MCZ Residenza d’Artista
Anemoi
dal 19 maggio 2014
in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa

Sono le Anemoi, collettivo artistico formato da quattro ragazze, le vincitrici dell’edizione 2014 del concorso nato dalla collaborazione tra il Museo Carlo Zauli di Faenza e la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Il concorso, avviato nel 2011, consente ogni anno ad uno degli artisti o collettivi in residenza presso gli Atelier dell’istituzione veneziana di trascorrere un periodo in residenza a Faenza e produrre un’opera in ceramica nei laboratori del museo, assistito da un esperto ceramista.
I progetti presentati dai dodici assegnatari, appositamente concepiti dagli artisti per essere realizzati in materiale ceramico, sono stati visionati e valutati da una commissione composta da Matteo Zauli, Guido Molinari e Marco Tagliafierro per il Museo Carlo Zauli, e da Stefano Coletto, Giorgia Gallina e Rachele D’Osualdo della Fondazione Bevilacqua La Masa.
L’opera realizzata da Anemoi, gruppo composto da Daniela Da Silva Ferreira, Laura Di Nicolantonio, Maria Elena Fantoni e Nataša Vasiljević sarà realizzata in due esemplari, di cui uno resterà proprietà dell’artista e uno entrerà a far parte della collezione del Museo Carlo Zauli; il lavoro terminato sarà presentato a Faenza a ottobre 2014.

Anemoi
info.anemoi@mail.com

Il gruppo Anemoi nasce nel 2013, come naturale continuazione di una ricerca condivisa che si svolgeva da tempo. Il collettivo e formato da Daniela Da Silva Ferreira, Laura Di Nicolantonio, Maria Elena Fantoni e Nataša Vasiljević, artiste che hanno esposto in istituzioni in Italia e all’estero quali: Ashkal Alwan, Beirut; Fondazione Ratti, Como; Gervasuti Foundation, Venezia; Nitra Gallery, Salonicco.
L’attivita del gruppo nasce a distanza, tra Venezia e Londra, come risposta alla comune urgenza di traslare la ricerca artistica sulla realta circostante, ripensando i valori di astrazione, rappresentazione e narrazione.

Anemoi ha come interesse principale quello di innestare delle aperture nella continuita del reale, che agiscano come intersezioni decisive tra il poetico e il possibile. Il lavoro del gruppo opera una critica sistematica di quegli elementi del quotidiano che attivano silenzio e passivita e interpreta queste aperture come microrivoluzioni, spazi di respiro, possibilita e creazione.