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ALLA SCOPERTA DELLA DEA MADRE

Alla scoperta della Dea Madre
Laboratorio esperienziale di manipolazione dell’argilla
a cura dell’artista Stefania Spanedda
e tavola rotonda
25 – 26 marzo 2023 Museo Carlo Zauli

 

 

sabato 25 marzo: laboratorio esperienziale a cura dell’artista Stefania Spanedda, dalle ore 16.00 alle ore 19.00
domenica 26 marzo: tavola rotonda dalle ore 10.00 alle ore 12.00

 

Presentazione workshop
Quando nasce l’arte, quali sono le sue prime forme espressive e la semantica sottesa? Che ruolo ha la donna nelle società primordiali? La storia e l’arte possono fornirci degli elementi per affermare e consolidare la parità di genere nelle strutture sociali contemporanee?
Alla scoperta della Dea Madre è un laboratorio esperienziale (dal latino “esperire” = agire) di manipolazione dell’argilla che, utilizzando il linguaggio artistico, si prefigge di dare delle risposte a queste domande ma anche di stimolare agiti sociali che valorizzino il ruolo della donna nelle società contemporanee.
Nella prima parte del workshop l’artista Stefania Spanedda proporrà un momento di riflessione sul ruolo rivestito dalla donna nella preistoria e nella protostoria dell’umanità attraverso una interessante chiave di lettura del prezioso patrimonio di Veneri paleolitiche o Dee Madri ritrovate nell’area europea, nel nord Africa e nel Vicino Oriente. L’iconografia femminile rappresenta infatti, in parallelo alle pitture rupestri, la più antica forma d’arte e di sacralità dell’umanità. E’ un elemento storico-antropologico utile a far luce su una parte di storia troppo spesso omessa, nel quale la Donna ha un ruolo fondamentale e una sacralità universalmente riconosciuta.
Nella seconda parte del laboratorio l’atto del creare ha un forte valore simbolico. Durante l’attività pratica di manipolazione, le conoscenze condivise dall’artista nella prima parte, vengono rielaborate e diventano suggestioni. Stefania conduce il gruppo in un processo creativo e introspettivo, finalizzato alla realizzazione di una personale Dea Madre in argilla.

Scheda workshop
Il laboratorio costituisce un pretesto per riscoprire e rendere concreti e attuali antichi simboli che narrano di una Donna Dea, Madre e Terra con un ruolo fondamentale nella società.
Il progetto è ideato e realizzato da Stefania Spanedda, artista ceramista, pedagogista e maestra nella scuola primaria. Formatrice con una consolidata esperienza di docenza e formazione sia in ambito didattico che artistico.

A chi è rivolto: il workshop è rivolto a: donne, uomini, bambin*, ragazz*, famiglie, collettivi studenteschi, insegnanti, scuole, biblioteche, musei, associazioni, gruppi informali, a tutti coloro che si occupano di arte, cultura, educazione e formazione.

Materiali: verranno forniti dal Museo Carlo Zauli.

Orari: sabato 25 marzo dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Iscrizioni: la partecipazione al laboratorio è gratuita. Occorre prenotarsi scrivendo a museocarlozauli@gmail.com

 

Tavola rotonda
Questo progetto nasce da numerosi momenti di osservazione e riflessione sulla crescente presenza femminile nel mondo della ceramica contemporanea, delle arti visive e in generale di ogni settore della creatività internazionale. Come sta cambiando la presenza della donna nei settori artistici? Come si è sviluppato questo percorso? Possiamo parlare di una vera e propria predominanza? Un confronto tra diverse personalità del mondo dell’arte contemporanea del territorio e internazionale, con la presenza di artisti, curatori, operatori in ambito sociale e terapeutico, letterati per approfondire e indagare le dinamiche di questo nuovo scenario, senza cadere in una facile retorica.

Relatori:

Sergia Avveduti – Artista e docente
Milena Barzaglia – Assessora Comune di Faenza
Viola Emaldi –  Storica dell’arte della ceramica, curatrice AiCC e coordinatrice IFTS
Fiorenza Pancino – Artista
Stefania Spanedda – Artista
Mona Lisa Tina – Artista visiva, arte terapeuta e docente
Monica Zauli – Vicepresidente Museo Carlo Zauli e architetto

Modera:

Matteo Zauli – Direttore Museo Carlo Zauli, docente management culturale e curatore

Domenica 26 marzo dalle ore 10.00 alle ore 12.00, Museo Carlo Zauli.

