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XXII Compleanno MCZ – il nostro giorno del ringraziamento

XXII Compleanno MCZ 
il nostro giorno del ringraziamento

 

Venerdì 31 maggio 2024 verrà organizzato, come da tradizione, un evento per celebrare il XXII anniversario della nascita del Museo Carlo Zauli.

Quest’anno questo nostro appuntamento, che non è stato possibile festeggiare l’anno passato, vuol essere un gesto di ringraziamento nei confronti di tutti i volontari e i donatori che hanno reso possibile, con la loro straordinaria generosità, la riapertura del museo.

Le performance, i prodotti enogastronomici, le installazioni, i concerti saranno così il nostro modo di ringraziare ancora una volta gli artefici della nostra rinascita.

E, dopo ciò che è accaduto l’anno scorso, abbiamo deciso di festeggiarlo insieme ad alcune realtà vicine che nell’alluvione hanno subito lo stesso nostro destino, tutti insieme stretti in un simbolico abbraccio collettivo.

 

La giornata inizierà alle ore 17.00 in Piazza San Francesco, nel parco giochi dedicato all’amico Valter Dal Pane, nella quale i bambini della scuola Pirazzini si ritroveranno per una merenda offerta dal Comitato Genitori e per presentare, in collaborazione con Associazione Dal Pane, i lavori dei progetti “Adottiamo un Parco” e “Scopriamo il nostro Quartiere” (SNPC–regione ER).

Alle 18.00 ci trasferiremo quindi al Museo Carlo Zauli dove, allietati dal DJ set di Alberto Sabatini, il Baretto del Distretto di Stella Palermo e la degustazione vini di Podere La Berta, presenteremo le installazioni scultoree a cura di un gruppo di studenti del corso di Tecniche Plastiche Contemporanee dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna guidati dal Prof. David Casini,l’installazione fotografica di Cristina Bagnara e l’audiovisivo di Marco Menozzi.

Alle 18.30 andrà poi in scena “Tutto si crea, tutto si distrugge, tutto si trasforma”, installazione di Paola Bandini con performance di Laura Rambelli e sonorità di Lorenzo Penazzi, in collaborazione con Michela Vicchi.

Al termine della performance si potrà visitare l’intero percorso museale fino a che, alle 20 circa, si aprirà un inedito  “passaggio segreto” che porterà nel cortile del vicino Rione Nero nel quale si potrà cenare con piadina e crescioni prepararti per l’occasione da Moscone – Piadina di Salvataggio.

Alle 21.30, infine, di nuovo nel giardino del Museo, la serata proporrà il concerto del Complesso Musicale Sandri, emergente formazione cantautorale cesenate con a capo Michele Alessandri.

L’evento, realizzato anche grazie al Comitato Faventia 3.0 che ha contribuito alla realizzazione del nuovo impianto illuminotecnico del nostro museo, sarà anche l’occasione per visitare Nature Hasn’t Gone Anywhere, mostra personale di Francesco Ardini, che raccoglierà diverse opere dell’artista veneto tra cui una grande installazione realizzata nella storica cantina delle argille, luogo letteralmente sconvolto dall’alluvione del maggio 2023 e recentemente riaperta al pubblico.

 

La riapertura e le attività culturali MCZ 2024 sono possibili grazie al contributo di
Regione Emilia Romagna, Comune di Faenza, AiCC, Comitato Faventia 3.0, Credem, Siron Srl, Riccardo Muti, Artisti di Reggio Emilia, Gruppo Tampieri – Finceramica Faenza, Ente Ceramica Faenza, Moreno, Podere la Berta, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, CNA e tutte le aziende, enti e privati cittadini che con le proprie donazioni ed il loro aiuto hanno reso possibile la rinascita del nostro museo.
Programma della giornata / 31 maggio 2024

 

Ore 17.00, Piazza San Francesco, Parco Giochi Valter Dal Pane

 

ADOTTIAMO UN PARCO e SCOPRIAMO IL NOSTRO QUARTIERE

I bambini della scuola Pirazzini si ritrovano per una merenda offerta dal Comitato Genitori e per presentare i loro lavori, in collaborazione con Associazione Dal Pane

 

Ore 18.00, Museo Carlo Zauli

 

COME QUANDO FUORI PIOVE

Installazione a cura del corso di Tecniche Plastiche Contemporanee dellAccademia di Belle Arti di Ravenna, docente Prof. David Casini

 

 TUTTO SI CREA TUTTO SI DISTRUGGE TUTTO SI TRASFORMA

Progetto ed installazione di Paola Bandini, performer Laura Rambelli, musica Lorenzo Penazzi

 

Fotografie di Cristina Bagnara

Audiovisivo di Marco Menozzi

 DJ set: Alberto Sabatini

 

Il Baretto del Distretto a cura di Stella Palermo

Degustazione vini: Podere La Berta 

 

Ore 20.00, Rione Nero

Piadine e Crescioni a cura di Moscone – Piadina di Salvataggio

I vini di Valter, banchetto dell’Associazione Dal Pane

 

