Palazzo Esposizioni – Chiesa
lunedì 13 dicembre h 19
 

 

Contusio Inquisitione Obscura
bruise caused by searching for an object in the dark
 
Come si dice?
Si dice: andare a tentoni, brancolare nel buio- metafora morale e fisica…
 
Durante alcuni scavi archeologici nel 1844 a Petra fu rinvenuto un enigmatico divertissement diagnostico in lingua latina, databile al XII sec AD- forse una traduzione dall’arabo di un documento approssimativamente di duecento anni prima.
Anticipando grandemente Linneo, questa Partitio Contusionum è una vera nomenclatura tassonomica dell’ematoma… proprio del “livido”.
 
Tra le varie definizioni e tipologie elencate, tra l’incidente domestico e la manifestazione psicosomatica, il punitivo colpo inferto dal Sublime e il vaso di gerani soggetto a gravità,
troviamo la Contusio Inquisitione Obscura: ematoma causato dalla ricerca di un oggetto nel buio.
 
Perfettamente descrittivo della mia esperienza con la ceramica.
 
Il buio, dell’ignoranza tecnica, il buio dell’imprevedibilità del risultato, il buio del forno.
Ci si muove con un sottile nervosismo, ma scevri da ogni inibizione, nell’oscurità dove la ricerca sia egualmente: febbrile materialità e reverenza storica.
 
E il risultato?
Ipotizzabile per grave difetto.
Come un livido. Ti verrà un livido… Mi verrà o forse non mi verrà… ma possibilmente mi verrà e sarà di una forma ed un colore che nell’urto, nella ricerca, non riesco compiutamente a prevedere.
Mi prendo un bel rischio a portare questo bernoccolo brunito sulla fronte, ma dovevo cercare… dovevo trovare…
 
Lo dicono anche gli esperti, i ceramisti che conoscono le terre, le cotture, gli smalti, le loro cattiverie e le loro meraviglie… nemmeno per loro il processo di lavorazione è un sillogismo perfetto. Pur nel rispetto coscienzioso di una tecnica, l’esito è una potenziale scoperta.
 
Scoperta e stupore per come tutta quella tensione del brancolare processuale, si sia finalmente condensata in colore e rifrazione, soprattutto in un eccitamento tipico dei primi ritrovamenti.
 
Il Museo Carlo Zauli, mi ha cortesemente ospitata con tutto il suo Bene artistico, i suoi laboratori, i suoi melograni. Nel laboratorio che fu di un grande Maestro il buio certo intimidisce, ma è soprattutto confortante…