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Nio Far – Fare Insieme

ARGILLÀ ITALIA 2026

Nio Far – Fare Insieme
La ceramica comunitaria delle donne in Casamance

Mattia Bottiglieri e Stefania Spanedda

proiezione del cortometraggio 
6 settembre ore 11.00, Museo Carlo Zauli

Padiglione Estate 2026

Da generazioni, le donne del villaggio di Bagadadji, nel sud del Senegal, custodiscono e tramandano una secolare tradizione ceramica: la realizzazione dei grandi canarins, recipienti in terracotta destinati alla conservazione dell’acqua e diffusi in tutto il territorio.

Il progetto NIO FAR – Fare Insieme, curato dal Comune di Casalborgone e dal Centre de formation  CasaBio, ha  messo in dialogo questo antico sapere con nuove tecniche e modalità di produzione, attraverso uno scambio di buone pratiche con le artiste Stefania Spanedda e Silvana Li Pira del MessyLab Collettivo di Ceramica.
Un incontro tra donne, saperi, gesti e generazioni che ha permesso di sperimentare nuove possibilità tecniche ed espressive, con l’obiettivo di valorizzare la produzione tradizionale e favorirne anche lo sviluppo commerciale.

Il docufilm racconta l’esperienza e l’esito di questo incontro, in cui la ceramica diventa strumento di confronto, crescita e condivisione tra culture diverse.

Regia Mattia Bottiglieri e Stefania Spanedda


SchoolBoys – Carlo Zauli

ARGILLÀ ITALIA 2026 

 

SchoolBoys – Carlo Zauli
Dagli esordi scolastici alle opere del Museo Carlo Zauli
a cura di Viola Emaldi

Centenario Carlo Zauli

 

Inaugurazione sabato 5 settembre ore 12.00

5 – 6 settembre 2026 
Liceo Artistico Torricelli – Ballardini, corso Baccarini 11, Faenza

SchoolBoys – Carlo Zauli, a cura di Viola Emaldi, promosso dal Liceo Artistico Torricelli – Ballardini e Associazione Ex Allievi, nell’ambito del progetto SchoolBoys/ SchoolGirls, omaggia Carlo Zauli in occasione del Centenario dalla sua nascita, attraverso disegni inediti della sua formazione all’Istituto d’Arte di Faenza. Il dialogo tra questi materiali e le opere del Museo Carlo Zauli mette in luce il ruolo decisivo della scuola nel suo percorso e il suo contributo alla cultura ceramica e alla scultura contemporanea.
Orari: 
sabato 5 settembre 2026, dalle ore 11.00 alle ore 20.00
domenica 6 settembre 2026, dalle ore 10.00 alle ore 19.00

ARCAICO CONTEMPORANEO _ workshop a cura di Pierfrancesco Solimene

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

ARCAICO CONTEMPORANEO
workshop a cura di Pierfrancesco Solimene

 

ARGILLÀ ITALIA 2026 
Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

 

Nel solco della progettualità sperimentata con successo negli ultimi anni tra il Museo Carlo Zauli ed AiCC, con l’obiettivo di creare momenti formativi e fornire nuovi strumenti di conoscenza e nuovi contatti professionali, sabato 5 settembre 2026 dalle 10.00 alle 18.00, in occasione di Argillà Italia e della mostra Fedeltà alla Materia si terrà al Museo Carlo Zauli il workshop ARCAICO CONTEMPORANEO a cura dell’artista Pierfrancesco Solimene. 
 
Dopo un focus iniziale sulle opere in mostra di Pierfrancesco Solimene, si lavorerà avendo un tema di riferimento per scoprire e indagare gli aspetti primordiali della ceramica.

Durante il workshop il ceramista Pierfrancesco Solimene condividerà con i partecipanti la sua ricerca e li guiderà nella realizzazione di un vaso-scultura in argilla. L’incontro includerà un approfondimento teorico dedicato alle superfici smaltate e alla loro composizione.

Il workshop si svolgerà negli storici spazi dell’antico laboratorio ceramico acquistato da Carlo Zauli nel 1949 e diventato poi il proprio studio atelier fino alla metà degli anni novanta e successivamente il museo a lui dedicato.

Il workshop, organizzato e promosso da AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, è gratuito ed è riservato ad un ristretto numero di partecipanti. 
La partecipazione al workshop è gratuita ed è riservata a studenti,  artisti e ceramisti operanti nelle Città della Ceramica AiCC o invitati da esse.

