfumature degli smalti ceramici.

Infine è stato il turno di Arianna Carossa, artista genovese che vive e lavora a New York. Dopo anni di approccio tradizionale alla ceramica, Carossa ha intrapreso un percorso incentrato sulla relazione: la sua sfida attuale è infatti individuare legami tra sostanze, concetti e materiali molto distanti tra loro, con l’obiettivo finale di integrare cultura e natura.
Anche a Faenza quindi ha unito in inediti assemblaggi resti organici di animali, a materiali della tradizione scultorea. Favi, corna e conchiglie sono entrati nelle sculture modellate dalla terra nera del Belgio che lo stesso Carlo Zauli utilizzava per le sue steli monumentali.
Nella serata di open studio, oltre a conversare con Luca Bochicchio, curatore che ha scritto un pezzo sull’esperienza faentina, l’artista ha sonorizzato la sala dei forni con un lavoro del 2017, Errante il desiderio si chiama furore. L’ambiente, anticamente stalla per cavalli, ha raccontato così la propria storia attraverso dei nitriti incisi in loop su vinile.

Apertura:
Martedí – sabato dalle 10 alle 13, su appuntamento e in occasione di tutti gli eventi
Ingresso gratuito


Giulia Bonora (1986, Ferrara), vive e lavora a Bologna. Diplomata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’artista indaga il rapporto tra natura e cultura, mescolando diversi linguaggi quali il disegno, la performance, l’installazione e, più recentemente, l’uso della ceramica. Con una tesi di ricerca svolta in Olanda incentrata sul legame tra arte e cibo, ha ideato e sviluppato un metodo di lavoro chiamato Cucina Scultorea. Ha partecipato alla residenza Sundaymorning@ekwc, European Ceramic Work Centre, Oisterwijk, Paesi Bassi (2018), e alla residenza SAC, Fondazione Pino Pascali, Polignano a mare (2014). Recenti mostre collettive: Ceramica contemporanea, Nuovi maestri, Castello di Levizzano (2018), Test Case XVI, EKWC, Oisterwijk (2018), Jewelery, Caroline Van Hoek Gallery, Bruxelles (2016). Recenti mostre personali: Il gesso come la farina, Gallleriapiù, Bologna (2015), Art dinner progetto per EXPO, MLB Home Gallery, Ferrara (2015).

Chiara Camoni (1974) vive a lavora a Fabbiano, in Alta Versilia. Diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, lavora per alcuni anni con l’Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali di Napoli. Insieme ad altri artisti fonda il Magra – Museo d’Arte contemporanea di Granara. Con Cecilia Canziani sta sviluppando il ciclo di seminari La Giusta Misura, avviato presso le Murate Progetti Arte Contemporanea di Firenze.
Tra le mostre recenti: Vetrine di Libertà, a cura di Francesca Pasini, Fabbrica del Vapore, Milano; Prospettiva Arte Contemporanea, Gallerie d’Italia, Milano; Zinzec, con Anna Barham, a cura di Caterina Avataneo, Arcade Gallery, Londra (2019); La Vita Materiale. Otto stanze, otto storie, a cura di Marina Dacci, Palazzo da Mosto, Reggio Emilia; Il disegno del disegno, a cura di Saretto Cincinelli, Museo Novecento, Firenze, Sisters, MIMA – Middlesbrough Institute of Modern Art, Middlesbrough; About a Vase, a cura di Matteo Zauli, Palazzo Podestarile, Montelupo Fiorentino, Firenze; 10 Years of Love, SpazioA, Pistoia; AA VV – Del tempo lineare e del tempo ciclico, ovvero della Storia e della Natura, Centro Arti Plastiche, Carrara; A forest, Arcade Gallery, London (2018).

Nata a Genova, Arianna Carossa vive e lavora a New York. Inizia la sua carriera come pittrice esponendo nel 1999 all’Arc Gallery di Chicago alla Biennale d’arte contemporanea a San Pietruburgo presso il Manage del Museo Ermitage, alla Biennale degli artisti del Mediterraneo in Tunisia; nel 2005 sposta il focus della sua ricerca sulla scultura trasferendosi poi nel 2010 attraverso il premio dell’ISCP a New York dove attualmente vive.
Nel suo lavoro fa uso di una gamma di tecniche diverse, come la pittura, la scultura la performance.
Nel 2014 esce il libro “The aesthetic of my disappearance “ lanciato dal Moma/PS1.
Ha partecipato al sessantesimo premio Faenza per la ceramica. Espone a Documenta 11 kunstbalkon a Kassel, al MACRO di Roma, Lower Manhattan Council di New York, Fondazione Antinori, Firenze, Vittoriano a Roma, Museo di Villa Croce a Genova, Museo dellla Miniera di Citta’ del Messico, Istituto Italiano di cultura di Citta del Messico, Mic Faenza, Ps1 New York.


EMMA HART IN RESIDENZA AL MUSEO CARLO ZAULI

Vincitrice del Max Mara Art Prize for Women, Emma Hart sarà in residenza al Museo Carlo Zauli nell’autunno 2016.

Siamo lieti di annunciare il coinvolgimento di Museo Carlo Zauli nel Max Mara Art Prize for Women in collaborazione con Whitechapel Gallery. Emma Hart, vincitrice del premio, sarà ospite al Museo Carlo Zauli, durante il suo programma di residenza italiano.

Non è la prima volta che il museo viene coinvolto da importanti istituzioni italiane, operanti nell’arte contemporanea, che hanno la volontà di proporre ai propri artisti esperienze e sperimentazioni legate alla ceramica, o di presentare progetti legati a questo materiale. Recentissime le partnership con Fondazione Bevilacqua La Masa e Via Farini, concretizzatesi in residenze e momenti espositivi a Venezia e Milano, senza dimenticare la mostra commissionata da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e co- curata da Matteo Zauli, ora esposta presso la sede della Fondazione e il Museo Civico Medievale di Bologna.

