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“Spazio – Forza – Energia” Raffaele Quida

“Spazio – Forza – Energia” Raffaele Quida
a cura di Luigi De Luca, Barbara Vincenzi e Matteo Zauli

Opening: 8 luglio ore 19.00
Dal 9 luglio al 9 agosto 2026

Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

La mostra Spazio – Forza – Energia al Museo Carlo Zauli a cura di Luigi De Luca, Barbara Vincenzi e Matteo Zauli, presenta cinque opere e due installazioni dell’artista pugliese Raffaele Quida, in dialogo con l’universo artistico di Carlo Zauli.
L’esposizione verrà ripresa, dal 23 ottobre 2026, al Museo Castromediano di Lecce.

La mostra prende avvio da una riflessione sullo spazio come condizione imprescindibile della forma. Le opere di Quida, intese come tracce di gesto ed energia impressa sulla superficie, instaurano un confronto essenziale con la dimensione materica e spaziale della ricerca di Zauli.
Attraverso un percorso composto da sculture, installazioni e una videoperformance, Quida sviluppa un’indagine intorno a cinque elementi – spazio, luce, peso, segno e acqua – che costituiscono altrettanti principi fondanti della pratica scultorea di Carlo Zauli. Non si tratta di una rilettura formale della sua opera, ma dell’attivazione di un dialogo in cui materiali industriali come piombo, rame, ferro e gesso diventano strumenti per interrogare fenomeni fisici, naturali e percettivi.

La mostra si apre con Empty the Void, opera accompagnata da una videoperformance, con testo di Andrea Nante direttore del Museo Diocesano di Padova, che affronta il tema del vuoto come elemento attivo della scultura. Due contenitori di piombo, uno colmo di gesso liquido e uno vuoto, si scambiano reciprocamente il proprio contenuto in un gesto semplice ma radicale, trasformando il pieno in vuoto e il vuoto in pieno. Il lavoro riflette sullo spazio come materia invisibile e sulla trasformazione continua degli stati della materia.

Attorno a questo nucleo si sviluppano gli altri lavori, dedicati ai concetti di luce, peso, segno e acqua. In Ombra, il contrasto tra gesso e piombo rende visibile la luce attraverso la sua assenza, mostrando come sia proprio l’ombra a costruire volume e tridimensionalità.

Tre forme un peso mette invece in discussione la percezione della massa: tre volumi differenti acquisiscono lo stesso peso grazie all’inserimento del piombo, facendo della gravità uno dei principi costitutivi della scultura.

Con Segno lascia segno, il gesto si manifesta come trasformazione fisica della materia: una barra di rame incandescente imprime sul piombo la traccia permanente del proprio passaggio, traducendo energia e tempo in superficie.
L’acqua, infine, diventa forma attraverso le installazioni Botola d’acqua e Botole ellittiche d’acqua, dove sottili tondini metallici disegnano le onde concentriche generate da un corpo che cade nell’acqua. Un’immagine effimera che richiama il fluire del tempo e rimanda a uno degli elementi più centrali nella ricerca di Carlo Zauli, per il quale l’acqua rappresentava la forza capace di modellare e dare origine alla ceramica.

Pur impiegando materiali lontani dalla tradizione ceramica, Quida condivide con Zauli una visione della scultura come processo, trasformazione e relazione. Le opere non rappresentano semplicemente concetti, ma mettono in scena fenomeni fisici, tensioni, equilibri e cambiamenti, invitando il pubblico a osservare la materia nel momento in cui diventa esperienza.

Ispirandosi alla grande sensibilità di Carlo Zauli nei confronti dei più giovani, l’artista ha realizzato un’opera-performance con l’intervento dei bambini. Ognuno di loro ha realizzato, secondo la propria fantasia e la propria immaginazione, la propria “forma dell’acqua”, attraverso l’uso della ceramica. La performance è stata documentata fotograficamente e le opere realizzate dai bambini, sono esposte e sono parte integrante del progetto.


RAFFAELE QUIDA
La ricerca di Raffaele Quida (Gallipoli, 1969) indaga la percezione dello spazio e l’interazione dell’individuo con esso, attraverso la variabile temporale. Le sue opere si realizzano attraverso l’uso di vari media – disegni, sculture, installazioni, performance – e di materiali che attinge tanto da elementi naturali quanto da prodotti industriali.

