iscriviti alla newsletter

SUGGESTIONI LAVICHE. CARLO ZAULI E DIEGO DRUDI IN VIAGGIO NELLE ISOLE CANARIE

Suggestioni laviche.
Carlo Zauli e Diego Drudi in viaggio nelle Isole Canarie.

a cura di Monica Zauli
inaugurazione della mostra sabato 3 ottobre 2020 ore 18.30
fino al 3 novembre 2020 

 

 

Inaugura al Museo Carlo Zauli di Faenza sabato 3 ottobre alle ore 18.30 la mostra dal titolo “Suggestioni laviche. Carlo Zauli e Diego Drudi in viaggio nelle Isole Canarie” a cura di Monica Zauli.

 Il progetto coinvolge Diego Drudi, fotografo italiano che si contraddistingue per la qualità espressiva della propria ricerca e per le implicazioni ambientali, antropologiche e poetiche delle sue opere.

L’esposizione presenta una serie di fotografie da lui scattate nelle Isole Canarie nel gennaio 2020 ed ora, grazie a questo progetto, messe in stretto dialogo con le opere realizzate da Carlo Zauli negli anni ’80 dopo i suoi numerosi viaggi svolti dall’artista a Tenerife e a Lanzarote.
Zauli portò avanti gli studi per le sue opere come le Zolle, le Genesi, i Primari lavici negli stessi luoghi dove, 35 anni dopo, Diego Drudi scatta le sue fotografie.
Queste ultime sono tratte da “Innatural Dance”, un lavoro a lungo termine, dove tratta il rapporto dell’uomo moderno con la natura e di come l’individuo si relazioni con essa sempre più in maniera distratta e frenetica senza riuscire a creare legami profondi e senza più riuscire a ritrovare in essa le proprie radici.
Radici che Carlo Zauli, in controtendenza con questo progressivo scollamento dell’individuo, ha sempre rivendicato ed espresso nelle sue opere scultoree, professando il suo forte legame con la terra. Zauli ha dilatato il sentimento di appartenenza ad essa oltre gli schemi sociali, oltre le tendenze artistiche, oltre i modelli comuni; ha ricercato la conoscenza dei suoi meccanismi generativi più reconditi.

Monica Zauli, responsabile dell’Archivio Carlo Zauli, ha selezionato una sequenza di fotografie d’epoca provenienti appunto dall’Archivio e presentate in mostra come strisce verticali di immagini.
Esse forniscono elementi preziosi per la comprensione degli studi svolti dall’artista sui processi litogeni delle rocce vulcaniche del luogo e svelano i processi generativi di molte sue opere.

Il progetto di catalogazione è stato realizzato con il contributo dell’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del piano museale 2020 (L.R. 18/2000).


Diego Drudi (Pesaro, 1979).
Il suo interesse per la fotografia nasce dall’urgenza di raccontare l’uomo nel suo rapporto con la società in cui vive. Dopo aver frequentato la John Kaverdash di Milano, inizia a collaborare con l’agenzia LUZ photo, occupandosi di reportage per riviste nazionali e internazionali.
Nel 2009 viaggia per 3 mesi nel Sud-est asiatico, producendo un reportage che racconta le conseguenze ambientali e sociali della guerra segreta degli USA in Laos, poi pubblicato nel 2010 dalla CNN Photo Blog.
Evolvendo nella sua filosofia, impregnata della sua formazione chimico-biologica, attraverso lo studio di testi scientifici, Diego si dirige poi verso un’indagine sul rapporto fra l’uomo e l’ambiente, cercando di indagare su alcune tematiche attuali che interessano l’umanità e le sue future sfide in campo ecologico e ambientale.
Nel 2018 nasce il progetto “Unnatural Dance”.


Suggestioni laviche.
Carlo Zauli e Diego Drudi in viaggio nelle Isole Canarie.
a cura di Monica Zauli
inaugurazione della mostra sabato 3 ottobre 2020 ore 18.30
fino al 3 novembre 2020 
Prenotazione obbligatoria scrivendo a museocarlozauli@gmail.com

COMPLEANNO MCZ – GLI ARGENTI DI ZAULI: LA PREZIOSITÀ DELLA TERRA

COMPLEANNO MCZ
Gli argenti di Zauli: la preziosità della terra

Installazione inedita per il 18mo compleanno MCZ
DOMENICA 31 MAGGIO 2020
dalle 19.00 alle 21.00
soltanto su prenotazione per un numero limitato di visitatori

Photo credit: Fabio Liverani

Il Museo Carlo Zauli desidera come ogni anno festeggiare il suo compleanno insieme agli amici del museo e agli appassionati dell’opera di Carlo Zauli.

