Corso per Curatori 2020: Arianna Zama

Accademia delle Belle Arti di Ravenna

Caglio

Caglio è un archivio visivo di sensazioni tattili. Un racconto per immagini sincopate.

Il caglio è un elemento arcaico e artigianale, la sua origine animale ne conserva il misticismo e la brutalità. La magia del far rapprendere le cose.

Il raggrumare e coagulare ha molto a che fare con la ceramica e le sue profonde mutazioni. In tutte le sue accezioni femminili. Terra. Argilla. Creta. E in tutte quelle presenze maschili. Caolino. Ossido. Feldspato.

La capacità della mutazione ancora si aggancia alla volontà del plasmare. Che è prerogativa degli artisti.

Caglio è un dialogo immaginifico fra Andrea Salvatori (1975, Faenza) e Carlo Zauli (1926-2002, Faenza). Due artisti. Due generazioni. Due Bianchi. Stessa Terra.

Due bianchi che hanno molto a che fare con il latte e le sue trasformazioni. Il rapprendersi degli smalti e delle cristalline riporta a una caseificazione poetica e ironica. In Andrea la sua versione più candida, limpida e allo stesso tempo dissacrante, in Carlo nelle sue rugosità burrose screziate di muffe verdi antiche e memorie di rosso.