Per iscrizioni scrivere a  museocarlozauli@gmail.com


Pierfrancesco Solimene, Salerno, 1986. 
Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 2008. Dal 2013 è titolare dell’azienda Solimene Art.
Il suo lavoro è caratterizzato dal recupero dell’artigianato, che affonda le sue radici nella sua tradizione culturale: appartiene infatti a una storica famiglia di ceramisti e fin dalla giovinezza è entrato in contatto con gli elementi tradizionali della ceramica, introducendo sperimentazioni con smalti e finiture.
Le sue opere comprendono progetti urbani e oggetti di uso quotidiano.
Vive e lavora a Cava de’ Tirreni (SA), Italia

 


Argillà Italia – le mostre al Museo Carlo Zauli

ARGILLÀ ITALIA 2026 

Le mostre al Museo Carlo Zauli

Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

inaugurazione: 4 settembre ore 19.00
le mostre saranno visitabili fino al 4 ottobre  

 

Durante Argillà il Museo Carlo Zauli sarà aperto nei seguenti orari con ingresso gratuito:
4 settembre: 19.00 – 23.00
5 settembre: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
6 settembre: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00

 
 
 
A Party for Betty
Opere di Paolo Porelli e Betty Woodman
Video di
Charles Woodman
a cura di Matteo Zauli
e Lori-Ann Touchette

Un’installazione di figure in bassorilievo in maiolica realizzata da Paolo Porelli nel 2021 nello studio toscano di Betty Woodman, di cui riprende colori e libertà espressiva. L’opera celebra la convivenza pacifica tra popoli, etnie e generi diversi. A completare l’esposizione, una scultura di Betty Woodman in omaggio alla sua figura artistica.

 
Fedeltà alla materia
opere di Pierfrancesco Solimene
a cura di Matteo Zauli

 

In queste opere di Pierfrancesco Solimene, simbolicamente collegate alle prime monocromie ancora intrise di richiami arcaici che Carlo Zauli realizzò tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta, la materia diventa un interlocutore, detta il proprio ritmo, le proprie crepe, la propria intrinseca natura. La mostra si configura come un diario di questo dialogo silenzioso, dove l’artista accetta il rischio del fuoco offrendo il proprio controllo tecnico in cambio di una rivelazione. Una serie di sculture e vasi dove la
ruvida concretezza della ceramica evoca sensazioni arcaiche, per riscoprire il peso, la texture e la sacralità della terra.

 
 
Omaggio alla Ruota Strappata

Opere di Carlo Zauli, Jeff Shapiro,
Akio Niisato,
Wei Bao,
Andrea Francolino,
Stefano Comensoli
_Nicolò Colciago

a cura di Matteo Zauli

 

Un’installazione che celebra l’opera più iconica di Carlo Zauli nell’anno del suo Centenario, divenuta nel tempo un punto di riferimento per artisti di ogni generazione e provenienza, un’opera che per Zauli significò il definitivo approdo alla scultura. 


SEDIMENTI. Un laboratorio. Due linguaggi

SEDIMENTI 
Un laboratorio. Due linguaggi 

Agosto – Ottobre 2026 
Faenza e dintorni

photo credit: Richard Betti

 

A partire dalla memoria delle alluvioni di maggio 2023 e settembre 2024, due linguaggi artistici trasformano l’esperienza in racconto e materia nell’ambito del progetto europeo RELANDART dedicato alla rigenerazione dei territori attraverso arte e partecipazione: 

 

TERRA EMERSA
laboratorio di ceramica a cura di Giorgia Severi ed Emidio Galassi

Attraverso il coinvolgimento degli artisti Giorgia Severi ed Emidio Galassi, il percorso porterà alla realizzazione di due installazioni di land art che intrecciano ceramica, territorio e memoria.
I partecipanti saranno coinvolti in momenti laboratoriali inclusivi e partecipativi, utilizzando materiali di riciclo e l’argilla dei calanchi per trasformare vissuti ed esperienze legate all’alluvione in una creazione collettiva.
Giorgia Severi, artista multimediale attenta ai temi ambientali e ai paesaggi fragili, ed Emidio Galassi, artista ceramico formatosi a Faenza, accompagneranno la comunità in un percorso di ricerca tra materia, natura e trasformazione.