 


 

Stefania Spanedda
Insegnante di professione e ceramista per passione, attraverso la sperimentazione di tecniche differenti di foggiatura e decorazione della ceramica a bassa temperatura ha sviluppato, negli anni, un proprio linguaggio artistico ispirato alla natura e alla cultura della sua terra: la Sardegna..
Elementi ricorrenti nelle sue creazioni sono la Dea Madre nuragica e le creature marine, i messaggi poetici ma anche di denuncia sociale e l’impegno politico. Attualmente fa parte del Messy Lab, collettivo di ceramica in Torino con il quale insegna modellato a mano e la Tecnica Raku, organizza corsi, laboratori nelle scuole, conferenze, mostre ed eventi di promozione della cultura ceramica. Ideatrice e direttrice artistica dei festivals internazionale Linguaggi d’autore Viaggio tra le Arti e l’Artigianato nella Città dei Colori (edizione 2020 e 2021, Bosa- Sardegna) e del Premio internazionale di Arte Ceramica Fratelli Melis (Bosa- Sardegna). Al Matres 2022 I° Concorso Internazionale di Ceramica Femminile Visioni riceve il primo premio selezione giuria e il terzo premio nella sezione di concorso raku.
La sua opera Donne Spezzate XXVI è stata installata nel novembre 2018 presso i giardini Scillato di Salerno. Nei mesi estivi, espone le sue creazioni nel suo atelier di via del Chiassuolo n°18 nel cuore del colorato centro storico di Bosa (OR).
Nel 2020 ha scritto il racconto “Sotto lo stesso Cielo. Storia di 清 Qīng e 月 Yuè” tradotto in 15 lingue e diventato un progetto didattico che ha coinvolto migliaia di studenti in tutta Italia e in Croazia.

 

Alla scoperta della Dea Madre è promosso da: Associazione Pandora ceramiste di Cava De’ Tirreni (Sa), Messy Lab Collettivo di Ceramica di Torino e Associazione dei Sardi in Torino Antonio Gramsci.
In collaborazione con il Comune di Faenza. 


MCZ MOSTRE | 18 FEBBRAIO 2023

MCZ MOSTRE | 18 febbraio 2023
ore 18.00 Museo Carlo Zauli 

Finissage: Chini contemporaneo: il Liberty di domani

Presentazione lavori finali dei workshop:
Corso per curatori 2022
Ceramica Primitiva Contemporanea 2022 

 

 

Chini contemporaneo: il Liberty di domani

Si chiude con il finissage  il workshop a cura di Museo Carlo Zauli e MIC Museo Internazionale della Ceramica in Faenza, in collaborazione con Accademia di Belle Arti Bologna, Accademia di Belle Arti Ravenna, Latte Project, Ceramiche Lega, Associazione Culturale Fatti d’Arte.

Con la partecipazione progettuale di Claudia Casali, Viola Emaldi, Matteo Zauli, Aurora Balducci, Veronica Bassani, Francesca Cerfeda, Gioele Melandri.

Artisti coinvolti: Isabella Catino e Giulia Petronio, Giovanni Copelli, Filippo Maestroni, Giulia Seri, Tommaso Silvestroni, Arianna Zama.

Il progetto ha coinvolto le nuove generazioni di curatori, chiamati a scegliere a loro volta giovani artisti che hanno interagito all’interno del workshop attraverso un loro sguardo personale, traslando sul contemporaneo la ricerca artistica di Galileo Chini e dando vita a nuove produzione ceramiche presentate in questa mostra.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

 

Corso per curatori 2022 – IX edizione

Nato nel 2014, e sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il corso per curatori, workshop didattico rivolto agli studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna e di Ravenna, è tenuto presso il Museo Carlo Zauli, sotto il coordinamento di Guido Molinari docente di Psicologia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e cocuratore del progetto Residenza d’Artista presso il Museo.
L’attività formativa ha luogo attraverso forme di confronto con curatore di riferimento, direttore e coordinatore organizzativo del museo, artisti invitati e ceramista direttamente sul campo, integrate da una serie di incontri teorici con esperti del settore.

Il 18 febbraio verrà presentato al pubblico il lavoro curatoriale sviluppato dagli studenti partecipanti al corso nel 2022, un allestimento espositivo che mette in relazione le opere della collezione contemporanea del Museo con la ricerca artistica di Carlo Zauli, mostrando nuovi ed inediti rimandi, riflessioni e visioni.

