Credits

7 Febbraio 2020 – 9 Aprile 2020
17-18 Golden Square, Soho, London W1F 9JJ, Regno Unito

 

Massimo Bartolini dal Museo Carlo Zauli in mostra alla Frith Street Gallery di Londra.

Massimo Bartolini è conosciuto a livello internazionale per la sua arte immersiva ed esperienziale. Il suo lavoro è spesso discusso in termini di metamorfosi e sperimentazione: crea arte che cambia lo spazio e la nostra esperienza nel luogo, che spesso riconosce, nella sua forma finita, i processi attraverso i quali è stata realizzata.
Dopo la mostra al Museo Carlo Zauli, una nuova e più ampia installazione di “Grotoni e Malocchi” viene presentata alla Frith Street Gallery di Londra: Credits, una mostra sul paesaggio.
Per Bartolini il paesaggio è la natura vista da una distanza di sicurezza, è sempre una proiezione di coloro che la abitano. I lavori di questo spettacolo coinvolgono i sensi dello spettatore in modi precisi e diversi.
L’opera auditiva “In a Landscape” è un organo a forma di pozzo con all’interno un carillon. La musica si ispira alle prime 10 battute della composizione omonima di John Cage.
La giustapposizione di una struttura minimale e piuttosto brutalista con fragilità e intimità è tipica della pratica di Bartolini.
Il titolo dell’installazione Grotoni e Malocchi di Massimo Bartolini, che dal Museo Carlo Zauli è in mostra alla Frith Street Gallery di Londra, è tratto da un testo dello scrittore italiano Maurizio Maggiani.
Le parole Grotoni e Malocchi non sono traducibili in inglese, sebbene si riferiscano a “componenti” della terra arata; i Grotoni sono le zolle bagnate, i Malocchi le zolle asciutte. Per mantenere questo stato differenziale l’artista richiede “l’atto devozionale” di annaffiare l’opera ogni giorno.
Il video lavoro Credits è costituito da due schermi video di fronte. Uno schermo mostra una sezione di assi di legno in cui due dei nodi sono diventati gli occhi che lampeggiano nel tempo a un curioso ritmo di flamenco. Gli occhi guardano verso l’altro schermo che sembra interpretare i titoli di coda di un film. Guardando la lista a scorrimento infinita si decifra lentamente il suo significato inquietante.

La galleria ringrazia il Museo Carlo Zauli per l’aiuto alla produzione dell’opera “Grotoni e Malocchi”.


Massimo Bartolini  “Grotoni e Malocchi”

Il progetto che lega il Museo Carlo Zauli a Massimo Bartolini passando attraverso le parole di Maurizio Maggiani si pone come un momento forse irripetibile nella ormai ventennale storia dei passaggi di artisti contemporanei negli storici laboratori di Via della Croce a Faenza.
Se infatti l’obbiettivo primario delle nostre residenze d’artista è sempre stato creare ponti, legami, connessioni tra l’arte – soprattutto la scultura – contemporanea e l’opera di Carlo Zauli, forse nessun progetto come questo si avvicina alla nostra missione ed aderisce all’identità più profonda del museo, in equilibrio tra identità storica e piena contemporaneità.
La più nota immagine di Carlo Zauli, scattata nel 1974 dal grande fotografo bolognese Antonio Masotti, lo ritrae seduto su un campo di grandi zolle formate da una possente aratura, le stesse zolle che, rivissute nelle sue più celebri opere degli anni settanta ed ottanta costituiscono la miglior sintesi del suo lavoro scultoreo.
E sono proprio le zolle romagnole, quelle zolle che rivivono nell’opera che questa pubblicazione racconta. Sono le zolle di Massimo Bartolini e sono le zolle evocate di Maurizio Maggiani in un testo dedicato al lavoro dell’artista toscano.
E così, in un rapporto virtuoso di richiami e di omaggi, il riferimento zauliano si trasforma in “Grotoni e Malocchi”, installazione scultorea che Massimo Bartolini tiene in equilibrio tra naturale ed artificiale, tra estrema cura ed immediatezza, diventando al tempo stesso narrazione vigorosa e materica nelle parole di Maurizio Maggiani.
Un processo complesso, partito da un fortuito incontro tra l’artista e il museo, da un pranzo in un bel ristorante di campagna, proseguito con una lunga fase di gestazione e di studio sfociata poi, grazie alla collaborazione realizzativa della Manifattura ceramica Sottosasso, nella propria forma definitiva.
Uno straordinario omaggio di un grande artista italiano ad un ceramista-scultore, Carlo Zauli, che nella grumosità della ruvida argilla aveva posto il proprio messaggio più intimo.
Matteo Zauli, direttore artistico del Museo Carlo Zauli.