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Alfredo Gioventù “In principio era un sasso”

Alfredo Gioventù

In principio era un sasso.
Il tema della genesi nella ceramica contemporanea

Museo Carlo Zauli
23 maggio – 14 giugno 2025
Inaugurazione: venerdì 23 maggio ore 18.30

 

Il Museo Carlo Zauli è lieto di ospitare Alfredo Gioventù con l’installazione diffusa  “In principio era un sasso”, un’indagine poetica e materica sull’origine, il tempo e la trasformazione, attraverso il linguaggio della ceramica contemporanea.
Gioventù — ceramista, scultore e fondatore dell’Opificio Ceramico Alfredo Gioventù a Sestri Levante — lavora da oltre trent’anni sulla soglia fra arte e artigianato, portando avanti una ricerca profonda sul rapporto tra materia, paesaggio e memoria.

In questa mostra il sasso diventa archetipo e simbolo: forma originaria, frammento di genesi, reliquia del tempo e oggetto quotidiano. Le opere esposte reinterpretano il ciottolo ligure attraverso una tecnica unica al mondo, che riporta l’argilla cotta ad alta temperatura a imitare perfettamente la pietra naturale, con tutte le sue incrostazioni marine, spaccature, porosità e silenzi.
Un lavoro che non è solo imitazione della natura, ma reinvenzione poetica del reale, dove il sasso diventa soggetto narrativo e metafora dell’identità, della dualità, della rinascita. Come, ad esempio,  nel mito di Deucalione e Pirra, i sassi lanciati alle spalle generano nuova vita: anche qui, l’oggetto ceramico diventa strumento di trasformazione, racconto di una memoria geologica e spirituale, opere che abitano gli spazi architettonici ricordando la presenza viva della natura. Tra installazioni, oggetti d’uso e sculture sospese tra design e mito, il percorso espositivo è anche un omaggio al pensiero di Ugo La Pietra, al valore dei territori culturalmente omogenei e alla possibilità di rendere contemporanee le tradizioni artigianali.

“I luoghi hanno un’anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana.”
James Hillman

 

 

 


La mostra “Terra che rinasce / Reborning Clay”

La mostra “Terra che rinasce / Reborning Clay”

Auréline Caltagirone
Myrto Patramani 
Elio Secondo
Silvia Ileana Listorti

inaugurazione 6 maggio ore 19.00

 

Martedì 6 Maggio alle ore 19.00, presso il Museo Carlo Zauli di Faenza – in collaborazione con la Strada Europea della Ceramica – ci sarà la restituzione espositiva del progetto “Terra che rinasce / Reborning Clay”, finanziato nell’ambito del PNRR dall’Unione europea – Next Generation EU e focalizzato su un differente modo di produrre artigianato artistico ceramico diffondendo e valorizzando buone pratiche di sostenibilità e responsabilità ambientale.

In mostra le opere di Auréline Caltagirone, Myrto Patramani ed Elio Secondo. Ad esse si aggiunge Silvia Ileana Listorti, vincitrice di una menzione di merito della giuria e di un invito come ospite dalla città di Faenza.

La residenza d’artista è stata in questo caso realizzata in collaborazione con istituzioni e ceramisti del territorio: Manifatture Sottosasso, che ha seguito dall’inizio l’iter realizzativo, Aida Bertozzi, Studio Lemure, Terra e Forme, Ceramic & Colours.
Un particolare ringraziamento va ad ISIA Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza, per la collaborazione al progetto.
Si ringrazia inoltre il Gruppo Disabilità Faenza.

L’intero progetto è stato digitalizzato su una nuova sezione dedicata del sito del Museo Carlo Zauli, a cura di Stefano Sangiorgi.

 


Le ceramiche del Nord Ovest 

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea  
Le ceramiche del Nord Ovest
Baia della Ceramica, Castellamonte, Mondovì
A cura del Museo Carlo Zauli
Con Christiana Fissore, Matteo Zauli, Sandra Baruzzi, Gabriele Resmini.
Workshop e prima esposizione: Mondovì, Museo della Ceramica, 10, 11, 12 aprile 2025
Installazione al Museo Carlo Zauli @Made in Italy Faenza, 6 – 7 settembre 2025

Nel solco della progettualità sperimentata con successo negli ultimi anni insieme ad AiCC, proponiamo il progetto Le ceramiche del Nord Ovest, un workshop triangolare introdotto da Matteo Zauli e Christiana Fissore, impreziosito dalle testimonianze di artisti di grande spessore poetico e tecnico, quali Sandra Baruzzi e Gabriele Resmini e rivolto a giovani ceramisti ed artisti interessati alla ceramica provenienti dai territori delle quattro città della Baia della Ceramica, di Castellamonte e di Mondovì, che avranno poi la possibilità di presentare i propri lavori, oltre che a Mondovì, a Faenza durante la prossima edizione di Made in Italy.

La creazione di uno o più stilemi, forme, decorazioni di sintesi tra le molte identità cittadine in gioco sarà l’obbiettivo formale del workshop, il cui vero scopo è quello di stimolare un lavoro comune di riflessione e azione artistica su identità storica e contemporanea, focalizzando pratiche che possano arricchire la ricerca di ogni artista, designer o artigiano presente al laboratorio.

Come sempre, dunque, il progetto di Museo Carlo Zauli ed AiCC vuole creare momenti formativi e fornire nuovi strumenti di conoscenza e nuovi contatti professionali, ampliando il percorso di sperimentazione ceramica che contraddistingue, fin dagli esordi, il Museo stesso.  Il Museo e Carlo Zauli, infatti, hanno sempre creduto nella forza generativa dell’incontro; l’incontro tra diverse forme di saperi, di tecniche, di personalità ceramiche e l’incontro tra ceramica e un più ampio contesto, legato alle arti contemporanee.

A chi si rivolge il workshop?

A studenti, ceramisti, scultori e designer di ogni età, con particolare attenzioni ai giovani, che abbiano voglia di mettere in gioco i propri saperi tecnici e culturali in una pratica sperimentale praticata con successo da quasi 10 anni, che inquadra il fare ceramico in un più complesso e coinvolgente processo di consapevolezza estetica e culturale, nella quale – come nell’arte contemporanea – l’esperienza, il punto di vista e la sensibilità personale sono tenute in massima considerazione.