Ore 21.30, Museo Carlo Zauli

ESPOSIZIONE

Concerto del Complesso Musicale Sandri


I GIORNI DEL FANGO

I GIORNI DEL FANGO
A UN ANNO DALL’ALLUVIONE, LE OPERE DI CARLO ZAULI ALLA RACCOLTA LERCARO

con gli scatti fotografici di Andrea Bernabini, Richard Betti, Marco Parollo, Adriano Zanni

 

inaugurazione giovedì 23 maggio ore 18.00
Raccolta Lercaro – Via Riva di Reno 57, Bologna

 

L’arte come possibilità di incontro e di condivisione, come veicolo per trasmettere contenuti importanti.
È con questa attenzione che giovedì 23 maggio alle 18.00, per i “giovedì della Lercaro”, si inaugura un nuovo allestimento che riporta in collezione permanente il lavoro di Carlo Zauli (1926-2002), importante ceramista faentino di livello internazionale. A un anno dall’alluvione che ha colpito la Romagna saranno esposte due opere di Carlo Zauli, il cui Museo, con sede a Faenza, è stato drammaticamente colpito dall’alluvione del maggio 2023.

Insieme alle sculture di Carlo Zauli saranno inoltre esposte anche le fotografie di Andrea Bernabini,   Richard Betti, Marco Parollo e Adriano Zanni che, con sguardi diversi, hanno documentato quanto accaduto lo scorso maggio. Adriano Zanni, rinunciando al colore, restituisce una visione quanto mai nitida della realtà, immortalata in tutta la sua estrema crudezza, senza sconti di sorta. Andrea Bernabini offre uno sguardo prevalentemente aereo, solo apparentemente distaccato, alla ricerca di un’armonia in mezzo ad un territorio devastato. Più aspra è la scelta di Marco Parollo: i suoi occhi indugiano sulle macerie alla ricerca di dettagli che possano restituire agognati frammenti di quotidianità. Richard Betti ha invece indagato la dimensione del ricordo offrendo allo sguardo del pubblico una serie di fotografie legate alla sua dimensione familiare e che l’alluvione ha inesorabilmente cancellato o snaturato. Eppure, la memoria e l’affetto verso persone amate e luoghi visitati, rimane nonostante tutto immutata, se non addirittura più intensa.

Le opere dei quattro fotografi resteranno visibili fino al 28 luglio.

Giovedì 𝟭𝟯 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟭.𝟬𝟬 𝙋𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚 𝙙’𝙖𝙧𝙩𝙞𝙨𝙩𝙖 – 𝘾𝙤𝙣𝙫𝙚𝙧𝙨𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙢𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 “𝙄 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙞 𝙙𝙚𝙡 𝙛𝙖𝙣𝙜𝙤”.
In relazione alla mostra, i quattro fotografi – 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶, 𝗥𝗶𝗰𝗵𝗮𝗿𝗱 𝗕𝗲𝘁𝘁𝗶, 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗣𝗮𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼, 𝗔𝗱𝗿𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗭𝗮𝗻𝗻𝗶 – dialogano su quanto accaduto.
Alla serata partecipano anche 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗲𝗼 𝗭𝗮𝘂𝗹𝗶, direttore artistico del Museo Carlo Zauli, e 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗚𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶, direttore della Raccolta Lercaro.
Le loro parole si aggiungono al racconto dei loro scatti fotografici, posti in relazione a due opere di Carlo Zauli, riportandoci sguardi e sensibilità differenti. Un incontro sulla possibilità che la creatività offre all’uomo. Trovare anche nel fango nuove opportunità di crescita.

L’evento nato dalla collaborazione tra la Raccolta Lercaro e il Museo Carlo Zauli di Faenza vedrà la partecipazione di Elena Di Gioia, Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana, Massimo Isola, Sindaco di Faenza, Mons. Roberto Macciantelli, Presidente della Fondazione Lercaro, Giorgia Boldrini, Direttrice del Settore Cultura e Creatività Comune di Bologna, Eva Degl’Innocenti, Direttrice del Settore Musei Civici Bologna, Matteo Zauli, Direttore del Museo Carlo Zauli e Giovanni Gardini, Direttore Raccolta Lercaro.

 

aperture e orari
La Raccolta Lercaro è visitabile, ad ingresso gratuito, nei seguenti orari:
martedì e mercoledì 15.00-19.00
giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00
www.fondazionelercaro.it

Lo Sguardo del Sentire

Lo sguardo del sentire 
Il Seicento emiliano dalle collezioni d’arte Credem
a favore della Romagna
 

10 maggio – 10 novembre 2024
Museo Bagatti Valsecchi Milano 

 

Il Museo Bagatti Valsecchi e Credem presentano Lo sguardo del sentire. Il Seicento emiliano dalle collezioni d’arte Credem a favore della Romagna, in mostra dal prossimo 10 maggio al 10 novembre 2024.