Per tutti, gratuito

CALENDARIO COMPLETO: 

  • SABATO 29 AGOSTO
    10:00 – 12:00
    BRISIGHELLA, Torre del Marino, via Torre del Marino 45
  • SABATO 19 SETTEMBRE
    10:00 – 13:00 (partenza alle 9:00 dal Museo Carlo Zauli)
    Cantina Bulzaga, via Pideura 19, Brisighella
  • SABATO 17 OTTOBRE 
    9.30 – 12.30 – Museo Carlo Zauli, via della Croce 6 Faenza 
  • DOMENICA 18 OTTOBRE
    INAUGURAZIONE DELL’OPERA DI EMIDIO GALASSI
    18:30 – Cantina Bulzaga, via Pideura 19, Brisighella

 

 

IL GUADO
laboratorio di teatro a cura di Menoventi

Il percorso, curato dalla compagnia teatrale faentina Menoventi (Gianni Farina e Consuelo Battiston) è finalizzato alla creazione di un evento performativo che attraversa le alluvioni romagnole cercando, nelle testimonianze, le pietre su cui posare il piede.

Le parole, lo sgomento, la paura, la tenacia, la solidarietà, si relazionano all’opera di argilla di Emidio Galassi, che viene consegnata al paesaggio da questo rito.

Dai 16 anni, gratuito

CALENDARIO COMPLETO: 

  • SABATO 29 AGOSTO
    14.30 – 17.30
    BRISIGHELLA, Cantina Bulzaga, via Pideura 19
  • SABATO 10 OTTOBRE
    14:30 – 17:30
    FAENZA, Casa della Musica, Via S. Silvestro 136
  • SABATO 17 OTTOBRE
    14:30 – 17:30
    FAENZA, Casa della Musica, Via S. Silvestro 136
  • DOMENICA 18 OTTOBRE
    14:30 – 17:30
    BRISIGHELLA, Punto Panoramico Dinosauri, via Pideura
    18:30 PERFORMANCE FINALE

 

ISCRIZIONI

I due percorsi sono indipendenti e complementari al tempo stesso. 

Museo Carlo Zauli: museocarlozauli@gmail.com

Menoventi: organizzazione@e-production.org 
+ 39 339 435 8397


Giorgia Severi (1984, Ravenna) è artista e agricoltrice. La sua ricerca multidisciplinare esplora il rapporto tra ambiente, paesaggio ed ecologia attraverso l’archiviazione di luoghi e territori in trasformazione, segnati dall’azione umana e dai cambiamenti climatici. Lavora con frottage, scultura, fotografia e video, trasformando tracce del paesaggio in opere di memoria. Nel 2018 fonda CULTURA COLTURA, progetto che unisce arte contemporanea, agricoltura e pratiche ambientali.

Emidio Galassi (Imola, 1944) è scultore e ceramista. Diplomato all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica di Faenza e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sviluppa una ricerca incentrata sul rapporto tra forma architettonica e materiale ceramico. Dagli anni Ottanta il mattone industriale diventa l’elemento distintivo delle sue opere, dedicate a strutture archetipiche e architetture simboliche. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui New York, Limoges e Barcellona.

Menoventi nasce nel 2005 e si stabilisce a Faenza pochi anni dopo. I fondatori Consuelo Battiston e Gianni Farina collaborano con artisti italiani ed europei per generare opere che intersecano teatro, musica, radio, video e arti visive. 
Privo di una poetica definita a priori, il gruppo adotta linguaggi e registri orientati dalle peculiarità del cuore tematico di ogni progetto, generando una raccolta eterogenea di oggetti scenici.


Immersioni _ Patrizio Bartoloni

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

 

IMMERSIONI 
Patrizio Bartoloni
Presentazione della pubblicazione 

domenica 24 maggio 2026 ore 17.00
Museo Carlo Zauli 
MCZ libri – Padiglione Estate 2026 

 

 

Domenica 24 maggio alle ore 17.00, in occasione di Buongiorno Ceramica, si terrà al Museo Carlo Zauli la presentazione della pubblicazione “Immersioni” dell’artista Patrizio Bartoloni.

“Immersioni” è una pubblicazione dedicata alla presenza espositiva dell’opera di Patrizio Bartoloni al Museo Carlo Zauli di Faenza. L’artista montelupino si è confrontato con lo spazio e con le opere dello studio-bottega-museo dedicato allo scultore ceramista faentino evidenziando corrispondenze e tracciati comuni e svelando una sorprendente attitudine ad un linguaggio pienamente contemporaneo, pur rimanendo fedele alla materia ceramica ed alle proprie virtuosità tecniche.