Studenti partecipanti: Aurora Balducci, Isabella Catino, Martina Minzoni e Giulia Petronio.

 

Ceramica Primitiva Contemporanea 2022 

Dopo il successo della prima edizione del workshop Ceramica primitiva contemporanea, il Museo Carlo Zauli e Manifatture Sottosasso hanno riproposto nel 2022 questa esperienza all’interno del Festival dei calanchi e delle argille azzurre.

Il fascino arcaico che la ceramica porta con sé, in quanto materiale utilizzato dall’uomo fin dagli albori della propria presenza sulla terra, è uno degli aspetti che maggiormente contribuisce al proprio successo nel panorama attuale delle arti visive. Un successo che riconosciamo da molti segnali, tra i quali l’utilizzo che molti artisti contemporanei – da Evgeny Antufiev a Chiara Camoni, solo per fare due esempi passati dai laboratori del Museo Carlo Zauli – ne fanno proprio sottolineandone gli aspetti più primitivi. Nascono così opere primigenie e contemporanee al tempo stesso, che contengono in sé entrambi i DNA e che in questo workshop sono state analizzate a fondo ed applicate alla ricerca di ognuno dei partecipanti che hanno coniugato la propria identità e presenza, legata indissolubilmente al presente, a tecniche e atmosfere che si perdono nella notte dei tempi.

Tale percorso viene testimoniato il 18 febbraio attraverso una mostra – installazione al Museo Carlo Zauli con le opere realizzate dai partecipanti create tramite una cottura primitiva tra le terre della Manifattura Sottosasso, splendida bottega ceramica persa tra le colline faentine.

Opere di: Paola Bandini, Francesca Fabbri, Silvia Ileana Listorti, Nicola Ragazzini ed Emanuele Serpe.


CORSO PER CURATORI 2022: AURORA BALDUCCI

Corso per curatori 2022: Aurora Balducci

Accademia delle Belle Arti di Bologna

 

Aurora Balducci ha messo in relazione il lavoro di Emma Hart della collezione contemporanea MCZ  con la ricerca artistica di Carlo Zauli, in particolare nell’opera “Vasi Sconvolti”.
Per il progetto Chini contemporaneo: Il liberty di domani ha selezionato e curato il lavoro dell’artista Tommaso Silvestroni.

 

Emma Hart “From the inside out”, 2016  – Carlo Zauli “Vasi Sconvolti”, 1976-77

Nel 2016 Emma Hart è stata invitata presso la residenza d’artista del Museo Carlo Zauli. Da questa collaborazione è nata l’opera “From the inside out”, un lavoro che racconta il nucleo famigliare dell’artista e la loro scelta di trasferirsi in Italia durante il soggiorno in Faenza. Infatti, queste tre teste rappresentano la famiglia dell’artista: abbiamo a sinistra Emma Hart, al centro la figlia e a destra il compagno. Sappiamo che questo è il primo approccio con la ceramica della Hart, questi tre esseri sono stati ricavati da blocchi di argilla, scavati all’interno utilizzando solamente le mani, metaforicamente, l’artista si paragona ad un cane che scava nella terra, motivando così la sua inesperienza con questo materiale. L’opera racconta l’unione e il supporto della famiglia, punti fondamentali per l’artista in quel periodo, che ci invita ad entrare nella sua sfera privata.
Zauli, negli anni ottanta, o anni di piombo realizza una piccola serie di vasi intitolata “Vasi Sconvolti”. Tecnicamente l’artista è partito da un blocco di argilla per creare dei vasi mediante il tornio, una tecnica artigianale di tradizione ceramica, decide poi di intervenire artisticamente tramite dei gesti violenti, proprio per raccontare ciò che stava avvenendo in quel periodo in Italia. Al contrario del lavoro della Hart, Zauli parte dalla creazione di un oggetto per poi distruggerlo, rappresentando la sfera sociale e lo stato d’animo generale delle persone. Queste due opere sono associate da paradossi concettuali e allo stesso tempo da similitudini estetiche, invitando lo spettatore ad entrare in questo dialogo.