È un modo per celebrare insieme i 18 anni di vita del museo, ma sottolineare anche la volontà, in questo momento difficile, di essere aperti al pubblico con un’installazione inedita.

La mostra si propone come un momento conviviale intorno all’opera del maestro Carlo Zauli; un’occasione culturale per incontrarsi e per ammirare alcuni piccoli oggetti realizzati in argento da Zauli, che ripropongono grandi opere del maestro mai esposte prima.

Grandi opere riportate in piccoli formati e in argento.  Dalla terra al metallo.

Stupisce come anche l’argento offra a Carlo Zauli la possibilità di plasmare e cesellare le sue forme con la consueta naturalità; ne nascono piccole “energie in movimento” che emergono con la stessa forza espressiva offerta dall’argilla.


A seguito di indicazioni ricevute in merito all’apertura dei Musei per l’emergenza da coronavirus nel rispetto dell’ordinanza, abbiamo previsto tre fasce orarie per la visita alla mostra:

ore 19.00 / ore 19.45 / ore 20.30

La  prenotazione è obbligatoria.

Ingresso max 10 persone. In questo modo saremo in grado di rispettare le distanze consigliate.

Vi chiediamo gentilmente di prenotare la Vostra partecipazione scrivendo una mail a museocarlozauli@gmail.com, indicando il numero dei posti, la scelta dell’orario e il vostro nome.

Vi chiediamo di indossare le mascherine, mantenere le distanze e rispettare il percorso previsto.


LE COLLEZIONI MCZ

COLLEZIONE PERMANENTE, una passeggiata fra le sale del Museo e una visita alle opere di Carlo Zauli suddivise nelle tipologie più tipiche del suo lavoro.

vai alla gallery


COLLEZIONE CONTEMPORANEA, con opere realizzate all’interno dei laboratori del Museo, costruita in questi anni attraverso gli incontri con gli artisti contemporanei e il materiale della tradizione locale, la ceramica.

vai alla gallery


Ripercorri i momenti vissuti al Museo attraverso gli eventi, i workshop, i concerti, gli incontri con gli artisti.

vai alla gallery


IL MUSEO CARLO ZAULI ONLINE

In questa fase di emergenza sanitaria il nostro museo è chiuso al pubblico, ma le nostre porte restano aperte attraverso i canali social e il sito web.
Il Museo Carlo Zauli online per continuare così a scoprire “da lontano” attraverso la rete, luoghi di cultura e arte, per raccontare il museo e proporre nuove modalità di fruizione.

MUSEO CARLO ZAULI ONLINE
CARLO ZAULI, RUOTA STRAPPATA 

Una visita guidata virtuale alla “Ruota Strappata”, opera realizzata da Carlo Zauli nel 1967 – 1968. Scultura in grès e smalto “bianco Zauli”, a forma di grande ruota con una lunga frattura centrale che ne provoca una lieve torsione rispetto al suo asse.
Video di Marco Tronconi.
Musiche di Evgeny Grinko.

Guarda il video Carlo Zauli, Ruota Strappata

MUSEO CARLO ZAULI ONLINE
CARLO ZAULI, I BIANCHI

Una selezione di opere realizzate dall’artista dagli anni ’60 sino agli anni’80 in mostra alla Pinacoteca Comunale Città di Castello, Palazzo Vitelli alla Cannoniera.
Video di Marco Tronconi.
Musica di Chris Zabriskie.

Guarda il video Carlo Zauli, I Bianchi


Tutte le opere sono state archiviate e catalogate sul PatER Catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia Romagna e sul sito del Museo.
Il progetto di catalogazione è stato realizzato con il contributo dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del piano museale (L.R. 18/2000).


ARTE FIERA 2020: IL MUSEO PROTAGONISTA

ARTE FIERA 2020: IL MUSEO CARLO ZAULI PROTAGONISTA NEL WEEK END BOLOGNESE

Nel week end di Arte Fiera 2020, Bologna è il centro internazionale dell’arte contemporanea.
In una città che al di là della presenza fieristica è costellata da moltissime iniziative di pregio e rilievo internazionale, il nostro museo è protagonista di due appuntamenti molto prestigiosi.