Patrizio Bartoloni fin da giovanissimo inizia a lavorare come decoratore ceramista. Nel 1986 fonda, insieme al fratello Stefano, le Ceramiche F.lli Bartoloni, che ancora oggi producono pezzi di ceramica tradizionale di Montelupo. Oltre alla ceramica tradizionale, Patrizio intraprende un percorso che lo porta ad esplorare questa materia nei suoi aspetti più remoti e affascinanti, realizzando opere al di fuori dei canoni tradizionali. Ha partecipato a residenze d’artista, workshop e a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti.

 

Il Museo Carlo Zauli in occasione di Buongiorno Ceramica osserverà aperture speciali e con ingresso gratuito.
Orari: 
Sabato 23 maggio: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00
Domenica 24 maggio: 10.00 – 18.00
 

 


 “Convivium” workshop esperienziale  a cura di Shilha Cintelli

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea
 

CONVIVIUM
Workshop esperienziale a cura di Shilha Cintelli

Domenica 24 maggio 2026
dalle 11:00 alle 15.00

Museo Carlo Zauli
Padiglione Estate 2026

 

 

 
Il 24 maggio, in occasione di Buongiorno Ceramica e del finissage della mostra Alchimie In Ceramica, si terrà al Museo Carlo Zauli Convivium, workshop esperienziale a cura dell’artista Shilha Cintelli.
 
Attraverso la cottura in crosta d’argilla – l’argilla dei calanchi simbolo della terra faentina – tecnica antica e primordiale, il pubblico è invitato a partecipare a un’esperienza collettiva fatta di gesti lenti, trasformazione e condivisione.
Un workshop che diventa un viaggio alchemico tra arte, materia e cibo.
 

La cottura in crosta d’argilla è una tecnica antica, affascinante e sorprendentemente attuale. Un metodo primordiale che affonda le sue radici nelle cucine di popoli lontani come gli Etruschi, i Romani, ma anche culture asiatiche e sudamericane che  utilizzavano l’argilla per cuocere il cibo direttamente nel fuoco. Era un modo semplice ed efficace per proteggere gli alimenti dalle fiamme, sfruttando il calore e mantenendone le propietà organolettiche. Oggi questo metodo viene riscoperto perché propone una cottura rispettosa degli alimenti e porta con sé un approccio più consapevole al cibo. È una tecnica che richiede tempo, attenzione e un pizzico di fiducia: quella di lasciare che siano il calore e la materia a fare il loro lavoro, senza interferenze. Inoltre è fondamentale utilizzare l’argilla naturale, priva di additivi chimici o di pigmenti.

L’alchemia del cibo, protagonista dell’installazione presentata all’interno del museo, dialoga ancora una volta con il pubblico. Un cottura collettiva, dove ognuno darà forma e sapore al cibo che si andrà a cuocere a seconda del modo in cui si stenderà l’argilla, a come si avvolgerà con essa l’alimento, a quanto tempo si farà cuocere e a come si romperà una volta uscita dal forno. Un serie di azioni lente che permetteranno alle persone che parteciperanno, di godersi ogni passaggio. Infine, il workshop si concluderà intorno ad una tavola imbandita per l’occasione, mangiando ciò che avremo cotto con l’argilla proveniente dai calanchi simbolo della terra faentina, come in una festa. 

Modalità di partecipazione

La partecipazione al workshop è gratuita ed è riservata a studenti,  artisti e ceramisti operanti nelle Città della Ceramica AiCC o invitati da esse. 

Informazioni e iscrizioni 
 
Evento a numero chiuso, per prenotare inviare una mail all’indirizzo
museocarlozauli@gmail.com
 

 


Il Museo Carlo Zauli in occasione di Buongiorno Ceramica osserverà aperture speciali e con ingresso gratuito.

Orari: 

 
Sabato 23 maggio: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00
Domenica 24 maggio: 10.00 – 18.00

“Alchimie In Ceramica” Shilha Cintelli

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

 

“Alchimie In Ceramica”
Shilha Cintelli

 

inaugurazione sabato 18 aprile 2026 ore 18:30
fino al 24 maggio 2026 

 
 
 
La mostra presenta l’installazione “Chiamati a compiere un atto di trasformazione lungo il transito dell’apparente dualità / Cluster” (2024) che, ispirata dalla riflessione “l’uomo è ciò che mangia” di Ludwig Feuerbach, indaga il rapporto tra nutrimento, identità e trasformazione.
 