Come si svolgerà?

Il workshop si svolgerà nell’arco di tre giorni (dal giovedì al sabato) presso il Museo della Ceramica di Mondovì, Piazza Maggiore 1 Mondovì (CN), seguendo la seguente struttura: 

Giovedì 10 aprile, ore 10.00

  • Presentazione del corso / Saluti istituzionali della città di Mondovì: Assessore alla Cultura Francesca Botto e Presidente del Museo della Ceramica, Corrado Tedeschi
  • Presentazione del corso (Matteo Zauli)
  • Presentazione del corso /  Introduzione a cura di Christiana Fissore e Matteo Zauli

ore 11.30

  • Introduzione teorica con esempi delle esperienze già vissute (Matteo Zauli, Sandra Baruzzi, Castellamonte e Gabriele Resmini, Baia della Ceramica)
  • Presentazione dei partecipanti

ore 14.00

  • Elaborazione grafica di un lavoro di sintesi individuale
  • Traduzione ceramica del progetto (decorazione su biscotto prodotto da Besio 1842 o foggiatura di una forma)

Venerdì 11 aprile, ore 10.00 – 18.00

  • Traduzione ceramica del progetto (decorazione su biscotto prodotto da Besio 1842 o foggiatura di una forma)
  • Discussione

Sabato 12 aprile, ore 10.00 – 13,00

  • Traduzione ceramica del progetto (decorazione su biscotto prodotto da Besio 1842 o foggiatura di una forma)

ore 16.00

  • Presentazione al pubblico del modello incompiuto

 

6 – 7 settembre 2025

  • Presentazione dei lavori finiti a Faenza durante Made in Italy 2025 

 

Modalità di partecipazione

La partecipazione al workshop è gratuita ed è riservata a studenti ed artisti operanti nelle Città della Ceramica succitate o invitati da esse. Tutti i partecipanti potranno usufruire, oltre alla gratuità della partecipazione, anche ad un trattamento di ospitalità a tariffe agevolate.

Informazioni e iscrizioni 

museocarlozauli@gmail.com


School of Nothing

School of Nothing

Scuola di ceramica per artisti

In occasione del ventennale del progetto
Residenza d’artista


a cura di Viola Emaldi

 

Sergio Breviario, Francesco Cavaliere,
Christian Holstad, Mino Luchena,
Lorenzo Mason, Enrico Minguzzi,
Margherita Morgantin, 
Marta Pierobon,
Sissi, Italo Zuffi

 

 

Il Museo Carlo Zauli di Faenza, attivo dal 2002, rappresenta oggi un punto di riferimento nella produzione e nella divulgazione dell’arte contemporanea declinata sul medium ceramico, grazie a conferenze, rassegne, percorsi didattici, workshop e al progetto Residenza d’Artista, nato nel 2003 da una proposta di Viola Emaldi a Matteo Zauli, che insieme declinarono come un modus operandi, al tempo stesso produttivo e didattico.

In occasione del ventennale delle sue residenze d’artista, il Museo Carlo Zauli di Faenza presenta School of Nothing, un nuovo progetto di residenza diffusa a cura di Viola Emaldi, che nel corso del 2024 vuole mettere in dialogo 10 artisti multidisciplinari – accomunati dall’avere una conoscenza pregressa del medium ceramico – con il Museo Carlo Zauli e il “sistema Faenza” per la ceramica: una scuola diffusa e coesa, che comprende una filiera formativa, una rete museale, oltre a un insieme di associazioni, co-working e aziende concentrate in un piccolo territorio. Nell’ambito del progetto, gli artisti si confronteranno anche con l’opera di Carlo Zauli, approfondendo alcune tematiche a lui care, connesse ai materiali ed ai processi da lui utilizzati, dando vita ad un apparato di conoscenze e nuove interpretazioni della sua ricerca tecnica ed artistica.
Grazie alla collaborazione virtuosa di AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica, il progetto coinvolgerà anche alcune aziende ceramiche colpite dall’alluvione, tra le quali anche Bottega Gatti, manifattura di riferimento in Italia per la produzione di opere in ceramica per l’arte contemporanea.

Come afferma Viola Emaldi: “Con School of Nothing si vuole mettere in atto un nuovo tipo di residenza che non è finalizzata alla produzione di un’opera, ma all’apprendimento e messa in pratica di un processo ceramico specifico, utile all’espressione individuale di ogni artista coinvolto, concentrandosi sullo studio, la sperimentazione, la prototipazione; un seme attivo che inneschi nuove espressioni artistiche e che insieme produca nuove connessioni con i player della ceramica faentina, quali artigiani, docenti, tecnici e studenti. Il fine del progetto è anche quello di promuovere e dare valore all’artigianalità e alla cultura del fare, con le mani e con il pensiero”.

Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli sottolinea quanto il progetto School of Nothing “voglia rafforzare uno degli obiettivi principali per cui il Museo è nato, ovvero la conoscenza del linguaggio artistico di Carlo Zauli presso artisti e curatori contemporanei nazionali e internazionali, la promozione e diffusione della sua eredità culturale insieme allo studio di tecniche ceramiche declinate sul contemporaneo”.

