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School of Nothing – In principio era il suono

In principio era il suono
workshop ceramico con Fabiano Sportelli
20 luglio 2024 
dalle ore 17.00 alle 19.30 

All’interno di School of Nothing
Scuola di ceramica per artisti

In occasione del ventennale del progetto
Residenza d’artista

a cura di Viola Emaldi

 

All’interno di School of Nothing – Scuola di ceramica per artisti a cura di Viola Emaldi, si realizzerà il workshop ceramico “In principio era il suono”, un’esplorazione del suono come elemento generatore, condotto dal maestro ceramista fischiettaro Fabiano Sportelli.
L’evento si terrà il 20 luglio presso il suggestivo parco di Villa Emaldi a Faenza, in collaborazione con MAGMA. 

Dal 19 luglio, Faenza ospiterà anche gli artisti Francesco Cavaliere (in residenza School of Nothing MCZ a Villa Emaldi) e Sergio Breviario (in residenza School of Nothing MCZ al MCZ), che prenderanno parte al progetto “School of Nothing” e parteciperanno al laboratorio a Villa Emaldi.
 
L’evento coinciderà con la rassegna Elementi, curata da MAGMA, offrendo un affascinante viaggio tra musica, performance e arti visive contemporanee.
 
Info e prenotazioni: riservaree@gmail.com
 

 
Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

In collaborazione con Comune di Faenza | AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica

 

 

School of Nothing

School of Nothing

Scuola di ceramica per artisti

In occasione del ventennale del progetto
Residenza d’artista


a cura di Viola Emaldi

 

Sergio Breviario, Francesco Cavaliere,
Christian Holstad, Mino Luchena,
Lorenzo Mason, Enrico Minguzzi,
Margherita Morgantin, 
Marta Pierobon,
Sissi, Italo Zuffi

 

 

Il Museo Carlo Zauli di Faenza, attivo dal 2002, rappresenta oggi un punto di riferimento nella produzione e nella divulgazione dell’arte contemporanea declinata sul medium ceramico, grazie a conferenze, rassegne, percorsi didattici, workshop e al progetto Residenza d’Artista, nato nel 2003 da una proposta di Viola Emaldi a Matteo Zauli, che insieme declinarono come un modus operandi, al tempo stesso produttivo e didattico.

In occasione del ventennale delle sue residenze d’artista, il Museo Carlo Zauli di Faenza presenta School of Nothing, un nuovo progetto di residenza diffusa a cura di Viola Emaldi, che nel corso del 2024 vuole mettere in dialogo 10 artisti multidisciplinari – accomunati dall’avere una conoscenza pregressa del medium ceramico – con il Museo Carlo Zauli e il “sistema Faenza” per la ceramica: una scuola diffusa e coesa, che comprende una filiera formativa, una rete museale, oltre a un insieme di associazioni, co-working e aziende concentrate in un piccolo territorio. Nell’ambito del progetto, gli artisti si confronteranno anche con l’opera di Carlo Zauli, approfondendo alcune tematiche a lui care, connesse ai materiali ed ai processi da lui utilizzati, dando vita ad un apparato di conoscenze e nuove interpretazioni della sua ricerca tecnica ed artistica.
Grazie alla collaborazione virtuosa di AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica, il progetto coinvolgerà anche alcune aziende ceramiche colpite dall’alluvione, tra le quali anche Bottega Gatti, manifattura di riferimento in Italia per la produzione di opere in ceramica per l’arte contemporanea.

Come afferma Viola Emaldi: “Con School of Nothing si vuole mettere in atto un nuovo tipo di residenza che non è finalizzata alla produzione di un’opera, ma all’apprendimento e messa in pratica di un processo ceramico specifico, utile all’espressione individuale di ogni artista coinvolto, concentrandosi sullo studio, la sperimentazione, la prototipazione; un seme attivo che inneschi nuove espressioni artistiche e che insieme produca nuove connessioni con i player della ceramica faentina, quali artigiani, docenti, tecnici e studenti. Il fine del progetto è anche quello di promuovere e dare valore all’artigianalità e alla cultura del fare, con le mani e con il pensiero”.

Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli sottolinea quanto il progetto School of Nothing “voglia rafforzare uno degli obiettivi principali per cui il Museo è nato, ovvero la conoscenza del linguaggio artistico di Carlo Zauli presso artisti e curatori contemporanei nazionali e internazionali, la promozione e diffusione della sua eredità culturale insieme allo studio di tecniche ceramiche declinate sul contemporaneo”.

