Fondazione Fitzcarraldo, nell’ambito di ArtLab, supporta l’iniziativa Carlo Zauli / Nove Opere Incompiute.
L’obiettivo è quello di contribuire alla rinascita del Museo Carlo Zauli di Faenza, duramente colpito dall’alluvione del 16 maggio scorso. Purtroppo infatti, oltre agli spazi espositivi e ai suoi laboratori, sono andati perduti impianti e attrezzature e numerose opere del ceramista, considerato uno degli scultori ceramisti più importanti del novecento, e della collezione di artisti contemporanei hanno necessità di importanti lavori di restauro.

 

Una selezione di opere sarà acquistabile attraverso una donazione.
Le immagini e i dettagli delle opere sono disponibili online a questo LINK.

E’ possibile partecipare all’iniziativa dal 29 settembre al 31 ottobre.

Le opere saranno visibili in anteprima nella serata del 28 settembre,
all’interno di ArtLab 2023.
Dal giorno seguente e fino al 31 ottobre sarà possibile partecipare all’asta contattando direttamente il Museo Carlo Zauli alla mail museocarlozauli@gmail.com,
esprimendo la propria preferenza per un’opera, citandone il titolo e lanciando la propria offerta. Il personale del Museo vi contatterà di seguito informandovi sull’andamento dell’asta e nel caso, aggiornandovi su altre offerte giunte sulla stessa opera e sulla quotazione corrente, in modo da potere effettuare un eventuale rilancio.
Base d’asta: € 400,00

 

Le nove opere selezionate dal Museo Carlo Zauli per ArtLab 2023 Bergamo sono un assoluto inedito tra le edizioni prodotte negli anni 90.
Si tratta di nove sculture incompiute, scelte tra i “biscotti” ceramici che Carlo Zauli non portò mai a termine durante la propria carriera, non ultimando il processo di realizzazione artistica con l’applicazione dello smalto e la seconda cottura ad alta temperatura.
Ognuna di esse, dunque, è un’opera unica ritrovata nella storica cantina nella quale tutte queste opere non terminate dall’artista, colto all’inizio degli anni novanta dall’insorgere del morbo di Alzheimer, stavano riposte al momento dell’alluvione che ha travolto il centro di Faenza nel maggio scorso.
Opere conservate nell’Archivio MCZ per documentare l’attività dell’artista ma che, mancando l’autore, non sarebbero mai state toccate né messe in commercio.

Vista l’eccezionalità degli eventi, invece, il Museo ha deciso di destinare nove di esse alla generosa iniziativa di Fondazione Fitzcarraldo, corredandole di un certificato di autenticità e provenienza, nel quale viene descritta l’opera nella propria storicità.
Ogni opera testimonia il progetto scultoreo dell’artista, ne svela la maternità e porta i segni dell’alluvione, che volutamente non sono stati cancellati, e che arricchiscono così la storia e l’identità di ogni scultura.