Questa residenza si distinguerà dalle precedenti sia per la durata sia per le sue caratteristiche: per ben tre mesi Hart utilizzerà il laboratorio del Museo Carlo Zauli come proprio studio. Inoltre l’artista sarà guidata dallo staff del museo non solo nella conoscenza e nell’approfondimento delle tecniche della maiolica faentina, ma anche all’interno del sistema di relazioni sociali e culturali della città.

L’annuncio della vincitrice è stato dato durante la cerimonia che si è tenuta presso la Whitechapel Gallery di Londra il 3 febbraio scorso, a cui ha partecipato anche Matteo Zauli, direttore di MCZ.

Il Premio, che ha cadenza biennale ed è stato istituito nel 2005, sostiene artiste che operano nel Regno Unito e che non hanno mai presentato i loro lavori in una mostra antologica, requisiti che lo rendono unico nel campo dei riconoscimenti per le arti visive nel Regno Unito.
La giuria della sesta edizione del Max Mara Art Prize for Women, presieduta da Iwona Blazwick, OBE, direttrice della Whitechapel Gallery, era composta da: Fiona Bradley, direttrice della Fruitmarket Gallery, Edimburgo; Sarah Elson, collezionista e fondatrice di Launch Pad, che commissiona opere a sostegno di artisti emergenti; Helen Sumpter, critico e Senior Editor / Web Editor di ArtReview, e Alison Wilding, artista e membro dell’Accademia Reale.
A nome della giuria del Max Mara Art Prize for Women, la sua presidente Iwona Blazwick, OBE, direttrice della Whitechapel Gallery, ha affermato: “È apparso evidente che la proposta di Emma Hart affronti un tema profondamente personale, essenziale per la sua vita e il suo lavoro: il potere della famiglia. La giuria è stata colpita dalla profondità e dall’ampiezza dei riferimenti nell’approccio di Hart, dalla Scuola di Milano per la psicoterapia familiare ai romanzi di Elena Ferrante, alla tradizione ceramica italiana della maiolica. Il Premio e la residenza in Italia offrono a Hart una rara opportunità in un importante momento della sua carriera, per un arricchimento e l’elaborazione di un nuovo lavoro. L’equilibrio tra l’approfondimento delle abilità formali e la comprensione dei mezzi espressivi da lei scelti, insieme al tempo e allo spazio per elaborare la sua ricerca, entreranno sicuramente a far parte della sua opera.
Luigi Maramotti, presidente di Max Mara, ha dichiarato: “Il progetto di Emma mi entusiasma molto, perché esplora due campi particolarmente ricchi di competenze in Italia: la psicoterapia e la tradizione ceramica, sia storica che contemporanea. La produzione ceramica è sempre stata caratterizzata da una ricerca innovativa, in particolare a Faenza. Siamo particolarmente interessati a seguire come Emma interpreterà questa tradizione nella sua pratica artistica così personale e contemporanea. Questo Premio, di cui siamo profondamente orgogliosi, è unico nel suo genere in quanto offre alle artiste il tempo, lo spazio e la libertà di creare una nuova opera mentre sono immerse nell’estetica e nella tradizione culturale italiana. Sono molto lieto che, ancora una volta, la famiglia dell’artista l’accompagnerà in questo percorso; da un punto di vista sia personale che artistico tutto questo non farà che arricchire la sua esperienza.”

Emma Hart è nata nel 1974 e vive e lavora a Londra.

Trascorrerà sei mesi tra Lombardia, Umbria ed Emilia-Romagna nel 2016, nell’ambito di una residenza personalizzata rispetto al suo progetto, che verrà successivamente esposto in un’importante mostra personale alla Whitechapel Gallery nel 2017, prima di passare alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia che acquisirà il lavoro.
Emma Hart lavora con ceramica, video, fotografia e suono. La sua ricerca, che convoglia elementi autobiografici, ansie e disagio dell’artista nelle sue opere, esplora le modalità con cui le esperienze e le emozioni reali vengono travisate e attenuate quando catturate dalla macchina fotografica. L’artista dispone fotografie e schermi video in contrasto con forme in creta grezza o ceramiche di dimensioni ingrandite in particolareggiate installazioni che saturano i sensi.
La sua proposta per il Max Mara Art Prize for Women si sviluppa attorno a un tema che è centrale per la vita e il lavoro dell’artista: il potere della famiglia. Nella sua esplorazione dell’unicità dell’ethos e delle tradizioni familiari italiane attraverso simboli, beni e oggetti, oltre ai sistemi e alle relazioni della cultura italiana, Hart intende mettere a nudo gli alti e bassi e le realtà quotidiane della vita familiare anche rispetto al modello italiano.
La residenza progettata “su misura”, organizzata dalla Collezione Maramotti, inizierà nel giugno 2016 e si dividerà tra tre diverse città italiane, Milano, Todi e Faenza. A Milano l’artista passerà due mesi presso Via Farini VIR – DOCVA per un programma internazionale di residenze d’artista. Qui esplorerà la Scuola di Milano (Milan Systems Approach), un metodo sistemico-costruttivista di terapia familiare, e il lavoro pionieristico della psichiatra Mara Selvini Palazzoli, che ha elaborato questo modello terapeutico.