La città di Faenza è di fatto protagonista del ritorno della ceramica nelle arti visive a partire dagli anni Novanta, con la creazione di un articolato sistema culturale ed economico, le cui basi risalgono agli inizi del Novecento, con la fondazione del MIC Museo internazionale delle ceramiche in Faenza e della nota Scuola d’Arte Ceramica: un sistema fatto di Genius loci e di saperi artigianali che si incontrano con le arti visive per generare nuove azioni e produzioni culturali. È esattamente qui che si inserisce l’attività del Museo Carlo Zauli che, in oltre venti anni di residenze, ha promosso il ritorno da parte degli artisti a un approccio diretto con i materiali, da autodidatti o con l’assistenza di tecnici, sostenendo apertamente il lavoro artigiano in arte, creando opere, scrivendo e favorendo momenti di condivisione.
Dalla lettura contemporanea del rinnovato fare artistico, oggi sempre più connesso a materiali caldi e praticato in modo diretto – non solo (non più) delegando la produzione dell’opera a tecnici esperti – nasce l’idea di una “scuola” speciale, che permetta a una classe di artisti di sviluppare competenze specifiche utili alla libera creazione. Per fare ciò School of Nothing si pone come un progetto di apprendimento attraverso l’esperienza, dando rilievo all’applicazione pratica delle conoscenze, sul modello learning by doing, oggi più che mai attuale e già impiegato dall’avanguardia artistica nell’ambito di “scuole” sperimentali e votate ad un approccio interdisciplinare, quali il Black Mountain College, fondato nel 1933 in North Carolina sull’esperienza del Bauhaus tedesco. Nello specifico, l’artista è il soggetto al centro del processo, là dove le attività esperienziali e laboratoriali acquisiscono rilevanza, proprio perché l’apprendimento efficace non è composto solo di conoscenze, ma anche di abilità e competenze che vanno promosse attraverso la sperimentazione attiva.

Seguendo questa filosofia, School of Nothing ha scelto di invitare Sergio Breviario, Francesco Cavaliere, Christian Holstad, Mino Luchena, Lorenzo Mason, Enrico Minguzzi, Margherita Morgantin, Marta Pierobon, Sissi Italo Zuffi ad approfondire un “argomento” ceramico di loro preferenza da declinare a livello artistico: dalla foggiatura al tornio alla modellazione 3D, dalla decorazione alla cottura. Ogni artista sviluppa quindi non necessariamente un’opera ma uno specifico processo, grazie a un progetto formativo ideato su misura e composto da lezioni teoriche e fasi laboratoriali presso scuole, musei, imprese e associazioni, coinvolgendo diversi professionisti del settore.

Il titolo del progetto comprende ironicamente la parola “nothing”, per sottolineare la discrezionalità dell’artista nella realizzazione di un elaborato finale. Ai partecipanti sono offerti brevi periodi di soggiorno, in un arco temporale esteso, da febbraio a novembre 2024, periodo durante il quale sono pianificate anche una serie di attività collaterali (workshop, laboratori, eventi di restituzione), alcuni dei quali aperti al pubblico, presso il Museo Carlo Zauli, e immersi nel verde di Villa Emaldi, come il workshop In principio era il suono, previsto il 20 luglio 2024.

Al termine del progetto (dicembre 2024) sarà presentato un volume di 10 capitoli, uno per artista, che comporrà una sorta di diario collettivo in edizione limitata delle singole esperienze, insieme a nuovi approfondimenti e nuove riflessioni critiche sull’opera di Carlo Zauli raccontate in duplice maniera; dagli artisti protagonisti nel modo a essi più congeniale e dai “docenti” come un vero e proprio manuale ceramico composto da 10 argomenti. Un libro d’artista e al contempo un manuale di tecnica e pratica ceramica, fruibile comemultiplo stampato in edizione limitata e divulgato open source.

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna l.r. 2/2022

In collaborazione con Comune di Faenza | AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica

 

Partners

MIC –  Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Museo Civico di Scienze Naturali Malmerendi
ISIA Faenza – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche
Liceo Artistico Torricelli Ballardini, Indirizzo design ceramico
Corso IFTS Tecnico ceramico per innovazione e sostenibilità nei mestieri artigiani Made in Italy
Associazione culturale MAGMA Aps
M.T.G.G. – Associazione Mondial Tornianti Gino Geminiani
Associazione Ex Allievi Istituto Statale d’Arte G.Ballardini
Ente ceramica Faenza
CNA Romagna faentina

Con la collaborazione di

Ana Cecilia Hillar
Antonietta Mazzotti
Bottega Gatti 1928
Ceramica Senio – Alta Ceramica Faentina
Ceramiche Lega e Museo Leandro Lega
Elisa Grillini
Fabiano Sportelli
La Vecchia Faenza
Manifatture Sottosasso
Mirco Denicolò
Modelleria Digitale
Oscar Dominguez
Pantoù ceramics
Simona Serra Restauro ceramica
Terra & Forme

 

 


Mokichi Otsuka

Mokichi Otsuka
Museo Carlo Zauli 

 

Inaugurazione: 3 luglio 2024, ore 19.00
Presentazione: Gian Ruggero Manzoni
Danza: Moira Cappilli
Voce: Kei Otsuka
Musica: Ettore Marchi

La mostra sarà visitabile il 3 e il 4 luglio 2024

 

Il 3 luglio 2024 alle ore 19.00 al Museo Carlo Zauli verrà presentata un’installazione che testimonia quella vicinanza, per noi storica e identitaria, all’arte ceramica giapponese. Nelle storiche sale dei forni e della foggiatura mostreremo opere inedite di Mokichi Otsuka, maestro che da anni frequenta la nostra città donandoci, oltre al contatto con le sue opere, uno sguardo sul proprio armonioso universo interiore.
Tra noi è nata una bella amicizia, ed anche per questo siamo felici che abbia deciso di dedicarci una preziosa performance. Saranno infatti con noi Moira Cappilli, Kei Otsuka ed Ettore Marchi, introdotti da un intervento critico di Gian Ruggero Manzoni.