La casa museo milanese rafforza il ruolo di casa delle collezioni, con l’obiettivo di rendere noto al pubblico milanese una parte del patrimonio artistico di Credem e soprattutto sostenere il restauro delle opere del Museo Zauli di Faenza colpite dall’alluvione il 16 maggio del 2023.

Curato da Antonio D’Amico e Odette D’Albo, il percorso espositivo, incastonato all’interno delle sale del Museo, presenterà un nucleo di dieci capolavori dei maestri del Seicento emiliano provenienti dalla collezione d’arte Credem e otto sculture di Carlo Zauli.
Il percorso metterà in relazione il Barocco emiliano, rappresentato dalle opere di maestri come Reni, Lanfranco e Procaccini, con l’identità delle sale del Museo Bagatti Valsecchi, seguendo il filo conduttore dello sguardo intimo e devoto proprio dei soggetti seicenteschi e offrendo la possibilità di conoscere capolavori di una collezione bancaria che difficilmente si svela al pubblico.
Al contempo sarà possibile ammirare le opere scultoree di Carlo Zauli, uno dei più importanti scultori ceramisti italiani ed europei del XX secolo, riconosciuto in tutto il mondo per le innovazioni che ha introdotto nell’arte ceramica e nella produzione di maioliche e porcellane.

Attraverso Lo Sguardo del Sentire, l’arte aiuta l’arte a rinascere: grazie alla generosità dei visitatori del museo, il Bagatti Valsecchi potrà sostenere concretamente l’istituzione faentina.
La mostra ha come fine quello di sensibilizzare sul tema del restauro, sostenendo in modo concreto il patrimonio culturale e artistico dell’Emilia-Romagna colpito dall’alluvione del 2023.

Il costo del biglietto sarà di 15 euro e comprenderà l’ingresso, l’audioguida e il contributo di 2 euro per il restauro delle opere del Museo Zauli di Faenza.

museobagattivalsecchi.org

 


PRESENTAZIONE DEL CATALOGO GENERALE CARLO ZAULI

Presentazione dell’edizione aggiornata e ampliata
del Catalogo Generale Carlo Zauli
venerdì 22 marzo 2024 ore 18.30
Museo Carlo Zauli

 

L’edizione aggiornata e ampliata del Catalogo Generale delle Opere di Carlo Zauli sarà presentata al pubblico venerdì 22 marzo 2024 ore 18.30 al Museo Carlo Zauli.

Il Catalogo Generale si conferma un prezioso strumento di consultazione e di ricerca sulla produzione dell’artista ad oggi conosciuta, dal 1942 al 1994.
L’opera editoriale, promossa dal MCZ con il contributo della Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio culturale, nell’ambito del piano museale 2023 (L.R. 18/2000) e curata da Monica Zauli, figlia dell’artista, documenta il lavoro di Zauli in ordine cronologico, mediante la schedatura e la riproduzione a colori di oltre duemila opere, suddivise nei diversi ambiti della sua attività (sculture, vasi, dipinti, grafiche, design).

Frutto dell’incessante attività di studio e di archiviazione svolta durante questi ultimi vent’anni, questa nuova edizione del Catalogo Generale è un prezioso strumento di consultazione e di ricerca sulla produzione dell’artista ad oggi conosciuta, dal 1942 al 1994, una ristampa necessaria data l’enorme quantità e complessità del materiale. Oltre ad una nuova impostazione grafica, la pubblicazione presenta nuove opere di Carlo Zauli inserite all’interno delle sezioni “Vasi, piatti e ciotole”, “Opere scultoree” e “Vasi sconvolti”, sviluppa le sezioni riguardanti il design industriale e i multipli e amplia la catalogazione con le opere presenti in collezioni private dell’Emilia-Romagna.

Tutto il lavoro di archiviazione può essere inoltre consultato online sul nuovo sito del Museo Carlo Zauli realizzato da Filippo Volsi e sul PatER – Catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di consentire una più completa conoscenza delle specifiche opere e mettere a confronto i patrimoni delle diverse collezioni offrendo molte possibilità di ricerca e di studio.

Si segnala inoltre, sempre in materia di inedito materiale di archivio, l’inaugurazione di un’installazione, alle ore 18.00 di sabato 23 marzo, a cura di Giovanni Gardini con alcune opere di Carlo Zauli al Museo Diocesano di Faenza, in Piazza XI febbraio.

 

Catalogo Generale Carlo Zauli
a cura di Monica Zauli e del Museo Carlo Zauli
Progetto grafico Beatrice Bassi
Carta Bianca editore

ELOGIO DELLA FRAGILITÀ

ELOGIO DELLA FRAGILITÀ

Ivrea, Museo Civico P.A. Garda

17 febbraio – 14 luglio 2024

A dieci anni dalla riapertura al pubblico
del Museo Civico Pier Alessandro Garda

 

A dieci anni dalla riapertura al pubblico del Museo Civico P.A. Garda, la mostra vuole valorizzare le collezioni permanenti del Museo, cercando al loro interno un nesso, un elemento trasversale che fosse in grado di offrire al pubblico elementi di novità.
L’argilla, nelle sue varie declinazioni dalla terraglia alla porcellana, è l’elemento presente in tutte le collezioni. In quella archeologica si manifesta in forme e consistenze diverse: dalle semplici tegole per un tetto alle elaborate lucerne o anche agli oggetti di uso comune presenti sulle mense dei romani.
Nella collezione Guelpa-Croff sono presenti servizi da tè, da caffè, importanti e completi servizi da tavola, ma anche oggetti isolati di grande pregio che, per l’occasione, sono stati studiati rivelando alcune novità. Più numerosa e consistente è la presenza di oggetti in ceramica nella collezione orientale.