Nella seconda parte della residenza, Hart si trasferirà per tre settimane a Todi, dove avrà tempo per consolidare la sua ricerca presso lo studio dell’artista concettuale Alighiero Boetti, ora gestito dal figlio Matteo Boetti. Hart avrà inoltre l’opportunità di entrare in contatto con le diverse istituzioni culturali della regione, in particolare la Fondazione Burri.Visiterà anche Deruta, la cittadina nota nel mondo per le sue ceramiche.
La residenza terminerà proprio a Faenza, dove Hart studierà e sperimenterà fra settembre e novembre la produzione di ceramiche presso il Museo Carlo Zauli, che dal 2002 porta avanti un programma di residenze internazionali proprio basate sull’incontro fra il materiale della tradizione del territorio e gli artisti contemporanei. Insieme allo staff di MCZ conoscerà la città nei suoi diversi aspetti, con una particolare attenzione alla produzione artigianale, e potrà visitare inoltre il Museo Internazionale delle Ceramiche, luogo unico al mondo, dove avrà l’occasione di studiare le tecniche ceramiche antiche e contemporanee.
Visiterà inoltre le città di Roma e Napoli per soggiorni più brevi per ampliare la sua ricerca.

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• Emma Hart vive e lavora a Londra. Le sue recenti mostre personali includono: big MOUTH, Grand Union, Birmingham (2015); Sticky, Austrian Cultural Forum, Londra (2015); Spread, Art Exchange, Colchester (2015); Giving It All That, Folkestone Triennial, Folkestone (2014); Dirty Looks, Camden Arts Centre, Londra (2013); M20 Death Drives, Whitstable Biennale, Whitstable (2012); TO DO, Matt’s Gallery, Londra; Word Processor, Stanley Picker Gallery, Londra (2012). Tra le sue recenti mostre collettive: SUCKERZ, L’etrangere, Londra (2015), insieme a Jonathan Baldock; Only the Lonely, La Galerie-CAC, Noisy-Le-Sec, (2015); Dear Luxembourg, Nosbaum Reding, Lussemburgo (2015); Hey I’m Mr.Poetic, Wysing Arts Centre, Cambridge (2014); Bloody English, OHWOW Gallery, Los Angeles (2013); The World Turned Upside Down, Mead Gallery, Coventry (2013). Nel 2015 ha ricevuto il premio Hamlyn Foundation per le Arti Visive. Hart è stata finalista per i Jarman Awards nel 2013 e ha ricevuto una commissione Random Acts. Nel 2012 è stata finalista per Jerwood / Film and Video Umbrella Awards: Tomorrow Never Knows, con una mostra a Jerwood Space, Londra. Hart è stata residente al Camden Arts Centre con il suo Question Department nel 2009 e nella residenza Forest al Wysing Arts Centre nel 2012. Ha ottenuto un MA in Belle Arti presso la Slade nel 2004 e ha completato il PhD in Belle Arti presso la Kingston University nel 2013. Hart insegna presso la Central Saint Martins per il BA in Belle Arti.

Le precedenti vincitrici del Max Mara Art Prize for Women sono Corin Sworn (2013–2015), Laure Prouvost (2011–2013), Andrea Büttner (2009-2011), Hannah Rickards (2007-2009) e Margaret Salmon (2005-2007).
• Il Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione con Whitechapel Gallery, è un premio biennale istituito nel 2005. È l’unico premio per le arti visive dedicato ad artiste del Regno Unito che ha come finalità la loro promozione e valorizzazione, e consente loro di sviluppare le proprie potenzialità usufruendo di tempo e spazio per elaborare i propri progetti artistici. Alla vincitrice è offerto un periodo di residenza in Italia della durata di sei mesi, a misura della sua ricerca artistica e della proposta presentata per il Premio. Durante la residenza, che è organizzata dalla Collezione Maramotti in collaborazione con Max Mara e Whitechapel Gallery, l’artista ha l’opportunità di realizzare un nuovo e ambizioso progetto che sarà successivamente esposto in occasione di due importanti personali alla Whitechapel Gallery di Londra e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Il Premio è aperto ad artiste con base nel Regno Unito che lavorano con svariati mezzi espressivi e che non hanno ancora esposto le proprie opere in una mostra antologica. Partner del premio sono Max Mara, Whitechapel Gallery e Collezione Maramotti, che collaborano in ogni fase del progetto. Ogni anno una giuria presieduta dalla direttrice della Whitechapel Gallery Iwona Blazwick, e comprendente una gallerista, una critica d’arte, un’artista e una collezionista, sceglie una rosa di cinque finaliste prima di assegnare il premio alla vincitrice in base al valore del progetto presentato. Il Max Mara Art Prize for Women ha ricevuto il riconoscimento del British Council Arts & Business International Award nel 2007 e ha permesso alle artiste premiate di compiere importanti progressi nella loro carriera. Le artiste che hanno vinto le edizioni precedenti del Max Mara Art Prize for Women sono: Corin Sworn (2013-2015) – Sworn (nata nel 1975) ha creato un’opera ispirata alle rappresentazioni della Commedia dell’Arte sviluppatesi in Italia nel XVI secolo. È possibile vedere il lavoro realizzato dall’artista presso la Collezione Maramotti fino al 28 febbraio 2016. Sworn ha ricevuto il Premio Leverhulme nel 2015, il riconoscimento per lavori di ricerca di eccezionale valore di artisti che hanno già riscosso un certo successo internazionale e la cui carriera futura appare estremamente promettente. Laure Prouvost (2011-2013) – Laure Prouvost ha creato un’ambiziosa installazione di grandi dimensioni per la mostra del Max Mara Art Prize, per la quale ha ricevuto il Turner Prize nel 2013. Andrea Büttner (2009-2011) – Una parte dell’opera di Andrea Büttner creata per la mostra del Max Mara Art Prize, The Poverty of Riches, e intitolata Untitled (Paintings) (2011) ha partecipato alla grande mostra allestita dalla Whitechapel Gallery, Adventures of the Black Square nel 2015. Hannah Rickards (2007-2009) – Questo riconoscimento ha consentito ad Hannah Rickards di realizzare l’opera ambiziosa che stava preparando prima di vincere il Premio. Rickards ha inoltre ricevuto il Premio Leverhulme nel 2015 e le sue opere sono state presentate in un’importante mostra presso il Modern Art Oxford nel 2014. Margaret Salmon (2005-2007) – Margaret Salmon ha viaggiato in Italia e ha creato un trittico di film in bianco e nero che esplorano i temi della maternità. Ha poi partecipato alla Biennale di Venezia nel 2007.