La sua formazione artistica si completa, dopo gli studi classici, al Centro Sperimentale Man Ray di Cagliari nel 2003.

Ricordiamo:

  • Camere di registrazione – Fondazione per l’Arte e le Neuroscienze F. Sticchi, Maglie (Le). A cura di Carmelo Cipriani.
  • Immagine logica dei fatti – installazione ambientale, a cura di Daniela Bigi e ideata da Lo Studio Legali, Palazzo Mazzarino, Palermo.
  • Geolocalizzazioni, Archivio Storico Comunale, Palermo.
  • Rizomata – in dialogo con Luca Vitone, Presso gli Studi legali Malinconico Lenoci Cassa, Catalano & Pastoressa, Legal Research, Gentile & Partners, La Pesa, Palermo. A cura di Antonella Marino.
  • Continuum – performance a cura di Michela Casavola, capannone industriale, Taranto.
  • Continuum – installazione ambientale a cura di Antonella Marino, Piazza Del Ferrarese Bari.
  • Continuum – installazione ambientale a cura di Lorenzo Madaro, Anfiteatro Romano Lecce.
  • Quel Centro al Centro – collettiva a cura di Wanda Nazzari, Centro Culturale Man Ray e Fondazione per l’Arte Bartoli Felter, Cagliari.
  • Et in Arcadia Ego – collettiva a cura di Efisio Carbone, Cittadella dei Musei, Cagliari.
  • Luce 01 – collettiva, a cura di Antonella Marino, con la collaborazione delle gallerie Francesca Minini di Milano e Cosessantuno di Taranto, su progetto di Pizzinini e Scolari Comunicazione, Palazzo Mongiò dell’Elefante della Torre, Galatina (Le).
  • Biennale di Venezia 2011 – Padiglione Italia per la Regione Puglia, 08 luglio 2011 catalogo Skira.
  • Visivo presso Gigi Rigliaco Gallery a cura di Paola Mancinelli Catalogo edito da Danilo Montanari Editore.
  • Gallery of Art – dialogo con una sezione di opere del Futurista Mino Delle Site, Temple University Roma.
  • Perimetro del sensibile – Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi di Matera in dialogo con Giuseppe Spagnulo a cura di Giacomo Zaza.
  • La parte che offri – collettiva, Pinacoteca Francesco Netti di Santeramo in Colle a cura di Giacomo Zaza.
  • Quadriennale di Roma studio visit di Lorenzo Madaro.

Carlo Zauli. Geometrie materiche  

Carlo Zauli. Geometrie materiche 

a cura di Laura Ruffoni e Matteo Zauli 

dal 4 luglio al 30 settembre 2026 
inaugurazione sabato 4 luglio ore 21.30
introdurrà la mostra lo storico dell’arte e curatore Claudio Spadoni

Sabato 19 settembre dalle 17.00 finissage con visita guidata, concerto dei MOMA e aperitivo

Casa Museo Remo Brindisi

 

Cento anni fa, esattamente il 19 agosto 1926, nasceva a Faenza Carlo Zauli, considerato uno dei ceramisti scultori più importanti del novecento. 
La Casa Museo Remo Brindisi collabora con il Museo Carlo Zauli per questa mostra che è parte del programma di eventi, mostre, workshop e attività per celebrare questo importante anniversario.

Carlo Zauli ha esordito come ceramista all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso, ottenendo ben presto premi e riconoscimenti ed esponendo in spazi prestigiosi. Ha conseguito una solida fama internazionale a partire dal 1958, anno nel quale ha realizzato i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait. A partire dai primi anni Sessanta ha sviluppato un’interpretazione più marcatamente scultorea della materia ceramica, misurandosi anche con la dimensione monumentale.  Ha maturato il proprio linguaggio artistico con una personale interpretazione dello stile informale, anche grazie alla conoscenza dell’opera del gruppo CO.BR.A., degli “Spazialisti” e dei “Nucleari”, nonché delle concezioni ambientali di Lucio Fontana e della tradizione ceramica orientale. I suoi lavori sono il frutto dell’intensa ricerca sulle possibilità espressive dei diversi tipi di argilla e di smalto. La sua è una tendenza verso l’organicità delle forme, con un armonioso ma dirompente senso della natura.  La sua fama è cresciuta continuamente, fino a spingersi, tra gli anni Settanta e Ottanta, a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, con esposizioni e opere collocate in permanenza.