Se nella mostra istituzionale di Arte Fiera 2020, Courtesy Emilia-Romagna, a cura di Eva Brioschi, storica e critica d’arte, che rappresenta il fulcro progettuale di Arte Fiera, il Museo è presente attraverso ben quattro opere.

“Primario lavico (Dado esploso)” di Carlo Zauli, possente opera del 1985 che vive della tipica dialettica zauliana tra struttura geometrica ed esplosione naturalistica.

La trilogia scultorea “The surface’s flowing” di Daniel Silver, realizzata nel 2012 dall’artista inglese durante una residenza a cura di Marco Tagliafierro.

Al MAMbo,  quale main project di Art City 2020 si trova invece l’installazione “Ossi” di Claudia Losi, monumentale opera realizzata a Montelupo Fiorentino dalla Manifattura Tuscany Art e prodotta dalla Fondazione Museo della Ceramica di Montelupo e dal Comune di Scandicci.


A THING OF BEAUTY: CARLO ZAULI A OFFICINE SAFFI

Officine Saffi Milano
A THING OF BEAUTY
Eterogeneità della materia
dal 22 maggio al 28 giugno 2019

Keiji Ito, Ian Godfrey, Hans Coper, Yasuhisa Kohyama, Päivi Rintaniemi, Kazuhito Nagasawa, Shingo Takeuchi, Carlo Zauli, Kati Tuominen-Niittylä, Claudi Casanovas, Lucie Rie, Nanni Valentini, Rose Cabat

Siamo lieti di annunciare la presenza di Carlo Zauli nella mostra A Thing Of Beauty, presso Officine Saffi Milano.

A Thing Of Beauty, Eterogeneità della materia è una collettiva di undici artisti di diverse generazioni – Rose Cabat, Hans Coper, Keiji Ito, Yasuhisa Kohyama, Kazuhito Nagasawa, Lucie Rie, Päivi Rintaniemi, Shingo Takeuchi, Kati Tuominen-Niittylä, Nanni Valentini, Carlo Zauli – attivi dagli anni ’50 ad oggi, per mettere in evidenza l’inalterata e impressionante bellezza della ceramica.
Opere scultoree emblematiche della poetica di ogni singolo artista sono riunite in un’esposizione che abbraccia tutto il XX secolo per giungere fino ai giorni nostri. Accanto al lavoro di artisti che hanno fatto la storia della ceramica dal dopoguerra in poi, non poteva mancare la massima essenza di equilibrio nella forma e nel colore dell’arte ceramica giapponese e di artisti provenienti dal Nord Europa.
L’apparente fragilità, spesso in contrasto con la solidità del grés, delle creazioni dalla texture ruvida e dalle sfumature accese e vivaci di Lucie Rie si accompagna ai lavori di Hans Coper più sperimentali, opere astratte e dalle forme monumentali. Un’esplosione di colore emerge dalle minuscole ceramiche di Rose Cabat caratterizzate da smalti viola, rosa, verde, blu, dalla finitura simile a seta.
Accanto a questi maestri dell’arte ceramica internazionale si impongono, con un linguaggio completamente autonomo, le sculture di due figure fondamentali, protagonisti di una memorabile stagione della ceramica italiana, Nanni Valentini e Carlo Zauli le cui opere sono messe in dialogo con le sculture di quattro artisti giapponesi. Lo stile minimalista e l’inimitabile lavorazione delle sculture antropomorfe, dai richiami arcaici, di Keiji Ito, le forme piene, come scolpite dal vento di Yasuhisa Kohyama, si uniscono alle sculture ermetiche di Shingo Takeuchi fino ai misteriosi contenitori di ricordi di Kazuhito Nagasawa nei quali l’argilla si fonde con il ferro, vetro e legno. Un’alleanza tra potere e fragilità si ritrova nelle grandi e delicate sculture di Päivi Rintaniemi, che esprimono una sintesi poetica tra forme arcaiche e design minimalista. Un’ulteriore presenza finlandese, Kati Tuominen-Niittylä, che con i suoi “contenitori” ci riporta ai paesaggi delle foreste nordiche evocando al contempo le forme di secchi, setacci e cesti, tracce di una vita ancestrale.