L’esposizione di alcuni di questi oggetti diventa non solo occasione di condivisione e fruizione ma anche momento di studio e ricerca e in alcuni casi anche di restauro. Ricerca e restauro, attività che spesso rimangono nell’ombra poco conosciute dal pubblico, ma che sono fondamentali per riuscire a capire e interpretare più a fondo sia oggetti della quotidianità sia veri capolavori.

Nel progettare la mostra si è cercato, oltre a individuare un elemento di connessione, di rafforzare il contenuto, approfondendo alcuni significati di cui questo semplice elemento poteva essere portatore: la fragilità, la debolezza insita in questa materia che si rompe, frattura e scalfisce facilmente, ma anche all’opposto, la capacità di utilizzare una debolezza, una ferita per creare forza, bellezza e rinascita, come attraverso l’’antica tecnica del kintsugi.

La mostra, oltre a esporre oggetti delle collezioni del Museo Garda, le valorizza mettendole a confronto e creando relazioni con altre opere d’arte provenienti da importanti musei, fondazioni e collezioni private.
In mostra anche molte opere di Carlo Zauli provenienti dal Museo Carlo Zauli, dal Museo della Ceramica di Castellamonte e da collezioni private.

Di grande rilievo anche le connessioni con il territorio, in particolare con la tradizione ceramica espressa dalla città di Castellamonte, riconosciuta eccellenza dall’AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica), attraverso le creazioni di alcuni artisti del secondo Novecento, che permetteranno di comprendere le evoluzioni di questo materiale duttile e trasformabile, sino all’utilizzo della stampa 3D.

La mostra Elogio della fragilità è stata ideata e coordinata da Paola Mantovani e realizzata grazie allo studio e alla curatela importanti studiosi come Raffaella Ausenda e Marco Guglielminotti nonché di Alessia Porpiglia e Luca Diotto e dall’esperienza artistica di Sandra Baruzzi, Guglielmo Marthyn e Chiara Lorenzetti.

Inaugurazione sabato 17 febbraio ore 16,30

Per informazioni: www.museogardaivrea.it


‘CARLO ZAULI’ – UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

‘CARLO ZAULI’  
UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

Nilufar, Viale Lancetti 34, Milano

01 dicembre 2023 — 25 febbraio 2024
inaugurazione 30 novembre ore 18:00
da lunedì a sabato: 10:00-13:00—14:00-19:00
domenica chiuso

Nilufar presenta ‘Carlo Zauli’, una mostra dedicata al ceramista e scultore italiano ospitata nel grande spazio centrale della sede di Viale Lancetti 34. Nina Yashar, in collaborazione con il Museo Carlo Zauli, ha curato una selezione di opere che ripercorrono i periodi scultorei più rappresentativi della carriera di Zauli, dalle più conosciute a molte altre mai presentate al pubblico. Un’iniziativa importante per celebrare l’arte di Zauli, uno dei capisaldi e massimi rinnovatori dell’arte della ceramica del 1900.

I lavori esposti, tra cui opere particolarmente rare e provenienti dalla collezione privata dello stesso Zauli, narrano il periodo scultoreo che va dagli anni ‘50, l’inizio della carriera dell’artista, agli anni ‘80. Un’occasione significativa per celebrare l’artista e il Museo Carlo Zauli, aperto dalla famiglia nel suo primo studio a Faenza nel 2002 con l’obiettivo di tutelare e diffondere la sua arte. Per la prima volta, una grande galleria consacra una riflessione approfondita all’opera di Zauli.
“Raramente si riscontra un rapporto così intimo tra materiale e artista; la dedizione di Carlo Zauli nel trattare la ceramica emerge nella qualità maestosa e quasi umana delle sue opere, che sembrano vivere di energia propria. Sono felice di omaggiare questo grande autore nei nostri spazi di viale Lancetti” afferma Nina Yashar.

