Carlo Zauli: terra che rivive

 
Prorogata l’apertura della mostra dedicata a Carlo Zauli.
Vista l’intensa affluenza di visitatori si proroga di una settimana la mostra presso il Convento di S. Francesco a Bagnacavallo, fino a domenica 16 ottobre.
 
Inaugurata domenica 11 settembre alle 17 presso il piano superiore del Convento di San Francesco a Bagnacavallo, l’allestimento costituisce la seconda parte di Terra che rivive, la grande mostra dedicata allo scultore faentino Carlo Zauli.
L’evento, a cura del Museo Carlo Zauli di Faenza, è organizzato dalla Cna provinciale di Ravenna in collaborazione con i Comuni di Bagnacavallo e Cervia e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
L’importante mostra, che per il quinto anno consecutivo porta nelle due città romagnole le opere di un grande artista del nostro tempo, ha preso avvio il 3 luglio dai Magazzini del Sale di Cervia, con una prima parte espositiva suddivisa in tre sezioni (Viaggio intorno a un vaso, Fremiti naturali e Zolle) che si è chiusa il 4 settembre registrando oltre 13.000 presenze.
La parte bagnacavallese della mostra, completamente inedita rispetto a quella cervese e intitolata Primari esplosi, ospita al piano superiore del Convento di San Francesco una ventina di opere di grande formato che Zauli ha realizzato fra l’inizio degli anni Settanta e la metà del decennio successivo e che lo stesso artista faentino considerava uno dei vertici della propria ricerca espressiva. Ricerca che partiva dalla terra, vista sia come simbolo di vita e primigenia fonte di energia sia come luogo di appartenenza dove affondare le proprie radici, quella terra di Romagna a cui Zauli si è sempre dimostrato profondamente legato. La mostra è inoltre introdotta da una sezione grafica, ricca di alcuni inediti, che testimoniano la ricerca di Zauli anche in questo ambito.
 
Così, come si legge nell’omonimo catalogo curato da Flaminio Gualdoni ed edito da Danilo Montanari, nelle opere della sua maturità artistica Zauli saggia gli “statuti fondamentali dei comportamenti della materia, lo stare sull’orizzonte e l’ergersi verticale”: gli spazi suggestivi dell’ala non ancora restaurata del Convento di San Francesco entreranno in relazione con le forme primarie della stele, della colonna e delle ondulazioni terrigne, “in un rapporto dell’uomo con la terra che le fa totemiche”.
 
La mostra, prorogata, resta aperta al pubblico fino a domenica 16 ottobre tutti i giorni dalle 15 alle 18.30, sabato e domenica anche dalle 10 alle 12. Il Convento di San Francesco è in via Cadorna a Bagnacavallo.
 
Informazioni: Museo Civico delle Cappuccine, via Vittorio Veneto 1 (0545 280911-3-4; centroculturale@comune.bagnacavallo.ra.it).
 
Carlo Zauli è nato nel 1926 a Faenza, dove è scomparso nel 2002. È considerato uno dei ceramisti scultori più importanti del Novecento. Dopo aver vinto negli anni Cinquanta i principali riconoscimenti dedicati all’arte ceramica, i primi anni Sessanta lo vedono evolvere verso un’interpretazione marcatamente scultorea del proprio mestiere. In questi anni matura il proprio linguaggio artistico, intriso di atmosfere informali intrecciate a un’armoniosa ma dirompente “naturalità”. Sono gli anni di un crescente successo internazionale. Dal 1958, anno nel quale sono realizzati i grandi altorilievi per la reggia di Baghdad e il Poligrafico di Stato del Kuwait, vede la propria fama crescere continuamente, fino a spingersi, tra gli anni Settanta e Ottanta, a tutta l’Europa, il Giappone, l’America del Nord, dove realizza esposizioni e colloca opere in permanenza.
Le sue opere sono presenti oggi in quaranta musei in tutto il mondo.
 
foto di Cristina Bagnara