L’allestimento della mostra è arricchito da mobili scandinavi anni ‘50 e una selezione di tappeti Beni Ouarain provenienti dai monti del Medio Atlante (Marocco), regione dove giungevano lane molto pregiate mai tinte che le tessitrici hanno trasformato in tappeti di grande luminosità, colore e morbidezza.

Per info officinesaffi.com


MONICA ZAULI PARLA DI CARLO ZAULI A BRISBANE

Venerdì 5 aprile h 18
Società Dante Alighieri
Brisbane Australia
Passeggiata a Faenza, città della ceramica, con le opere di Carlo Zauli.
Conferenza di Monica Zauli

La sede australiana della storica Società Dante Alighieri ospita Monica Zauli per una conferenza dedicata a Faenza, alla ceramica e alle opere pubbliche, ma non solo, di Carlo Zauli.

La Società Dante Alighieri è stata fondata a Roma nel 1889 e si occupa di promuovere la diffusione dell’arte e della cultura italiana. Ha sedi in molti paesi e nella maggiori città del mondo, e accoglie tutti coloro che nutrono un genuino interesse nel nostro paese.

La divisione di Brisbane è stata fondata nel 1952 e ha attratto un gruppo molto attivo di membri. Ogni mese organizza concerti, spettacoli e conferenze sull’Italia, proiezioni di film italiani, concerti, mostre, cooking show e altro, invitando i membri a proporre idee e speakers.

Per la Brisbane Dante i corsi di lingua rappresentano la massima espressione degli scopi del gruppo, che qui concentra la parte più rilevante dei suo sforzi. I corsi si tengono tutto l’anno a tutti i livelli.

A supporto dell’attività vengono anche proposti i circoli di cultura e, ovviamente, un circolo dantesco.


CARLO ZAULI A NOMAD ST. MORITZ CON ERASTUDIO GALLERY

“Carlo Zauli: artworks from 1959/1966 e 1972/1974”
NOMAD ST MORITZ
Erastudio Apartment Gallery

7 / 11 febbraio
Chesa Planta
Samedan St Moritz

 

Siamo felici di comunicare che Carlo Zauli è presente nella fiera svizzera dedicata ad arte e design con un solo show presentato da Erastudio Apartment Gallery di Milano, fondata nel 2010 da Patrizia Tenti, architetto.

Per informazioni nomadstmoritz.com

 


IL MUSEO PARTNER DI COURTESY EMILIA ROMAGNA, PROGETTO ESPOSITIVO DI ARTEFIERA

COURTESY EMILIA ROMAGNA
Artefiera Bologna
1 / 4 febbraio 2019

Siamo lieti di essere stati invitati all’interno della maggiore novità del programma collaterale di Arte Fiera: Solo figura e sfondo, una mostra dedicata alle collezioni istituzionali d’arte moderna e contemporanea dell’Emilia-Romagna, pubbliche e private.

Il Museo Carlo Zauli contribuisce al progetto prestando dalla propria collezione i lavori in ceramica di Yuri Ancarani, Salvatore Arancio, Sueharu Fukami, Jonathan Monk, Carlo Zauli e Italo Zuffi.

La mostra inaugura un ciclo intitolato COURTESY EMILIA-ROMAGNA voluto dal nuovo direttore Simone Menegoi: una serie di mostre temporanee, allestite all’interno di Arte Fiera a partire dall’edizione del 2019, che si propone di celebrare il patrimonio collezionistico del territorio – un vero e proprio “museo diffuso” – dalla prospettiva di un curatore (che cambierà ogni anno) e di un tema da lui proposto.

Per la prima edizione, a cura di Davide Ferri, il concept insiste sul tema di fondo della rassegna: l’Emilia Romagna come terra d’arte, nella quale le individualità e le eccellenze si riconoscono parte di un tessuto, di una rete, di un paesaggio comune.

Oltre al Museo Carlo Zauli, collaboreranno istituzioni quali MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Morandi, Fondazione Cirulli, Xing, Fondazione Carisbo, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, MAST, Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro e Galleria d’Arte Moderna Raccolta Lercaro, Fondazione Modena Arti Visive (Fondazione Fotografia Modena-Galleria Civica di Modena-Museo della Figurina), Mutina for Art, CSAC Parma, Collezione Maramotti, Palazzo Magnani, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio Imola, MiC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Museo Carlo Zauli, Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, Fondazione Tito Balestra Onlus, Collezione Sughi, Collezione Verzocchi, Palazzo Romagnoli, Galleria Vero Stoppioni.