Tra le opere esposte un prezioso vaso-scultura caratterizzato da una decorazione astratta, al quale è stato applicato uno smalto con colpi di frusta (imbevendo uno straccio e colpendo l’opera come in una action sculpture) risalente agli anni ‘50. Tale opera appartiene al primo ma già fruttuoso periodo della carriera di Zauli durante il quale vinse svariati riconoscimenti internazionali. È in questo decennio infatti che Zauli, oltre alla ceramica, ricerca tecniche per lavorare il grès e che vede i primi smalti bianchi a 1200°, precursori dei celebri ‘Bianchi di Zauli’. La maggior parte delle opere selezionate da Nilufar risale agli anni ‘60, momento in cui Zauli si allontana dalla tradizione della maiolica faentina per dedicarsi alla scultura artistica. Questa transizione è il risultato di una sintesi formale e geometrica del suo precedente lavoro. Dopo aver affinato le tecniche nella lavorazione della ceramica greificata, la tattilità del materiale diventa protagonista. Questo è il periodo del ‘Bianco Zauli’. L’artista è noto per aver inventato una nuova tipologia di colore, “una nota storicamente importante, in quanto in precedenza si era passati dall’iper-decorativismo rinascimentale al bianco, giungendo ai bianchi di Faenza. Il medesimo percorso è stato compiuto anche da Zauli, che abbandona la ceramica iper-decorata e inventa una cromia di smalto con una formula ancora oggi segreta” dichiara Matteo Zauli, figlio dell’artista, oggi a capo dell’omonimo museo. Questa la tonalità che domina la carriera dell’autore e che contraddistingue la mostra.

Tra le opere esposte, appartenenti in buona parte agli anni ‘60, si trovano quelle dedicate alla geometria elementare, come la Piramide, che rimanda ad una costruzione preistorica e rappresenta elementi misteriosi presenti in tutto il mondo. Altre opere seguono invece il filone in cui l’artista riflette sulla forma perfetta che esplode in natura, seppur sinuosamente. Zauli ha sempre nutrito e dimostrato un forte rispetto per il mondo naturale e una curiosità per la sua relazione con l’uomo; per questo spesso incrocia la tematica classica con quella naturalistica. Di particolare interesse la sezione dedicata alle Steli, opere che appartengono agli anni ‘60 e ‘70 (periodo in cui Zauli compone ed espone molti lavori anche in Giappone). Sono elementi dalla forma alta e lunga, ispirati alla classicità degli scultori della sua generazione, quali i fratelli Pomodoro. La ceramica è arcaica, e la stele è la forma arcaica per eccellenza. Per la prima volta dopo molti anni, Nilufar riunisce questi complessi monumentali.

In un momento storico in cui la ceramica rivive un periodo di grande fama, Nilufar torna alle nobili origini di questo materiale, celebrando l’artista italiano che più l’ha rinnovata nel secolo scorso.

 


 

NILUFAR
Fondata nel 1979 da Nina Yashar, Nilufar è una delle gallerie di design più importanti al mondo, che esercita un’influenza centrale nel settore creativo. Guidata dall’inconfondibile visione di Nina Yashar, Nilufar si è saldamente affermata come destinazione imprescindibile per collezionisti, istituzioni e appassionati di design, con un’eredità che si estende per oltre quattro decenni. L’approccio visionario di Yashar al design trascende i confini temporali e geografici, dando vita a una prospettiva moderna e multiculturale che fonde senza soluzione di continuità stili ed estetiche diverse. Nilufar presenta le opere di talenti contemporanei, tra cui Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Audrey Large e Objects of Common Interest. Al contempo, rende omaggio ai maestri del design del passato, come i luminari italiani Gio Ponti, Osvaldo Borsani e BBPR, oltre ai grandi brasiliani come Lina Bo Bardi, Jorge Zalszupin e Joaquim Tenreiro. Nilufar vanta due distinte sedi milanesi: una in Via Spiga 32 e l’altra, Nilufar Depot, nel vivace quartiere Lancetti, con un grande spazio di 1.500 metri quadrati. Nilufar Depot non solo accoglie un variegato programma di mostre, ma funge anche da fiorente polo culturale, una piattaforma dinamica concepita per la comunità internazionale del design. Nel 2023, Nilufar ha introdotto Open Edition, la prima gamma di pezzi di design di proprietà della galleria, composta da oltre 100 oggetti firmati da alcuni dei talenti più interessanti del panorama del design contemporaneo.
nilufar.com / @nilufargallery

NINA YASHAR
Gallerista, collezionista, mecenate e indubbiamente una delle più influenti figure pionieristiche nel mondo del design contemporaneo, Nina Yashar è la fondatrice della Nilufar Gallery. Nata a Teheran, si trasferisce in seguito a Milano, dove suo padre diventa un importante mercante di tappeti persiani e tessuti pregiati. Yashar inizia la sua carriera lavorando al fianco del padre finché, all’età di 21 anni, decide di aprire la propria attività. Inizialmente si occupa di antiquariato e tappeti francesi del XIX secolo, per poi scoprire una magnetica attrazione per i capolavori di design storico e per gli innovatori contemporanei. In oltre quarant’anni di carriera, la Yashar ha forgiato un bagaglio impareggiabile di progetti, mostre e arredi, scoprendo nuovi talenti che hanno cambiato il volto del design collezionabile. Il suo distintivo gusto rappresenta un connubio unico di mondi apparentemente distanti: Crossing, infatti, è il titolo di uno dei suoi primi cataloghi, oggi una guida indispensabile per molte persone in tutto il mondo.