Il lavoro si sviluppa anche attraverso il riferimento all’Enneagramma delle personalità, inteso come dispositivo simbolico di trasformazione. L’installazione si configura come uno spazio in cui lo spettatore è invitato a riconoscersi e a compiere un atto di trasformazione, in un percorso che intreccia dimensione materica, psichica e relazionale. Il progetto integra, inoltre, un contributo scientifico della ricercatrice Caterina Dinnella (Università di Firenze), che indaga la risposta individuale al cibo come elemento dinamico, capace di riflettere e ridefinire l’identità personale e sociale.

 
L’installazione dialogherà con le opere di Carlo Zauli allestite abitualmente nella Sala dei Forni.

Durante la serata l’artista empolese presenterà anche una nuova opera site-specific: tre elementi cubici (nero, oro e terracotta) che, come una premessa dell’installazione principale, dialogheranno idealmente con un’opera di Zauli, “Primario Esploso”.
Un’opera da tempo non visibile, “Primario Esploso” è un cubo solcato da interventi materici e realizzato con il tipico smalto “Bianco Zauli“ che, insieme all’opera di Shilha Cintelli, andrà a formare quattro fasi alchemiche.
 
Il 24 maggio, in occasione di Buongiorno Ceramica e del finissage della mostra Alchimie In Ceramica, si terrà al Museo Carlo Zauli Convivium, workshop esperienziale a cura dell’artista Shilha Cintelli.
 

 

Shilha Cintelli (1986, Empoli) si è laureata in Pittura e Arti Visive ed in Collaboratore Restauratore di Beni Culturali all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2010. Parallelamente agli studi inizia la sua attività lavorativa come restauratrice presso due studi di restauro di Firenze. Successivamente inizierà il suo percorso artistico, che la vede collaborare dal 2018 con la Fondazione Museo Montelupo come assistente ai progetti di arte contemporanea e nel 2020 diventare socia dell’Associazione Strada della Ceramica di Montelupo per poi entrarne a far parte del consiglio direttivo nel 2025.
Dal 2021 è co-fondatrice e ideatrice insieme ad altri tre artisti di IMBOSCATA progetto indipendente di arte contemporanea giunto alla terza edizione, che ha come obiettivo quello di invitare altri artisti a misurarsi con la realtà boschiva sia come eco-sistema che come paradigma invitando gli artisti partecipanti a stimolare la produzione di un lavoro specifico in sintonia con il bosco e al di fuori del luoghi urbani dell’Arte. 
Ad oggi porta avanti progetti di arte contemporanea nel sociale, collaborando con istituzioni e musei del territorio, attraverso attività laboratoriali, corsi e workshop. 
I suoi lavori sono stati protagonisti di progetti collettivi e personali in spazi privati e pubblici. Principali mostre: Museo della Ceramica di Montelupo; Palazzo Podestarile e Galleria XX Febbraio, Comune di Montelupo F.no; Sincresis, Empoli; Archivio storico Comunale di Palermo, Sala Chini, Circolo Cheli, San Miniato; Roma Art Week; Granaio Lorenese, Alberese, Grosseto; Museo Leonardiano, Vinci; Teatro Quaranthana, San Miniato; Saletta di San Rocco, Santa Croce sull’Arno. 

 

progetto OTRart – residenza di Valentina Canseco ed Elio Secondo

L’European Route of Ceramics è  coinvolta attivamente nel progetto OTRart, co-conducendo, insieme a Déchets d’Arts, la direzione artistica della residenza in Italia, ospitata a Faenza presso il Museo Carlo Zauli. 

OTRart project è un’iniziativa internazionale che riunisce sei duo di artisti per riflettere sulla transizione ecologica attraverso l’arte e la creatività.
A gennaio, l’artista Valentina Canseco (FR/BR/CL) si è unita a Elio Secondo (IT) per una residenza artistica di 10 giorni, lavorando insieme a una nuova opera d’arte ceramica.
Il progetto utilizza l’argilla raccolta dai fanghi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione della primavera 2023, trasformandola in un’opera d’arte che riflette sui cambiamenti climatici, sulla crescente intensità delle calamità naturali e sull’impatto ambientale dell’estrazione delle materie prime.
La residenza rappresenta la fase artistica finale del progetto OTRart ed evidenzia come la ceramica possa diventare un potente mezzo per esplorare le sfide ambientali e sociali.
 