La città di Faenza è di fatto protagonista del ritorno della ceramica nelle arti visive a partire dagli anni Novanta, con la creazione di un articolato sistema culturale ed economico, le cui basi risalgono agli inizi del Novecento, con la fondazione del MIC Museo internazionale delle ceramiche in Faenza e della nota Scuola d’Arte Ceramica: un sistema fatto di Genius loci e di saperi artigianali che si incontrano con le arti visive per generare nuove azioni e produzioni culturali. È esattamente qui che si inserisce l’attività del Museo Carlo Zauli che, in oltre venti anni di residenze, ha promosso il ritorno da parte degli artisti a un approccio diretto con i materiali, da autodidatti o con l’assistenza di tecnici, sostenendo apertamente il lavoro artigiano in arte, creando opere, scrivendo e favorendo momenti di condivisione.
Dalla lettura contemporanea del rinnovato fare artistico, oggi sempre più connesso a materiali caldi e praticato in modo diretto – non solo (non più) delegando la produzione dell’opera a tecnici esperti – nasce l’idea di una “scuola” speciale, che permetta a una classe di artisti di sviluppare competenze specifiche utili alla libera creazione. Per fare ciò School of Nothing si pone come un progetto di apprendimento attraverso l’esperienza, dando rilievo all’applicazione pratica delle conoscenze, sul modello learning by doing, oggi più che mai attuale e già impiegato dall’avanguardia artistica nell’ambito di “scuole” sperimentali e votate ad un approccio interdisciplinare, quali il Black Mountain College, fondato nel 1933 in North Carolina sull’esperienza del Bauhaus tedesco. Nello specifico, l’artista è il soggetto al centro del processo, là dove le attività esperienziali e laboratoriali acquisiscono rilevanza, proprio perché l’apprendimento efficace non è composto solo di conoscenze, ma anche di abilità e competenze che vanno promosse attraverso la sperimentazione attiva.

Seguendo questa filosofia, School of Nothing ha scelto di invitare Sergio Breviario, Francesco Cavaliere, Christian Holstad, Mino Luchena, Lorenzo Mason, Enrico Minguzzi, Margherita Morgantin, Marta Pierobon, Sissi e Italo Zuffi ad approfondire un “argomento” ceramico di loro preferenza da declinare a livello artistico: dalla foggiatura al tornio alla modellazione 3D, dalla decorazione alla cottura. Ogni artista sviluppa quindi non necessariamente un’opera ma uno specifico processo, grazie a un progetto formativo ideato su misura e composto da lezioni teoriche e fasi laboratoriali presso scuole, musei, imprese e associazioni, coinvolgendo diversi professionisti del settore.

Il titolo del progetto comprende ironicamente la parola “nothing”, per sottolineare la discrezionalità dell’artista nella realizzazione di un elaborato finale. Ai partecipanti sono offerti brevi periodi di soggiorno, in un arco temporale esteso, da febbraio a novembre 2024, periodo durante il quale sono pianificate anche una serie di attività collaterali (workshop, laboratori, eventi di restituzione), alcuni dei quali aperti al pubblico, presso il Museo Carlo Zauli, e immersi nel verde di Villa Emaldi, come il workshop In principio era il suono, previsto il 20 luglio 2024.

Al termine del progetto sarà presentato un volume di 10 capitoli, uno per artista, che comporrà una sorta di diario collettivo in edizione limitata delle singole esperienze, insieme a nuovi approfondimenti e nuove riflessioni critiche sull’opera di Carlo Zauli raccontate in duplice maniera; dagli artisti protagonisti nel modo a essi più congeniale e dai “docenti” come un vero e proprio manuale ceramico composto da 10 argomenti. Un libro d’artista e al contempo un manuale di tecnica e pratica ceramica, fruibile comemultiplo stampato in edizione limitata e divulgato open source.

Sabato 29 marzo 2025 alle ore 12.00, Museo Carlo Zauli: Restituzione finale del progetto e presentazione della pubblicazione.

A questo link i progetti dei singoli artisti. 

 

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

In collaborazione con Comune di Faenza | AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica

 

Partners

MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Museo Civico di Scienze Naturali Malmerendi
ISIA Faenza – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
Liceo Artistico Torricelli Ballardini, Indirizzo design ceramico
Corso IFTS Tecnico ceramico per innovazione e sostenibilità nei mestieri artigiani Made in Italy
Associazione culturale MAGMA Aps
M.T.G.G. – Associazione Mondial Tornianti Gino Geminiani
Associazione Ex Allievi Istituto Statale d’Arte G.Ballardini
Ente ceramica Faenza
CNA Romagna faentina
Casa Museo Villa Emaldi

Con la collaborazione di

Antonella Ravagli
Antonietta Mazzotti
Bottega Gatti 1928
Ceramica Senio – Alta Ceramica Faentina
Elisa Grillini
Fabiano Sportelli
Manifatture Sottosasso
Mirco Denicolò
Modelleria Digitale
Pier Paolo Garavini
Pantoù ceramics
Orazio Bindelli
Terra & Forme
Ceramiche Vignoli

 

 


School of Nothing

School of Nothing

Scuola di ceramica per artisti

In occasione del ventennale del progetto
Residenza d’artista


a cura di Viola Emaldi

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022
In collaborazione con Comune di Faenza | AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica

Sergio Breviario

“Cotture in ambiente riducente: la ceramica nera”
L’artista ha lavorato sul tema della ceramica nera, cromia dominante in tutta l’opera di Zauli (in precedenza divenuto famoso per i propri “Bianchi”) tra il 1982 e gli anni novanta, che dopo un ciclo di mostre in Germania, acquistò tonnellate di argilla nera della zona di Düsseldorf, ancora oggi presente nelle storiche cantine di argille del Museo Carlo Zauli ed utilizzata da Breviario. L’artista ha poi sperimentato le tecniche di cottura del bucchero e del forno celtico, a completamento di un approfondito percorso tecnico nel “nero ceramico”.

Artigiani ed aziende coinvolte: Manifatture Sottosasso, Orazio Bindelli (maestro ceramista di Urbania, città di “affermata tradizione ceramica” appartenente alla rete AiCC), Roberto Reali e Ceramiche Antonietta Mazzotti
Associazioni coinvolte: Mondial Tornianti Gino Geminiani
Esperti coinvolti: Antonietta Mazzotti, Marco Malavolti (docente IFTS), Francesco Scocca (docente IFTS)
Assistenza tecnica: Clara Palmarin (Tecnico del Prodotto Ceramico IFTS)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico
Spazi coinvolti: Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi, Liceo Artistico Torricelli Ballardini, Associazione Ex-Allievi dell’Istituto d’Arte “G.Ballardini”, CNA Formazione Emilia-Romagna


Sissi

“Decorazione degli impasti: tecniche di marmorizzazione e geometrie”
L’artista bolognese ha sperimentato impasti cromatici che hanno un riferimento tecnico nelle corpose ricerche che Carlo Zauli, fedele alla propria formazione tecnica sulle materie prime, ha sempre portato avanti, facendole emergere poi nella tipologia delle genesi geometriche, opere attraverso le quali nei primi anni 80 egli riscoprì la propria vena coloristica, abbandonando momentaneamente la propria predilezione per i bianco ed il nero.