CARLO ZAULI
Carlo Zauli (Faenza 1926-2002) è una delle grandi figure della scultura italiana del novecento. Come per altri maestri delle generazioni precedenti, da Martini a Fontana a Leoncillo, la sua formazione tecnica si svolge nell’ambito dell’arte ceramica, dai cui codici formali Zauli si distacca dagli anni Sessanta evolvendo verso una ricerca plastica complessa e di grande ricchezza espressiva. Il passaggio da climi informali ad un ragionamento sulla forma geometrica come struttura retorica lo porta a entrare nel vivo del dibattito plastico del tempo. La personale alla Montenapoleone di Milano del 1957, si intreccia con alcune realizzazioni in perfetto clima di integrazione delle arti (fregio per la reggia di Baghdad, 1958; fregio per il Poligrafico di Stato di Kuwait City, 1961; partecipazione alle Triennali milanesi del 1954, 1957, 1964, 1968) e con l’intensa frequentazione di autori come Fontana, Valentini, Pomodoro, Spagnulo.Dalla fine degli anni Sessanta la sua scultura si dipana in serie problematiche in cui la vocazione formativa della materia, il rapporto tra sostanza e pelle del corpo plastico, la dialettica tra biomorfismo e geometria, i comportamenti struttivi della forma, si fanno protagonisti. A fianco di grandi mostre personali (Musées Royaux d’Art d’Histoire di Bruxelles e Hetjens-Museum di Dusseldorf, 1972; personale itinerante a Osaka, Tokyo, Nagoya e Kyoto, 1974; personale itinerante a Fukuoka, Takoname e Tokyo, 1981) e opere di integrazione architettonica, si allineano le mostre personali in gallerie e spazi pubblici, che conferiscono alla sua opera un respiro internazionale, come conferma la retrospettiva itinerante tenutasi a Kyoto, Gifu, Tokyo e Hagi, tra il 2007-2008. È scomparso nel 2002. Ora i suoi lavori sono presenti in più di quaranta musei nel mondo.
museozauli.it / @museocarlozauli


CARLO ZAULI / NOVE OPERE INCOMPIUTE

 

 

Fondazione Fitzcarraldo, nell’ambito di ArtLab, supporta l’iniziativa Carlo Zauli / Nove Opere Incompiute.
L’obiettivo è quello di contribuire alla rinascita del Museo Carlo Zauli di Faenza, duramente colpito dall’alluvione del 16 maggio scorso. Purtroppo infatti, oltre agli spazi espositivi e ai suoi laboratori, sono andati perduti impianti e attrezzature e numerose opere del ceramista, considerato uno degli scultori ceramisti più importanti del novecento, e della collezione di artisti contemporanei hanno necessità di importanti lavori di restauro.

 

Una selezione di opere sarà acquistabile attraverso una donazione.
Le immagini e i dettagli delle opere sono disponibili online a questo LINK.

E’ possibile partecipare all’iniziativa dal 29 settembre al 31 ottobre.

Le opere saranno visibili in anteprima nella serata del 28 settembre,
all’interno di ArtLab 2023.
Dal giorno seguente e fino al 31 ottobre sarà possibile partecipare all’asta contattando direttamente il Museo Carlo Zauli alla mail museocarlozauli@gmail.com,
esprimendo la propria preferenza per un’opera, citandone il titolo e lanciando la propria offerta. Il personale del Museo vi contatterà di seguito informandovi sull’andamento dell’asta e nel caso, aggiornandovi su altre offerte giunte sulla stessa opera e sulla quotazione corrente, in modo da potere effettuare un eventuale rilancio.
Base d’asta: € 400,00

 

Le nove opere selezionate dal Museo Carlo Zauli per ArtLab 2023 Bergamo sono un assoluto inedito tra le edizioni prodotte negli anni 90.
Si tratta di nove sculture incompiute, scelte tra i “biscotti” ceramici che Carlo Zauli non portò mai a termine durante la propria carriera, non ultimando il processo di realizzazione artistica con l’applicazione dello smalto e la seconda cottura ad alta temperatura.
Ognuna di esse, dunque, è un’opera unica ritrovata nella storica cantina nella quale tutte queste opere non terminate dall’artista, colto all’inizio degli anni novanta dall’insorgere del morbo di Alzheimer, stavano riposte al momento dell’alluvione che ha travolto il centro di Faenza nel maggio scorso.
Opere conservate nell’Archivio MCZ per documentare l’attività dell’artista ma che, mancando l’autore, non sarebbero mai state toccate né messe in commercio.

Vista l’eccezionalità degli eventi, invece, il Museo ha deciso di destinare nove di esse alla generosa iniziativa di Fondazione Fitzcarraldo, corredandole di un certificato di autenticità e provenienza, nel quale viene descritta l’opera nella propria storicità.
Ogni opera testimonia il progetto scultoreo dell’artista, ne svela la maternità e porta i segni dell’alluvione, che volutamente non sono stati cancellati, e che arricchiscono così la storia e l’identità di ogni scultura.