Appuntamenti: 
– 27 gennaio h 18.30 
Valentina Canseco, Elio Secondo
Artist residence Welcome party
 
– 8 febbraio h 18.00
“Le Lacrime della Terra mi vestono” evento finale della residenza OTRart.
Durante la serata, gli artisti Valentina Canseco ed Elio Secondo hanno presentato la scultura realizzata durante la loro residenza, frutto di un’intensa collaborazione artistica sviluppata all’interno del progetto OTRart.
Nelle scorse settimane, la residenza è diventata anche spazio di scambio con le giovani generazioni: il 29 gennaio, 30 gennaio e 3 febbraio, gli studenti del Liceo Artistico Torricelli-Ballardini hanno visitato il museo, scoprendo la Route Europea della Ceramica, il progetto OTRart e incontrando gli artisti residenti attraverso presentazioni, sessioni di domande e risposte e visite guidate.
L’evento finale è stato un momento significativo per condividere le opere d’arte e l’esperienza di residenza con la comunità locale e i partner del progetto.

– 20 febbraio h 15.00 – 18.00
“Ceneri, polveri e ossidi: esperimenti di alchimia circolare”, workshop con Paola Nuovo Gómez. 

Nel workshop si sperimenta il riuso dei materiali ceramici degli storici depositi del Museo Carlo Zauli, sopravvissuti e trasformati dopo l’alluvione del 2023.
Un’esperienza tra ceramica, sostenibilità ed economia circolare, guidata da Paola Nuovo Gómez, da anni impegnata nella ricerca su questi materiali e nelle attività di residenza del Museo.
 

ATTO PRIMO _ mostra progetto Curatore in Residenza

ATTO PRIMO
atti audiovisivi, esplorativi, performativi, scultorei di

Nina Carini 
Stefano Comensoli_Nicolò Colciago 
Andrea Francolino 
Goldschmied & Chiari 
Fabio Roncato

 

a cura di Gaspare Luigi Marcone
dal 9 novembre 2025 al 9 febbraio 2026
inaugurazione: sabato 8 novembre 2025 ore 18.30

 

 

ATTO PRIMO è – contemporaneamente e temporaneamente – l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega, di un contesto più articolato e potenzialmente infinito; il progetto espositivo ATTO PRIMO rientra nel Progetto Curatore in Residenza voluto da Matteo Zauli direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza. Per la prima volta, infatti, è stato ospitato in residenza un curatore, Gaspare Luigi Marcone, che ha sviluppato ricerche archivistiche, storico-critiche, riflessioni e perlustrazioni sull’arte e la storia di Carlo Zauli e il relativo Museo, su Faenza (neonominata “città creativa” dall’Unesco) e il suo territorio, sui protagonisti del suo contesto ceramico e più largamente culturale e sociale. Il curatore, partendo da questi presupposti, ha deciso di condividere queste esperienze selezionando un gruppo di artisti di diverse generazioni, formazioni ed estrazioni che attuano pratiche artistiche eterogenee, ma legati da alcuni denominatori comuni.

ATTO PRIMO è un “atto” che diviene un “attimo”. Un attimo che diviene eternità. Un atto e un attimo che sono fugaci e persistenti, leggeri e profondi. ATTO PRIMO può evocare un’atmosfera teatrale, una “messa in scena” come progetto allestitivo, ma è anche realtà e concretezza operativa, può profumare di filosofia aristotelica o scolastica, ma ogni artista crea una propria nuova filosofia.

Quasi tutti gli artisti invitati dal curatore erano al loro primo confronto con la ceramica o alla prima esperienza di lavoro con Faenza e il suo territorio. ATTO PRIMO è, dunque, un titolo polisemico, è il primo atto del progetto che potrà estendersi per altre vie, è “primitivo” e “primordiale” come la storia della ceramica, come l’atto di lavorare e plasmare l’argilla. Molti artisti invitati, inoltre, hanno concretizzato veri e propri “atti artistici” (rotture, calchi, registrazioni, esplorazioni, restituzioni). Il progetto si è sviluppato come un laboratorio, con continui soggiorni, da parte del curatore e degli artisti, presso Faenza, in un processo di collaborazione attiva con gli esponenti del Museo Carlo Zauli e altre realtà e figure del territorio come Associazione Mondial Tornianti Gino Geminiani, Ceramica Gatti, Manifatture Sottosasso, Paola Nuovo Gomez / Studio Lemure, Elio Secondo, Pier Paolo Garavini Ceramiche. Questa matrice laboratoriale è indicativa nella prima sala espositiva, la sala dei forni del Museo al piano terra, nella parte più storica dell’edificio, concepita in modo sinfonico, dove sono raccolti alcuni lavori di tutti gli artisti coinvolti nel progetto, per poi estendersi, come note su un pentagramma, nelle altre sale del Museo in dialogo con i lavori di Carlo Zauli. 