 


 

Tommaso Silvestroni a cura di Aurora Balducci

L’installazione presentata da Tommaso Silvestroni è il frutto di un lavoro che ha preso forma durante il processo di creazione, tramite una metodologia istintiva e sperimentale. L’opera è realizzata con materiali misti che, prelevati dall’ambiente circostante, vengono fatti dialogare tra loro; questo permette di collocare l’opera all’interno di una dimensione altra rispetto a quella della ceramica tradizionale.
Influenzato dalle ceramiche decorative che Galileo Chini realizzò presso le Fornaci San Lorenzo per le Terme Berzieri di Salsomaggiore e le Terme di Castrocaro, l’artista indaga le possibilità espressive nascoste nei materiali utilizzati. La sua è una scelta consapevole, che gioca e si articola su due binari: da una parte vi è l’uso di materiali appartenenti alla contemporaneità come il tombino e i calchi di tubi, entrambi acquisiscono un nuovo significato, poiché prelevati dal mondo industriale e trasformati in elementi scultorei; dall’altra, Silvestroni, sceglie la naturalezza dei fossili trilobiti, elementi che, come lo stesso artista sottolinea, hanno subito un doppio processo scultoreo: la stratificazione naturale e il calco in gesso eseguito dallo stesso artista. 
La composizione realizzata è caratterizzata da diverse superfici texturizzate, uniche e differenti le une dalle altre, sono modificate dai rivoli d’acqua sulfurea che creano una continuità di forme mai uguali.
Quella di Silvestroni è una rielaborazione delle prime sorgenti termali, una colonna modulare che parte dalla terra e arriva fino in cielo, come gli stessi elementi ci suggeriscono.

 


CORSO PER CURATORI 2022: ISABELLA CATINO

Corso per curatori 2022: Isabella Catino

Accademia delle Belle Arti di Ravenna

 

Isabella Catino ha messo in relazione il lavoro di Francesco Simeti della collezione contemporanea MCZ  con la ricerca artistica di Carlo Zauli, in particolare nell’opera “Flessuosità nera”.
Per il progetto Chini contemporaneo: Il liberty di domani ha realizzato l’opera “CONTRO CORRENTE” insieme a Giulia Petronio.

Francesco Simeti “Uncinata”, 2018  – Carlo Zauli “Flessuosità nera”, 1981

La scelta di confrontare queste due opere, databili in due periodi completamente diversi, quella del celebre ceramista Carlo Zauli “Flessuosità nera” e quella dell’artista contemporaneo Francesco Simeti “Uncinata”, è dovuta a delle forti similitudini che ho riscontrato tra di esse. Il materiale utilizzato da Simeti per la realizzazione dell’opera non è sicuramente dato al caso, la terra nera, utilizzata, prima di tutti da Carlo Zauli, come ad esempio per la realizzazione delle sue grandi e maestose Steli. In questo caso però il mio confronto è con un’opera realizzata in grès, materiale ben diverso da quello utilizzato da Francesco Simeti, ma che in qualche modo ha riportato alla mia vista delle forti somiglianze estetiche. Il colore delle due opere è molto simile, un nero che tende a quelle calde tonalità del terreno, che non a caso ci riportano al tema della natura, rappresentato nelle foglie di “Uncinata”, che prende il nome proprio dalla forma di esse, ad uncino, modellate dall’artista a formare un leggero moto vorticoso proprio come quello di “Flessuosità nera” nella forma dei drappi cadenti. A colpirmi sono i rilievi e gli spessori delle due opere, simili, che nonostante siano pesanti, all’aspetto donano un senso di leggerezza unico.


 

Isabella Catino e Giulia Petronio
CONTRO CORRENTE

Prendendo ispirazione dal periodo giapponese dell’artista Galileo Chini, l’opera “CONTRO CORRENTE” delle giovani artiste Isabella Catino e Giulia Petronio si propone di rielaborare uno dei temi classici della cultura del Sol Levante, inserendola in un’ottica più contemporanea.
Mentre Galileo Chini ha usato il supporto ceramico per dipingere le sue storie, le sue metafore e i suoi simboli, le due giovani artiste hanno utilizzato il supporto ceramico del vaso eseguendo su di esso il simbolo della carpa e l’onda del mare, con la tecnica del bassorilievo.
La scelta del colore sui toni dell’azzurro non è data al caso, prende ispirazione dal mare e dalle numerose opere dell’artista, legate al suo periodo liberty. L’archetipo della carpa koi sta a rappresentare il desiderio di andare contro corrente e di cercare con coraggio di andare oltre i cammini già tracciati, per esplorare, nel caso delle artiste, nuove potenzialità legate al loro percorso e al mondo dell’arte.
Il lavoro di coppia ha cercato di unire due personalità tanto simili quanto diverse e la divisione dello spazio come nello yin e yang a rendere giustizia di queste differenze in un equilibrio perfetto.