Nell’esposizione presso la Casa Museo Brindisi viene presentata una parte della sua produzione in cui l’artista  esplora il rapporto tra forme geometriche primarie e tensioni di crescita, in cui la forza della vita si ricompone nell’armonia della proporzione.
Vi sono in queste forme, sviluppate tra la metà degli anni sessanta e quella degli anni ottanta, riferimenti ad espressioni scultoree arcaiche da un lato ed a riferimenti all’arte visiva e al design dell’epoca, dall’altro. Esse, quindi affondano la propria ispirazione nell’arcano mistero della scultura preistorica in stretto dialogo con la più viva contemporaneità dell’artista; una dialettica espressiva esaltata da cromie e superfici materiche tipiche della ceramica di Carlo Zauli, che rendono unico il proprio universo creativo.


Casa Museo Remo Brindisi
Arte & Design del Novecento
Via Nicolò Pisano, 51
Comacchio, Lido di Spina (FE)
info: IAT Comacchio +39 0533 314154
casamuseoremobrindisi.it


Mokichi Otsuka _ “Awai”

Mokichi Otsuka
Awai
25, 26, 27 giugno 2026
Museo Carlo Zauli
Inaugurazione: giovedì 25 giugno ore 18.30

Centenario Carlo Zauli all’interno di Padiglione Estate 2026

 

 

Primo appuntamento di un ciclo di esposizioni che rende omaggio a Carlo Zauli attraverso lo sguardo di artisti contemporanei, la mostra esporrà, tra le altre, una forma sviluppata dall’artista tra il figurativo e l’astratto. L’esposizione creerà un dialogo tra l’opera di Mokichi Otsuka e quella di Zauli, molto amata nel paese del Sol Levante.

La mostra sarà introdotta da Gian Ruggero Manzoni: poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo e performer.

L’inaugurazione sarà impreziosita dall’intervento musicale del Maestro Donato D’Antonio che presenterà, per questa occasione, un brano giapponese contemporaneo.

L’artista giapponese, che da molti anni passa alcuni mesi a Faenza e che è molto amato nella città manfreda, presenta in questa occasione alcune opere inedite tra cui una scultura in ceramica permeata da atmosfere astratte e figurative in dialogo tra loro. L’universo espressivo del maestro entrerà così in relazione con quello delle opere di Zauli, dando vita ad un omaggio che, proprio a cento anni dalla nascita del ceramista scultore faentino, ne arricchisce di significato la presenze e ci spinge a riconoscere rispondenze tra i due artisti. 

Scrive Otsuka su questo lavoro: “Vita e morte, bene e male, sé e altro: questo mondo è composto da due opposti. Il dualismo continua a permeare il mondo. Tuttavia, tra gli opposti, esiste una sorta di fluttuazione che non può essere fissata, come un confine che non può essere toccato dal dualismo. In Giappone, chiamiamo questo regno che non può essere catturato dal dualismo “Awai”. Fin dall’antichità, si è detto che ci sia un “Awai” tra le cose, tra questo mondo e un altro mondo. L’En-gawa può essere definito “l’Awai” dell’architettura giapponese, che funge da ponte ininterrotto tra l’esterno e l’interno della casa. Taro Okamoto disse “Forma non forma, colore non colore”. Taro deve aver usato questa frase per descrivere “l’Awai” tra spirito e materia. Vorrei ricercare “l’Awai”, la fase in cui due cose diverse non sono in conflitto o divise, ma sono vagamente connesse, fluttuanti e mutevoli all’interno di qualcosa di più”.

Una dualità concettuale che pare, come sottolinea Gian Ruggero Manzoni, che da tempo segue la ricerca di Mokichi Otsuka, in queste sculture esprimersi attraverso dinamiche curvilinee, sferiche, sinuose, in questo dialogando ancora una volta con una delle forme espressive più tipiche di Carlo Zauli.

La profonda appartenenza alla cultura filosofica ed estetica giapponese viene sottolineata nella serata di presentazione delle opere dall’intervento alla chitarra classica di Donato D’Antonio, che dedicherà un momento musicale alla ricerca musicale nipponica contemporanea.