 

Mokichi Otsuka (Tokyo, 1956), dopo aver completato i suoi studi (laurea e specializzazione in Pittura), si trasferisce, dal 1994 al 1999, in Italia e approfondisce il suo percorso laureandosi in Arte Ceramica presso l’Istituto Nazionale di Arte e Ceramica, G. Ballardini di Faenza.
Poi torna in Giappone, dove attualmente vive e lavora, anche se, da allora, trova modo di tornare ogni anno a Faenza per qualche mese. Con assiduo e appassionato lavoro diventa uno dei più apprezzati ceramisti a livello mondiale.
Sue opere sono conservate in molteplici collezioni pubbliche: dal Victoria and Albert Museum (U.K.) al MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dalla Fondazione  Tito Balestra Museo italiano darte moderna e contemporanea, situato nei locali del Castello Malatestiano di Longiano al The National Museum of Modern Art  di Tokyo. E poi ancora al The Museum of Ceramic Art (Hyogo), al Takasaki Art Center College, al Takamatsu City Museum of Art e molti altri.

 


RITORNO A FUPING 回到富平

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

RITORNO A FUPING 
回到富平

SUGGESTIONI CERAMICHE E FOTOGRAFICHE
DEGLI ARTISTI ITALIANI PARTECIPANTI AL WORKSHOP 2019 IN CINA
ORGANIZZATI DA AICC PRESSO IL FUPING POTTERY ART VILLAGE 

 

14 maggio – 2 giugno 2024 
Palazzo Bruschi, via Umberto I, 34 Tarquinia 
Inaugurazione martedì 14 maggio ore 18.30
Orari: lunedì-domenica ore 10.30-12.30 | 16.00-18.00

 

Opere di
IVANA ANTONINI – RINO ATTANASIO – PATRIZIO BARTOLONI –
ANTONIO BONALDI – MONIKA GRYCKO – GIANCARLO LEPORE –
MARCELLO MANNUZZA – MIRKO MARCOLIN – MRCORTO & LUCA PI –
LUCE RAGGI – GIOVANNI RUGGIERO – LUIGI RUSSO – MARCO ULIVIERI

Alla mostra di opere ceramiche è associata una mostra fotografica,
China Colors, curata da Gabriele Resmini (MrCorto),
con una galleria di 65 scatti
realizzati dagli stessi artisti o dagli organizzatori.

Coordinamento istituzionale: Paolo Masetti
Curatela artistica: Matteo Zauli
Ideazione del progetto: Giovanni Mirulla, Giuseppe Olmeti
Coordinamento: Giuseppe Olmeti
Media partner: la Ceramica Moderna & Antica

 

 

Il progetto espositivo Ritorno a Fuping vuole raccontare il ricordo dell’esperienza vissuta dai primi due gruppi di artisti italiani della ceramica  partiti nel 2019 per il Ceramic Village di Fuping in Cina, un ritorno a quelle  atmosfere, alle emozioni e al fare.

Gli artisti coinvolti nella residenza – spiega Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza – «si sono trovati a misurarsi al di fuori dei propri laboratori, delle proprie certezze materiche e tecnologiche, dei propri ritmi di vita, confrontandosi con una vita in comune che ha tradotto l’ideale network ceramico della rete AiCC in una tangibile realtà quotidiana di dialoghi e relazioni […] e questa mostra vuole idealmente collegarsi a quel dialogo, rivissuto alla luce dei sedimenti che il tempo ha lasciato in ognuno di essi, facendo riaffiorare le tracce che l’esperienza ha lasciato, nitide come impronte sull’argilla morbida ed umida. Segni che nessun passaggio successivo potrà mai cancellare». «Questa mostra è un racconto di viaggi, di transiti legati alla ceramica, di storie ceramiche che non conoscono una fine “decisa”, ma continuano a nutrirsi dell’esperienza del viaggio» – evidenziano Massimo Isola, Presidente AiCC, Sindaco di Faenza e Paolo Masetti, Vicepresidente Vicario AiCC, Sindaco di Montelupo Fiorentino. «L’esperienza dei ceramisti italiani a Fuping, grazie al progetto coordinato e sostenuto dall’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, si inserisce proprio in questo concetto di ceramica come viaggio: in questa mostra vediamo le opere degli artisti e ceramisti nate in seguito a questa esperienza di residenza artistica, vediamo la “scia” lasciata nel loro immaginario, nella loro tecnica, nella loro poetica». «Con questa mostra si rincontrano degli amici per ricordare momenti straordinari vissuti assieme e raccontare, quasi come in una favola (c’era una volta…), un mondo che è stato», aggiungono Giuseppe Olmeti, Direttore AiCC e Giovanni Mirulla, Direttore Responsabile D’A (Design e Artigianato) e La Ceramica Moderna e Antica. «Non sappiamo se, come e quando questo mondo potrà ripartire ma, siatene certi, noi siamo sempre pronti e ci saremo. Appena un minimo di condizioni ce lo permetteranno…».

Questa mostra a Tarquinia si propone come la quinta tappa, dopo l’esordio ad Ariano Irpino presso Palazzo Forte – Museo Civico e della Ceramica, la conferma a Napoli presso l’Istituto Superiore ad indirizzo raro Caselli e Real Fabbrica di Capodimonte (Parco di Capodimonte, Porta Miano), a Faenza presso Palazzo del Podestà in occasione di Made in Italy 2023 e a Urbania nell’ambito del programma “Pesaro Capitale della Cultura 2024”.