Sabato 2 febbraio l’Arena di FICO ospiterà alle 19.30 la presentazione della mostra “Solo figura e sfondo”. Davide Ferri, curatore, ne parla con Matteo Zauli, Museo Carlo Zauli, Faenza; Paolo Barbaro, CSAC dell’Università di Parma; Flavio Favelli, artista.

Solo figura e sfondo
COURTESY EMILIA-ROMAGNA, edizione 2019

“La vita è solo figura e sfondo” – dice Samuel Beckett in Murphy. Più che un titolo, è una suggestione che può dare un’indicazione sulle direzioni in cui si sviluppa la mostra, privilegiando lo svolgimento di un tema centrale della storia dell’arte (e della teoria della percezione): il rapporto tra figura e sfondo, non solo in termini formali, sulla base cioè della “legge dei contrasti” e delle sue possibili trasgressioni, ma soprattutto in termini lirici e atmosferici.

Al centro della mostra vi è l’esperienza del soggetto nel luogo e del paesaggio, interpretato alla luce di indicazioni che provengono anche dalla letteratura, dal cinema, dalla musica e dalla fotografia, con particolare attenzione a quella linea di ricerca che, attraverso figure come Pier Vittorio Tondelli, Gianni Celati e Luigi Ghirri (solo per fare qualche esempio), ha delineato una specie di mitologia della via Emilia e l’idea della via Emilia come metropoli diffusa.

La mostra guarderà a diverse generazioni di artisti, ad alcuni grandi maestri ma anche alla riscoperta di alcune figure di artisti minori presenti nelle collezioni delle istituzioni e delle fondazioni della regione, a linguaggi diversi (inclusi quelli specifici di alcune importanti tradizioni locali, come la ceramica e il mosaico, ad esempio), privilegiando uno sviluppo sincronico, le libere associazioni, gli accostamenti inediti, in modo che anche l’allestimento e la relazione tra le opere, sia uno spartito in grado di pensarsi come costruzione di senso a proposito del rapporto tra figura e sfondo.


Orari mostra

giovedì 31 gennaio: dalle 12 alle 21 (solo su invito)
da venerdì 1 a domenica 3 febbraio: dalle 11 alle 19
lunedì 4 febbraio: dalle 11 alle 17

per informazioni e prezzi ingresso vi invitiamo al sito di Artefiera


UNIVERSO NERO: INSTALLAZIONE DEDICATA A ZAULI

UNIVERSO NERO
installazione con testi di Lorenza Boisi e musica di Alessandro Tomarchio
dal 10 al 18 ottobre 2018

evento nell’ambito di
Energie Diffuse – Emilia -Romagna un patrimonio di culture e umanità

Durante la Settimana del Contemporaneo faentina il museo espone Universo Nero, l’installazione di Lorenza Boisi e Alessandro Tomarchio ispirata alla celebre piastrella di Carlo Zauli, creata appositamente in occasione della mostra al Midec di Laveno Mombello, tutta dedicata allo scultore faentino.

Lorenza Boisi, curatore della mostra e direttore del Midec, ha ideato questo allestimento speciale pensato espressamente per arricchire la presenza della piastrella, creazione degli anni 70 ma sempre attuale nel suo decoro essenziale ed evocativo.

In chiusura della mostra di Laveno, Universo Nero arriva a Faenza, unendo la piastrella di Carlo Zauli ad un racconto di Lorenza Boisi, che riportiamo di seguito, e ad una composizione di musica elettronica di Alessandro Tomarchio, da ascoltare anche a questo link.

 

Appunti per un romanzo di Fantascienza  ispirato ad una creazione  di Carlo Zauli.

UNIVERSO NERO

di Lorenza Boisi

2018

 

Nell’anno caudale A5/63, conducevo finalmente una vita ordinaria.

Non sudavo più, non gemevo più, camminavo con le mie stesse gambe, guardavo il geoide con i miei stessi occhi e potevo andarmene in giro come quello che credevo essere un uomo libero.

Il sistema condensato veglia/riposo/consumo/pensiero/ occupazione formale era vigorosamente scandito da un mandato del Governo Quadrale.