 


Mokichi Otsuka (Tokyo, 1956), dopo aver completato i suoi studi (laurea e specializzazione in Pittura), si trasferisce, dal 1994 al 1999, in Italia e approfondisce il suo percorso laureandosi in Arte Ceramica presso l’Istituto Nazionale di Arte e Ceramica, G. Ballardini di Faenza. Poi torna in Giappone, dove attualmente vive e lavora, anche se, da allora, trova modo di tornare ogni anno a Faenza per qualche mese. Con assiduo e appassionato lavoro diventa uno dei più apprezzati ceramisti a livello mondiale. Sue opere sono conservate in molteplici collezioni pubbliche: dal Victoria and Albert Museum (U.K.) al MIC, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, dalla Fondazione  Tito Balestra Museo italiano darte moderna e contemporanea, situato nei locali del Castello Malatestiano di Longiano al The National Museum of Modern Art  di Tokyo. E poi ancora al The Museum of Ceramic Art (Hyogo), al Takasaki Art Center College, al Takamatsu City Museum of Art e molti altri.


Sensualità della Forma _ Carlo Zauli al Fellini Museum

Sensualità della Forma
Carlo Zauli al Fellini Museum

a cura di Monica e Matteo Zauli

18 giugno – 23 agosto 2026
inaugurazione giovedì 18 giugno ore 18.30

Fellini Museum – Palazzo del Fulgor
Piazzetta San Martino, Rimini

 

Giovedì 18 giugno alle 18:30 inaugura Sensualità della Forma al Palazzo del Fulgor, sede del Fellini Museum del Comune di Rimini, a cura di Monica e Matteo Zauli.  La mostra, che chiuderà il 23 agosto, espone sculture, litografie e acqueforti provenienti dal Museo Carlo Zauli di Faenza.

Tra i maggiori protagonisti della ceramica italiana e della scultura del secondo Novecento, Carlo Zauli ha saputo trasformare un materiale profondamente legato alla tradizione in un linguaggio contemporaneo, capace di dialogare con la scultura, l’architettura e le ricerche artistiche internazionali del suo tempo.
Le sue opere abbandonano progressivamente la dimensione funzionale dell’oggetto per esplorare la forza espressiva della forma pura, dando vita a volumi che sembrano espandersi, respirare e mutare sotto lo sguardo dello spettatore. Si attiva in ognuna di esse un dialogo tra struttura ed ordine geometrico, da un lato, e materica, flessuosa naturalità, dall’altro, relazione che si esalta nei cromatismi tipici zauliani.
Un universo espressivo che viene trasportato in questa occasione anche al di fuori della forma plastica e che rivive nella bidimensionalità dell’opera grafica, vero e proprio aspetto inedito di questa mostra, che pone in dialogo le atmosfere cinematografiche felliniane alla ricerca artistica – sviluppata nel medesimo periodo storico dall’artista faentino.

Il dialogo tra Zauli e Fellini affonda le radici in un’affinità umana e poetica: entrambi romagnoli, entrambi legati a una dimensione immaginativa della realtà, condividono una visione in cui la forma è attraversata da tensioni vitali, emotive e sensuali. Le opere di Zauli risuonano così con l’universo visionario del regista di 8½: un mondo di metamorfosi, desiderio e immagini sospese tra sogno e materia.

Inserita negli spazi del Palazzo del Fulgor, Sensualità della Forma crea un confronto inedito tra due artisti che hanno fatto della trasformazione uno dei cardini della propria ricerca. Da una parte il cinema di Fellini, popolato da figure in bilico tra memoria e fantasia; dall’altra le opere di Zauli, che sembrano emergere dalla terra per assumere una presenza quasi corporea. Un accostamento che rivela inattese consonanze e celebra il legame profondo tra arte, materia e immaginazione.

Con questa mostra il Palazzo del Fulgor prosegue il proprio percorso espositivo dedicato ad artisti contemporanei la cui ricerca entra in risonanza con alcuni temi centrali dell’opera felliniana. Non un omaggio diretto al regista riminese, ma l’esplorazione di affinità, suggestioni ed echi capaci di attraversare linguaggi diversi.