Si desidera ringraziare per la professionalità, la generosità e l’amicizia dimostrate: la Famiglia Xu, nelle persone di Xu Dufeng, Xu Guoqing, Xu Guoliang e Chengna; I Chi Hsu, decano e grande padre della ceramica cinese; le maestranze e gli amici tutti del Fuping Pottery Art Village.

 


“Nature Hasn’t Gone Anywhere” Francesco Ardini 

Nature Hasn’t Gone Anywhere
Francesco Ardini

dal 18 maggio al 2 agosto 2024

inaugurazione: venerdì 17 maggio 2024, ore 18.00
Museo Carlo Zauli 

Venerdì 17 maggio 2024 inaugurerà negli spazi del Museo Carlo Zauli di Faenza Nature Hasn’t Gone Anywhere, mostra personale di Francesco Ardini, che raccoglierà diverse opere dell’artista veneto tra cui una grande installazione realizzata nella storica cantina delle argille, luogo letteralmente sconvolto dall’alluvione del maggio 2023 e recentemente riaperta al pubblico.

“Sono davvero molto felice di ospitare le opere di Ardini, che considero senza dubbio uno degli artisti che utilizzano la ceramica in modo più affascinante oggi in Italia”, dichiara Matteo Zauli, “e che un artista di tale spessore abbia deciso di realizzare un’opera site specific per il nostro museo ferito mi riempie di orgoglio, così come sapere della sua ammirazione per la ricerca di mio padre”.

Un progetto espositivo, dunque, che presenta opere degli ultimi anni di lavoro e che, tra le altre, citano un altro luogo cardine della Faenza ceramica, la storica bottega Ceramica Gatti, da molto tempo partner prediletto per la realizzazione delle sue opere.

Dice Ardini del suo lavoro: “La mia ricerca accetta l’idea che una gran parte della realtà non è lineare, ma caotica, sconvolgendo la staticità di elementi dell’ambiente domestico contemporaneo. Viviamo in una società in cui tutto è diventato precario.

Ed è corretto pensare che anche l’opera pensata per il Museo Zauli nasca proprio come riflessione sulla precarietà della natura e del suo mutare continuo. Noi siamo parte di questo moto continuo in cui la natura è l’unica protagonista.”

 

La mostra, a cura di MCZ, si snoderà anche in inediti ambienti del Museo e verrà corredata di una pubblicazione.


Francesco Ardini è nato a Padova, Italia, nel 1986. Vive e lavora tra Padova e Nove, Italia. Nel 2011 si laurea in architettura, indirizzo architettura del paesaggio, presso l’università Iuav di Venezia. Si interessa alla ceramica durante gli studi universitari. Artista ceramista autodidatta, ha sviluppato tecniche potenti lavorando sulle qualità scultoree del materiale, al fine di ottenere un senso di bellezza precaria nelle sue sculture e installazioni. Il passare del tempo, l’impronta della tradizione, il dialogo con gli artigiani e la tensione che lega insieme queste parti sono diventati il fulcro del suo lavoro. Negli ultimi anni si è avvicinato alla sperimentazione con altri materiali di scarto industriale mettendo la sostenibilità al centro dei suoi lavori.
www.francescoardini.com

 


RITORNO A FUPING 回到富平

AiCC e Museo Carlo Zauli insieme per la Ceramica Contemporanea

RITORNO A FUPING 
回到富平

SUGGESTIONI CERAMICHE E FOTOGRAFICHE
DEGLI ARTISTI ITALIANI PARTECIPANTI AL WORKSHOP 2019 IN CINA
ORGANIZZATI DA AICC PRESSO IL FUPING POTTERY ART VILLAGE 

2 marzo – 3 aprile 2024
Palazzo Ducale (Corso Vittorio Emanuele 23)
Urbania
Inaugurazione sabato 2 marzo ore 16.30
Orari: martedì-domenica e festivi ore 10-12.30 | 15.00-18.00
Pesaro 2024 
Capitale italiana della cultura 

 

 

Opere di
IVANA ANTONINI – RINO ATTANASIO – PATRIZIO BARTOLONI –
ANTONIO BONALDI – MONIKA GRYCKO – GIANCARLO LEPORE –
MARCELLO MANNUZZA – MIRKO MARCOLIN – MRCORTO & LUCA PI –
LUCE RAGGI – GIOVANNI RUGGIERO – LUIGI RUSSO – MARCO ULIVIERI

Alla mostra di opere ceramiche è associata una mostra fotografica,
China Colors, curata da Gabriele Resmini (MrCorto),

con una galleria di 65 scatti
realizzati dagli stessi artisti o dagli organizzatori.

Coordinamento istituzionale: Paolo Masetti
Curatela artistica: Matteo Zauli
Ideazione del progetto: Giovanni Mirulla, Giuseppe Olmeti
Coordinamento: Giuseppe Olmeti
Media partner: la Ceramica Moderna & Antica

 

PESARO 2024 accende i riflettori sulla Ceramica, tradizione d’eccellenza del territorio con due importanti mostre in dialogo: a Pesaroalla Galleria Rossini la mostra itinerante “Grand Tour”, un viaggio emozionante alla scoperta della ceramica classica, attraverso la collezione di rappresentanza dell’Associazione Italiana Città della Ceramica – AiCC e a UrbaniaPalazzo Ducale, nell’ambito del progetto di Pesaro 2024 ‘50×50 Capitali al quadrato’, la mostra Ritorno a Fuping 回到富平 che raccoglie opere di 13 artisti italiani ispirate alle residenze da loro svolte in Cina, organizzate dall’Associazione Italiana Città della Ceramica – AiCC presso il Fuping Pottery Art Village, nel 2019.

