‘CARLO ZAULI’ – UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

0 Posted by - 23 Novembre 2023 - Carlo Zauli

‘CARLO ZAULI’  
UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA CAPOSALDO DELLA CERAMICA

Nilufar, Viale Lancetti 34, Milano

01 dicembre 2023 — 25 febbraio 2024
inaugurazione 30 novembre ore 18:00
da lunedì a sabato: 10:00-13:00—14:00-19:00
domenica chiuso

 

 

Nilufar presenta ‘Carlo Zauli’, una mostra dedicata al ceramista e scultore italiano ospitata nel grande spazio centrale della sede di Viale Lancetti 34. Nina Yashar, in collaborazione con il Museo Carlo Zauli, ha curato una selezione di opere che ripercorrono i periodi scultorei più rappresentativi della carriera di Zauli, dalle più conosciute a molte altre mai presentate al pubblico. Un’iniziativa importante per celebrare l’arte di Zauli, uno dei capisaldi e massimi rinnovatori dell’arte della ceramica del 1900.

I lavori esposti, tra cui opere particolarmente rare e provenienti dalla collezione privata dello stesso Zauli, narrano il periodo scultoreo che va dagli anni ‘50, l’inizio della carriera dell’artista, agli anni ‘80. Un’occasione significativa per celebrare l’artista e il Museo Carlo Zauli, aperto dalla famiglia nel suo primo studio a Faenza nel 2002 con l’obiettivo di tutelare e diffondere la sua arte. Per la prima volta, una grande galleria consacra una riflessione approfondita all’opera di Zauli.
“Raramente si riscontra un rapporto così intimo tra materiale e artista; la dedizione di Carlo Zauli nel trattare la ceramica emerge nella qualità maestosa e quasi umana delle sue opere, che sembrano vivere di energia propria. Sono felice di omaggiare questo grande autore nei nostri spazi di viale Lancetti” afferma Nina Yashar.

Tra le opere esposte un prezioso vaso-scultura caratterizzato da una decorazione astratta, al quale è stato applicato uno smalto con colpi di frusta (imbevendo uno straccio e colpendo l’opera come in una action sculpture) risalente agli anni ‘50. Tale opera appartiene al primo ma già fruttuoso periodo della carriera di Zauli durante il quale vinse svariati riconoscimenti internazionali. È in questo decennio infatti che Zauli, oltre alla ceramica, ricerca tecniche per lavorare il grès e che vede i primi smalti bianchi a 1200°, precursori dei celebri ‘Bianchi di Zauli’. La maggior parte delle opere selezionate da Nilufar risale agli anni ‘60, momento in cui Zauli si allontana dalla tradizione della maiolica faentina per dedicarsi alla scultura artistica. Questa transizione è il risultato di una sintesi formale e geometrica del suo precedente lavoro. Dopo aver affinato le tecniche nella lavorazione della ceramica greificata, la tattilità del materiale diventa protagonista. Questo è il periodo del ‘Bianco Zauli’. L’artista è noto per aver inventato una nuova tipologia di colore, “una nota storicamente importante, in quanto in precedenza si era passati dall’iper-decorativismo rinascimentale al bianco, giungendo ai bianchi di Faenza. Il medesimo percorso è stato compiuto anche da Zauli, che abbandona la ceramica iper-decorata e inventa una cromia di smalto con una formula ancora oggi segreta” dichiara Matteo Zauli, figlio dell’artista, oggi a capo dell’omonimo museo. Questa la tonalità che domina la carriera dell’autore e che contraddistingue la mostra.

Tra le opere esposte, appartenenti in buona parte agli anni ‘60, si trovano quelle dedicate alla geometria elementare, come la Piramide, che rimanda ad una costruzione preistorica e rappresenta elementi misteriosi presenti in tutto il mondo. Altre opere seguono invece il filone in cui l’artista riflette sulla forma perfetta che esplode in natura, seppur sinuosamente. Zauli ha sempre nutrito e dimostrato un forte rispetto per il mondo naturale e una curiosità per la sua relazione con l’uomo; per questo spesso incrocia la tematica classica con quella naturalistica. Di particolare interesse la sezione dedicata alle Steli, opere che appartengono agli anni ‘60 e ‘70 (periodo in cui Zauli compone ed espone molti lavori anche in Giappone). Sono elementi dalla forma alta e lunga, ispirati alla classicità degli scultori della sua generazione, quali i fratelli Pomodoro. La ceramica è arcaica, e la stele è la forma arcaica per eccellenza. Per la prima volta dopo molti anni, Nilufar riunisce questi complessi monumentali.

In un momento storico in cui la ceramica rivive un periodo di grande fama, Nilufar torna alle nobili origini di questo materiale, celebrando l’artista italiano che più l’ha rinnovata nel secolo scorso.