Sensualità della Forma
a cura di Monica e Matteo Zauli
18 giugno – 23 agosto 2026
inaugurazione giovedì 18 giugno ore 18.30
Fellini Museum – Palazzo del Fulgor
Piazzetta San Martino, Rimini
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00
 
Con il sostegno di
Comune di Faenza | Regione Emilia-Romagna
 
Progetto grafico: _https:robak

Il Nero e il Bianco di Zauli

martedì 9 giugno 2026 
Celebrazione del Centenario Carlo Zauli 
Museo Carlo Zauli 

 
 
Il 9 giugno festeggeremo insieme il Centenario dalla nascita di Carlo Zauli. Una serata speciale dedicata alla ricerca e all’eredità di uno dei protagonisti della ceramica contemporanea, attraverso un percorso che attraversa simbolicamente il Nero e il Bianco.
 
 

Alle 18:30 inaugurerà “Nero”, un inedito allestimento di opere nere di Carlo Zauli, alcune delle quali mai viste.

A seguire, alle ore 21.00, torneremo al “Bianco” con la performance elettroacustica in esclusiva per il Museo Carlo Zauli di Enrico Malatesta,
un grandissimo musicista ricercatore del suono

 

Cena Itinerante 2026 “Fuori Trama”ed.XIX

Cena Itinerante 2026
“Fuori Trama”
ed.XIX

 

All’interno del calendario del Padiglione Estate 2026 

 

Venerdì 29 maggio il Museo Carlo Zauli sarà parte del programma della Cena Itinerante 2026 organizzata dal Distretto A. Il tema di quest’anno: FUORITRAMA  – non c’è trippa per gatti.
 
In questa occasione la Sala dei Forni del Museo Carlo Zauli ospiterà “Rosso Fuoco”, un’installazione inedita di opere scultoree, grafiche e pittoriche di Carlo Zauli in occasione del Centenario dalla sua nascita, visibile solo dal 29 al 31 maggio.
E alle ore 24:00 la serata del 29 maggio si accenderà con le sonorità rinascimentali dell’Ensemble Faventia Antiqua, in dialogo con la musica contemporanea. In collaborazione con la Scuola di Musica Sarti, all’interno del Museo Carlo Zauli, L’Ensemble Faventia Antiqua diretta da Ettore Marchi ci (ri)porterà in un luogo musicale e fisico lontano. Attraverso le musiche di Orlando di Lasso, Jacob Arcadelt e altri autori del Rinascimento, durante la Cena Itinerante si aprirà uno spazio di scoperta e meraviglia. Tiorba, liuto, voci e traversiere accanto ai dj e alla musica del nostro tempo, in una linea di coerente continuità.
 
Cena Itinerante – 29 maggio: 
 
  • STUDIO BARTOLETTI E CICOGNANI | Via della Croce, 4
    apertura speciale dello studio
  • MUSEO CARLO ZAULI | Via della Croce, 6
    Arbusto Clan Destino
    Cantina Costa Archi
 
 
 
 
Durante il weekend il Museo osserverà i seguenti orari di apertura:
venerdì dalle ore 18.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

 


Gli eventi di Padiglione Estate sono possibili grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna.
In collaborazione con
Comune di Faenza | Unione della Romagna Faentina | Podere La Berta

 


 CARLO ZAULI 1926 – 2026. TRA FAENZA E MILANO 

CARLO ZAULI 1926 – 2026. TRA FAENZA E MILANO 

a cura di Gaspare Luigi Marcone 
in collaborazione con Museo Carlo Zauli – Faenza 

 

13 marzo – 7 giugno 2026 
Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano 

Dal 13 marzo al 7 giugno 2026 Casa Museo Boschi Di Stefano, negli spazi della Scuola di ceramica, ospita la mostra dedicata allo scultore faentino Carlo Zauli (Faenza, 1926 – 2002), in occasione del centenario della nascita. La Scuola è il luogo ideale per raccontare il dialogo tra la ricerca dell’artista e il contesto milanese, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. 

Il progetto Carlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano, a cura di Gaspare Luigi Marcone, in collaborazione con il Museo Carlo Zauli di Faenza, analizza gli snodi fondamentali dell’evoluzione creativa dello scultore, ceramista e designer, partendo dal confronto con le neoavanguardie per arrivare alla piena maturità, con al centro il “bianco Zauli” come cifra autonoma e distintiva. Una mostra “intima” che segue il ritmo “laboratoriale” e quasi domestico degli spazi della Scuola. 