IL MAESTRO RICCARDO MUTI ED IL RAVENNA FESTIVAL SOSTERRANNO LA RACCOLTA FONDI PER IL MUSEO CARLO ZAULI

Il Maestro Riccardo Muti ed il Ravenna Festival
sosterranno la raccolta fondi per il Museo Carlo Zauli
con il concerto

“Le vie dell’Amicizia”
venerdì 7 luglio 2023, ore 21
Palazzo Mauro De André, Ravenna

 

Siamo felici di annunciare che il Maestro Riccardo Muti ed il Ravenna Festival sosterranno la raccolta fondi che il Museo Carlo Zauli ha avviato per rinascere dopo l’alluvione del 17 maggio scorso. Il Maestro Muti ci ha infatti comunicato che donerà al Museo Carlo Zauli il proprio cachet del concerto in programma venerdì 7 luglio al Palazzo Mauro De André di Ravenna, nuova tappa del progetto “Le vie dell’Amicizia” di Ravenna Festival che quest’anno unisce Ravenna, Jerash e Pompei.

Il gesto del Maestro Riccardo Muti e l’attenzione del Ravenna Festival ci onora e ci commuove”, ha dichiarato Matteo Zauli appena ricevuta la notizia,  “e rappresenta un vertice della meravigliosa ondata di solidarietà che sta abbracciando il museo Zauli nel momento più difficile della propria storia. Ringraziamo il Maestro per questo gesto di generosa solidarietà, un abbraccio che conforta la nostra difficile risalita. Venerdì saremo al Pala De Andrè con il Sindaco di Faenza Massimo Isola, con il nostro staff e con molti dei volontari che in queste settimane ci hanno aiutato con incredibile partecipazione ed altruismo”.

Il concerto di Ravenna è il primo dei tre appuntamenti sulle vie dell’amicizia di Ravenna Festival 2023, domenica 9 sarà infatti replicato a Jerash, nel teatro romano della “Pompei d’Oriente” e martedì 11 nel Teatro Grande di Pompei. Su tutti e tre i palcoscenici, la direzione di Muti unirà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro Cremona Antiqua a musicisti giordani nel II atto da Orfeo ed Euridice di Gluck con il controtenore Filippo Mineccia, in “Casta diva” dalla Norma di Bellini con il soprano Monica Conesa e nel Canto del destino di Brahms.

Per maggiori informazioni sul concerto, clicca il seguente link.

Museo Carlo Zauli. Photo: Cristina Bagnara


VENTENNALE DALLA NASCITA DEL MUSEO CARLO ZAULI

Ventennale dalla nascita del Museo Carlo Zauli
ventennale.museozauli.it

Il 14 gennaio 2002, esattamente vent’anni fa, moriva, al termine di una lunga malattia che lo aveva tenuto lontano dalla propria ricerca artistica già da alcuni anni, Carlo Zauli.

Nato a Faenza il 20 agosto del 1926 Zauli, dopo aver sperato di diventare un calciatore professionista, aver compiuto tutti gli studi artistici all’Istituto ceramico ed essere stato deportato per un anno nei campi di lavoro nazisti, divenne ceramista, aprendo il proprio studio laboratorio nel 1949.

Dopo aver vinto negli anni cinquanta i principali riconoscimenti dedicati all’arte ceramica, i primi anni sessanta lo videro evolvere verso un’interpretazione marcatamente scultorea del proprio mestiere.
In questi anni matura il proprio linguaggio artistico, intriso di atmosfere informali intrecciate ad una armoniosa ma dirompente “naturalità”: sono gli anni di un crescente successo internazionale.
Dal 1958, anno nel quale sono realizzati i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait, vede la propria fama crescere continuamente, fino a spingersi, tra gli anni settanta ed ottanta, a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, dove realizza esposizioni e colloca opere in permanenza.

Carlo Zauli è considerato oggi indiscutibilmente uno dei ceramisti scultori più importanti del novecento.

Pochi mesi dopo la sua scomparsa, a Faenza inaugurò il Museo Carlo Zauli, che per volere della famiglia,  dell’Amministrazione e di molti partner privati, rendeva pubblico il patrimonio culturale dello studio – atelier del Maestro, e che ancora oggi si pone come tappa di riferimento per la conoscenza e l’approfondimento del suo percorso artistico.

Il 2022 vede impegnato il Museo Carlo Zauli in un intenso programma di eventi, mostre, workshop e attività per celebrare questo  importante anniversario.
Si è inoltre implementato l’importante lavoro di catalogazione delle opere di Carlo Zauli e realizzato una serie di eventi per far conoscere e comunicare ad un pubblico sempre più ampio la sua ricerca artistica, oggi disponibile a tutti grazie al nuovo sito interamente dedicato.
SCOPRI IL SITO A QUESTO LINK.