CORSO PER CURATORI 2022: Martina Minzoni

Corso per curatori 2022: Martina Minzoni

Accademia delle Belle Arti di Ravenna

 

Martina Minzoni ha messo in relazione il lavoro di Luca Monterastelli della collezione contemporanea MCZ  con la ricerca artistica di Carlo Zauli, in particolare nell’opera “Stele”.

 

 

 

Luca Monterastelli “White endlessly rocking – orbitante 1″, 2013 
Carlo Zauli “Stele”, 1973-74

 

Sebbene i due artisti, Carlo Zauli e Luca Monterastelli, hanno utilizzato tecniche e materiali diversi per esprimere il loro registro artistico, si intravede nelle due opere una comune ricerca di armonia attraverso un universo simbolico che rimanda alle forme naturali.
L’uso di sovraccarichi e profusioni barocche nella scultura di Monterastelli potrebbe suggerire una certa elaborazione decorativa e simbolica della stele di Zauli, che a noi che la osserviamo dal basso sembra raggiungere continuamente un apice, un mondo parallelo, qualcosa di irraggiungibile.
L’opera di Monterastelli esprime la stessa tensione, disegna un arco che si sviluppa in contrasto alla fragilità dei materiali, creando un’armonia organica, estranea alla perfezione della forma geometrica, soggetta alle forze del tempo e della natura, in perfetto dialogo con l’opera di Zauli.

 

 

 


CORSO PER CURATORI 2022: GIULIA PETRONIO

Corso per curatori 2022: Giulia Petronio

Accademia delle Belle Arti di Ravenna

 

Giulia Petronio ha messo in relazione il lavoro di Simon McGrath della collezione contemporanea MCZ  con la ricerca artistica di Carlo Zauli, in particolare nell’opera “Vaso Sconvolto”.
Per il progetto Chini contemporaneo: Il liberty di domani ha realizzato l’opera “CONTRO CORRENTE” insieme a Isabella Catino.

 

Simon McGrath “Earth Work”, 2012  
Carlo Zauli “Vaso Sconvolto”, 1976-77

 

Dal confronto delle opere dei due artisti emerge immediatamente il denominatore comune nella scelta dei colori e della forma. Ciò invece che li differenzia è dato dai materiali utilizzati. Questi ultimi permettono a entrambi gli artisti di esprimere i turbamenti e le emozioni più intime, dando forma ad esse e definendone i confini dell’estetica. Una caratteristica che accomuna le due opere, ma che allo stesso tempo le differenzia, è il colore nero: nel “Vaso Sconvolto” di Zauli, il fondo sembra emergere dalla scultura come se fosse esploso. In “Earth Work” di McGrath, invece, il movimento centripeto che parte dall’esterno sembra perdersi nel “buio del fondo scuro”.
Entrambi i vasi non hanno una forma precisamente geometrica, ma la simmetria si avverte. Questa è una delle caratteristiche che accomuna tutte le opere di Zauli: le sue sculture sono essenziali, fluide e sinuose, presentano un evidente interesse per le forme naturali e per una cultura classica, ma allo stesso tempo si inseriscono nella ricerca contemporanea degli anni ‘70.

 

 


 

 

Isabella Catino e Giulia Petronio
CONTRO CORRENTE

Prendendo ispirazione dal periodo giapponese dell’artista Galileo Chini, l’opera “CONTRO CORRENTE” delle giovani artiste Isabella Catino e Giulia Petronio si propone di rielaborare uno dei temi classici della cultura del Sol Levante, inserendola in un’ottica più contemporanea.
Mentre Galileo Chini ha usato il supporto ceramico per dipingere le sue storie, le sue metafore e i suoi simboli, le due giovani artiste hanno utilizzato il supporto ceramico del vaso eseguendo su di esso il simbolo della carpa e l’onda del mare, con la tecnica del bassorilievo.
La scelta del colore sui toni dell’azzurro non è data al caso, prende ispirazione dal mare e dalle numerose opere dell’artista, legate al suo periodo liberty. L’archetipo della carpa koi sta a rappresentare il desiderio di andare contro corrente e di cercare con coraggio di andare oltre i cammini già tracciati, per esplorare, nel caso delle artiste, nuove potenzialità legate al loro percorso e al mondo dell’arte.
Il lavoro di coppia ha cercato di unire due personalità tanto simili quanto diverse e la divisione dello spazio come nello yin e yang a rendere giustizia di queste differenze in un equilibrio perfetto.