• Il Gruppo Max Mara è stato fondato nel 1951 da Achille Maramotti e ora è guidato dalla nuova generazione. È una delle aziende di moda prêt-à-porter più importanti al mondo, con 2462 negozi in oltre 100 paesi.

• La Collezione Maramotti ha aperto al pubblico nel 2007 a Reggio Emilia. È una collezione privata di arte contemporanea con un’importante collezione storica (1950-2000); espande la sua attività con nuove commissioni e progetti realizzati da artisti internazionali emergenti o a metà carriera. Per ulteriori informazioni, si prega di visitare www.collezionemaramotti.org

• Da oltre un secolo Whitechapel Gallery presenta opere inedite di artisti di fama mondiale, dai maestri dell’arte moderna a quelli contemporanei. La Galleria è famosa per il suo lavoro di ricerca e promozione di artiste emergenti o affermate e ha organizzato importanti mostre personali di Barbara Hepworth (1955), Eva Hesse (1979), Frida Kahlo (1982), Nan Goldin (2002), Sophie Calle (2009), Gillian Wearing (2012) e Sarah Lucas (2013). La Galleria è un punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e svolge un ruolo centrale nel panorama culturale londinese; la sua presenza è essenziale per la crescita continua del distretto d’arte contemporanea più vitale al mondo.


JONATHAN MONK. CLAYMATION.

RESIDENZA D’ARTISTA
12° edizione
ceramica nell’arte contemporanea

JONATHAN MONK. Claymation
a cura di Guido Molinari

opening 5 ottobre ore 21.00

6 ottobre – 5 dicembre 2015

finissage e presentazione catalogo 5 dicembre ore 18.00

Il Museo Carlo Zauli presenta Claymation, mostra di Jonathan Monk nata dall’edizione 2015 del progetto Residenza d’Artista, a cura di Guido Molinari.
La mostra, presentata in occasione della Settimana del Contemporaneo faentina, esporrà opere in ceramica prodotte dall’artista nell’ambito della sua residenza a Faenza e inaugurerà il 5 ottobre alle ore 21 nella sede del Museo (via Della Croce 6, Faenza – fino al 6 dicembre 2015).
La collaborazione con Monk prosegue il percorso che il Museo Carlo Zauli ha avviato nel 2003 con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra ceramica e arte contemporanea, coinvolgendo artisti di rilievo internazionale che abitualmente non utilizzano questo materiale ma che sono attratti dal suo fascino arcano e familiare.
Residenza d’Artista ogni volta diviene un’avventura sperimentale, un processo creativo guidato da un artista che non conosce le regole ceramiche, con esiti sempre unici e sorprendenti dal punto di vista artistico, tecnico e relazionale.

In questo caso Monk ha deciso di confrontarsi con oggetti e processi tipici del fare ceramica, seguendo la prospettiva della propria ricerca che, come scrive Guido Molinari, curatore di questa edizione, “attinge a piene mani al percorso storicizzato dell’arte concettuale. Questa ricerca, che si articola in un ambito ben specifico, risulta innovare fortemente le coordinate di partenza aprendo alla dimensione della leggerezza, dello spirito ludico, dell’improvvisazione creativa per consegnarci l’aria del nostro tempo. Un’apparente semplicità di base connota queste opere che racchiudono complessi riferimenti alla realtà e alla storia dell’arte contemporanea”.
Nel processo di produzione delle opere, Jonathan Monk è stato assistito da Aida Bertozzi, ceramista di grande esperienza e già assistente di Carlo Zauli dal 1979 al 1995, che ha reso possibile la traduzione e la realizzazione dei progetti dell’artista, confrontandosi in alcuni casi anche con una grande complessità, testando e perfezionando nuovi metodi e donando così alla residenza un interesse anche dal punto di vista tecnico.

Come in passato, la residenza rappresenta anche la possibilità per gli studenti di vivere in prima persona l’avventura della nascita di un’opera a fianco dell’artista e del maestro ceramista. In questa edizione alcuni ragazzi selezionati dalle Accademie di Bologna e Ravenna hanno seguito Jonathan Monk all’interno del progetto Corso per Curatori, che da tre anni forma, attraverso un’esperienza sul campo, giovani interessati a questo percorso di studio.

Jonathan Monk e’ nato a Leicester nel 1969 e vive e lavora a Berlino. Ha conseguito il BFA al Leicester Polytechnic (1988) e il MFA alla Glasgow School of Art (1991). Fra le mostre personali segnaliamo Centro De Arte Contemporáneo (CAC) Málaga (2013), Kunstraum Dornbirn, Austria (2013), Palais de Tokyo and Musee d’Art Moderne, Paris (2008), Kunstverein Hannover (2006), Institute of Contemporary Art, London (2005) and Museum Kunst Palast, Dusseldorf (2003). Il suo lavoro e’ stato incluso in molte collettive, tra cui Whitney Biennial (2006), la 50ma e 53ma Biennale di Venezia (2003, 2009), Berlin Biennale (2001) e Taipei Biennial (2000). Ha ricevuto il Prix du Quartier Des Bains, Geneva in 2012.