Ritorno a Fuping 回到富平 inaugura il 2 marzo all’interno del ricco programma di Urbaniadedicato alle celebrazioni per i Cinquecento anni dalla nascita di Cipriano Piccolpasso. La mostra sarà preceduta da una conferenza di apertura con interventi di Marco Ciccolini sindaco di Urbania; Daniele Vimini vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro; Massimo Isola presidente di AiCC; Alice Lombardelli direttrice del Museo Civico e della Biblioteca di Urbania; Viola Emaldi storica dell’arte; Matteo Zauli progettista culturale; Giancarlo Lepore artista.

Il progetto espositivo Ritorno a Fuping vuole raccontare il ricordo dell’esperienza vissuta dai primi due gruppi di artisti italiani della ceramica  partiti nel 2019 per il Ceramic Village di Fuping in Cina, un ritorno a quelle  atmosfere, alle emozioni e al fare.

Gli artisti coinvolti nella residenza – spiega Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli di Faenza – «si sono trovati a misurarsi al di fuori dei propri laboratori, delle proprie certezze materiche e tecnologiche, dei propri ritmi di vita, confrontandosi con una vita in comune che ha tradotto l’ideale network ceramico della rete AiCC in una tangibile realtà quotidiana di dialoghi e relazioni […] e questa mostra vuole idealmente collegarsi a quel dialogo, rivissuto alla luce dei sedimenti che il tempo ha lasciato in ognuno di essi, facendo riaffiorare le tracce che l’esperienza ha lasciato, nitide come impronte sull’argilla morbida ed umida. Segni che nessun passaggio successivo potrà mai cancellare». «Questa mostra è un racconto di viaggi, di transiti legati alla ceramica, di storie ceramiche che non conoscono una fine “decisa”, ma continuano a nutrirsi dell’esperienza del viaggio» – evidenziano Massimo Isola, Presidente AiCC, Sindaco di Faenza e Paolo Masetti, Vicepresidente Vicario AiCC, Sindaco di Montelupo Fiorentino. «L’esperienza dei ceramisti italiani a Fuping, grazie al progetto coordinato e sostenuto dall’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, si inserisce proprio in questo concetto di ceramica come viaggio: in questa mostra vediamo le opere degli artisti e ceramisti nate in seguito a questa esperienza di residenza artistica, vediamo la “scia” lasciata nel loro immaginario, nella loro tecnica, nella loro poetica». «Con questa mostra si rincontrano degli amici per ricordare momenti straordinari vissuti assieme e raccontare, quasi come in una favola (c’era una volta…), un mondo che è stato», aggiungono Giuseppe Olmeti, Direttore AiCC e Giovanni Mirulla, Direttore Responsabile D’A (Design e Artigianato) e La Ceramica Moderna e Antica. «Non sappiamo se, come e quando questo mondo potrà ripartire ma, siatene certi, noi siamo sempre pronti e ci saremo. Appena un minimo di condizioni ce lo permetteranno…».

Questa mostra a Faenza si propone come la quarta tappa, dopo l’esordio ad Ariano Irpino, poi a Napoli e a Faenza, di un ciclo itinerante che AiCC auspica possa tenersi presso tutte le Città della Ceramica in particolare quelle degli artisti protagonisti (Albisola Superiore, Bassano del Grappa, Celle Ligure, Montelupo Fiorentino e Nove).

Si desidera ringraziare per la professionalità, la generosità e l’amicizia dimostrate: la Famiglia Xu, nelle persone di Xu Dufeng, Xu Guoqing, Xu Guoliang e Chengna; I Chi Hsu, decano e grande padre della ceramica cinese; le maestranze e gli amici tutti del Fuping Pottery Art Village.


REOPENING MCZ CON INSTALLAZIONI DI MICHELE GUIDO E NAMSAL SIEDLECKI

Reopening MCZ
con installazioni di Michele Guido e Namsal Siedlecki

27 gennaio – 2 marzo 2024

Opening: sabato 27 gennaio 16.00 – 21.00
Domenica 28 gennaio 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.00

Museo Carlo Zauli

 

Il Museo Carlo Zauli è felice di annunciare la propria imminente riapertura al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto ai lavori di ristrutturazione necessari a seguito dell’alluvione che lo ha colpito il 16 maggio 2023.
Tale momento, per noi storico, avverrà sabato 27 gennaio 2024 alle ore 16.00, giornata in cui il Museo resterà aperto in modalità straordinaria fino alle ore 21.00.
Invitiamo la comunità, i media e gli amanti dell’arte a partecipare e a condividere con noi questo momento speciale.

Questa riapertura non sarebbe stata possibile senza il generoso aiuto di tutti coloro – aziende, enti e privati cittadini – che hanno donato fondi, consulenze, tempo, energie dal 16 maggio 2023 ad oggi e che continuano a farlo per aiutarci a completare un’opera che purtroppo non è affatto compiuta del tutto.