 

 

 


PUBLIC PROGRAM NELL’AMBITO DELLA MOSTRA MUTAFORMA

Public program nell’ambito della mostra
MUTAFORMA. Mutazioni ceramiche del Codice CZ
a cura di Collettivo NN
Alchemilla – Palazzo Vizzani, Via S. Stefano 43, Bologna

28 ottobre 2022, ore 18 e 18.30
Letture mutanti
in collaborazione con lo Spazio Letterario

30 ottobre 2022, ore 17
Terra Comune: la residenza d’artista come pratica collettiva
Irene Biolchini e Simone Menegoi in dialogo con Salvatore Arancio

 

Nell’ambito della mostra Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZ  (fino al 30 ottobre presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Bologna), prosegue il public program con altri due appuntamenti previsti per venerdì 28 e domenica 30 ottobre.

Venerdì 28 ottobre, alle 18 e alle 18.30, si potrà assistere all’evento Letture mutanti, mirato ad approfondire i concetti di “mutazione” e “mutaforma” come chiavi di lettura della collezione di ceramica contemporanea del Museo Carlo Zauli. Attraverso il format del reading, l’evento intende raccogliere testi, poesie e dialoghi che creino una suggestione attorno a come l’ibrido e il mutante siano oggi strumenti per interpretare e rispondere alle crisi simultanee che coinvolgono la soggettività, il corpo, l’identità e la vita su quello che Donna Haraway definisce “un pianeta infetto”.
L’evento è organizzato in collaborazione con Lo Spazio Letterario, una nuova realtà che intende animare il tessuto sociale e culturale della città. Il progetto è realizzato in collaborazione con giovan*, studios*, artist* e musicist* che intendono dare vita a un’esperienza trasversale in cui la letteratura diventi luogo di incontro, di arricchimento reciproco e di crescita.
Il reading sarà strutturato come un percorso itinerante, perciò il pubblico è invitato a prendere parte a uno dei due momenti di visita (18-18.30; 18.30 -19).

Domenica 30 ottobre alle ore 17, in occasione del finissage della mostra, gli spazi di Alchemilla accoglieranno il talk Terra Comune: la residenza d’artista come pratica collettiva, con l’artista Salvatore Arancio, la curatrice Irene Biolchini, il curatore e direttore di Arte Fiera Simone Menegoi. Introducono l’incontro Matteo Zauli, direttore del Museo Carlo Zauli e Camilla Sanguinetti, fondatrice di Alchemilla.
Questo ultimo appuntamento del public program oltre a sancire la conclusione della mostra sarà un’occasione di dialogo su come, a partire dagli anni Duemila, grazie a progetti di residenza d’artista come quello promosso dal Museo Carlo Zauli, la tradizione ceramica abbia intrapreso stimolanti contaminazioni con il contemporaneo. A partire dal loro percorso artistico, curatoriale e di ricerca, gli interventi si focalizzeranno su come la residenza d’artista abbia attivato modalità di lavoro orizzontale e di progettazione collettiva. L’incontro sarà un’occasione di approcciare la capacità del medium ceramico di scatenare un obbligo al dialogo, dove artist*, istituzioni, curator*, professionist* artigian* e il territorio collaborano nel plasmare una terra comune. L’esperienza di Salvatore Arancio è significativa di come le residenze MCZ abbiano svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo della ricerca artistica a sostegno di nuove forme di creatività.

Ingresso libero

 

Contatti:
Eloisa Magiera 366 345 6930
Gaia De Palma 346 758 6303

 

MUTAFORMA. Mutazioni del Codice CZ restituisce l’ibridazione tra la componente ereditaria di Zauli e la cultura ceramica di Faenza in quanto tradizione di una forma d’arte tra le prime espressioni artistiche dell’essere umano. Questa eredità culturale diventa un’eredità genetica, che nel corso dei vent’anni di residenze presso il Museo Carlo Zauli, è stata assorbita e rielaborata dallɜ artistɜ che hanno abitato gli spazi del museo. È in questo modo che il DNA dell’opera di Zauli ha subito una mutazione. Gli agenti mutanti sono le poetiche, i processi personali e le influenze che lɜ artistɜ hanno portato nei laboratori del museo, generando forme ceramiche alla luce di una voce contemporanea e delle sue nuove istanze.