Residenza d’artista 2015
Jonathan Monk. Claymation
a cura di Guido Molinari
6 ottobre – 6 dicembre 2015
inaugurazione lunedi 5 ottobre ore 21.00

Museo Carlo Zauli
Via della Croce 6, Faenza
orari: martedi-sabato dalle 10.00 alle 13.00 e in tutti gli altri orari su appuntamento

info
museocarlozauli@gmail.com | +39 333 8511042
museozauli.it

ufficio stampa
Maddalena Bonicelli
maddalena.bonicelli@gmail.com | +39 335 6857707

nella foto:
Jonathan Monk al museo
ph Martina Di Toro

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Il progetto Residenza D’Artista e’ realizzato grazie a:

Partners istituzionali

Comune di Faenza
Regione Emilia Romagna

Partners ufficiali

Fondazione Banca del Monte e Cassa Risparmio Faenza
Cassa di Risparmio Cesena
Coop. Ceramica D’Imola

Partners sostenitori

Fondazione del Monte Bologna e Ravenna
Associazione Amici della Ceramica e del MIC
CNA Faenza
Zerocento
Coop Adriatica
Coop Terre Emerse
Assicoop

e in collaborazione con:

Accademia Belle Arti Bologna
Accademia Belle Arti Ravenna


RESIDENZA D’ARTISTA 2015: JONATHAN MONK

RESIDENZA D’ARTISTA
12° edizione
ceramica nell’arte contemporanea

JONATHAN MONK
a cura di Guido Molinari

giugno / ottobre 2015

Il Museo Carlo Zauli è lieto di annunciare l’arrivo in residenza dell’artista inglese Jonathan Monk, a Faenza dal 22 giugno per la 12ma edizione del suo progetto curatoriale finalizzato alla produzione contemporanea di opere in ceramica.

L’artista rimarrà a Faenza fino al 24 giugno per impostare il proprio progetto, per poi tornare nei prossimi mesi e intervenire nelle fasi produttive portate avanti da Aida Bertozzi, già assistente di Carlo Zauli e ora responsabile tecnico del museo dal 2009. La residenza terminerà in ottobre per la restituzione dell’esperienza al pubblico, evento concepito insieme all’artista e totalmente frutto della sperimentazione vissuta sul territorio, in un momento espositivo spesso realizzato in luoghi inconsueti della città.

Il museo nasce dalla trasformazione dell’atelier dello scultore Carlo Zauli in un contenitore dedicato ai linguaggi contemporanei basato su due parole chiave che ne hanno caratterizzato l’esistenza fin dal 1949: incontro e sperimentazione. Ispirandosi alle parole di Carlo Zauli, che scrisse di essere diventato davvero lo scultore che conosciamo dopo aver frequentato alcuni artisti importanti, come Lucio Fontana, Leoncillo o Alberto Burri, Residenza d’Artista crea occasioni di scambio e conoscenza fra l’ospite invitato, che non conosce normalmente il territorio e il materiale, gli artisti locali, gli artigiani, gli studenti, e tutta la città attraverso modalità che vanno dalla mostra, ai talk o laboratori, passando da cineforum a incursioni in spazi sconosciuti.

jonathan_monk_web

Residenza d’Artista è ogni volta un’avventura sperimentale: un team di persone che mai si sono incontrate prima si cimenta in un processo creativo guidato da un artista che non conosce le regole e ceramiche, con esiti sempre unici e sorprendenti dal punto di vista artistico, tecnico e relazionale.

Dal 2003 Residenza d’Artista ha contribuito alla diffusione del mezzo ceramico fra gli artisti contemporanei attraverso lavori realizzati ed esposti in contesti internazionali. Ha portato inoltre alla creazione di una collezione che affianca quella dedicata a Zauli all’interno del museo, esposta per la prima volta nel 2014 occasione di una mostra collettiva presso Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

Come in ogni edizione viene offerta la possibilità agli studenti di vivere in prima persona l’esperienza: saranno alcuni ragazzi selezionati delle Accademie di Bologna e Ravenna a seguire Jonathan Monk, all’interno del progetto Corso per Curatori, che da tre anni forma attraverso una esperienza sul campo i giovani interessati a questo percorso di studio.

Open studio: mercoledì 24 giugno h 11.00

Jonathan Monk e’ nato a Leicester nel 1969 e vive e lavora a Berlino. Ha conseguito il BFA al Leicester Polytechnic (1988) e il MFA alla Glasgow School of Art (1991). Fra le mostre personali segnaliamo Centro De Arte Contemporáneo (CAC) Málaga (2013), Kunstraum Dornbirn, Austria (2013), Palais de Tokyo and Musee d’Art Moderne, Paris (2008), Kunstverein Hannover (2006), Institute of Contemporary Art, London (2005) and Museum Kunst Palast, Dusseldorf (2003). Il suo lavoro e’ stato incluso in molte collettive, tra cui Whitney Biennial (2006), la 50ma e 53ma Biennale di Venezia (2003, 2009), Berlin Biennale (2001) e Taipei Biennial (2000). Ha ricevuto il Prix du Quartier Des Bains, Geneva in 2012.

Per approfondimenti sull’artista vi rimandiamo al sito di Lisson Gallery.

Residenza d’Artista e’ un progetto Museo Carlo Zauli

realizzato con il sostegno di:
Comune di Faenza
Banca di Romagna Gruppo Cassa di Risparmio di Cesena
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza

in collaborazione con:
Accademia di Belle Arti di Bologna
Accademia di Belle Arti di Ravenna

nelle foto:

Jonathan Monk al Museo Carlo Zauli – foto MCZ
All the possible combinations of twelve lights lighting (one at a time) – 
Macro Roma 2015

 

 

scarica il  comunicato stampa in italiano e in inglese

 


11 OTTOBRE 2014_RESIDENZA D’ARTISTA 2014_OPENING PRESENTAZIONE FINALE

RESIDENZA D’ARTISTA edizione 2014

ceramica nell’arte contemporanea

opening
11 ottobre ore 21.00
museo carlo zauli

fino al 26 ottobre 2014
mar/ven ore 17 – 19
sabato su appuntamento
lunedì e domenica chiuso

Anemoi
in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa Venezia

Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano, Jonathan Vivacqua
in collaborazione con Via Farini DOCVA Milano

Natascia Fenoglio, Patrick Tuttofuoco
con la partecipazione di Eszter Imre
in collaborazione con Ravenna 2019 e Officine Saffi

in collaborazione con Accademia di Belle Arti Bologna

Il momento finale dell’edizione 2014 di Residenza d’Artista sarà l’occasione per scoprire i risultati di un anno di lavoro e di sperimentazioni ceramiche con tre differenti collettivi di artisti. Ma sarà inoltre un momento in cui MCZ si metterà in gioco, ridefinendo i propri confini, e lanciando una riflessione sullo stato dell’arte in Italia, in occasione della Giornata Nazionale del Contemporaneo.