La torre di richiamo diffondeva, dalle sue rampanti ed inarrivabili altezze, echi di appello alle fasi consecutive. Il Governo Quadrale aveva ripescato, non senza un certo nostalgico sarcasmo, alcune vecchie lagne del tempo pre-Quadrale, del cosiddetto: Tempo Bianco.

Un crescendo di cori femminini celebrava la dea profana, dagli stivali di vernice, calice di bellezza, ripetendone le iniziali:

BB – BB – BB – BB –

Queste consonanti dell’alfabeto lineare, occlusive bilabiali sonore, ci ricordavano la necessità di esistere e di non smettere di partecipare al sistema condensato, dove ognuno di noi, completamente aderente e consapevole, cooperava al perpetrarsi ed all’officiare della nuova epoca Quadrale.

Già nel Tempo Bianco, qualche Veggente aveva sentito per via epidermica e descritto con i segni di aria l’avvento della Grande Trasformazione Cinetica, che avrebbe condotto il nostro pianeta, da una condizione di impermanenza millenale chiara, alla Camera Obscura, oggi conosciuta come UNIVERSO NERO: il Tempo Immobile e sempiterno, condensato e definito dall’allora forma sociale del Governo Quadrale.

’UNIVERSO NERO si era acceso su di noi come un’ombra progressiva, come l’ora che volge al desio, illuminando di crepuscolo prima, di retino puntinato poi ed in fine di buio compiuto, tutto il nostro Increato.

L’UNIVERSO NERO, sino dal 999.007 – annuario di Brentano, aveva abbracciato l’Increato con concupiscente profondità, avviluppando il nostro pianeta, in una coltre amichevole e fresca di colore nero satinato.

Già dai primi barlumi del mattino del 999.007, gli indici di Obscura si erano impennati concedendo a tutti noi la speranza di un sollievo dal Tempo Bianco.

Insperata, la Liberazione dalla luce Bianca e dal suo Rumore, si era resa manifestata giorno dopo giorno, invocata in feroci liturgie propiziatorie pubbliche.

Il Rumore Bianco, algido e caotico, si era reso presto cospicuo per assenza, soprattutto nelle regioni dei deserti di Manganese dove, il nero della polvere, pareva averlo assorbito come avrebbe fatto una spugna-psicofila con i tanti pensieri di cui, un cittadino qualunque del Tempo Bianco come sono stato io, necessitava sgravarsi velocissimamente.

I vasti deserti di Manganese bruciavano sotto la catena del Meridio.

Nere ed incolmabili lande di polveri pesantissime e silenziose, avevano bevuto il Rumore Bianco e con esso, pure la tanta luce che questo si portava ineluttabilmente con sé.

L’avvento dell’UNIVERSO NERO, ci aveva, noi creature fragili, incomplete ed albine, resi liberi dal giogo della cecità, concedendoci il conforto di una tenebra fitta, mobile ed infinità, serico ed organico velluto di eterno.

Tornarono a fiorire le Aspidistre di Ray e le delicatissime Strelitzie Allumine si insediarono in spettacolari arborescenze endemiche tra i crepacci di rocca, rinvigorite dalla luce Nera e dalla frescura salubre che l’UNIVERSO NERO aveva rivendicato per tutto il pianeta.

Se nel millenale del Tempo Bianco, flora e fauna erano bruciate, immolate all’abisso luminoso e fisso, nel tedio rumoroso di un costante e diffuso brillare, la Luce dell’UNIVERSO NERO aveva risvegliato tutta una umbratile e mutevole Natura Cinetica, le Naturalia della stella mobile. Il clima corroborante ed umido, unitamente al buio, avevano permesso il rigenerarsi ed il moltiplicarsi di molte bellezze dimenticate e nuovamente gratificanti per i nostri occhi cerulei, essi stessi resi fisiologicamente utili e funzionali…


Privacy Settings
We use cookies to enhance your experience while using our website. If you are using our Services via a browser you can restrict, block or remove cookies through your web browser settings. We also use content and scripts from third parties that may use tracking technologies. You can selectively provide your consent below to allow such third party embeds. For complete information about the cookies we use, data we collect and how we process them, please check our Privacy Policy
Youtube
Consent to display content from - Youtube
Vimeo
Consent to display content from - Vimeo
Google Maps
Consent to display content from - Google
iscriviti alla newsletter