 


 

NILUFAR
Fondata nel 1979 da Nina Yashar, Nilufar è una delle gallerie di design più importanti al mondo, che esercita un’influenza centrale nel settore creativo. Guidata dall’inconfondibile visione di Nina Yashar, Nilufar si è saldamente affermata come destinazione imprescindibile per collezionisti, istituzioni e appassionati di design, con un’eredità che si estende per oltre quattro decenni. L’approccio visionario di Yashar al design trascende i confini temporali e geografici, dando vita a una prospettiva moderna e multiculturale che fonde senza soluzione di continuità stili ed estetiche diverse. Nilufar presenta le opere di talenti contemporanei, tra cui Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Audrey Large e Objects of Common Interest. Al contempo, rende omaggio ai maestri del design del passato, come i luminari italiani Gio Ponti, Osvaldo Borsani e BBPR, oltre ai grandi brasiliani come Lina Bo Bardi, Jorge Zalszupin e Joaquim Tenreiro. Nilufar vanta due distinte sedi milanesi: una in Via Spiga 32 e l’altra, Nilufar Depot, nel vivace quartiere Lancetti, con un grande spazio di 1.500 metri quadrati. Nilufar Depot non solo accoglie un variegato programma di mostre, ma funge anche da fiorente polo culturale, una piattaforma dinamica concepita per la comunità internazionale del design. Nel 2023, Nilufar ha introdotto Open Edition, la prima gamma di pezzi di design di proprietà della galleria, composta da oltre 100 oggetti firmati da alcuni dei talenti più interessanti del panorama del design contemporaneo.
nilufar.com / @nilufargallery

NINA YASHAR
Gallerista, collezionista, mecenate e indubbiamente una delle più influenti figure pionieristiche nel mondo del design contemporaneo, Nina Yashar è la fondatrice della Nilufar Gallery. Nata a Teheran, si trasferisce in seguito a Milano, dove suo padre diventa un importante mercante di tappeti persiani e tessuti pregiati. Yashar inizia la sua carriera lavorando al fianco del padre finché, all’età di 21 anni, decide di aprire la propria attività. Inizialmente si occupa di antiquariato e tappeti francesi del XIX secolo, per poi scoprire una magnetica attrazione per i capolavori di design storico e per gli innovatori contemporanei. In oltre quarant’anni di carriera, la Yashar ha forgiato un bagaglio impareggiabile di progetti, mostre e arredi, scoprendo nuovi talenti che hanno cambiato il volto del design collezionabile. Il suo distintivo gusto rappresenta un connubio unico di mondi apparentemente distanti: Crossing, infatti, è il titolo di uno dei suoi primi cataloghi, oggi una guida indispensabile per molte persone in tutto il mondo.

CARLO ZAULI
Carlo Zauli (Faenza 1926-2002) è una delle grandi figure della scultura italiana del novecento. Come per altri maestri delle generazioni precedenti, da Martini a Fontana a Leoncillo, la sua formazione tecnica si svolge nell’ambito dell’arte ceramica, dai cui codici formali Zauli si distacca dagli anni Sessanta evolvendo verso una ricerca plastica complessa e di grande ricchezza espressiva. Il passaggio da climi informali ad un ragionamento sulla forma geometrica come struttura retorica lo porta a entrare nel vivo del dibattito plastico del tempo. La personale alla Montenapoleone di Milano del 1957, si intreccia con alcune realizzazioni in perfetto clima di integrazione delle arti (fregio per la reggia di Baghdad, 1958; fregio per il Poligrafico di Stato di Kuwait City, 1961; partecipazione alle Triennali milanesi del 1954, 1957, 1964, 1968) e con l’intensa frequentazione di autori come Fontana, Valentini, Pomodoro, Spagnulo.Dalla fine degli anni Sessanta la sua scultura si dipana in serie problematiche in cui la vocazione formativa della materia, il rapporto tra sostanza e pelle del corpo plastico, la dialettica tra biomorfismo e geometria, i comportamenti struttivi della forma, si fanno protagonisti. A fianco di grandi mostre personali (Musées Royaux d’Art d’Histoire di Bruxelles e Hetjens-Museum di Dusseldorf, 1972; personale itinerante a Osaka, Tokyo, Nagoya e Kyoto, 1974; personale itinerante a Fukuoka, Takoname e Tokyo, 1981) e opere di integrazione architettonica, si allineano le mostre personali in gallerie e spazi pubblici, che conferiscono alla sua opera un respiro internazionale, come conferma la retrospettiva itinerante tenutasi a Kyoto, Gifu, Tokyo e Hagi, tra il 2007-2008. È scomparso nel 2002. Ora i suoi lavori sono presenti in più di quaranta musei nel mondo.
museozauli.it / @museocarlozauli