Vi aspettiamo sabato 11 ottobre, puntuali alle 21.00, nel giardino del Museo Carlo Zauli per una serata unica e speciale.

Ogni anno i laboratori del MCZ si animano con il pensiero e la vivacità degli artisti contemporanei invitati, tutti lontani dalle tecniche ceramiche, ma curiosi di sfidarle e conoscerle. E’ proprio la vocazione fortemente sperimentale, ereditata da Carlo Zauli, che caratterizza in maniera imprescindibile questi incontri, secondo modalità ogni volta nuove.

Il 2014 è stato contraddistinto dalla presenza di gruppi di artisti, realtà oggi diffuse e basate su una crescente esigenza di fare rete e condividere esperienze, soprattutto delle nuove generazioni. Esigenza che approviamo in pieno, condividendo gli ultimi progetti con partner consolidati, ma anche nuovi. Continua la collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia) e Viafarini DOCVA (Milano) nella scelta di giovani artisti cui offrire un’intensa esperienza pratica nel campo della ceramica e la possibilità di entrare a far parte della collezione contemporanea del museo. Prosegue inoltre la collaborazione con Accademia di Belle Arti Bologna nell’esperienza didattica del Corso per Curatori: tutte le residenze costituiscono infatti il momento centrale di questo progetto formativo ideato nel 2011 da MCZ insieme a Guido Molinari. Siamo lieti infine di annunciare che il nostro network si amplia attraverso la collaborazione con Database, il progetto di residenze di Carrara, che sfocerà in Marmo Vs Ceramica, un unico percorso espositivo, seppur sfaccettato, delle opere prodotte in residenza nelle due città, che si dipanerà nelle sale del Museo Civico del Marmo di Carrara, in dialogo con la collezione permanente, a partire dal 13 dicembre 2014.

Hanno aperto la stagione di residenze le Anemoi. Vincitrici del bando lanciato da MCZ per gli atelieristi di Fondazione Bevilacqua La Masa, esse hanno perfettamente interpretato lo spirito di questa collaborazione, realizzando in totale autonomia, ma sotto l’attenta supervisione della nostra ceramista Aida Bertozzi, un utensile geometrico dalle valenze anche musicali.

Simone Frangi e Marco Tagliafierro, per Viafarini DOCVA, hanno selezionato un gruppo di 5 artisti italiani emergenti – Marco Basta, Alessandro Di Pietro, Michele Gabriele, Andrea Romano, Jonathan Vivacqua – ospiti del museo per una settimana rivelatasi particolarmente intensa ed entusiasmante, fra sperimentazioni ceramiche e momenti di confronto collettivo.

L’ultimo dei tre progetti di residenza 2014 è stato dedicato ad un’inedita coppia invitata a interagire all’interno di un progetto in ceramica, ideato dall’incontro fra l’artista italiano, ma residente a Berlino, Patrick Tuttofuoco e la food designer Natascia Fenoglio.
Uniti dal comune interesse per la ceramica e i suoi sviluppi contemporanei, gli artisti sono stati affiancati dalla giovane ceramista svedese Eszter Imre, selezionata per questa particolare esperienza all’interno del premio Open to Art indetto da Officine Saffi. Il progetto è rientrato nel calendario What if Romagna, a supporto della candidatura di Ravenna 2019, in cui viene dato particolare rilievo alla dimensione europea degli eventi e alle nuove produzioni, che avranno come obiettivo l’anticipazione di alcuni progetti più rilevanti inseriti nel dossier di candidatura.

Come sempre i workshop non intendono essere esaustivi circa l’acquisizione delle competenze tecniche, o limitarsi alla produzione di opere. Vogliono invece trasmettere una visione d’insieme sull’uso del materiale ed un primo contatto con l’universo dell’artigianato ceramico, nell’ottica di fornire una pratica da custodire nel bagaglio professionale degli artisti da declinare nei loro rispettivi percorsi produttivi. E restano comunque sempre un cruciale momento di incontro fra un territorio e un artista contemporaneo.

Evento organizzato in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI.

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Torna a Faenza, dal 4 al 12 ottobre, la Settimana del Contemporaneo organizzata nell’ambito della terza edizione di Faenza Contemporanea / Kart 2014 il contenitore del Comune di Faenza che raccoglie le proposte più qualificate legate al contemporaneo spaziando dal design alle arti visive, organizzata in occasione della decima Giornata del Contemporaneo, indetta a livello nazionale da Amaci.

Gli attori pubblici e privati, che a Faenza si occupano di arti visive contemporanee, uniscono le loro idee in un calendario fitto di proposte di artisti di livello internazionale che quest’anno concentrano la propria attenzione sulla ricerca dell’identità, tra storia, territorio e ambiente. 

