Carlo Zauli, Vasi sconvolti, 1977
 
 
Nell’ambito del decennale del Museo Zauli, da un’idea di Christian Caliandro nasce il ciclo di incontri “Storia come natura: gli anni Settanta e Carlo Zauli”, realizzato in collaborazione tra il Museo Carlo Zauli e la Galleria Bianconi di Milano: una serie di incontri interdisciplinari dedicati al rapporto tra gli anni Settanta e Carlo Zauli, alla capacità dell’artista di interpretare e confrontarsi, in maniera originale e profonda, con quel periodo. 
Il progetto, che si svolgerà da maggio a settembre, tra Faenza e Milano, costituisce una  delle iniziative che accompagneranno il decennale della scomparsa dell’artista e della nascita del Museo Carlo Zauli, fondato nel suo studio laboratorio a Faenza, per raccontare il suo lavoro e ricreare, con strumenti attuali, quella vitalità e l’incontro tra artisti che ne aveva caratterizzato l’atmosfera.
 
Carlo Zauli (1926-2002), considerato uno dei più grandi protagonisti della scultura italiana del Novecento, è oggetto negli ultimi anni di una profonda rilettura critica che ha portato a pubblicazioni e progetti espositivi in Italia, negli Stati Uniti ed in Giappone. Contestualizzando la ricerca di Zauli nel suo periodo storico e in un confronto con le altre importanti figure del suo tempo, come Fontana, Valentini, Pomodoro e Spagnulo, emergono nuove letture e scoperte della sua opera, che ci parlano di questioni nate nel clima culturale dei suoi anni e ancora vive nello scenario contemporaneo. 
Gli anni Settanta sono un momento particolare in cui la storia di Zauli si intreccia in maniera indissolubile con quella del nostro Paese. Mentre l’Italia attraversa una mutazione traumatica e complessa, a partire dal 1976 Zauli produce la serie dei “Vasi Sconvolti”: opere che testimoniano l’atto di volontà individuale di un artista che sceglie di esprimere tutta la portata del capovolgimento di un’intera società
Gli “Sconvolti” assumono un grande valore proprio per la riflessione coraggiosa sul tempo che li ha generati, ma anche per la riflessione sull’oggi che possono generare, in un dibattito che non si è ancora spento, ma che, anzi, il nostro tempo ci porta a riaprire. 
Partendo da uno studio monografico su questa produzione, il progetto “Storia come Natura. Gli anni Settanta e Carlo Zauli” interseca i differenti territori culturali di quel momento: In queste opere, – afferma il curatore degli incontri Christian Caliandro – la forma originaria e carica di senso viene sottoposta ad una brusca torsione e ad un sommovimento che corrisponde ad un altro significato, ad un’altra riflessione. Come pochi altri lavori, gli Sconvolti di Zauli registrano infatti – senza atteggiamenti didascalici o retorici – la mutazione antropologica in atto nella società italiana di quegli anni, che segna la fine di un’epoca.
Storia, letteratura, arte, cinema, musica e società formano il percorso attraverso cui si alterneranno le voci di importanti studiosi, artisti, scrittori, giornalisti, protagonosti di quegli anni e della riflessione contemporanea su di essi, per raccontarli e capire perchè oggi è importante discuterne
Si parte con lo scrittore Antonio Scurati e il saggista Massimiliano Panarari, che apriranno il ciclo di incontri, moderati da Christian Caliandro – il 16 maggio alle 18.30, alla Galleria Bianconi (Via Lecco 20, Milano) – per parlare della percezione degli anni Settanta italiani e ricostruire il filo che li lega al nostro presente. 
Tra i protagonisti degli appuntamenti successivi, interverranno Marcello Fois, Alberto Masala, Eva Frappicini, Alberto Mugnaini, Matteo Zauli, Patrizio Gioffredi, Christian Uva.
 
Spiega Christian Caliandro: gli anni Settanta sono il decennio della recente storia italiana che più è stato oggetto di rimozione storica: il corrispettivo infatti dei recuperi nostalgici, delle mode vintage e delle ossessioni retro, nella moda come nei linguaggi artistici, è l’oscuramento dei nessi causali con il presente e della reale comprensione di un periodo, frettolosamente compresso nella definizione liquidatoria di “anni di piombo”. Gli anni Settanta italiani sono così diventati, nel corso degli ultimi trent’anni, una sorta di buco nero in grado di risucchiare gran parte delle produzioni creative di quell’epoca, a anche un’idea di identità collettiva.
 