Nina Carini (Palermo, 1984) ha sviluppato con la sua consueta forza e delicatezza un progetto articolato in tre atti, assorbendo e amalgamando con la sua raffinata sensibilità, quasi per osmosi, paesaggi e sculture, suoni e materie, memorie e pensieri nei giorni di permanenza nel territorio faentino. I tre lavori potrebbero essere visti come tre micro-installazioni o anche “installazioni intime” che riflettono su tre grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Paysage intime – A fable to Etel Adnan (2025) è un lavoro audio composto da estratti del suo diario e registrazioni sonore – avvenute in uno dei contesti operativi dell’artista ovvero presso le Manifatture Sottosasso di Brisighella – che creano un dialogo a distanza tra le due artiste. Paysage intime – A fable to Ettore Spalletti (2025) composta da una lastra sottilissima di porcellana paper clay, sculture in alabastro azzurro e ovatta di cotone è un omaggio lirico al maestro del colore, simulando i “gesti” delle mani e delle braccia dei due artisti coadiuvati dalle forme montuose del paesaggio. Infine, Paysage intime – A fable to Carlo Zauli (2025) è un nuovo dialogo tra gli artisti e la natura; una forma in porcellana di Limoges che evoca una montagna e un corpo femminile – ottenuta modificando un’ideale scultura di Zauli mai realizzata il cui gesso è stato danneggiato dall’alluvione di Faenza del 2023 – accoglie lo stampo di un fossile ingigantito come ciclico percorso di origine, gestazione, eterno ritorno nel lungo, e a volte drammatico, percorso geologico e dunque artistico.

Stefano Comensoli_Nicolò Colciago (Milano, 1990 – Garbagnate Milanese, 1988) sono esploratori, avventurieri, artisti-raccoglitori che riformulano oggetti, memorie, scenari. Perlustrando vari paesaggi del territorio faentino – musei, fabbriche, siti archeologici e naturalistici – hanno prodotto un notevole nucleo di lavori dove il processo-oggetto ceramico si armonizza – concettualmente e materialmente – nella loro prassi canonica. I nuovi esemplari di Fiori fuori posto (MIC), (2025) si innestano in un ciclo già noto, dove, in questo caso, piastrelle trovate, vecchie cartoline del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e incisioni al laser, diventano un memoriale sui generis della città e dei suoi luoghi culturali e produttivi. In Terraforma (2025) oggetti dell’evo moderno sono divenuti forme in argilla azzurra poi restituite, con un atto performativo, nel ventre dei calanchi faentini; dell’operazione restano i gusci vuoti degli stampi in gesso e le fotografie come documenti dell’azione poetica. Nella serie Sigillo (Ancora una volta), (2025) partendo da una vecchia scatola di derivazione in porcellana, recuperata in una delle loro perlustrazioni, hanno riconvertito la forma e la funzione dell’oggetto industriale; gli elementi ottenuti in terracotta sono l’epicentro da cui si diramano tubi, colorati e aggrovigliati, che trasmettono e convogliano energia creativa.

