Si è conclusa ieri la prima fase del progetto Residenza d’Artista – workshop di ceramica nell’arte contemporanea al Museo Carlo Zauli con Christian Frosi e Diego Perrone.
I due artisti sono a Faenza secondo una modalità di residenza inedita, modalità non finalizzata, come in tutte le precedenti occasioni, alla produzione di un’opera in senso tradizionale.
Il workshop ha infatti com scopo la progettazione di un oggetto, che rappresenti un ibrido della cultura ceramica del mediterraneo, di nuova definizione, un oggetto che potrebbe avere tutte le caratteristiche per essere prodotto in serie e di cui verrà realizzato un prototipo all’interno del laboratori del museo a maggio 2012.
Si tratta quindi di un vero e proprio studio che i due artisti porteranno avanti nei prossimi mesi con il supporto di un gruppo di 11 studenti individuati dai docenti fra i più interessanti delle Accademie di Bologna, Brescia, Venezia e dall’Istituto Ballardini di Faenza.
In questa primo incontro della durata di due giorni, studenti ed artisti si sono conosciuti ed hanno stabilito le modalità operative dei prossimi mesi, individuando competenze singole e obiettivi comuni, che verranno portati avanti da ogni studente individualmente, ma in continua connessione al resto del gruppo via internet.
La residenza, come le altre della stagione 2011-2012 sarà oggetto di una mostra e di una pubblicazione nel’autunno del prossimo anno.
Christian Frosi e Diego Perrone stanno portando avanti da circa due anni un lavoro artistico in coppia che non prevede la produzione di opere vere e proprie, ma percorsi diversi all’interno del mondo dell’arte contemporanea. Sono già stati ospiti del Museo Zauli nell’inverno 2011, all’interno del ciclo di conferenze “Avventure nello spazio dell’arte” in un racconto del loro viaggio nei luoghi no profit e alternativi dell’arte contemporanea italiana, tra cui il nostro.
Gli artisti descrivono così la loro esigenza di iniziare un progetto di collaborazione assieme proprio in Italia: “Abbiamo iniziato a collaborare nel 2009, in veste di artisti e curatori, ma solo nel 2010 la nostra collaborazione si è focalizzata su tre parole chiave di ricerca: Età, Istruzione e Italia. […] Abbiamo realizzato un viaggio su tutto il territorio italiano toccando 30 città, cercato e conosciuto persone, organizzazioni e situazioni nuove sul territorio che gestiscono spazi e contesti attivi nell’arte e nella cultura contemporanea. Non ci siamo privati del piacere fisico di attraversare luoghi meravigliosi, ma non eravamo interessati a documentare il paesaggio. Abbiamo conservato ciò che le persone ci hanno raccontato, ciò che abbiamo visto nelle loro invenzioni e nelle loro idee. Il livello di generosità, passione e impegno, non è solo nei più giovani, dove è quasi ovvio trovarne, ma si vede anche in una fascia di artisti e curatori più maturi. Il tutto purtroppo, tranne casi eccezionali ed eroici, avviene al di fuori e ben lontano dalle accademie. […] Cercavamo un titolo che avesse una forte connotazione negativa da un punto di vista sociale, per stemperare il lato patetico e retorico di un viaggio nella provincia Italiana. “Eroina” ci è sembrato calzare perfettamente questa esigenza evocando anche il lato oscuro di chi rischia di astrarre e perdere il mondo attraverso l’arte e la cultura. Il progetto si è sviluppato in tre fasi: il viaggio, alcuni interventi, video e una serie di talk e performance. I talk sono uno strumento per ripercorrere alcune tappe del viaggio restituendo un quadro completo dell’esperienza fatta, aprendola al dibattito e ad una forma di work in progress particolare.” La cosa interessante è che i due artisti affrontano questa nuova scoperta dell’Italia senza pregiudizi e con disponibilità a farsi stupire e al dialogo.
Il racconto di queste varie tappe può essere seguito sul blog http://coalnumber.tumblr.com/
 
Diego Perrone (Asti, 1970; vive e lavora a Milano) ha presentato il suo lavoro in vari contesti, nazionali ed internazionali, tra cui citiamo l’edizione della Biennale di Berlino del 2006, la Biennale di Venezia del 2003, quella di Manifesta, nel 2000, e poi al Centre Pompidou di Parigi, alla Fondazione Trussardi di Milano, al MART di Rovereto, al PS1 di New York, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Brodbeck, Catania.
 
Christian Frosi (Milano, 1973; vive e lavora a Milano) ha presentato il suo lavoro in vari contesti, nazionali ed internazionali, tra cui citiamo la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel 2007, il MART di Rovereto nel 2008, il Castello di Rivoli a Torino nel 2008, la Galleria Zero a Milano nel 2009, Emerging Talents alla Strozzina a Firenze nel 2009.
 
Gli studenti del workshop:
dall’Accademia di Bologna: Alessia Adorni, Maria Cemmi, Margit Pittschieler, Martina Raponi
dall’Accademia di Brescia: Giulia Azzini, Valentina Dotti, Lucia Seghezzi
dall’Accademia di Venezia: Silvia Giuseppone, Massimiliano Gottardi
dall’Istituto Ballardini di Faenza: Cinzia Carantoni, Chiara Poinelli