Con questa iniziativa la Galleria Bianconi è oggi a fianco del Museo Carlo Zauli nel proseguire un’indagine che ha contribuito ai crescenti riconoscimenti che ha ottenuto Zauli negli ultimi anni, dalla grande personale del 2009 di Palazzo Bricherasio a Torino fino agli ultimi due importanti momenti espositivi del 2011: la partecipazione di Zauli alla mostra “Regioni e Testimonianze d’Italia” al Complesso del Vittoriano, a Roma, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e la doppia personale “Carlo Zauli. Terra che rivive”, presso I Magazzini del Sale di Cervia e il Convento di San Francesco di Bagnacavallo. 
A testimoniare la capacità di Zauli di dialogare con i temi e l’arte del nostro tempo è inoltre la selezione della sua grande stele del 1972 per la sezione curatoriale di Art Miami 2011 “Outstanding Sculptures”, accanto ad altri maestri del 900 come Marc Chagall e Arman, a cura di Julia Draganovic. 

Il programma

16 maggio, ore 18.30 – Galleria Bianconi, Milano
Intro. Non la solita storia: Antonio Scurati, Massimiliano Panarari
La percezione degli anni Settanta italiani da parte di due protagonisti che in quel periodo erano bambini, e che ne valutano lucidamente conseguenze e impatti (soprattutto nella transizione, per molti versi fondamentale, dalla seconda metà del decennio all’inizio degli anni Ottanta), per ricostruire il filo che lega gli anni Settanta all’oggi.

5 giugno, ore 21.00 – Bagnacavallo, Sala Oriani, ex Convento di S.Francesco
Letteratura. Ricostruzioni narrative: Marcello Fois, Alberto Masala
Uno degli aspetti più interessanti degli ultimi anni ha sicuramente a che fare con le ricostruzioni letterarie del periodo, che a partire da punti di vista diversissimi compone un ritratto che, a sua volta, è “più vero del vero”.

26 giugno, ore 21.00 – Museo Carlo Zauli, Faenza 
Musica. Riattivare la nostalgia
Il secondo livello in cui in Italia gli anni Settanta “ritornano” è quello della musica. Anche in questo caso, al di là della comoda e rassicurante nostalgia c’è una forma “attiva” – e creativa – di filologia, che consiste nel progetto di una linea alternativa attraverso il recupero di una dimensione artigianale. Con un dj set tematico a cura di Clash Disko.

16 luglio, ore 21.00 – Museo Carlo Zauli, Faenza
Arte. Fiction vs. rappresentazione: Eva Frapiccini, Alberto Mugnaini, Matteo Zauli
Ci sono molti modi per un artista di relazionarsi con gli anni Settanta. Sicuramente il più diffuso è quello “nostalgico”, che consiste nel riprendere forme, stili e linguaggio appartenuti ad altre generazioni e sistemi culturali e immaginari, svuotandoli di senso. Esiste però anche una strada più ardua, che consiste nel riflettere criticamente sull’epoca, facendone il vero tema di una riflessione su se stessi. Una giovane artista che si è soffermata a lungo su quell’epoca, e l’esempio degli Sconvolti di Zauli come riflessione approfondita e ‘in diretta’.

2 agosto, dalle 19.30 – Piazzetta Zauli, Faenza
Cinema. Evento speciale Cinema DiVino: Patrizio Gioffredi, Christian Uva
In che modo il cinema italiano degli anni Settanta e sugli anni Settanta si è confrontato con la difficile stagione della violenza politica? E che rapporti questo cinema intrattiene con opere e autori che parallelamente affrontano argomenti simili in altre realtà?

12 settembre, ore 18.30 – Galleria Bianconi, Milano
Società. La grande trasformazione: Nanni Balestrini, Marco Belpoliti e Giorgio Vasta
L’incontro conclusivo fa il punto sulla mutazione antropologica e culturale (chiaramente prevista e prefigurata da Pier Paolo Pasolini) che ha attraversato la società italiana tra la seconda metà degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Preparando il terreno alla realtà in cui viviamo oggi

ingresso libero

Info:
 
Museo Carlo Zauli, via Della Croce, 6 – Faenza RA, Tel. +39 0546 22123
museozauli.it

 

Galleria Bianconi, via Lecco, 20 – Milano, Tel. +39 02 91767926
www.galleriabianconi.com
 
Ufficio stampa:
maddalena bonicelli, mb.press@galleriabianconi.com, 
Tel. + 39 335 6857707