Artigiani ed aziende coinvolte: ISIA Faenza, Roberto Reali, Ceramica Gatti 1928
Associazioni coinvolte: Mondial Tornianti Gino Geminiani
Esperti coinvolti: Mirco Denicolò (docente ISIA), Davide e Riccardo Servadei (Ceramica Gatti 1928)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico
Spazi coinvolti: ISIA Faenza, Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi e MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza


Francesco Cavaliere

“Ceramica e suono: tecniche di plastica scultorea per la realizzazione di fischietti/ocarine”
Il legame di Cavaliere con l’opera di Zauli si riscontra nel fascino zoomorfo delle opere, che nell’artista faentino caratterizza tutta la più importante scultura dei tardi anni 50, anni nei quali spesso collaborava con un vero e proprio “gigante” del genere, Albert Diato. E’ da forme zoomorfe che Cavaliere parte per la propria produzione di ceramiche sonore, produzione che non di rado si riscontrava nelle atmosfere dello studio-bottega di Zauli, in particolare ad opera del suo assistente Emidio Galassi, vero e proprio esperto del genere.

Artigiani ed aziende coinvolte: Ceramica Gatti 1928, Ceramiche Antonietta Mazzotti, Fabiano Sportelli (maestro fischiettaro ceramista)
Associazioni coinvolte: MAGMA APS (Alex Montanaro, esperto del suono)
Esperti coinvolti: Davide Emiliani (ornitologo, presidente di zona del WWF), Enzo Bagnaresi (responsabile del Museo Malmerendi), Pierpaolo Garavini e Ana Cecilia Hillar
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico
Spazi coinvolti: Museo Civico Malmerendi, Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi, MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e Laboratorio tecnologico del Liceo Artistico Torricelli Ballardini


Mino Luchena

“Decorazione su superficie piana: spruzzatura, stencil, decalcomania”
L’artista ha lavorato sulla sperimentazione decorativa, progettazione e produzione di piastrelle, ricollegandosi all’esperienza zauliana nel campo del design ceramico. Nel 1960, Carlo Zauli è stato tra i fondatori di “La Faenza”, che produsse per prima in Italia piastrelle di grès in monocottura al posto della tradizionale maiolica, realizzando un design di avanguardia di cui Zauli fu direttore artistico fino ai tardi anni ottanta.

Artigiani ed aziende coinvolte: Ceramica Senio – Alta Ceramica Faentina, Modelleria Digitale (Alessandro Dellara) e Faenza Idea
Esperti coinvolti: Elisa Grillini (docente IFTS), Marco Tadolini (docente IFTS), Sonia Marchiani (docente Liceo Artistico Torricelli Ballardini), Roberto Fabbroni (Faenza Idea, taglio laser piastrelle)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico e Liceo Ballardini
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli e Casa Museo Villa Emaldi


Italo Zuffi  

“Formatura: stampi e modelli 3D” 
L’artista ha sperimentato la modellazione CAD per la stampante 3D, stampa prototipi in materiale polimerico e realizzazione stampi in gesso per foggiatura allo stato liquido (colaggio). Proprio in questo sta il legame tra questo tipo di lavoro e l’opera scultorea di Zauli, tutta basata sulla foggiatura e sulla formatura a stampo, o tradizionalmente artigianale o a colaggio. Un tipo li lavorazione di cui negli storici laboratori del museo si avverte ancora fortemente la presenza attraverso storici stampi, modelli, fotografie che illustrano il processo e una produzione, tutt’ora in essere, di storiche edizioni limitate realizzate a colaggio.

Artigiani ed aziende coinvolte: Terra & Forme, Modelleria Digitale (Alessandro Dellara), Florio Bedeschi, Ceramica Gatti 1928
Esperti coinvolti: Laura Dalmonte (docente modellazione 3D Liceo Ballardini e docente IFTS), Giorgio Gurioli (docente di progettazione ISIA Faenza), Lorenzo Paganelli (docente progettazione e modellazione stampa 3D ISIA Faenza e IFTS)
Studenti coinvolti: Liceo Ballardini e Corso IFTS Tecnico Ceramico 
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi, ISIA Faenza, Liceo Artistico Torricelli Ballardini, sede del Corso IFTS e MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 


Marta Pierobon

“Tecniche di decorazione per cottura: lustro e riflesso”
Il legame tra la ricerca di Pierobon e l’opera di Zauli si sostanzia nell’utilizzo di smalti e effetti ridescenti, molto presenti nella produzione di Carlo Zauli nei primi anni 50 e nelle preziose sculture turchesi a terzo fuoco, che Zauli realizzava soltanto una volta all’anno, a chiusura di ogni anno di lavoro. Altro punto di contatto è l’utilizzo del tornio, fondamentale nella produzione anni 60 – quella dell’affermazione internazionale – di Carlo Zauli e in tutta la stagione dei “vasi sconvolti”. 

Artigiani ed aziende coinvolte: Bottega Vignoli e Ceramica Gatti 1928 
Esperti coinvolti: Roberto Reali, Saura ed Ivana Vignoli (Bottega Vignoli), Andrea Miniati (collaboratore Bottega Vignoli), Davide Servadei (Ceramica Gatti 1928), Francesco Scocca (docente IFTS)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico 
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi e MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 


Margherita Morgantin

“Tecniche di foggiatura allo stato plastico”
L’artista ha sperimentato la tecnica della foggiatura a lastra per la realizzazione di elementi geometrici ricollegandosi al focus centrale nell’opera di Carlo Zauli in tutti gli anni sessanta, quando l’artista faentino realizzò una serie di opere monumentali con questa tecnica, alla base del proprio processo artistico e produttivo di quel periodo, fino ai primi anni settanta.