Sito realizzato da Filippo Volsi

 

Calendario Ventennale:

 

Il logo e l’immagine guida del ventennale sono stati creati da Beatrice Bassi

 

Partners
Comune di Faenza | Regione Emilia Romagna | AiCC Associazione Italiana Città della Ceramica |  Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza  | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna  | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna  |  Associazione Amici della Ceramica e del MIC  | CNA Faenza  | Podere La Berta  


20 anni in 20 ore. Visita guidata record di 20 ore per il Ventennale MCZ

20 anni in 20 ore 
Visita guidata record di 20 ore per il Ventennale MCZ
Da venerdì 17 alle ore 17.00
sino a sabato 18 giugno alle ore 13.00

Matteo Zauli insieme a tutto lo staff festeggia i 20 anni di apertura del Museo Carlo Zauli con una visita guidata record che si candida ad essere la più lunga della storia raccontando tutto ma proprio tutto sulle collezioni del museo, sulla sua storia, sulla vita di Zauli e tanti aneddoti sui suoi collaboratori.
Il tutto registrato per arricchire l’Archivio Generale.

“Cercherò di centrare un obbiettivo che avevo in mente da tempo” dichiara Matteo Zauli; “una visita guidata di 20 ore al Museo Carlo Zauli. Una vera e propria maratona pensata per raccontare, insieme a colleghi e amici del museo che mi affiancheranno durante il percorso, tutto – ma proprio tutto – quello che so su quel luogo, su mio padre, sulle residenze d’artista e sulla vita del museo dal 2002 ad oggi”. Conclude Zauli.

Si potrà entrare ed uscire liberamente seguendo solo una parte della visita guidata. Ma per chi seguirà tutta la visita, si assegnerà il premio che il Museo Carlo Zauli ha messo in palio per l’occasione: un’edizione limitata zauliana.

Dalle alle ore 17.00 di venerdì 17 giugno alle ore 8.30 di sabato 18 giugno la visita si svolgerà negli spazi del Museo Carlo Zaulidalle ore 8.30 alle ore 11.45 di sabato 18 giugno la visita si sposterà per un itinerario in città (Cubo Alato della stazione ferroviaria; Studio Missiroli in via Naviglio, 14; MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza in Viale Alfredo Baccarini, 19; Parco Bucci Piazzale Aldo Pancrazi; Podere La Berta in Via Berta, 13 Brisighella) per ritornare poi alle ore 12.30 al Museo Carlo Zauli per il momento finale di questa visita.

Con i contributi musicali di: Sara Valgimigli accompagnata da Dave Marani alla chitarra; Donato D’Antonio; Camerata degli Ammutinati; Laura Babini accompagnata da Mito Tonello alla chitarra, Lucia Zauli.

Costo del biglietto di ingresso alla visita 20 anni in 20 ore: 3,00 euro.

 
 
Programma
 
 
 
  • Ore 17.00 inizio. 17 – 18,15
    Il giardino (con interventi musicali di Laura Babini e di Lucia Zauli)
  • Ore 18,15 – 18.45
    Prologo
  • Ore 18.45 – 19.45
    Gli anni 50
  • Ore 19.45 -20.15
    I primi anni 60
  • Ore 20.15 – 21.30
    Gli anni 60
  • Ore 21.30 – 22.15
    Lo studio privato
  • Ore 22.15 – 22.40
    L’ingresso
  • Ore 22.40 – 23.40
    I primi anni 70 (con intervento musicale della Camerata degli Ammutinati)
  • Ore 23.40 – 0.40
    Gli “sconvolti”
  • Ore 0.40 – 1.55
    La cantina delle argille
  • Ore 1.55 – 2.25
    La stanza della decorazione o dell’Aida
  • Ore 2.25 – 3.25
    La stanza dei forni
  • Ore 3.25 – 4.55
    La stanza della foggiatura / Workshop – il vaso sconvolto
  • Ore 4.55 – 5.30
    La sacrestia /la collezione di piastrelle
  • Ore 5.30- 7.00
    La collezione contemporanea e l’MCZ box
  • Ore 7.00 – 8.30
    Il giardino (con lab con Monica Zauli e intervento musicale di Sara Valgimigli)
  • Ore 8.30 – 12.30
    Il museo Zauli oltre le mura (in bici ed in auto)
  • Ore 8.30 – 9.00
    Carlo Zauli a Faenza / il Cubo Alato della stazione
  • Ore 9.00 – 9.40
    La Madonna di Alberto Garutti (in Palazzo Ferniani)
  • Ore 9.40 – 10.15
    MIC Faenza alla scoperta delle opere di Carlo Zauli in collezione
  • Ore 10.15 – 10.45
    Parco Bucci / alla scoperta dell’opera Armonia Mundi
  • Ore 11.00 – 12.15
    La berta – i calanchi / alla scoperta delle opere del Fuorimuseo MCZ. Natura e vitalità circolare
  • Ore 12.30 – 13.00
    MCZ Finale al giardino del museo. Aperitivo / Premiazione dei vincitori del premio

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