La riapertura rappresenta un’occasione unica per esplorare il nostro percorso espositivo arricchito da opere inedite e rari materiali di archivio, fotografie di Cristina Bagnara e installazioni temporanee a cura degli artisti Michele Guido e Namsal Siedlecki e degli studenti che hanno seguito il progetto di Residenza con Michele Guido.
Un modo per riconnettersi così alle atmosfere e tematiche culturali offerte dal nostro Museo.

 

Michele Guido
Mudfulness – Terre a Dimora
Con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Accademia di Belle Arti di Bologna e di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Faenza.

Mudfulness, progetto di residenza con Michele Guido, attraverso il quale il Museo Carlo Zauli ha vinto un importante Bando della Regione Emilia-Romagna, L.R. N. 2/2022 – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, è il risultato di un progetto di Residenza inserito all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio.

Come spiega Matteo Zauli, direttore artistico del MCZ, “Michele Guido nel suo lavoro fa emergere il rapporto tra architettura, storia e immagine della natura. Sono nati così i “garden project”, progetti interdisciplinari basati sulle analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza. Un lavoro che sento vicino alla ricerca sulla natura compiuta da Carlo Zauli”. Il progetto ha inoltre una valenza formativa con il coinvolgimento di alcuni giovani studenti partecipanti al corso per curatori MCZ, realizzato in collaborazione con le Accademie di Belle Arti di Bologna e di Ravenna (Alice Arabia, Isabella Catino, Giada Miino, Giulia Petronio, Carolina Scalas) e gli studenti del corso IFTS (Chiara Casalone, Katiuscia Urbinati).

Namsal Siedlecki
VASI
Installazione realizzata con il supporto di T.NUA Collective

Il secondo progetto, Vasi, è realizzato da Namsal Siedlecki e si concentra sul tema della trasformazione e rigenerazione dopo la tragica alluvione che ha colpito il Museo Carlo Zauli e la regione Emilia-Romagna.
La scultura di Siedlecki, prodotta assieme agli artigiani di Manifatture Sottosasso, si trasformerà nel corso della mostra accogliendo una performance e un workshop che vedranno il coinvolgimento della comunità locale e infine entrerà a far parte della collezione di arte contemporanea del museo. Il progetto è stato realizzato attraverso la collaborazione tra T.NUA e il Museo Carlo Zauli, partnership che, oltre al progetto dello scorso autunno proseguirà con una residenza nella primavera/estate 2024 con un artista internazionale.

 

Le installazioni sono state realizzate in collaborazione con Manifatture Sottosasso e, nel caso dell’opera di Michele Guido, anche con Modelleria Digitale.
Grafica: Beatrice Bassi

 


 

Michele Guido. Biografia.
Michele Guido (Aradeo, Le – 1976); vive e lavora a Milano.
Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e l’anno successivo frequenta il master in Landscape Design; contemporaneamente al periodo di formazione, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretta da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante. Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante, il loro rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, l’anti specismo ed i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme in collaborazione con le banche dei semi.
I suoi progetti sono stati esposti e conservati in diversi luoghi pubblici e privati: Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Museo del ‘900, Milano | Museo MACTE, Termoli | PAV – Parco Arte Vivente, Torino | Museo della Ceramica, Savova | Museo della Ceramica Monteupo F. (FI) | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 | Palazzo Borromeo, Milano | Fondazione Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Museo Camusac, Cassino | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fondazione Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma.
Tra le mostre personali nella galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma: taphrina deformans garden project, 2021; il tesoro di atreo garden project _2015 con Hidetoshi Nagasawa; 02.02.13 garden project del 2013 e z2o garden project del 2009. Nel 2020 riceve il premio per artisti del Museo della Ceramica di Savona ed il premio Anna Morettini, nel 2010 il Premio Rotary Brera Christian Marinotti, nel 2008 il II Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Tra le residenze: “work” presso la Casa degli Artisti di Milano | “Grand tour en Italie” all’interno di M12 collateral Palermo nel 2018 | “Umana Natura”, visiting professor Hidetoshi Nagasawa nel 2012 | “Made in Filandia” nel 2011.
www.liarumma.it
www.z2ogalleria.it

 

Namsal Siedlecki. Biografia.
Namsal Siedlecki (1986, Greenfield, USA), vive e lavora a Seggiano, Italia. Negli ultimi anni ha esposto il proprio lavoro in numerose istituzioni tra le quali: MAXXI, Roma; Gamec, Bergamo; Palazzo Reale, Milano; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; American Academy in Rome, Roma; Villa Medici, Roma; Museo 900, Firenze; Magazzino Italian Art, New York; 6th Moscow International Biennale, Mosca; Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia; Musèe Bargoin, Clermont-Ferrand; Galeria Boavista, Lisbona; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Villa Romana, Firenze; Magazzino, Roma; ChertLüdde, Berlino; Frankfurt am Main, Berlino; Galeria Madragoa, Lisbona; Cripta747, Torino. Nel 2015 ha vinto il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts at the American Academy in Rome e nel 2019 il Club GAMeC Prize e il XX Premio Cairo. Nel 2022 è stato tra i tre finalisti Maxxi Bulgari Prize al Maxxi di Roma.
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T.NUA Collective. Biografia.
È un collettivo gestito e finanziato da artisti finalizzato allo sviluppo di progetti ibridi internazionali che intersecano educazione, impegno sociale e arte. Il collettivo si concentra su una pratica collaborativa socialmente impegnata tra artisti ed esperti, collaborando insieme ad iniziative socioculturali.
I programmi in corso: il T.NUA Collaboration Program, una borsa di ricerca per progetti a beneficio delle comunità locali, e il T.NUA Craftsmanship Program, una residenza d’artista incentrata sulla conservazione e trasmissione dell’artigianato tradizionale in relazione all’arte. Il programma si concentra sui territori, sulla loro ricca storia e sulle tecniche, ispirando un dialogo tra antichi saperi artigianali e artisti contemporanei.
www.tnua-collective.art   |  IG: t.nua_collective