Artigiani ed aziende coinvolte: Ceramica Gatti 1928 e FOS Ceramiche 

Esperti coinvolti: Piero Mazzotti (docente IFTS laboratorio foggiatura), Davide Servadei (Ceramica Gatti 1928), Mirco Denicolò (docente ISIA), Francesco Scocca (docente IFTS), Anna Maria Lega (docente IFTS)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico 
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi e MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 


Christian Holstad

“Studio della forma: l’Impagliata classica faentina come modello per la composizione verticale di elementi con tecnica di foggiatura al tornio”
Christian Holstad ha posato la sua attenzione progettuale sul tema dell’impagliata, valorizzando un elemento tanto caratteristico della tradizione faentina da essere utilizzato, seppure in casi quasi unici, anche da Carlo Zauli negli anni cinquanta e nei primi anni sessanta. Al di là di questo, il legame con il Museo Zauli sta nella pratica realizzata dell’opera, affidata ad una cottura primitiva, direttamente in una buca del terreno, esperienza già presente nella didattica museale zauliana dell’ultimo triennio.

Artigiani ed aziende coinvolte: Pantoù Ceramics, Ceramiche Antonietta Mazzotti, laboratorio tecnologico Corso IFTS, Terra & Forme
Associazioni coinvolte: Mondial Tornianti Gino Geminiani 
Esperti coinvolti: Valentina Mazzotti (conservatrice MIC), Maria Antonietta Epifani (laboratorio restauro MIC), Elena Dal Prato (assistente conservatrice MIC),  Dario Valli (laboratorio didattico MIC), Giampaolo Santoddì (Pantoù Ceramics)
Studenti coinvolti: Accademia di Belle Arti Bologna e Corso IFTS Tecnico Ceramico 
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi, MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e Museo Ceramico Ferniani


Enrico Minguzzi

“Uso dei coloranti: sperimentazioni decorative su tavola con smalti e ingobbi”
Come nel caso di Sissi, le sperimentazioni dell’artista si riflettono nelle approfondite ricerche tecniche portate avanti da Carlo Zauli, che, fedele alla sua formazione sulle materie prime, ha sempre esplorato nuovi orizzonti. Questi studi si manifestano nelle sue opere di tipo geometrico, attraverso le quali, nei primi anni ’80, Zauli riscoprì la sua passione per il colore, lasciando per un momento da parte la sua predilezione per il bianco e il nero.


Artigiani ed aziende coinvolte
: Ceramica Senio – Alta Ceramica Faentina e Pantoù Ceramics
Associazioni coinvolte: Mondial Tornianti Gino Geminiani e Associazione Ex-Allievi dell’Istituto d’Arte “G.Ballardini”
Esperti coinvolti: Mirco Denicolò (docente ISIA), Simona Mascaro (assistente tecnico Liceo Ballardini), Francesco Scocca (docente IFTS) e Ilaria Biffara (Pantoù Ceramics)
Studenti coinvolti: Corso IFTS Tecnico Ceramico e Liceo Ballardini
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli, Casa Museo Villa Emaldi e MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza 


Lorenzo Mason

“Impasti ceramici: prototipazione (colore, ritiro e comportamento in cottura)”
L’esperienza di Mason trova radici in una parte ancora meno conosciuta dell’archivio museale legato a Carlo Zauli, ovvero la sperimentazione, campionatura e prototipazione degli impasti ceramici, vera e propria base portante dei risultati innovativi che Zauli riuscì ad ottenere a partire dai tardi anni cinquanta e che costituirono la base materica sia della propria produzione scultorea che della produzione industriale.


Artigiani ed aziende coinvolte
: Antonella Cimatti e Ceramica Gatti 1928
Associazioni coinvolte: Mondial Tornianti Gino Geminiani 
Esperti coinvolti: Antonella Ravagli, Davide Servadei (Ceramica Gatti 1928), Laura Dalmonte (docente Liceo Ballardini)
Studenti coinvolti: Liceo Ballardini e Corso IFTS Tecnico Ceramico  
Spazi coinvolti:  Museo Carlo Zauli e Casa Museo Villa Emaldi 


Terra che rinasce / Reborning Clay  

ARTISTI VINCITORI / WINNING ARTISTS: 

 
– Auréline Caltagirone – Limoges
– Myrto Patramani – Herakleion Creta
– Elio Secondo (Alessia Marchese) – Faenza 
 
 

MENZIONI DI MERITO / MERIT MENTIONS

– Gur Inbar 
 
– Ming-Miao Ko
 
– Silvia Ileana Listorti
 
– Giulio Polloniato

OPEN CALL PER UNA RESIDENZA D’ARTISTA E MOSTRA FINALE PROMOSSA DA MUSEO CARLO ZAULI E STRADA EUROPEA DELLA CERAMICA

Progetto Terra che rinasce / Reborning Clay  
finanziato nell’ambito del PNRR dall’Unione europea – Next Generation EU

 

SCADENZA PROROGATA AL 5 GENNAIO 2025
I nominativi dei 2 artisti vincitori saranno resi pubblici dal 15 gennaio 2025

OPEN CALL FOR AN ARTIST RESIDENCY AND FINAL EXHIBITION PROMOTED BY CARLO ZAULI MUSEUM AND EUROPEAN ROUTE OF CERAMICS

Project Terra che rinasce / Reborning Clay
funded in the framework of the PNRR by the European Union – Next Generation EU

 

DEADLINE EXTENDED TO 5 JANUARY 2025
The names of the 2 winning artists will be published from 15 January 2025

 

Premessa / Introduction
Il Museo Carlo Zauli, attraverso le sue collezioni e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale. Si trova infatti a Faenza, in pieno centro storico, all’interno dei locali che furono dal 1949 di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia. Il museo è sia uno spazio espositivo che di produzione culturale ed è nato nel 2002, immediatamente dopo la morte dell’artista. Il museo ospita due collezioni permanenti: una dedicata a Carlo Zauli e una composta dai lavori di artisti contemporanei protagonisti dei progetti di Residenza.
In collaborazione con l’Associazione Strada Europea della Ceramica, un Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa certificato dal 2012 che mira a valorizzare il patrimonio culturale legato alla produzione ceramica e alla sua tradizione, si promuove un’Open Call rivolta a due giovani artisti ceramisti under 40 che risiedono nelle città appartenenti alla Strada Europea della Ceramica www.europeanrouteofceramics.eu
Questa è la prima call internazionale che il Museo Carlo Zauli affronta dopo l’alluvione del maggio 2023 ed è quindi molto significativa nel celebrare la definitiva ripartenza delle sue attività culturali.

