Corso per Curatori 2018: Anna Bottoli

Accademia delle Belle Arti di Bologna

Nothing as it seems è il titolo della serie di Alberto Gianfreda: il vaso viene distrutto, frantumato ed infine ricomposto per tornare alla forma originaria. Il tempo in queste sculture è immobile, sospeso in una resilienza inedita.


 

Resilienza re·si·lièn·za/ sostantivo femminile 1. Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. 2. In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Nothing as it seems
Niente è come sembra.

Il sottile gioco di significato, utilizzato da Gianfreda, che identifica e unisce l’opera con il titolo è spiazzante. La resilienza di un materiale viene associata a vasi distrutti e ricomposti che hanno come titolo Nothing as it seems. Vasi distrutti, quelli di Gianfreda come quelli di Zauli, che ne preservano l’anima e la forma: artisti che sono stati capaci, grazie ai loro gesti, di immobilizzare il tempo nella scultura. Il vaso resiliente si è rotto. Il vaso disfatto, sconvolto, è crollato su se stesso. E si rimane sospesi a immaginare ciò che era e ciò sarebbe stato.

 

Alberto Gianfreda nasce a Desio nel 1981. Nel 2003 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si specializza nel 2005 in Arti e Antropologia del Sacro, per completare la formazione al TAM sotto la direzione di Nunzio Di Stefano. Dal 2005 collabora con l’Accademia di Belle arti di Brera di Milano presso la quale è attualmente docente di Tecniche per la scultura. Nel 2014 fonda, assieme ad un gruppo di altri artisti e la curatrice Ilaria Bignotti, il movimento Resilienza italiana. Gianfreda dedica studio e ricerca al linguaggio della scultura, indagando le connessioni tra i temi della resilienza e dell’identità. Cerca nella capacità di adattamento della materia, attraverso sistemi di assemblaggio mobili, irripetibili variazioni formali che rendono la scultura unica in uno specifico momento.
“… La resilienza dell’icona diventa metafora di ciò che rimane riconoscibile in un contesto di innesti continui, di mutazioni sostanziali, in un flusso di cambiamenti che il nostro tempo sembra accelerare di giorno in giorno”.
Paola Formenti Tavazzani