La mostra include opere di: Carlo Zauli, Anemoi, Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Massimo Bartolini, Giulia Bonora, Chiara Camoni, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, Arianna Carossa, David Casini, T-Yong Chung, Lorenzo Commisso vs Aida Bertozzi, Giulia Dal Monte e Isabela Benavides, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Piero Golia, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Maurizio Mercuri, Jonathan Monk, Caterina Morigi, Ornaghi & Prestinari, Chiara Pergola, Marco Samorè, Daniel Silver, Sissi, Luca Trevisani, Sislej Xhafa, Shafei Xia, Italo Zuffi.

 


Con il contributo di
Comune di Faenza | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna | Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | Associazione Amici della Ceramica e del MIC

 


FORME DI INCONTRO. PUBLIC PROGRAM NELL’AMBITO DELLA MOSTRA MUTAFORMA

“Forme di incontro”

Public program nell’ambito della mostra
“MUTAFORMA. Mutazioni ceramiche del Codice CZ”

 a cura di Collettivo NN

 

Nell’ambito della mostra Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZ  (fino al 30 ottobre presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Bologna), il Collettivo NN ha organizzato un public program dal titolo Forme di incontro, che prevede quattro appuntamenti con lə artistə nei weekend 8-9 e 15-16 ottobre dalle 10.30 alle 12.00.

Gli incontri vogliono creare un ponte tra il pubblico e il lavoro creativo dell’artista, favorendo uno scambio reciproco in un’atmosfera accogliente, gustando un caffè. L’artista racconterà della sua esperienza in residenza al Museo Carlo Zauli, del suo rapporto con la ceramica e della genesi dell’opera in mostra, per poi approfondire i linguaggi, le ricerche e le poetiche che oggi sono parte significativa del suo lavoro.

Gli incontri sono pensati per un massimo di 15 partecipanti.
Prenotazioni: info@alchemilla43.it

 

Calendario degli appuntamenti, ore 10.30-12.00:
sabato 8 ottobre: incontro con Italo Zuffi
domenica 9 ottobre: incontro con David Casini
sabato 15 ottobre: incontro con Sergia Avveduti
domenica 16 ottobre: incontro con Chiara Pergola

 

L’incontro di sabato 8 ottobre è organizzato nell’ambito della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI con il sostegno del Ministero della Cultura con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

Contatti:
Eloisa Magiera 366 345 6930
Gaia De Palma 346 758 6303

 

MUTAFORMA. Mutazioni del Codice CZ restituisce l’ibridazione tra la componente ereditaria di Zauli e la cultura ceramica di Faenza in quanto tradizione di una forma d’arte tra le prime espressioni artistiche dell’essere umano. Questa eredità culturale diventa un’eredità genetica, che nel corso dei vent’anni di residenze presso il Museo Carlo Zauli, è stata assorbita e rielaborata dallɜ artistɜ che hanno abitato gli spazi del museo. È in questo modo che il DNA dell’opera di Zauli ha subito una mutazione. Gli agenti mutanti sono le poetiche, i processi personali e le influenze che lɜ artistɜ hanno portato nei laboratori del museo, generando forme ceramiche alla luce di una voce contemporanea e delle sue nuove istanze.

La mostra include opere di: Carlo Zauli, Anemoi, Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Massimo Bartolini, Giulia Bonora, Chiara Camoni, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, Arianna Carossa, David Casini, T-Yong Chung, Lorenzo Commisso vs Aida Bertozzi, Giulia Dal Monte e Isabela Benavides, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Piero Golia, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Maurizio Mercuri, Jonathan Monk, Caterina Morigi, Ornaghi & Prestinari, Chiara Pergola, Marco Samorè, Daniel Silver, Sissi, Luca Trevisani, Sislej Xhafa, Shafei Xia, Italo Zuffi.

 


Con il contributo di
Comune di Faenza | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna | Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | Associazione Amici della Ceramica e del MIC


CARLO ZAULI E IL GIAPPONE

CARLO ZAULI E IL GIAPPONE
inaugurazione 15 ottobre 2022 ore 18.00
fino al 27 ottobre 2022
Museo Carlo Zauli 

All’interno di OTTOBRE GIAPPONESE 2022

Quest’anno il nostro Museo, da sempre vicino alla cultura e alla storia della ceramica giapponese, celebrerà il Ventennale dalla propria fondazione e dalla scomparsa di Carlo Zauli anche presentando, all’interno dell’Ottobre Giapponese, tre opere in porcellana – davvero poco viste – realizzate da Zauli durante un workshop tenutosi a Toki nel 1983 con il Maestro Kaiji Tsukamoto.
Il workshop rappresentò l’evento di punta delle celebrazioni del gemellaggio Faenza – Toki, proprio da Carlo Zauli preparato nel corso delle sue precedenti esperienze professionali in Giappone.