Carlo Zauli Museum, through its collections and various cultural activities, explores and disseminates contemporary art in all its languages, with a special focus on ceramics, a material of local tradition. Indeed, the museum is located in the historical centre of Faenza, within the spaces that since 1949 were owned by Carlo Zauli, one of the most representative sculptors of the 20th century, whose work and history it promotes. The museum was founded in 2002, soon after the artist’s death, and has become an exhibition and cultural production space. The museum houses two permanent collections: one dedicated to Carlo Zauli and one presenting the artworks created by contemporary artists involved in Residency projects.
The Museum, in cooperation with the European Route of Ceramics, a Cultural Route of the Council of Europe that aims at enhancing the cultural heritage related to ceramic production and its tradition, promotes an Open Call aimed at two young ceramic artists under 40 who reside in the cities belonging to the European Route of Ceramics www.europeanrouteofceramics.eu
This is the first international call that Carlo Zauli Museum presents after the flood of May 2023 and it is therefore very significant for celebrating the definitive restart of its cultural activities.

 

Obiettivi / Goals
Il progetto “Terra che rinasce / Reborning Clay” vuole rendere possibile la creazione di nuove opere ceramiche degli artisti in residenza attraverso un processo produttivo pienamente sostenibile, basato sulla sostenibilità ambientale e su un differente modo di produrre artigianato artistico ceramico diffondendo e valorizzando buone pratiche di responsabilità ambientale.
A seguito dell’alluvione che nel maggio 2023 ha colpito il Museo Carlo Zauli, devastandone ambienti e programmazione, si sono disciolte all’interno della storica cantina del museo tonnellate di argilla e ossido di ferro che erano presenti soltanto come conservazione, dando luogo ad un nuovo impasto che, in accordo con gli esperti di Arpae, è consigliabile riciclare e non smaltire. Per questo il progetto vuole riutilizzare questo impasto nuovo per la realizzazione di opere ceramiche che raggiungerebbero così il massimo della sostenibilità, favorendo il recupero e il riciclo dei materiali.
Si vuole perciò promuovere la creazione di opere sostenibili attraverso materiali che utilizzano il riciclo di questo nuovo impasto formato da argille alluvionate composte da grès rosso derivato da impasto misto di argille tedesche, inglesi, francesi (le argille storiche utilizzate da Carlo Zauli), argilla del fiume Lamone esondato e ossido di ferro. Il progetto sarà in particolare focalizzato sulla produzione di una o più opere che affrontano le tematiche della relazione e del rapporto tra uomo e natura, tra matericità e struttura formale dell’opera, così come lo era la filosofia che animava l‘opera di Carlo Zauli e che è tuttora presente nella ceramica contemporanea. 

The Project “Terra che rinasce / Reborning Clay” aims at the creation of new ceramic works by artists-in-residence through a fully sustainable production process based on environmental sustainability and on a different way of producing artistic ceramic handicrafts by disseminating and enhancing good practices of environmental responsibility.
Following the flood that hit Carlo Zauli Museum in May 2023, devastating its spaces and programmed activities, tonnes of clay and iron oxide, that were only present as a deposit, dissolved inside the museum’s historic cellar, giving rise to a new mixture that, according to Arpae experts, should be recycled rather than disposed of. The project foresees the reuse of this new mixture for the creation of ceramic works that would thus achieve maximum sustainability, favouring the recovery and recycling of materials.
The aim is therefore to promote the creation of sustainable works through materials using the recycling of this new mixture formed from alluvial clays made of red stoneware derived from a mixed mixture of German, English and French clays (the historical clays used by Carlo Zauli), clay from the flooded Lamone river and iron oxide.
In particular, the project will focus on the production of one or more artworks that address the themes of the relationship between man and nature, between materials and formal structure of the work, pursuing the philosophy that animated Carlo Zauli’s work and that is still present in contemporary ceramics.

 

Destinatari / Targets
Sono invitati a partecipare tutti gli artisti ceramisti internazionali under 40 che risiedono nelle città appartenenti alla Strada Europea della Ceramica www.europeanrouteofceramics.eu
Non possono partecipare all’Open Call parenti e/o dipendenti dei membri della Giuria di selezione.

All international ceramic artists under 40 who reside in the cities belonging to the European Route of Ceramics are invited to participate www.europeanrouteofceramics.eu
Relatives and/or employees of the members of the selection jury may not participate in the Open Call.

 

Premio / Award
Gli artisti selezionati lavoreranno all’interno degli spazi e dei laboratori storici del Museo Carlo Zauli da marzo ad aprile 2025. Saranno ospitati nell’appartamento del Museo Carlo Zauli (in condivisione) per tutto il periodo di residenza.
Il Museo Carlo Zauli garantirà una copertura spese complessiva massima di € 3.300,00. La cifra include il rimborso dei costi del viaggio di andata e ritorno, del vitto e della fornitura di materiali necessari alla produzione delle opere in ceramica. I dettagli dei rimborsi saranno concordati ad inizio residenza.
Il progetto sarà comunicato sui canali social e sito internet del Museo Carlo Zauli e della Strada Europea della Ceramica e dall’ufficio stampa incaricato dal Museo Carlo Zauli.
La mostra finale delle opere realizzate in residenza sarà organizzata al Museo Carlo Zauli il 6 maggio 2025. 

From March to April 2025, the selected artists will work in the historical spaces and workshops of Carlo Zauli Museum. They will be housed in Carlo Zauli Museum flat (shared) for the entire residency period.
Carlo Zauli Museum will guarantee a maximum total expense coverage of € 3,300.00. This includes the reimbursement of the cost of the round trip, food and the supply of materials needed to produce the ceramic works. Reimbursement details will be agreed at the beginning of the residency.
The project will be communicated on the social network and website of Carlo Zauli Museum and of the European Route of Ceramics and by the press office appointed by Carlo Zauli Museum.
The final exhibition of the works realised during the residency will be opened at Carlo Zauli Museum on 6 May 2025. 