Andrea Francolino (Bari, 1979) ha sviluppato, seguendo una delle direttrici primarie del suo percorso, lavori “frantumati”, crepe e rotture che riformulano la violenza e la ferita in elementi generativi alla ricerca degli equilibri tra l’essere umano e la natura in senso universale. Vaso infinito (2025), in tre versioni diverse ovvero date da tre dimensioni differenti dei vasi originari, è un lavoro sviluppabile potenzialmente all’infinito. Partendo da due vasi in terracotta, dalle forme semplici, tradizionali, quotidiane, uno è stato frantumato lasciandolo cadere al suolo; da uno dei frammenti è stata elaborata la forma di una seconda coppia di vasi (uno dei due vasi contiene all’interno il frammento che li ha generati); di questa nuova coppia un esemplare è stato a sua volta frantumato e dal cui frammento è stata generata una terza coppia di vasi avviando così una successione dialettica tra distruzione e ricreazione. Nelle nuove Crepe (2025) vagando per le vie di Faenza, Francolino ha realizzato un’altra versione di un suo ciclo ormai noto, ricalcando le rotture e le ferite del manto urbano, ma in questo caso usando un materiale inedito del suo lessico ovvero sottili strati di porcellana paper clay, frammenti impuri di un atto puro, che “mappano” – grazie anche alle coordinate satellitari, date, luoghi e orari – le vere tracce della città. Minuto #16 (2025) è una videoproiezione di sessanta fotografie digitali di crepe, raccolte sul territorio durante la residenza, scandita sulla fotografia panoramica dei calanchi che diventa quinta e scenario dell’installazione lanciando un messaggio sull’equilibrio ambientale e sociale, filosofico.

Goldschmied & Chiari (Sara Goldschmied, Arzignano, 1975 – Eleonora Chiari, Roma, 1971) hanno elaborato opere fitomorfe e zoomorfe che riformulano alcuni lavori concepiti nel corso degli ultimi anni con nuove riflessioni e suggestioni maturate nella residenza faentina. Sacerdotesse laiche della gioia e della vita, nel ciclo Magnifica (2025) hanno tradotto, con sovrapposizione di smalti a base borica e selenio su grès, forme sensuali e mostruose che evocano bocche e labbra, di piante e di donne, amalgamando stimoli eterogenei – dall’Inno a Iside, datato variamente tra il IV e il II secolo a.C., all’idea di una natura lussuriosa e lussureggiante – entrando, indirettamente, in dialogo anche con alcuni celebri lavori di Carlo Zauli come i vasi “sconvolti”. Il nuovo lavoro Superfici sensibili (2025) parte anch’esso da una riflessione ancestrale, sacrale, da esperienze vissute con il corpo e con la visione, ovvero dalla figura primordiale del “serpente”, figura polivalente foriera di innumerevoli concetti e messaggi; le “piastrelle” che compongono questo lavoro in divenire si possono estendere all’infinito, in una partenogenesi tutta creativa. Un progetto che nasce da una riflessione sulla pelle come soglia sensibile e come narrazione prelinguistica: il sentire diventa un modo di conoscere e di raccontare prima ancora delle parole.

Fabio Roncato (Rimini, 1982) ha lavorato, come da sua poetica, sulle “energie” della natura e dell’arte. Un grande ciclo di lavori, sculture sinuose e aptiche, in varie cromie e dimensioni – usando anche materiali, polveri, ossidi raccolti nei decenni da Carlo Zauli – intitolato Sleeping Motors (2025) è un distillato del suo percorso. L’artista ha operato aggredendo la morbida argilla con strumenti usati tradizionalmente per lavorare i metalli (ceselli, mole elettriche); la sproporzione di energia cinetica rispetto alla delicatezza della terra genera un’azione penetrante e tagliente, e il suo slancio fisico, corporeo, ha paradossalmente concretizzato le ferite in forme armoniche, avvolgenti e coinvolgenti, che possono evocare venti, onde, nubi, monti. La terra, infine, appare dormiente, con una forma che si fa contenitrice di un’energia che l’ha attraversata per un istante soltanto.

Nel corso dell’allestimento di ATTO PRIMO il curatore ha diffuso nello spazio espositivo la cenere ottenuta bruciando i suoi appunti manoscritti del progetto. Un atto solitario che contiene moltitudini.

 

photo credit: Fabio Liverani 


Per la realizzazione del progetto il curatore e gli artisti desiderano ringraziare: i membri e lo staff del Museo Carlo Zauli, Associazione Mondial Tornianti Gino Geminiani, Ceramica Gatti, Manifatture Sottosasso, Paola Nuovo Gomez / Studio Lemure, Podere La Berta, Elio Secondo, Pier Paolo Garavini Ceramiche, Deborah Bandini, Annalisa Conte, Miriam Fabietti, Hernan Lombardo, Marco Malavolti, Annalisa Marcone, Lorella Morgantini, Karina Popova, Roberto Reali, Simona Serra, Davide Servadei, Riccardo Servadei, Erica Stanzani.

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

Con il contributo e la collaborazione di
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna  | Comune di Faenza |  LA BCC ravennate, forlivese e imolese

 

 

 

 

 


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