Un ideale punto di partenza del progetto è il 1957, quando Carlo Zauli si confronta, vivendolo, con il panorama milanese. Nel 1957 Zauli partecipa alla XI Triennale di Milano ed espone in un’importante mostra personale alla Galleria Montenapoleone di Serena Perfetti, proponendo lavori ceramici emblematici della sua fase di maturazione artistica e di passaggio verso nuove soluzioni tecniche e formali.
La Galleria Montenapoleone è un centro espositivo primario negli anni Cinquanta, ospitando importanti esposizioni come le collettive dei fratelli Pomodoro (1954), L’avanguardia. Picabia Sant’Elia Fontana Baj Manzoni (1958) e le personali di Mirko Basaldella (1957) e Bruno Munari (1958). 
Alla fine degli anni Cinquanta Milano vive un periodo molto fertile in cui trovano spazio le nuove proposte artistiche: dalla personale di Yves Klein Proposte monocrome – Epoca blu alla Galleria Apollinaire, a quella di Alberto Burri alla Galleria del Naviglio, entrambe nel 1957. 
Sono gli stessi anni in cui Marieda Di Stefano fonda la sua Scuola di ceramica. Allieva dello scultore Luigi Amigoni, Marieda rimane affascinata dalla produzione ceramica rinascimentale italiana e in particolare dall’opera di Luca e Andrea Della Robbia che omaggia scegliendo il nome d’arte “Andrea Da Robbio”. Marieda realizza soprattutto sculture in ceramica policroma, dimostrando una grande sensibilità nell’uso degli smalti. Sotto la direzione di Marieda, la Scuola di ceramica si delinea fin da subito come luogo di incontro e spazio creativo ed espositivo: la mostra su Carlo Zauli intende dunque continuare i propositi della sua eclettica fondatrice. 

Zauli reinterpreta le soluzioni della tradizionale scuola faentina che ha potuto ben conoscere nel suo contesto cittadino, nelle botteghe ceramiche e nei musei, in primis al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, ancora oggi polo primario internazionale. In particolare, rielabora la monocromia bianca delle secolari “faenze” rinascimentali e la monocromia blu delle smaltature, aggiornando la sua cultura artistica con le nuove proposte dell’area milanese. Negli anni Settanta, l’artista apre anche un atelier a Milano presso l’Arco della Pace, mantenendo però sempre attivo il grande studio di Faenza. 

Il percorso espositivo ripercorre alcuni di questi snodi dello sviluppo della creatività di Zauli: dai primi vasi dalle forme più tradizionali a quelli successivi “sconvolti”, dalle “stele” alle “zolle”. 
Negli spazi della Casa Museo al secondo piano, la scultura Vaso sconvolto è posta in dialogo con le opere di Lucio Fontana che Zauli ha conosciuto a Faenza e a Milano. 

 

INFORMAZIONI 

Carlo Zauli 1926 – 2026. Tra Faenza e Milano 
a cura di Gaspare Luigi Marcone 
in collaborazione con Museo Carlo Zauli – Faenza 

13 marzo – 7 giugno 2026 
Casa Museo Boschi Di Stefano – Scuola di ceramica 
Via Giorgio Jan 15 – 20129, Milano 

Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 17.00) 

Ingresso gratuito 

c.casaboschi@comune.milano.it
www.casamuseoboschidistefano.it 

 

In occasione di Artweek e della Design Week sono state organizzate speciali visite guidate gratuite con il Direttore del Museo Carlo Zauli, Matteo Zauli. Di seguito le date:
– Martedì 14 aprile, ore 16.00
– Venerdì 17 aprile, ore 11.00
– Giovedì 23 aprile, ore 16.00
Prenotazioni scrivendo mail a c.casaboschi@comune.milano.it
 
Il 4 giugno si svolgeranno inoltre due visite guidate gratuite alla mostra tenute dal Direttore del Museo Carlo Zauli, Matteo Zauli. La prima si terrà alle ore 11, la seconda alle ore 16. Per prenotazioni scrivere una mail a c.casaboschi@comune.milano.it

 

La cartella stampa è disponibile a questo LINK 


In collaborazione con 

Comune di Faenza, Regione Emilia-Romagna, BPER Banca Private Cesare Ponti, Gruppo Tampieri e Finceramica Faenza


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