 

Iscrizione al Bando / Registration for the Call for Entries
La partecipazione al Bando è gratuita e subordinata all’invio da parte dei partecipanti del seguente materiale in lingua inglese tramite posta elettronica:

  • scheda di partecipazione compilata in tutte le sue parti
  • curriculum vitae (massimo 1 cartella)
  • portfolio con una selezione dei lavori realizzati negli ultimi 2 anni composto da massimo 10 immagini con breve testo esplicativo
  • lettera di motivazione (massimo 1 cartella)
  • fotocopia di un documento valido

L’invio va effettuato all’indirizzo museocarlozauli@gmail.com entro e non oltre il giorno 30 novembre 2024. Tutti i dossier di partecipazione incompleti saranno automaticamente eliminati e non saranno presi in considerazione dai giurati.

Participation in the Call for Entries is free of charge and subject to the submission by participants of the following material in English by e-mail:

  •  fully completed application form
  • curriculum vitae (maximum 1 folder)
  • portfolio with a selection of works realised in the last 2 years consisting of a maximum of 10 images with a short explanatory text
  • motivation letter (maximum 1 folder)
  • copy of a valid ID document

It must be sent to museocarlozauli@gmail.com  no later than 30 November 2024. All incomplete participation dossiers will be automatically eliminated and will not be considered by the jurors.

 

Giuria / Jury
La giuria sarà composta da:
Matteo Zauli, direttore Museo Carlo Zauli, Faenza (RA)
Mara De Fanti, direttrice del Museo della Ceramica Giuseppe Gianetti, Saronno (VA)
Eva Fürtbauer, Dipartimento Cultura – Associazione per la Promozione degli Artisti Europei della Ceramica, Simposio Internazionale della Ceramica di Gmunden (Austria)
Benedetta Diamanti, direttrice Strada Europea della Ceramica

La giuria, il cui giudizio è inappellabile e insindacabile, selezionerà le richieste pervenute coerentemente con quanto descritto nella documentazione (in base al curriculum e alle esperienze artistiche) e avrà cura di motivare le scelte e di stendere un apposito verbale.
I nominativi dei 2 artisti vincitori saranno resi pubblici dal giorno 20 dicembre 2024 sul sito del Museo Carlo Zauli e verranno tempestivamente contattati via mail all’indirizzo indicato nella scheda di partecipazione.

The jury will consist of:
Matteo Zauli, director of Carlo Zauli Museum, Faenza (RA)
Mara De Fanti, director of Ceramics Museum Giuseppe Gianetti, Saronno (VA)
Eva Fürtbauer, Culture Department – Association for the Promotion of European Ceramic Artists, Gmunden International Ceramic Symposium (Austria)
Benedetta Diamanti, director European Route of Ceramics

The jury, whose decision is final and irrevocable, will select the applications received in line with what is described in the documentation (on the basis of CV and artistic experience) and will take care to justify the choices and draw up an appropriate report.
The names of the 2 winning artists will be published from December 20th 2024 on Carlo Zauli Museum website and they will be promptly contacted by e-mail at the address indicated on the entry form.

 

Per informazioni rivolgersi a:
museocarlozauli@gmail.com

 

For information please contact:
museocarlozauli@gmail.com

 

Scheda di partecipazione
Application form


Cosimo Veneziano “L’acqua del Duemila” 

Cosimo Veneziano 
L’acqua del Duemila

Installazione a cura di Matteo Zauli e Nadia Stefanel

Museo Carlo Zauli, 1 febbraio – 1 marzo 2025
Inaugurazione Sabato 1 Febbraio, ore 17.00

Sabato 1 febbraio, nella storica Stanza dei forni del Museo Carlo Zauli di Faenza si inaugurerà “L’acqua del Duemila”, installazione di Cosimo Veneziano che dialogherà con le opere di Carlo Zauli, in particolare con alcune Genesi policrome realizzate tra il 1982 ed il 1984.
L’opera è il frutto di una residenza d’artista dell’artista torinese al Museo, che lo aveva già invitato da tempo ma che poi, a causa dell’alluvione del maggio 2023, ha avuto luogo durante l’estate scorsa.

“L’acqua del Duemila” è un progetto di ricerca che attualmente l’artista sta portando avanti sullo stato di salute dei fiumi, iniziato nel dicembre del 2024 ed esposto in un primo esito presso il Museo della Montagna di Torino. Il progetto pone l’attenzione in primis sullo stato dei fiumi italiani negli ultimi anni, mostrando come gli eventi estremi ne abbiano messo in difficoltà l’intero bacino idrografico, diventando lo specchio di un disastro ambientale generalizzato.
Scrive l’artista a proposito di questo progetto: il fiume è un corpo ecologico fatto di acqua, fondale e sponde. Se uno dei tre elementi viene meno, il sistema tracolla. Le origini della sofferenza degli attuali fiumi risalirebbero all’inizio del XIX secolo, con l’intensificazione dell’uso dell’acqua finalizzato alla prosperità e alla cosiddetta “crescita”, soprattutto nel campo agricolo per le grandi coltivazioni, soprattutto quelle del grano. Si assiste, di fatto, a un’alleanza tra il capitalismo agricolo-industriale e l’azione dello Stato, alla radice dei processi che hanno portato all’Antropocene: cioè la capacità umana di intervenire sui meccanismi che regolano il funzionamento dell’intero pianeta. Un tema che, nel corso degli ultimi due decenni, è diventato di stringente attualità scientifica e, in questo caso, anche artistica. Da questa premessa nasce il progetto di ricerca che sto portando avanti, che riflette sulla morfologia del territorio e dei suoi effetti e cambiamenti sia in ambito naturale che economico. 