Settimana del Contemporaneo 

evento organizzato da
Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Museo Carlo Zauli, Isia, Gruppo +A!, Operadelocalizzata, Fototeca Manfrediana, Associazione Culturale Tesco, Faenza per Ravenna 2019

con il contributo di

Banca di Romagna- Gruppo Cassa di Risparmio di Cesena, Regione Emilia-Romagna, Coop Adriatica, Zerocento, Assicoop, Terremerse

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per info e prenotazioni:
museocarlozauli@gmail.com
333 8511042

 


RESIDENZA D’ARTISTA 2014: NATASCIA FENOGLIO E PATRICK TUTTOFUOCO

Transiti

Residenza d’Artista verso il 2019

Natascia Fenoglio + Patrick Tuttofuoco
con la partecipazione di Eszter Imre

Museo Carlo Zauli
Faenza, 24 – 30 giugno

con il sostegno di
Ravenna 2019 Città Candidata Capitale Europea della Cultura

a cura di Museo Carlo Zauli

in collaborazione con
MIC Museo Internazionale delle Ceramiche
Faenza per Ravenna 2019

promotore
Comune di Faenza

partner
Associazione Gemellaggi Faenza, ISIA Faenza, ITS, Liceo Artistico Ballardini
sponsor tecnici
Astra Innovazione e Sviluppo
Ristorante Zingarò

in collaborazione con
Open to Art Officine Saffi

nell’ambito di Kart – Faenzacontemporanea

Transiti / Residenza d’Artista verso il 2019 è il progetto che la città di Faenza propone nell’ambito di “What if?”, la piattaforma di eventi, coordinata da Ravenna 2019, che coinvolge le città e i territori che sostengono la candidatura a Capitale Europea della Cultura, in una sorta di “prova generale” per il 2019.

Per la tappa faentina di “What if?”, il Museo Carlo Zauli, in stretta collaborazione con il Comune di Faenza, il Comitato Faenza per Ravenna 2019 e il Museo Internazionale delle Ceramiche, organizza la Residenza d’Artista 2014 con l’artista visivo Patrick Tuttofuoco, italiano, classe 1974, residente a Berlino, e la designer Natascia Fenoglio, docente alla NABA di Milano e con un interesse particolare nel campo del Food Design.

Proseguendo nella linea identitaria delle residenze d’artista attivate dal MCZ fin dal 2003, questa coppia inedita tra arte e design sarà chiamata a confrontarsi con la ceramica, materiale con cui solitamente nessuno dei due lavora. L’idea da cui partire sarà quella di lavorare sull’interpretazione del volto dell’altro, creando delle maschere sottili in porcellana che verranno poi trattate e colorate con le tecniche classiche della ceramica.

Il risultato della residenza sarà poi esposto in una mostra prevista per l’autunno 2014.

Gli artisti lavoreranno insieme a due studentesse provenienti dalla National Academy of Arts, Sofia (Bulgaria), attualmente in Erasmus all’ISIA, a due studenti del Liceo Artistico Ballardini e a una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, partecipante al Corso per Curatori organizzato dal MCZ.

Ad affiancare Patrick Tuttofuoco, oltre alla ceramista Aida Bertozzi, è stata invitata nel ruolo di assistente l’artista svedese Eszter Imre, ceramista e designer recentemente selezionata per questa occasione nel concorso Open to Art, organizzato da Officine Saffi Milano, con la collaborazione di MCZ e MIC. In questo modo, il lavoro avrà un ulteriore livello di approfondimento portato dalla dimensione europea dei partecipanti (artisti e studenti).

Nella logica del coinvolgimento della città, parallelamente al lavoro di residenza all’interno degli spazi del MCZ, saranno organizzati diversi momenti di attività, incontro/confronto, laboratorio, visite guidate, rivolti ai bambini, alle scuole, alla comunità artistica e creativa del territorio e a tutta la cittadinanza.

Inoltre, tale coinvolgimento sarà davvero attivo grazie alla collaborazione con l’Associazione Gemellaggi Faenza: gli artisti in residenza, infatti, saranno ospitati nelle case di alcuni faentini, creando una relazione insolita e arricchente per entrambe le parti.

L’Associazione Gemellaggi è coinvolta anche in quanto partner di un Progetto Europeo, di cui la città di Gmunden (gemellata con Faenza) è capofila: dal 10 al 22 giugno, cinque studenti faentini partecipano infatti al progetto Do Art Youself (nell’ambito del Programma Europeo Gioventù in Azione), confrontandosi a Gmunden con altri studenti e artisti provenienti da tutta Europa sul tema del senso e della funzione dell’arte e sulle diverse “storie dell’arte”, nazionali ed europea, lavorando insieme ad artisti e creativi anche in workshop pratici. Al loro ritorno, i cinque ragazzi saranno coinvolti a diversi livelli all’interno della residenza, portando la loro esperienza e rafforzando così la dimensione europea del progetto.

PROGRAMMA EVENTI per la CITTA’

mercoledì 25 giugno
> ore 10-12
@ MCZ, Via della Croce 6
Open studio // Il workshop della residenza sarà aperto a studenti del territorio e cittadini che potranno confrontarsi con il gruppo di lavoro all’opera.
> ore 15-17
@ MIC, Viale Baccarini 19
Laboratorio “Giocare con l’arte” // Per bambini dai 7 ai 12 anni.
Gli artisti e gli studenti in residenza al MCZ e i bambini partecipanti si aprono a sperimentazioni creative.
Max 30 partecipanti, info e iscrizioni: t. 0546 697311.

giovedì 26 giugno
> ore 18
@ MIC, Viale Baccarini 19
Incontro-talk // Gli artisti e gli studenti partecipanti alla residenza incontrano artisti, ceramisti, designer e creativi del territorio.
> ore 21
@ MCZ, Via della Croce 6
Fab Lab // Apertura serale del Fab Lab, per conoscere gli artigiani digitali ospitati fino a ottobre al MCZ.

sabato 28 giugno
> ore 10-12
@ MCZ, Via della Croce 6
Open studio // Il workshop della residenza sarà aperto a studenti del territorio e cittadini che potranno confrontarsi con il gruppo di lavoro all’opera.

domenica 29 giugno
> ore 12
@ MIC, Viale Baccarini 19
Visita guidata // Un percorso tra le collezioni del MIC sul tema della residenza (il volto dell’altro, la maschera).
Prenotazione obbligatoria: t. 0546 697311.