Da vent’anni, i volontari e le volontarie dell’ASCIG (Associazione per gli scambi culturali fra Italia e Giappone) organizzano l’Ottobre Giapponese che porta in tutta la provincia di Ravenna (ma anche oltre) le molteplici facce della tradizione e della modernità del Giappone. La ventesima edizione del festival, per onorare la ricorrenza, si rinnova, ma senza dimenticare le sue radici e la sua storia, nello spirito del titolo scelto per quest’anno: Il futuro ha un cuore antico.

In collaborazione con Associazione Gemellaggi Faenza e Comune di Faenza per celebrare il Ventennale della Fondazione del Museo Carlo Zauli.

 


FORME DI INCONTRO. PUBLIC PROGRAM NELL’AMBITO DELLA MOSTRA MUTAFORMA

“Forme di incontro”

Public program nell’ambito della mostra
“MUTAFORMA. Mutazioni ceramiche del Codice CZ”

 a cura di Collettivo NN

 

Nell’ambito della mostra Mutaforma. Mutazioni ceramiche del codice CZ  (fino al 30 ottobre presso Alchemilla a Palazzo Vizzani, Bologna), il Collettivo NN ha organizzato un public program dal titolo Forme di incontro, che prevede quattro appuntamenti con lə artistə nei weekend 8-9 e 15-16 ottobre dalle 10.30 alle 12.00.

Gli incontri vogliono creare un ponte tra il pubblico e il lavoro creativo dell’artista, favorendo uno scambio reciproco in un’atmosfera accogliente, gustando un caffè. L’artista racconterà della sua esperienza in residenza al Museo Carlo Zauli, del suo rapporto con la ceramica e della genesi dell’opera in mostra, per poi approfondire i linguaggi, le ricerche e le poetiche che oggi sono parte significativa del suo lavoro.

Gli incontri sono pensati per un massimo di 15 partecipanti.
Prenotazioni: info@alchemilla43.it

 

Calendario degli appuntamenti, ore 10.30-12.00:
sabato 8 ottobre: incontro con Italo Zuffi
domenica 9 ottobre: incontro con David Casini
sabato 15 ottobre: incontro con Sergia Avveduti
domenica 16 ottobre: incontro con Chiara Pergola

 

L’incontro di sabato 8 ottobre è organizzato nell’ambito della Giornata del Contemporaneo, promossa da AMACI con il sostegno del Ministero della Cultura con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

Contatti:
Eloisa Magiera 366 345 6930
Gaia De Palma 346 758 6303

 

MUTAFORMA. Mutazioni del Codice CZ restituisce l’ibridazione tra la componente ereditaria di Zauli e la cultura ceramica di Faenza in quanto tradizione di una forma d’arte tra le prime espressioni artistiche dell’essere umano. Questa eredità culturale diventa un’eredità genetica, che nel corso dei vent’anni di residenze presso il Museo Carlo Zauli, è stata assorbita e rielaborata dallɜ artistɜ che hanno abitato gli spazi del museo. È in questo modo che il DNA dell’opera di Zauli ha subito una mutazione. Gli agenti mutanti sono le poetiche, i processi personali e le influenze che lɜ artistɜ hanno portato nei laboratori del museo, generando forme ceramiche alla luce di una voce contemporanea e delle sue nuove istanze.

La mostra include opere di: Carlo Zauli, Anemoi, Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Massimo Bartolini, Giulia Bonora, Chiara Camoni, Pierpaolo Campanini, Gianni Caravaggio, Arianna Carossa, David Casini, T-Yong Chung, Lorenzo Commisso vs Aida Bertozzi, Giulia Dal Monte e Isabela Benavides, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Piero Golia, Eva Marisaldi, Mathieu Mercier, Maurizio Mercuri, Jonathan Monk, Caterina Morigi, Ornaghi & Prestinari, Chiara Pergola, Marco Samorè, Daniel Silver, Sissi, Luca Trevisani, Sislej Xhafa, Shafei Xia, Italo Zuffi.

 


Con il contributo di
Comune di Faenza | Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna | Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza | Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna | Associazione Amici della Ceramica e del MIC


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