I cinque vasi realizzati in collaborazione con la bottega Gino Geminiani e con il torniante Roberto Reali, durante la residenza presso il Museo Zauli, sono forme di classiche giare usate per il trasporto o come serbatoio dell’acqua. Su queste forme sono state incise dei disegni che ritraggono delle raffigurazioni di statue monumentali dedicate ai fiumi. La realizzazione dei vasi è una riflessione sul paesaggio, in cui l’artista, inoltre, cita ed omaggia l’opera ceramica di Lucio Fontana. Ad accompagnare i vasi ci sarà un lavoro fotografico dipinto con le terre alluvionate del Museo Zauli che l’artista ha usato per dipingere una porzione della fotografia. Quest’ultimo lavoro confluirà in un’installazione presso la Fondazione Dino Zoli a Forlì, una terza fase di lavoro in cui l’artista raccoglie i ricordi dell’alluvione del maggio 2023 trasformando le memorie intime di chi ha vissuto quei giorni in “narrazioni per immagini”. Cosimo Veneziano, attraverso il media del disegno, costruirà una mappatura tangibile dei ricordi per raccontare un immaginario collettivo. I disegni verranno poi successivamente stampati su tessuto per diventare anche una riflessione sulla crisi climatica che sta cambiando totalmente la morfologia di un intero territorio. 

 


Terra che rinasce / Convegno

Terra che rinasce

Sostenibilità e minor impatto ambientale nella ceramica contemporanea

Convegno 
Sabato 30 novembre 2024 ore 17.00
presso Semi di Futuro, 
complesso ex Salesiani,
via San Giovanni Bosco, 1 Faenza 

 

Interventi di
Andrea Salvatori, Francesco Scocca, 
Davide Servadei, Wolfgang Simonis
Moderano Marcello Valenti e Matteo Zauli

 

Sabato 30 novembre verrà organizzato un convegno sulla “ceramica sostenibile”, una tavola rotonda a Faventia Sales, durante Semi di Futuro, la Fiera dell’economia solidale e del consumo consapevole, coinvolgendo, oltre ai relatori, anche alcuni ceramisti per uno scambio di pareri e testimonianze. 

Pur essendo un materiale squisitamente naturale ed essendo scelto dagli artisti come medium molto vicino alla natura, la ceramica si basa su materie prime e processi tecnici che da alcuni decenni pongono problemi legati alla salute e all’impatto ambientale. Dalle normative che vietano l’uso dei materiali a base di piombo ai recentissimi progressi relativi alle emissioni, questo incontro vuole fare il punto della situazione attuale, intervistando alcuni esperti che operano a livello nazionale nel campo artigianale, industriale e artistico e stanno affrontando il problema da diverse angolazioni.
 
Interverranno al convegno l’artista Andrea Salvatori, i ricercatori Wolfgang Simonis e Francesco Scocca, Davide Servadei di Bottega Gatti. 
Moderano Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli e Marcello Valenti, Presidente di GAS – Gruppo di Acquisto Solidale Faenza. 
 
Il convegno fa parte del progetto Terra che rinasce / Reborning Clay che vuole valorizzare buone pratiche di responsabilità ambientale, veicolando processi culturali legati alla sostenibilità ambientale, per favorire conoscenze e diffondere comportamenti virtuosi.
Il progetto Terra che rinasce / Reborning Clay è promosso nell’ambito del PNRR dall’Unione europea – Next Generation EU.
 


Everything Needs Love

Everything Needs Love 

di Fiorenza Pancino e Angelo Zilio – Gilö

in collaborazione con
Museo della Ceramica G. Gianetti di Saronno

Inaugurazione sabato 16 novembre, ore 19.00
Fino al 5 dicembre 2024 
Museo Carlo Zauli

Sabato 16 novembre si incroceranno nuovamente i percorsi dell’artista Fiorenza Pancino e quelli del Museo Carlo Zauli.
Alle ore 17.00 inaugurerà infatti il nuovo Studio di Fiorenza Pancino, in via XX Settembre 33, Faenza, mentre alle ore 19.00 si aprirà il Temporary Store Natalizio del Museo Carlo Zauli, nei cui storici laboratori sarà allestita “Everything Needs Love”, un’inedita e sperimentale installazione di Fiorenza Pancino e Angelo Zilio – Gilö, che a seguire darà vita a Looking for a way to tell: I Love you, un inedito monologo di e con Angelo Zilio, regia di Gabriele Resmini.
 

L’installazione “Everything Needs Love” è il frutto davvero originalissimo della collaborazione tra i due artisti della ceramica, e, come scrive Mara De Fanti – direttrice del Museo della Ceramica Giuseppe Gianetti di Saronno – nel testo che la accompagna il concept iniziale dell’opera ha tratto ispirazione dal mito della Torre di Babele, opera che l’uomo ha costruito, mosso dal desiderio di raggiungere il cielo, di dare una sua misura alla realtà̀. (…) L’opera è stata pensata a 4 mani, quelle varesine di Angelo Zilio e quelle faentine di Fiorenza Pancino, e avrebbe celebrato la sua nascita attraverso un forno all’aperto in piazza Libertà a Saronno, in occasione della 3^ edizione della Festa della Ceramica.

 
Sarà l’occasione per un brindisi augurale reso possibile dalla collaborazione di Podere La Berta, anche in questo occasione partner della manifestazione.

 

 


School of Nothing – In principio era il suono

In principio era il suono
workshop ceramico con Fabiano Sportelli
20 luglio 2024 
dalle ore 17.00 alle 19.30 

All’interno di School of Nothing
Scuola di ceramica per artisti

In occasione del ventennale del progetto
Residenza d’artista

a cura di Viola Emaldi

 

All’interno di School of Nothing – Scuola di ceramica per artisti a cura di Viola Emaldi, si realizzerà il workshop ceramico “In principio era il suono”, un’esplorazione del suono come elemento generatore, condotto dal maestro ceramista fischiettaro Fabiano Sportelli.
L’evento si terrà il 20 luglio presso il suggestivo parco di Villa Emaldi a Faenza, in collaborazione con MAGMA. 

Dal 19 luglio, Faenza ospiterà anche gli artisti Francesco Cavaliere (in residenza School of Nothing MCZ a Villa Emaldi) e Sergio Breviario (in residenza School of Nothing MCZ al MCZ), che prenderanno parte al progetto “School of Nothing” e parteciperanno al laboratorio a Villa Emaldi.
 
L’evento coinciderà con la rassegna Elementi, curata da MAGMA, offrendo un affascinante viaggio tra musica, performance e arti visive contemporanee.
 
Info e prenotazioni: riservaree@gmail.com
 

 
Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

In collaborazione con Comune di Faenza | AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica

 

 


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