 

In collaborazione con
Comune di Faenza | Regione Emilia Romagna | AiCC Associazione italiana Città della Ceramica | Gruppo Tampieri e Finceramica Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna |
Podere la Berta


MUDFULNESS
 – TERRE A DIMORA

Mudfulness
Terre a Dimora

Progetto di Residenza d’Artista con Michele Guido

Installazione con opere di Michele Guido e Carlo Zauli
Fotografie di Cristina Bagnara

A cura di Giulia Ferraresi e Matteo Zauli

Dal 27 novembre al 5 dicembre 2023
Inaugurazione lunedì 27 novembre ore 12.00

Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna

Inaugura lunedì 27 novembre l’installazione con opere di Michele Guido e Carlo Zaulifotografie di Cristina Bagnara. La mostra, a cura di Giulia Ferraresi e Matteo Zauli, presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in Viale Aldo Moro n.50 Bologna, sarà visitabile fino al 5 dicembre 2023.
A corredo della mostra un catalogo con testi di Emma Petitti – Presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori – Assessore alla cultura e paesaggio Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini – Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna e Presidente della Commissione “Politiche economiche”, Matteo Zauli – Direttore Museo Carlo Zauli, Alice Arabia e Giada Miino – corso per curatori MCZ.

Hanno collaborato al progetto ceramico Manifatture Sottosasso Modelleria Digitale.
Hanno seguito il progetto di Residenza con Michele Guido gli studenti partecipanti al corso per curatori MCZ (Alice Arabia, Isabella Catino, Giada Miino, Giulia Petronio, Carolina Scalas), gli studenti del corso IFTS (Chiara Casalone, Katiuscia Urbinati) e gli studenti ISIA Faenza (Federica Cinquepalmi).

Il progetto di Residenza, realizzato grazie al Bando della Regione Emilia Romagna, L.R. N. 2/2022 – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, si inserisce all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio e ha portato, come spiega Matteo Zauli, ad un’inedita installazione che si muove su diversi piani di narrazione, su contesti documentaristici e scultorei, a costruire uno spazio di pensiero che vede il disastro naturale come parte di un processo rivolto ad una polarità positiva, come a non voler tradire il destino della terra stessa, sempre e comunque, anche oltre ogni catastrofe, portatrice di nuova vita.

 


 

Mudfulness
Terre a Dimora
Dal 27 novembre al 5 dicembre 2023
Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Viale Aldo Moro n.50 Bologna
La mostra sarà visitabile:
lunedì-venerdì ore 9.00-18.00
chiuso sabato e festivi
Ingresso gratuito
Info: gabinettopresidenteal@regione.emilia-romagna.it
tel. 051 527 5040 – 6869


PROGETTO DI RESIDENZA CON MICHELE GUIDO

Tra fango e nuove argille:
un percorso di residenza per la valorizzazione di inediti materiali,
progetto di Residenza con Michele Guido

 

Il Museo Carlo Zauli ha vinto un importante Bando della Regione Emilia Romagna, L.R. N. 2/2022  – VALORIZZAZIONE DI CASE E STUDI DEGLI ILLUSTRI DELL’EMILIA-ROMAGNA, con un progetto di Residenza inserito all’interno dei drammatici eventi che hanno colpito l’Emilia-Romagna nell’alluvione del 16 maggio.

Il lavoro di Michele Guido, artista di rilievo internazionale, si inserirà all’interno di un processo di valorizzazione di opere inesplorate degli archivi del Museo, quelle dedicate agli stampi e ai modelli in gesso di Carlo Zauli che non erano ancora stati catalogati poiché sommersi da un’enorme quantità di argilla e che, dopo l’alluvione, sono riemersi dalla più remota cantina per svelare forme ancora inedite dell’opera zauliana.

L’artista ha assistito a questo importante ritrovamento e, attraverso le “argille alluvionate” che sono state recuperate potrà conoscere e studiare approfonditamente questa materia prima che è per noi materiale di archivio, fonte di ispirazione per le opere che realizzerà.

Come spiega  Matteo Zauli, direttore artistico del MCZ, Michele Guido nel suo lavoro fa emergere il rapporto tra architettura, storia e immagine della natura. Sono nati così i “garden project”, progetti interdisciplinari basati sulle analogie formali tra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, la loro origine geografica, i flussi migratori e la storia culturale dei luoghi di provenienza. Un lavoro che sento vicino alla ricerca sulla natura compiuta da Carlo Zauli.

La valorizzazione e promozione di questo patrimonio avverrà attraverso la ricerca contemporanea di Michele Guido e un’esposizione, presso la sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in Viale Aldo Moro n.50 Bologna, dal 27 novembre al 5 dicembre 2023, delle opere da lui realizzate unitamente ad un’installazione con una selezione di tale inedito materiale di archivio di Carlo Zauli ritrovato.