 

studenti partecipanti alla residenza:
Tamara Georgieva Kochorapova (National Academy of Arts, Sofia – Bulgaria / ISIA Faenza)
Karina Ilieva Popova (National Academy of Arts, Sofia – Bulgaria / ISIA Faenza)
Samantha Ciampone (Liceo Artistico Ballardini, Faenza)
Lia Cavassi (Liceo Artistico Ballardini, Faenza)
Anna Santi (Accademia di Belle Arti di Bologna)

 

Patrick Tuttofuoco (1974) vive e lavora a Berlino. Le sue opere sono state esposte all’interno di contesti museali e in spazi pubblici sia in Italia (Biennale di Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Milano, Piazza del Popolo a Roma, MART di Rovereto) che all’estero (Museum of Contemporary Art di Tokyo, De Appel di Amsterdam, Biennale di Shanghai, Biennale de l’Avana, Triennale di Folkstone). Nel 2013, Tuttofuoco è stato protagonista di una doppia personale assieme a Diego Perrone presso l’Antinori Familiae Museum a San Casciano e di una mostra personale, organizzata in collaborazione con la Fondazione Re Rebaudengo, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.

Natascia fenoglio (1973) vive e lavora a Milano. “Quando ero piccola avevo un ristorante nella campagna di Diano Gorleri. Le pietanze le cucinavo su una piccola stufa economica vicino ad un albero di ulivo. Tutti gli ingredienti che mi occorrevano erano intorno a me.I piatti più richiesti? Torta di fango con frutta bacata e fiori, fusilli di trucioli di legno con formaggio fatto di pietra grattata sull’asfalto.” www.natasciafenoglio.com

Eszter Imre (1986) è nata in Ungheria nell’anno in cui la cometa di Halley è passata più vicino alla Terra; vive in Svezia. Artista, ceramista e designer, lavora con l’argilla, il legno, il metallo, il vetro, la plastica, la pietra e la carta. I suoi lavori sono centrati sui concetti di fiducia e amore, con un focus sulla funzione e sull’esperienza d’uso piuttosto che sulla forma. Il suo materiale preferito è la porcellana, con cui realizza la maggior parte dei suoi progetti. La sua attenzione è quella di mostrare la parte migliore della natura del materiale usato e di descrivere le funzioni dell’oggetto con eleganza e semplicità (iFoodDesign.com). “Sono una pensatrice, mi piace analizzare le cose, capirle, e renderle semplici, trovando la soluzione migliore”. www.imreszti.com

 

foto Claudia Ferri

informazioni
Museo Carlo Zauli
Cristina Casadei
museozauli.it
e cristina.casadei@gmail.com
t 339 1544010

informazioni su “What if?”
www.ravenna2019.eu/features/dai-progetti-scritti-nascono-i-primi-eventi/

ufficio stampa
Paola Casta
e paola.casta@yahoo.it
t 349 87 16 521

 


ANEMOI IN RESIDENZA AL MUSEO

MCZ Residenza d’Artista
Anemoi
dal 19 maggio 2014
in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa

Sono le Anemoi, collettivo artistico formato da quattro ragazze, le vincitrici dell’edizione 2014 del concorso nato dalla collaborazione tra il Museo Carlo Zauli di Faenza e la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Il concorso, avviato nel 2011, consente ogni anno ad uno degli artisti o collettivi in residenza presso gli Atelier dell’istituzione veneziana di trascorrere un periodo in residenza a Faenza e produrre un’opera in ceramica nei laboratori del museo, assistito da un esperto ceramista.
I progetti presentati dai dodici assegnatari, appositamente concepiti dagli artisti per essere realizzati in materiale ceramico, sono stati visionati e valutati da una commissione composta da Matteo Zauli, Guido Molinari e Marco Tagliafierro per il Museo Carlo Zauli, e da Stefano Coletto, Giorgia Gallina e Rachele D’Osualdo della Fondazione Bevilacqua La Masa.
L’opera realizzata da Anemoi, gruppo composto da Daniela Da Silva Ferreira, Laura Di Nicolantonio, Maria Elena Fantoni e Nataša Vasiljević sarà realizzata in due esemplari, di cui uno resterà proprietà dell’artista e uno entrerà a far parte della collezione del Museo Carlo Zauli; il lavoro terminato sarà presentato a Faenza a ottobre 2014.

Anemoi
info.anemoi@mail.com

Il gruppo Anemoi nasce nel 2013, come naturale continuazione di una ricerca condivisa che si svolgeva da tempo. Il collettivo e formato da Daniela Da Silva Ferreira, Laura Di Nicolantonio, Maria Elena Fantoni e Nataša Vasiljević, artiste che hanno esposto in istituzioni in Italia e all’estero quali: Ashkal Alwan, Beirut; Fondazione Ratti, Como; Gervasuti Foundation, Venezia; Nitra Gallery, Salonicco.
L’attivita del gruppo nasce a distanza, tra Venezia e Londra, come risposta alla comune urgenza di traslare la ricerca artistica sulla realta circostante, ripensando i valori di astrazione, rappresentazione e narrazione.

Anemoi ha come interesse principale quello di innestare delle aperture nella continuita del reale, che agiscano come intersezioni decisive tra il poetico e il possibile. Il lavoro del gruppo opera una critica sistematica di quegli elementi del quotidiano che attivano silenzio e passivita e interpreta queste aperture come microrivoluzioni, spazi di respiro, possibilita e creazione.


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