Il progetto avrà inoltre una valenza formativa con il coinvolgimento di alcuni giovani studenti selezionati delle Accademie di Belle Arti di Bologna e Ravenna, partecipanti al corso per curatori MCZ, del corso IFTS Tecnico del Prodotto ceramico: Sviluppo, sostenibilità e Design per il Made in Italy di Faenza e ISIA Faenza – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche.

 

Progetto realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Comune di Faenza.

 


Michele Guido (Aradeo, LE – 1976); vive e lavora a Milano

Nel 1997 si trasferisce a Milano per studiare presso l’AABB di Brera, si diploma nel 2002 e l’anno successivo frequenta il master in Landscape Design; contemporaneamente al periodo di formazione, nel 1999 viene selezionato per una residenza/studio presso il Centro T.A.M. diretta da Eliseo Mattiacci. Dal 2001 al 2007, ha uno studio presso la Casa degli Artisti di Milano, dove organizza con J. de Sanna e H. Nagasawa: “Discussione Aperta: il Concetto di MA”, che nel mondo orientale indica un passaggio, un intervallo di spazio-tempo. Questi elementi incidono in modo decisivo sulla genesi del suo lavoro; da qui deriva la sezione degli elementi vegetali, la stratificazione del disegno per ricavare l’elemento modulare che appartiene all’impianto genetico delle piante.
Le indagini multidisciplinari si sviluppano con progetti più complessi denominati “garden project” basati sulle analogie formali fra il mondo vegetale e la ricerca scientifica, l’origine geografica delle piante, il loro rapporto con la cultura di quei luoghi, la biodiversità, l’anti specismo ed i cicli legati al seme-pianta-frutto-seme in collaborazione con le banche dei semi.
I suoi progetti sono stati esposti e conservati in diversi luoghi pubblici e privati: Mattatio, Roma | Casa degli Artisti, Milano | ZACentrale, Palermo | Museo del ‘900, Milano | Museo MACTE, Termoli | PAV – Parco Arte Vivente, Torino | Museo della Ceramica, Savova | Museo della Ceramica Monteupo F. (FI) | Palazzo Oneto, Palermo, Manifesta12 | Palazzo Borromeo, Milano | Fondazione Merz, Torino, Meteorite in Giardino 10 | ZonaMacoSur, Città del Messico | Museo Camusac, Cassino | Museo Carlo Zauli, Museo MIC, Faenza | Lia Rumma Gallery, Napoli | Fondazione Plart, Napoli | Accademia di San Luca, Roma.
Tra le mostre personali nella galleria Z2O Sara Zanin Gallery di Roma: taphrina deformans garden project, 2021; il tesoro di atreo garden project _2015 con Hidetoshi Nagasawa; 02.02.13 garden project del 2013 e z2o garden project del 2009. Nel 2020 riceve il premio per artisti del Museo della Ceramica di Savona ed il premio Anna Morettini, nel 2010 il Premio Rotary Brera Christian Marinotti, nel 2008 il II Premio per la Scultura dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Tra le residenze: “work” presso la Casa degli Artisti di Milano | “Grand tour en Italie” all’interno di M12 collateral Palermo nel 2018 | “Umana Natura”, visiting professor Hidetoshi Nagasawa nel 2012 | “Made in Filandia” nel 2011.

www.liarumma.it
www.z2ogalleria.it


“ARTE, ARCHITETTURA, ARTIGIANATO, SOSTENIBILITÀ” – CERAMIC PERFORMANCE FESTIVAL

Tutto si Crea
Tutto si Distrugge
Tutto si Trasforma
“Arte, architettura, artigianato, sostenibilità”

da un progetto di Paola Bandini per il Ceramic Performance Festival, organizzato dal Museo Carlo Zauli, curatore Matteo Zauli
20 ottobre 2023 ore 19,00 – Rocca di Bagnara di Romagna 

 

Rappresenteremo l’equilibrio precario e il rinnovamento attraverso la creazione interattiva di un’installazione in ceramica.
La sua distruzione, il recupero dei suoi frammenti, il riuso in opere pavimentali e decorative.

Performance artistica di Laura Rambelli
Monica Micheli: arpa
Aldo Maria Zangheri: viola
Hope: voce

Interverranno
Matteo Zauli, Museo Carlo Zauli
Paola Bandini, artista e ceramista
Michela Vicchi, artigiana

Ingresso offerta libera.
Il ricavato verrà donato come contributo per la ristrutturazione del MUSEO CARLO ZAULI di Faenza.

 

Il Ceramic Performance Festival, prima ed unica esperienza del genere in Europa, vuole indagare il materiale ceramico in tutte le proprie potenzialità, invitando grandi artisti di diversi settori, dalle arti visive alla musica, al teatro, alla danza. La manifestazione è un viaggio, dunque, spesso sperimentale, nel lato performativo della ceramica che trasporta il materiale su terreni ed applicazioni lontani dalla pura funzione oggettuale o scultorea.
Tutti gli artisti sono invitati a realizzare un lavoro site specific e tematico, che dalla ceramica prenda origine e ruoti attorno ad essa, alternando musica, danza, teatro e dando origine a performance.

 


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